Glossario del tiro con l'arco e della sua ricerca
I termini che ricorrono nel registro e negli studi, con una definizione breve e il rimando alla pagina che li tratta per intero.
Dominio per dominio, i termini principali e le affermazioni con il loro stato stanno anche su un foglio da stampare: le schede da campo.
- Acclimatazione al caldo
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L'insieme degli adattamenti che rendono il corpo più tollerante al caldo. Nel tiro con l'arco il dato viene da uno studio sulle gare cinesi, dove conta l'esposizione di lungo periodo: chi si allena nel sud del paese e chi gareggia nella propria provincia perde meno punti nelle giornate più calde, mentre l'esposizione al caldo nei dodici mesi precedenti la gara non mostra effetti.
Vai a: Vento e condizioni meteo nel tiro con l'arco: come leggerli e gestirli
Studi: Qiu et al. 2021
- Actigrafia
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Un sensore di movimento portato al polso, notte dopo notte, per stimare quando si dorme e per quanto. È comodo e si usa anche durante una gara, ma ricava il sonno dal movimento del braccio e non dall'attività del cervello, per cui è meno preciso della polisonnografia di laboratorio.
Vai a: Gli arcieri dormono a sufficienza
Studi: Esen et al. 2024
- Affidabilità test-retest
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Quanto una misura ripetuta sulle stesse persone, a breve distanza di tempo e nelle stesse condizioni, restituisce valori simili. Di solito si esprime con un coefficiente di correlazione fra la prima e la seconda prova, spesso quello intraclasse, ed è uno dei primi dati da cercare in un test che vuole misurare il livello di un arciere.
Vai a: Come leggiamo uno studio
- Aggiustamenti posturali anticipatori
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Le correzioni di equilibrio che il corpo prepara prima di un movimento, per contrastare la spinta che sta per arrivare. Nel tiro le si misura con le pedane di forza e l'elettromiografia delle gambe: nell'unico confronto fra esperti e persone che non avevano mai tirato, negli esperti il centro di pressione si spostava già prima del rilascio in senso opposto alla spinta in arrivo, mentre negli altri si muoveva nello stesso senso della spinta.
Vai a: Postura e stabilità nel tiro con l'arco: cosa rivelano i biomeccanici
Studi: Na et al. 2024, Kim et al. 2023
- Alette, penne e Spin Wing
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Le superfici incollate in coda che riallineano la freccia al flusso d'aria: le alette sono di plastica, le penne sono naturali, e le Spin Wing sono alette di film plastico sottile, già curvate, che fanno girare la freccia su se stessa e sono molto usate nel ricurvo. Il tipo di impennaggio cambia quanto in fretta la freccia si raddrizza, quanto gira su se stessa e quanta energia perde nei primi metri, ma cambia poco la velocità con cui parte.
Vai a: Il tipo di aletta cambia quanto in fretta la freccia si raddrizza in volo
Studi: Hirano 2019, Okawa et al. 2013, Ortiz et al. 2020, Lepers et al. 2020, Lin et al. 2009
- Alfa-amilasi salivare
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Un enzima della saliva che cresce quando si attiva il sistema nervoso simpatico, usato negli studi come segnale di stress perché si raccoglie senza prelievo di sangue. Nelle gare di tiro sale in fretta nei minuti prima del via, mentre il cortisolo, l'altro marcatore misurato nella saliva, arriva più tardi; i legami con il punteggio sono associazioni osservate, che non dicono se sia lo stress a peggiorare il tiro o la gara che va male ad alzarlo.
- Allenamento a circuito
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Una sequenza di stazioni con esercizi diversi, svolte una dopo l'altra con poco recupero fra l'una e l'altra. Negli studi sugli arcieri, in buona parte su ragazzi, il circuito migliora le prove fisiche, ma per lo più senza un gruppo di confronto che non lo facesse, per cui il guadagno è difficile da attribuire al solo circuito; l'unico studio randomizzato, su arcieri adulti, resta per ora isolato.
Vai a: Interventi di allenamento fisico: che cosa è stato provato
Studi: Prastyawan et al. 2026, Susanto et al. 2021, Yachsie et al. 2023, Fitoni N et al. 2023
- Allungo
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La distanza, a trazione completa, fra il fondo della tacca della cocca e il punto di pressione sull'impugnatura, a cui per convenzione si aggiunge una piccola quota fissa. È la misura da cui discende il setup, dalla lunghezza delle frecce allo spine; negli studi sulla trazione finale la si strumenta per vedere se negli ultimi secondi l'allungo continua a crescere, si ferma o cala.
Vai a: La trazione finale: cosa succede negli ultimi millimetri prima del clicker
Studi: Leroyer et al. 1993, Edelmann-Nusser et al. 2006, Kim et al. 2023, Humaid 2014
- Ampiezza di movimento
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Quanto si muove un'articolazione fra un estremo e l'altro. Di solito si misura in gradi, con il goniometro o con un inclinometro; per la spalla alcuni studi usano anche la distanza fra le mani portate dietro la schiena. Nella spalla dell'arciere gli studi guardano flessione, abduzione, estensione e le due rotazioni, ma i valori cambiano molto da un esaminatore all'altro, per cui i numeri di studi diversi si confrontano male.
Vai a: Come si misurano dolore e mobilità: scale e goniometri
Studi: Kohar et al. 2025, Schmitt et al. 2021, Kul et al. 2026
- Ancoraggio
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Il punto fisso del viso in cui la mano della corda si ferma in piena trazione, per esempio sotto la mandibola con la corda che tocca mento e naso nel ricurvo olimpico. È il riferimento posteriore della mira e va ripetuto uguale a ogni freccia; negli studi l'arrivo in ancoraggio segna l'inizio della fase di mira, e gli studi cronometrano spesso il tempo che passa dall'ancoraggio al rilascio.
Vai a: Ancoraggio nel tiro con l'arco: biomeccanica ed errori comuni
- Ansia di stato e ansia di tratto
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L'ansia di stato è quella che senti in un momento preciso, per esempio prima di una volée; quella di tratto è la tendenza generale a sentirti in ansia. Negli studi sugli arcieri si misurano con questionari diversi, e il legame con il punteggio compare soprattutto con l'ansia di gara misurata poco prima di tirare, anche se non in ogni campione, e non con quella di tratto: confonderle fa sembrare in contrasto risultati che misurano cose diverse.
Vai a: Gli arcieri più ansiosi in gara fanno punteggi più bassi
Studi: Landers et al. 1986, Lim 2016, Serin et al. 2019, Shaari et al. 2023, Rhyme et al. 2025
- Asimmetria bilaterale
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La differenza fra il lato dell'arco e il lato della corda in forza, spessore muscolare, mobilità o attività elettrica dei muscoli. Gli studi la esprimono in modi diversi, come scarto in chili, percentuale o dimensione dell'effetto, e negli arcieri la trovano sulle braccia e sulle mani più che sul tronco.
Vai a: Il gesto asimmetrico del tiro crea asimmetrie muscolari
Studi: Sarı et al. 2025, Lau et al. 2025, Dar et al. 2025, Pukhov 2025, Schmitt et al. 2021
- Attivazione
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Quanto corpo e sistema nervoso sono accesi in un dato momento, dal sonno all'allarme. Non coincide con l'ansia, perché un'attivazione alta si può vivere come carica e non come paura, e il livello con cui si tira meglio cambia da arciere ad arciere. Gli studi sugli arcieri la stimano dal battito o con una scala compilata dall'arciere, e in gara la trovano di solito più alta che in allenamento.
Vai a: Mental skills training nel tiro con l'arco: che cosa dicono le misure sugli arcieri
Studi: Medeiros Filho et al. 2008, Miyamoto 1994, Kerr et al. 1997
- Autoregolazione
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La capacità di accorgersi da soli di quello che non funziona e di correggerlo, in allenamento o in gara. In uno studio su arcieri della nazionale francese, dopo una serie deludente una delle risposte tipiche era cercare la soluzione da soli, rilassandosi, ripassando mentalmente il gesto e parlandosi; un'altra era andare dall'allenatore e confrontare con lui la propria lettura.
- Back tension e linea di forza
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Il modo di reggere e completare la trazione con i muscoli della schiena che avvicinano alla colonna la scapola del braccio che traziona, come il trapezio medio e inferiore, invece che con il bicipite e l'avambraccio. La linea di forza (draw force line) è la linea immaginaria che va dal punto di spinta della mano dell'arco al gomito del braccio che traziona, e gli studi ne misurano gli angoli insieme all'attività elettrica dei muscoli.
Vai a: Gli arcieri esperti reggono la trazione con spalla e schiena più che con l'avambraccio
Studi: Kim et al. 2020, Bhutia et al. 2026, Shinohara et al. 2018, Ertan et al. 2005, Hayashi et al. 1976
- Bande EEG: theta e alfa
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Theta e alfa sono due gamme di frequenza dell'attività elettrica del cervello, registrata con l'EEG durante la mira. Negli arcieri d'élite la potenza alfa sull'emisfero sinistro è risultata in crescita negli ultimi secondi prima del rilascio, ed era più alta nelle frecce peggiori; nei principianti che imparano a tirare, il miglioramento si è legato a uno spostamento del theta verso l'emisfero sinistro e non alla sua potenza.
Vai a: EEG e neuroscienze nel tiro con l'arco: il cervello dell'arciere élite
Studi: Salazar et al. 1990, Chen et al. 2010, Rampp et al. 2022
- Beta-bloccanti
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Farmaci che frenano l'effetto dell'adrenalina sul cuore e abbassano la frequenza cardiaca. Nel tiro con l'arco sono sostanze proibite, e l'unico studio controllato con placebo su arcieri ha visto calare il battito senza alcun miglioramento del punteggio o della stabilità della mira.
Vai a: I beta-bloccanti migliorano la precisione nel tiro con l'arco
Studi: Ergen et al. 2021
- Bevanda isotonica
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Una bevanda con zuccheri e sali a una concentrazione vicina a quella dei liquidi del corpo, pensata per reintegrare acqua e sali persi con il sudore. Sugli arcieri è stata confrontata con l'acqua in due sessioni di tiro, guardando il punteggio e il peso specifico delle urine.
Vai a: In una sessione di tiro una bevanda isotonica al posto dell'acqua non ha cambiato il punteggio
Studi: Qolbi et al. 2026
- Biofeedback
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Allenarsi guardando o ascoltando in tempo reale una propria misura fisiologica, come il battito, il respiro o la variabilità cardiaca, fino a imparare a modificarla. Sugli arcieri i lavori sono pochi, brevi o su pochissimi atleti, per cui quasi tutto quello che si sa sul suo effetto sull'ansia viene da studi fuori dal tiro con l'arco.
Vai a: Il battito e il tiro: frequenza cardiaca e HRV dal 1981
Studi: Hong 2011, Takai et al. 2009, Ohsuga et al. 1992, Lehrer et al. 2014, Zaccaro et al. 2018
- Capacità aerobica e VO2max
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Il massimo di ossigeno che il corpo riesce a usare durante uno sforzo, di solito riferito al chilo di peso, ed è la misura classica della capacità aerobica. Negli arcieri è quasi sempre stimato con test di corsa da campo invece che misurato in laboratorio, e gli studi che lo affiancano al punteggio si dividono a metà.
Vai a: Una migliore capacità aerobica si accompagna a punteggi più alti
Studi: Lau et al. 2020, Rabbani et al. 2023, Wahyuningtias et al. 2025, Fitoni N et al. 2023
- Carico interno e carico esterno
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Il carico esterno è il lavoro fatto, cioè frecce, sedute, ore e libbraggio; il carico interno è la risposta del corpo a quel lavoro, letta con la frequenza cardiaca, la variabilità della frequenza cardiaca, il lattato o la fatica percepita su una scala. Lo stesso numero di frecce può pesare in modo diverso su arcieri diversi, o sullo stesso arciere in giorni diversi, ed è per questo che le due misure si tengono separate.
Vai a: Quante frecce alla settimana: quello che la ricerca dice sul volume di allenamento
- Carico lombare L4-L5
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La forza che si scarica sul disco fra la quarta e la quinta vertebra lombare, soprattutto come compressione. Negli arcieri non si misura direttamente: la si stima con modelli ergonomici che partono dalla postura del busto registrata con sensori inerziali, dal peso corporeo e dal libbraggio, e la si confronta con i limiti di sicurezza usati in ergonomia.
Vai a: Con archi fino a 32 libbre i carichi sulla zona lombare restano sotto le soglie di rischio
Studi: Ji et al. 2024, Ji et al. 2024, Ji et al. 2025
- Cedimento
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Quando, sotto il clicker, l'allungo cala e la freccia torna in avanti invece di continuare a scorrere indietro. Gli studi lo rilevano con un estensimetro sul clicker o seguendo la mano della corda: in un gruppo di juniores di livello internazionale pause e cedimenti comparivano nei due arcieri con la media più bassa, proprio nelle frecce peggiori.
Vai a: Una trazione finale continua fino al clicker dà frecce migliori
Studi: Leroyer et al. 1993, Edelmann-Nusser et al. 2006, Edelmann‐Nusser et al. 2006
- Centershot e bottone elastico
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Il centershot è la posizione laterale della punta della freccia rispetto alla linea della corda, guardando l'arco da dietro; il bottone elastico è il pistoncino a molla contro cui la freccia si appoggia di lato e che cede durante la spinta. In un modello del ricurvo nessuna regolazione dei due è risultata migliore delle altre: le regolazioni si compensano a vicenda, e più combinazioni dentro un intervallo danno un buon volo.
Studi: Park 2012, Kooi et al. 1997
- Choking
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Il crollo improvviso della prestazione in gara, quando la posta sale, rispetto a quello che l'arciere sa fare di solito. Negli studi sugli arcieri non si ricava dal punteggio: è l'arciere stesso a dire se e quante volte gli è capitato.
Vai a: La maggior parte degli arcieri agonisti dice di essere andata in crisi almeno una volta in gara
Studi: Diotaiuti et al. 2021, Clarke et al. 2020, Wood et al. 2017
- Cinque pari
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Il punteggio di un match a set che finisce in parità, cinque punti-set a testa, dopo i cinque set previsti. A quel punto il match si decide con lo spareggio, una freccia per arciere: vince il punteggio più alto e, a parità, la freccia più vicina al centro.
Vai a: Cinque pari nel tiro con l'arco: perché capita e a chi
Studi: Bucciol et al. 2020
- Clicker
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La lamina montata sul riser sotto cui sta la freccia: quando la punta la oltrepassa durante la trazione finale, la lamina scatta contro il riser e segna che l'allungo è completo, e per molti arcieri è il segnale del rilascio. Negli studi lo scatto del clicker è il riferimento temporale su cui si sincronizzano elettromiografia, pedane e sensori, e il tempo fra scatto e rilascio è una delle misure più usate.
Vai a: Il clicker: la scienza di uno scatto da un decimo di secondo
Studi: Erkek et al. 2010, Edelmann-Nusser et al. 1998, Ertan et al. 2021, Spratford et al. 2017
- Coefficiente di variazione
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La deviazione standard di una serie di misure divisa per la loro media ed espressa in percentuale. Permette di confrontare la costanza di arcieri, o di gesti, che hanno medie diverse, e gli studi lo usano sia sui punteggi sia su misure del gesto come l'attivazione muscolare o il tempo fra lo scatto del clicker e il rilascio.
Vai a: Ripetibilità e consistenza: misurare la costanza del tiro
Studi: Zhang et al. 2024, Qiu et al. 2021, Heller 2012
- Core stability
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Con core stability si intende la capacità dei muscoli del tronco, dai più profondi come il trasverso dell'addome e il multifido fino agli obliqui e agli erettori spinali, di tenere stabili bacino e colonna mentre gambe e braccia lavorano; nel tiro è il tratto che collega la base dei piedi alla parte alta durante trazione e mira. Gli studi la valutano con prove di tenuta come il ponte laterale o misurando lo spessore dei muscoli, e la allenano con esercizi di stabilizzazione o Pilates, con effetti sull'equilibrio in alcuni casi e nessuna differenza in altri.
Vai a: Equilibrio, core e propriocezione: l'allenamento che non si vede
Studi: Kulunkoglu et al. 2022, Dar et al. 2025, Park et al. 2016
- Costanza della forza
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Quanto poco oscilla la forza mentre la si tiene a un valore stabilito, per esempio a metà del proprio massimo o al valore del proprio libbraggio. Si misura come variazione attorno a quel valore, di solito con il coefficiente di variazione, ed è una qualità diversa dalla forza massima: due persone ugualmente forti possono tenere la stessa forza in modo molto diverso.
Vai a: Il tremore del braccio dell'arco: perché succede e come ridurlo
Studi: Çilli et al. 2025, Rose et al. 2011
- Cronografo
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Lo strumento che misura la velocità della freccia dal tempo che impiega a passare fra due sensori a distanza nota. Nell'unica prova contro un riferimento tarato, tre cronografi ottici commerciali leggevano tutti un po' meno della velocità di riferimento: uno scarto piccolo, che pesa quando si confrontano letture prese con strumenti diversi.
Studi: Barton et al. 2011
- Cuffia dei rotatori
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Il gruppo di muscoli profondi della spalla (sovraspinato, infraspinato, piccolo rotondo e sottoscapolare) che tiene la testa dell'omero centrata nella glena. Nell'arciere lavora per stabilizzare la spalla durante la trazione e la tenuta in ancoraggio, e gli studi lo valutano con test di forza, ecografie o modelli di calcolo.
Vai a: Il rinforzo della cuffia dei rotatori previene gli infortuni alla spalla nell'arciere
Studi: Reddy et al. 2015, You et al. 2016, Grover et al. 2017, Zanjani et al. 2022
- Curva forza-allungo
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Il grafico che lega la forza sulla corda a ogni punto dell'allungo. Negli archi senza camme la forza cresce per tutto l'allungo, quasi in linea retta negli archi storici che sono stati misurati; nel compound sale, resta quasi piatta per un tratto e poi cala di colpo nella valle che precede il muro, con una forma decisa dal profilo delle camme. Gli studi la ricavano tirando la corda a passi e misurando la forza a ogni passo, e l'area sotto la curva è l'energia che l'arco accumula.
Vai a: Nel compound la forma della curva forza-allungo si governa col profilo delle camme
Studi: Meyer 2015, Tiermas 2015, Tiermas 2016, Butnariu et al. 2018
- De-automatizzazione
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È la mia ipotesi sul target panic: il rilascio, che di solito parte in automatico, scivola sotto il controllo cosciente e da morbido diventa rigido, e per un gesto balistico quel controllo è troppo lento. Non si rompe niente, né un muscolo né un nervo: cambia il modo in cui il gesto è comandato. Sul sito compare sempre come ipotesi, con predizioni che si possono verificare, non come risultato acquisito.
Vai a: Il target panic come de-automatizzazione di un atto balistico
- Deriva
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Lo spostamento laterale della freccia causato dal vento durante il volo. Conta la parte di vento che soffia di traverso alla linea di tiro, e secondo i modelli lo spostamento cresce più o meno con il quadrato della distanza e in modo lineare con la velocità del vento; dipende anche da diametro e peso della freccia e da quanto pulita è la sua uscita dall'arco.
Vai a: Vento e condizioni meteo nel tiro con l'arco: come leggerli e gestirli
Studi: Park 2011, Park 2020, Shen et al. 2025, Ortiz et al. 2018
- Destrezza fine
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La precisione e la rapidità dei movimenti piccoli di mani e dita, misurata con tavolette in cui si infilano pioli a tempo, come il Purdue Pegboard. Negli studi sugli arcieri serve sia a confrontarli con chi non tira sia a vedere se si accompagna al punteggio.
Vai a: Gli arcieri hanno una destrezza manuale fine superiore a chi non tira
Studi: Gao et al. 2026, Kalkavan et al. 2025, Ganjave et al. 2021, Eyibil et al. 2025
- Dialogo interno
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Le frasi che ti dici mentre tiri. Gli studi distinguono quelle che danno un'istruzione tecnica da quelle che incoraggiano o danno carica: sugli arcieri sono state provate entrambe, in prove piccole e con limiti di metodo, e in un ampio studio a questionario quanto ci si parla in gara non era legato al punteggio.
Vai a: Il dialogo interno istruttivo migliora il punteggio
Studi: Landers et al. 1986, Isar et al. 2022, Tiwari et al. 2026
- Dinamometria di presa
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La misura della forza di presa con un dinamometro che si stringe nel pugno, espressa in chili. È fra i test più semplici e più usati sugli arcieri: quelli di livello più alto hanno in media una presa più forte, ma sono anche più alti e più pesanti, e dentro gruppi omogenei la presa non si lega al punteggio.
Vai a: Gli arcieri di livello più alto hanno una presa più forte dei principianti
Studi: Lau et al. 2020, Ganjave et al. 2021, Sezer 2017, Wahyuningtias et al. 2025, Sarı et al. 2025
- Disallenamento
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La perdita degli adattamenti quando l'allenamento si interrompe o si riduce molto. Negli studi legati al tiro la forza guadagnata tirando cala dopo una pausa ma resta sopra il punto di partenza, e un periodo di allenamento ridotto si accompagna a un punteggio più basso; ogni risultato poggia su un solo studio piccolo, e nessuno dei due riguarda arcieri adulti esperti.
Vai a: Periodizzazione per arcieri: come strutturare la stagione
- Discinesia scapolare
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Un movimento della scapola che si discosta da quello atteso quando il braccio si alza e si abbassa. Il test usato sugli arcieri lo giudica a occhio, da dietro, mentre la persona solleva più volte le braccia con un piccolo peso in mano; è stato trovato più spesso negli arcieri più esperti e di livello più alto, ma da solo non dice se sia un rischio per la spalla o un adattamento al tiro.
Vai a: Gli arcieri più esperti hanno una discinesia della scapola più spesso dei principianti
Studi: Ganjave et al. 2021
- Disidratazione
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La condizione di chi ha perso acqua e non l'ha reintegrata. Gli studi sugli arcieri la stimano in due modi: dal peso perso in una seduta, dove la soglia di riferimento è un calo del 2% del peso corporeo, oppure dalla concentrazione delle urine.
Vai a: Uno studio ha trovato che arrivare disidratati a una gara al caldo non abbassa il punteggio
Studi: Savvides et al. 2020, Esen et al. 2024, Arifin et al. 2026
- Dismenorrea
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Il dolore mestruale, quando è abbastanza forte da pesare sulla giornata. Gli studi sulle arciere confrontano il punteggio durante il ciclo, o in un giorno con dolore, con quello di un giorno fuori dal ciclo, ma nessuno ha misurato quanto fosse forte il dolore né se l'atleta avesse preso antidolorifici.
Vai a: Nei giorni di dolore mestruale il punteggio medio delle arciere non cala in modo significativo
Studi: Nurdin et al. 2021, Serin et al. 2019
- Dispersione
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Quanto le frecce si allontanano dal centro del proprio gruppo. Negli studi si misura in millimetri, come deviazione standard della posizione dei fori o come diametro del cerchio più piccolo che li contiene, e i dati di gara indicano che cresce più che in proporzione alla distanza.
Vai a: Perché il gruppo si allarga con la distanza?
Studi: Park et al. 2014, Park 2020, Park et al. 2017
- Dominanza crociata
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Avere l'occhio dominante dal lato opposto alla mano dominante, quella che di solito traziona la corda. Nei principianti che tirano senza mirino chi è crociato fa meno punti, mentre fra gli arcieri già formati, che usano il mirino, lo svantaggio non si vede e la dominanza crociata non distingue i livelli; l'idea che peggiori la precisione resta quindi contestata.
Vai a: Occhio dominante: come si trova e che cosa fare se è dall'altro lato
Studi: Landers et al. 1986, Laborde et al. 2009, Moreno et al. 2022, Türker 2022
- Economia muscolare
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Ottenere lo stesso gesto con meno attivazione muscolare. In mira gli arcieri d'élite usano quasi sempre meno dei compagni meno forti i muscoli delle dita, delle braccia e del tronco, ma non tutti: i fasci medio e inferiore del trapezio, che tengono la scapola del braccio della corda, lavorano di più proprio negli élite, per cui più che un risparmio generale sembra uno spostamento del lavoro verso le scapole.
Vai a: In mira gli arcieri d'élite attivano i muscoli meno degli arcieri intermedi
Studi: Simsek et al. 2014, Shinohara et al. 2018, Jacquot et al. 2025, Jacquot 2026
- Effetto soffitto
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Si ha quando i punteggi stanno così vicini al massimo possibile che la misura non riesce più a distinguere bene fra le persone misurate. Nel tiro con l'arco il caso più vicino è il compound di vertice: nelle 72 frecce di qualifica all'aperto, fra gli uomini, servono circa 700 punti su 720 per stare fra i primi venti, per cui fra i migliori resta poco margine con cui distinguersi.
Vai a: Tiro istintivo vs ricurvo olimpico vs compound: differenze nel gesto, nell'attrezzo e nel punteggio
Studi: Park 2019, Park et al. 2014
- Efficienza dell'arco
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La quota del lavoro fatto in trazione che arriva alla freccia come energia di movimento. Il resto rimane nei flettenti, nella corda e nelle vibrazioni, mentre rinculo e distacco della cocca pesano pochissimo. Il valore di circa tre quarti che si legge spesso viene da un modello, e l'unica misura diretta su un arco moderno, un compound, dà un numero vicino; il valore cambia anche con la freccia, perché lo stesso arco rende di più con una freccia più pesante.
Vai a: Un arco da gara trasferisce alla freccia circa tre quarti del lavoro di trazione
Studi: Pekalski 1990, Meyer 2015, Kooi 1991, Marlow 1981
- Elettromiografia (EMG)
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L'elettromiografia registra l'attività elettrica dei muscoli mentre lavorano. Negli studi sul tiro si usano quasi sempre elettrodi sulla pelle, su muscoli come deltoide, trapezio e flessori ed estensori delle dita, per vedere quando e con che intensità si attivano durante trazione, mira e rilascio, spesso sincronizzando il segnale con la caduta del clicker. Il segnale dice quando un muscolo lavora e con che intensità rispetto a una sua contrazione di riferimento, di solito quella massima, ma non quanta forza produce.
Vai a: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge
Studi: Hayashi et al. 1976, Nishizono et al. 1987, Watanabe et al. 1993, Clarys et al. 1990, Ertan et al. 2003
- Entesi
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Il punto in cui un tendine o un legamento si ancora all'osso. Negli arcieri l'ecografia lo esamina per cercare i segni del carico ripetuto, come ispessimenti, erosioni e piccoli speroni ossei, ma un'entesi alterata all'immagine non è per forza un'entesi che fa male.
Vai a: Nelle entesi del braccio dell'arciere d'élite l'ecografia trova più alterazioni che nei sedentari
Studi: Bakirci et al. 2025
- Epicondilo laterale
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La sporgenza ossea sul lato esterno del gomito da cui partono i muscoli che estendono polso e dita. Negli studi che raccolgono i disturbi degli arcieri, quasi sempre con un questionario, è la sede del gomito citata più spesso, mentre l'unica ecografia su arcieri d'élite ha trovato più spesso un ispessimento sul lato interno, non su quello esterno.
Vai a: Quando all'arciere fa male il gomito, il punto più colpito è il lato esterno
Studi: Tomizawa et al. 1971, Niestroj et al. 2018, Vasilis et al. 2024, Bakirci et al. 2025
- Equivalente metabolico (MET)
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Un modo di esprimere l'intensità di un'attività come multiplo del consumo a riposo: un MET è quello che il corpo consuma stando seduto e fermo. Gli studi recenti sugli arcieri prendono i valori MET dalle tabelle per stimare la spesa energetica di una giornata di gara, senza misurarla; i vecchi studi giapponesi usavano un indice diverso, che conta solo il consumo oltre il riposo, e i due numeri non vanno confusi.
Vai a: Allenarsi al tiro con l'arco è un'attività fisica di intensità leggera
Studi: Esen et al. 2024, Esen et al. 2025, Tsuji et al. 1984
- Fasi del tiro
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La divisione del tiro in fasi, di solito alzata dell'arco, trazione, ancoraggio, mira con la trazione finale, rilascio e follow-through, che quasi tutti gli studi usano per cronometrare il gesto. Dalla trazione al rilascio passano pochi secondi, ma ogni studio fissa a modo suo l'inizio e la fine delle fasi, quindi le durate non sono sempre confrontabili.
Vai a: Le fasi del tiro durano pochi secondi: il caricamento circa un secondo, la mira uno o due
Studi: Takai et al. 2009, Lau et al. 2023, Zhang et al. 2024, Ahmad et al. 2014
- Fishtailing e porpoising
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Le due oscillazioni della freccia in volo attorno al baricentro, che spesso si vedono a occhio nudo. Nel fishtailing, che in italiano si chiama imbardata, la coda oscilla a destra e a sinistra, sul piano orizzontale; nel porpoising, il beccheggio, sale e scende, sul piano verticale. Una piccola oscillazione c'è in ogni tiro e si smorza durante il volo. Quando è ampia e visibile, nel tuning il fishtailing si lega soprattutto allo spine, alla regolazione laterale (bottone e centershot), ai contatti con rest e bottone al passaggio della freccia e al rilascio; il porpoising all'altezza del punto d'incocco e al passaggio della freccia sul rest. Gli studi descrivono le due oscillazioni con modelli della flessione dell'asta, controllati con video ad alta velocità e fotografie della freccia in volo.
Vai a: Fishtailing e porpoising: cosa dice il volo della freccia
Studi: Park 2011, Williams 2025, Zaniewski 2009, Park 2012, Ortiz et al. 2018, Miyazaki et al. 2017, Park 2020
- Focus interno e focus esterno
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Dove tieni l'attenzione durante il tiro: sul corpo che esegue il gesto (focus interno) o sull'effetto del gesto, come il mirino sul giallo (focus esterno). In altri sport il focus esterno risulta spesso in vantaggio; nell'unico studio sugli arcieri che ha confrontato le due consegne il punteggio non cambiava, mentre cambiava l'attività del cervello.
Vai a: Dove mettere l'attenzione: focus interno ed esterno nel tiro con l'arco
Studi: Qin et al. 2025
- Follow-through
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Quello che l'arciere fa dopo il rilascio: la mano della corda continua indietro lungo la linea di trazione, il braccio dell'arco resta in spinta verso il bersaglio e la postura si tiene per un attimo. Gli studi lo leggono con l'elettromiografia, per vedere quanto i muscoli restano attivi rispetto alla mira, e con la cinematica della spalla.
Vai a: Tenere attivi i muscoli della spalla nel follow-through si associa a frecce migliori
Studi: Watanabe et al. 1993, Hah et al. 2008, Yi et al. 2007, Jacquot et al. 2025, Hayashi et al. 1976
- Forza specifica
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La forza allenata nel gesto e negli angoli del tiro, con l'arco, con gli elastici o con apparecchi che ne riproducono la trazione, per distinguerla dalla forza generale della palestra. Gli studi sugli arcieri confrontano i due tipi di lavoro, e il loro abbinamento, guardando il punteggio e la tenuta in trazione.
Vai a: Forza specifica per arcieri: 8 esercizi e il loro perché
Studi: Chatla et al. 2023, Fauzan 2024, Yachsie 2019
- Frattura da stress
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Una lesione dell'osso che nasce dalla somma di molti carichi ripetuti, ciascuno troppo piccolo per rompere l'osso da solo. Nel tiro con l'arco ne è descritto un solo caso, alla prima costola dal lato dell'arco in una giovane praticante di kyudo.
Vai a: Il tiro può causare una frattura da stress della prima costola dal lato dell'arco
Studi: Kubota et al. 1992
- Frequenza mediana dell'EMG
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La frequenza che divide lo spettro di potenza del segnale elettrico di un muscolo in due parti di uguale potenza. Durante una contrazione prolungata tende a scendere, ed è per questo l'indice classico della fatica negli studi con l'elettromiografia; negli arcieri, dopo molte frecce, scende in alcuni muscoli della spalla e non in altri.
Vai a: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge
Studi: Naderza et al. 2024, Hamdan et al. 2022, Ibrahim et al. 2024, Soylu et al. 2006, Studnicki et al. 2024
- Galleria del vento e CFD
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Due modi di studiare la resistenza dell'aria sulla freccia. Nella galleria del vento l'asta resta ferma in un flusso d'aria controllato (negli studi giapponesi del registro è sospesa con campi magnetici, per non disturbare il flusso con un supporto), mentre la fluidodinamica computazionale (CFD) calcola il flusso al computer; buona parte di quello che si sa su punte, alette e strato limite viene da qui o da prove di volo libero, non dal bersaglio.
Vai a: La forma della punta e il tipo di aletta cambiano di molto la resistenza aerodinamica della freccia
Studi: Komori et al. 2011, Miyazaki et al. 2012, Matsumoto et al. 2015, Büyükcura et al. 2024, Shen et al. 2025
- Hayake
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Nel kyudo, il rilascio che parte prima che la mira sia completa. Nell'unico questionario che ha contato i disturbi del tiro è il più comune, e due praticanti su tre fra quelli che lo avevano avuto non ne erano ancora usciti.
Vai a: Nel kyudo il disturbo più comune del tiro è il rilascio anticipato
Studi: Nishio et al. 2021, Ogiso et al. 2023
- IgA salivare
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Gli anticorpi di classe A (immunoglobuline A) presenti nella saliva, una prima difesa di naso e gola. Negli sport di resistenza tendono a calare dopo carichi pesanti, per questo si usano come spia del carico; nei due studi sugli arcieri una gara non li ha abbassati.
Vai a: Una giornata di gara non abbassa le IgA salivari dell'arciere
Studi: Oliveira 2021, Souza 2023
- Indice di calore
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Un valore che combina temperatura e umidità relativa per stimare il caldo che il corpo avverte. Nello studio sulle gare cinesi che lo usa è calcolato dai dati delle stazioni meteorologiche della zona, non misurato sulla linea di tiro, e si lega al punteggio più dell'umidità presa da sola.
Vai a: Vento e caldo nel tiro con l'arco: la ricerca dal 2011
Studi: Qiu et al. 2021
- Indice di massa corporea
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Il peso in chili diviso per il quadrato dell'altezza in metri. È una misura grezza, perché non distingue il muscolo dal grasso: negli arcieri, dove gli studi trovano spesso valori al limite alto della norma, conta sapere se accanto all'indice è stata misurata anche la composizione corporea.
Vai a: Molti arcieri agonisti hanno un peso sopra la norma per la loro altezza
Studi: Kim et al. 2020, Mazumder 2023, Lau et al. 2025, Uršulin-Trstenjak et al. 2026
- Indolenzimento a insorgenza ritardata (DOMS)
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Il dolore muscolare che compare a distanza di ore da uno sforzo nuovo o più intenso del solito, e non durante la seduta. L'unico studio sugli arcieri l'ha misurato a quarantotto ore da una seduta di pesi per la parte alta del corpo, con una scala compilata dai ragazzi stessi, senza guardare se cambiasse il tiro dei giorni successivi.
Vai a: Una seduta di pesi per la parte alta del corpo lascia i giovani arcieri indolenziti due giorni dopo
Studi: Putra et al. 2022
- Infortunio da sovraccarico
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Un disturbo che non nasce da un trauma o da un episodio singolo ma dalla ripetizione del gesto, freccia dopo freccia, finché il tessuto non regge più il carico. Negli studi sugli arcieri, che si basano per lo più su questionari, è il tipo di infortunio riferito più spesso e riguarda soprattutto la spalla.
Vai a: Nel tiro con l'arco la spalla è la sede più frequente degli infortuni da sovraccarico
Studi: Niestroj et al. 2018, Prine et al. 2016, Kim et al. 2021, Gimigliano et al. 2021
- Isteresi della curva forza-allungo
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Lo scarto fra la forza misurata mentre si tende l'arco e quella misurata mentre lo si lascia tornare piano: la curva di trazione sta sempre un po' più in alto di quella di ritorno. L'area fra le due curve è energia persa negli attriti e nei materiali, che alla freccia non arriva; le due misure nel registro, entrambe su compound, la vedono ma non la quantificano.
Vai a: Nel compound la forza in trazione è un po' più alta di quella in rilascio
Studi: Tiermas 2015, Tiermas 2016
- Kinesio tape
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Il nastro elastico adesivo che si applica sulla pelle sopra un muscolo o un'articolazione. Sugli arcieri è stato provato sulla spalla, misurando il punteggio e il senso di posizione, ma in nessuno di questi studi c'era un nastro finto di confronto.
Vai a: Il kinesio tape sulla spalla migliora il punteggio
Studi: Mülazımoğlu et al. 2018, Rajabzadeh et al. 2019, Dinihari et al. 2025
- L-teanina
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Un aminoacido presente nel tè, venduto come integratore con l'idea di ridurre la tensione. Nello studio sugli arcieri è stato preso per quattro settimane e confrontato con un placebo, misurando l'ansia dichiarata e alcuni marcatori dello stress nella saliva nei minuti prima della gara.
Vai a: La L-teanina abbassa l'ansia e i marcatori di stress dell'arciere nei minuti prima della gara
Studi: Lim 2024
- Let-off
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Nel compound, la quota della forza di picco che le camme tolgono a pieno allungo: in mira l'arciere tiene solo una frazione della forza che ha dovuto vincere a metà trazione. Si legge sulla curva forza-allungo come differenza fra il picco e la forza in tenuta, espressa in percentuale del picco, e dipende soprattutto dal disegno delle camme; l'unica misura diretta nel registro lo trova intorno ai due terzi.
Vai a: Un compound accumula fra i 70 e i 100 joule e a pieno allungo scarica circa due terzi della forza
Studi: Meyer 2015, Tiermas 2015, Tiermas 2017
- Lettura automatica del bersaglio
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Il calcolo del punteggio di ogni freccia, e spesso della sua posizione, fatto da un programma a partire da foto o riprese video del bersaglio. I sistemi proposti finora cercano i fori o le aste, ricostruiscono gli anelli e assegnano a ogni freccia la zona in cui cade; le prove pubblicate sono per lo più piccole.
Vai a: Machine learning e visione artificiale negli studi sul tiro
Studi: Zin et al. 2013, Ma et al. 2023, Shepherd 2026, Phang et al. 2023, Adam et al. 2025
- Libbraggio
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La forza di trazione dell'arco, in libbre: negli archi senza camme quella al pieno allungo, nel compound quella di picco. Fra i ricurvisti di una tappa di Coppa del Mondo la media stava poco sotto le cinquanta libbre, con forti differenze da un arciere all'altro, e fra i compoundisti era più alta. Gli studi lo usano per spiegare la velocità della freccia, il costo energetico del tiro e i carichi sul corpo.
Vai a: Libbraggio e punteggio negli studi: quante libbre servono per fare punti?
Studi: Rao et al. 2025, Tsuji et al. 1984, Ji et al. 2025, Tsuji et al. 1981
- Libbraggio nominale e libbraggio all'allungo
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Il numero segnato sui flettenti vale a un allungo di riferimento fissato dal costruttore. Chi apre più corto tira meno di quel numero e chi apre più lungo tira di più, e lo scarto cresce quanto più l'allungo si allontana dal riferimento; sul ricurvo il valore effettivo dipende anche dal riser su cui si montano i flettenti e dalla regolazione delle viti dei flettenti. Per questo il libbraggio effettivo si misura al proprio allungo, con una bilancia.
Vai a: Il libbraggio segnato sull'arco è diverso da quello che l'arciere tira al suo allungo
Studi: Eckert et al. 1967, Tsuji et al. 1981, Kuch et al. 2025
- Lista delle sostanze proibite
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L'elenco che l'Agenzia mondiale antidoping aggiorna ogni anno e che per ogni sostanza dice se è vietata sempre, solo in gara o solo in certi sport. Il tiro con l'arco compare per nome nella voce dei beta-bloccanti, che in questo sport sono vietati; altre sostanze, come la nicotina, restano fuori dalla lista e sono soltanto tenute sotto osservazione.
Vai a: Molti allenatori di tiro con l'arco conoscono poco le regole antidoping
Studi: Kuswahyudi et al. 2020, Hung et al. 2021, Ergen et al. 2021
- Macchina lanciafrecce
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Un apparecchio che tiene l'arco, tende la corda e la rilascia ogni volta allo stesso modo, così da togliere l'arciere dall'esperimento quando si confrontano frecce o componenti. Le macchine più curate raggruppano molto stretto e, con dita meccaniche ridisegnate, si avvicinano alla flessione della freccia di un arciere, ma i confronti diretti con arcieri ne coinvolgono al massimo due.
Vai a: Una macchina lanciafrecce riproduce il comportamento della freccia di un arciere
Studi: Pekalski 1990, Lin et al. 2009, Wakatabe et al. 2015, Ohara et al. 2020, Kuch et al. 2025
- Menarca
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La prima mestruazione. Nelle ragazze che si allenano ad alto livello fin da piccole può arrivare più tardi della media, e per questo la si registra insieme ai dati di crescita; nel tiro con l'arco c'è un solo dato, un piccolo gruppo di arciere dentro uno studio sulle atlete di un liceo sportivo.
Vai a: Nelle giovani arciere il menarca non arriva in ritardo come in molte altre atlete
Studi: Fujii et al. 2011
- Metabolismo basale
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L'energia che il corpo consuma a riposo completo solo per restare in funzione, misurata al mattino a digiuno. Negli studi sugli arcieri il valore misurato si confronta con quello previsto dalle tabelle per età e sesso, espresso per superficie corporea o per chilo di peso.
Vai a: Il metabolismo basale dell'arciere non si discosta da quello previsto per la sua età
Studi: Tsuji et al. 1981, Tsuji et al. 1984
- Mindfulness
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Una pratica che allena l'attenzione al momento presente, accogliendo pensieri e sensazioni senza giudicarli, di solito insegnata in programmi di qualche settimana. Sugli arcieri cambia alcune abilità mentali e non altre, i risultati sull'attenzione non concordano e solo pochi studi hanno un gruppo di confronto.
Vai a: Un programma di mindfulness migliora il controllo dell'attenzione dell'arciere
Studi: Terzioğlu et al. 2020, Wu et al. 2021, Lo et al. 2024, Lu et al. 2021, Valentine et al. 2024
- Modi di vibrazione della freccia
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Le forme in cui un'asta può flettersi mentre vibra. Nel primo modo l'asta si incurva in un solo arco, ed è quello che domina dopo l'uscita dall'arco; il secondo, a forma di S, vibra a una frequenza circa tre volte più alta e si vede soprattutto all'inizio della spinta. Gli studi li misurano con vibrometri laser e riprese ad alta velocità.
Studi: Rieckmann et al. 2012, Park et al. 2012, Park 2012, Park 2013, Meyer 2015
- Motare
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Nel kyudo, il blocco per cui, arrivati al kai, la posizione di mira a piena trazione, la freccia non parte quando si vorrebbe. Due piccoli studi giapponesi, con sei casi in tutto, gli trovano i tratti di una distonia focale, cioè di un disturbo del movimento legato a un gesto preciso: è la descrizione di quello che hanno misurato, non una diagnosi per chi legge.
Vai a: Nel kyudo il blocco al rilascio somiglia a una distonia focale legata al gesto
Studi: Nishio et al. 2021, Ogiso et al. 2023
- Neurofeedback
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Lo stesso principio del biofeedback applicato all'attività elettrica del cervello, letta con l'EEG. Nell'unica prova controllata su arcieri di cui si leggono i dati originali il segnale allenato cambia ma il punteggio no, mentre un miglioramento compare in uno studio più vecchio noto solo attraverso una rassegna: per ora è una possibilità da verificare, non un metodo consolidato.
Vai a: Il neurofeedback EEG migliora il punteggio dell'arciere
Studi: Paul et al. 2012, Corrado et al. 2024
- Occhio dominante
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È l'occhio che il cervello privilegia quando si fissa un punto lontano, e di norma è quello con cui si mira. Si individua con prove semplici, come guardare il bersaglio attraverso un foro in un cartoncino tenuto con le due mani. Gli studi guardano soprattutto ai casi incrociati, in cui mano dominante e occhio dominante stanno da lati opposti, e a che cosa cambia tirando con l'occhio non dominante chiuso o con tutti e due aperti.
Vai a: Occhio dominante: come si trova e che cosa fare se è dall'altro lato
Studi: Strydom et al. 2010, Laborde et al. 2009, Hirota et al. 2023
- Oscillazione posturale e centro di pressione
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Anche in mira il corpo non sta mai del tutto fermo: l'oscillazione posturale è questo piccolo movimento continuo, e il centro di pressione è il punto sotto i piedi in cui si può considerare applicato tutto il peso che scarichiamo a terra. Gli studi lo registrano con una pedana di forza o un tappetino di sensori e misurano quanto si sposta, in avanti e indietro e di lato, nei secondi che precedono e seguono il rilascio.
Vai a: Posturografia: il centro di pressione
Studi: Fan et al. 2025, Chalkley et al. 2016, Sarro et al. 2020, Spratford et al. 2017
- Paradosso dell'arciere
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Il nome storico del fatto che una freccia appoggiata di lato all'arco, e non al suo centro, vada comunque dove si mira. La spiegazione è la flessione: spinta dalla corda che scivola via dalle dita, l'asta si incurva e oscilla, e secondo i modelli la coda passa accanto al riser senza toccarlo. Perché succeda l'asta deve compiere un ciclo intero di vibrazione mentre è ancora sulla corda, ed è per questo che lo spine deve essere adatto all'arco.
Vai a: Il paradosso dell'arciere: la fisica della freccia che si piega
Studi: Park et al. 2012, Park 2012, Pekalski 1990, Kooi 1998, Zanevskyy 2001
- Percentuale della forza massima
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Il rapporto fra la forza che serve per tenere l'arco aperto e la forza massima che l'arciere sviluppa nello stesso gesto, espresso in percentuale. In quindici ricurvisti fra sub-élite ed élite la forza dell'arco valeva poco più di un terzo del massimo; in un piccolo studio su arcieri universitari, tenere la posizione di tiro fino all'esaurimento costava fra il 40 e il 50 per cento della forza massima e durava meno di un minuto, e per questo il dato entra nei ragionamenti sul libbraggio. Non va confuso con la percentuale del segnale elettromiografico massimo, che misura l'attivazione di un muscolo e non la forza.
Studi: Leroyer et al. 1993, Rose et al. 2011, Clarys et al. 1990, Erkek et al. 2010
- Periodo di silenzio elettromiografico
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Un breve tratto in cui il segnale elettrico di un muscolo cala quasi a zero, registrato con l'elettromiografia di superficie. Nel tiro è stato descritto soprattutto nel deltoide, subito dopo lo scatto del clicker e prima del rilascio, più spesso negli arcieri di livello alto; gli autori lo leggono come il segno di un gesto preparato in anticipo, ma lo ha misurato un solo gruppo di ricerca, e mai in rapporto al punteggio della singola freccia.
Vai a: Negli arcieri esperti il deltoide si silenzia un attimo prima del rilascio
Studi: Nishizono et al. 1984, Nishizono et al. 1987, Haywood 2005
- Peso in coda
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Il peso della parte posteriore della freccia, cioè cocca e alette. In un modello matematico del ricurvo, alleggerire le alette spostava l'accordatura fra arco e freccia molto più che togliere peso alla punta, pur togliendo meno massa; è un risultato di calcolo che nessuno ha ancora controllato al banco o sul bersaglio.
Vai a: Per accordare la freccia del ricurvo conta più il peso in coda che quello della punta
Studi: Park 2012
- Peso specifico delle urine
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Quanto sono concentrate le urine rispetto all'acqua: un valore alto si legge come segno che il corpo è a corto di liquidi. È una misura indiretta, ma è la più usata sul campo negli studi sull'idratazione degli arcieri; si legge con un rifrattometro o con strisce reattive, e la soglia oltre la quale si parla di disidratazione cambia da uno studio all'altro.
Vai a: Molti arcieri arrivano all'allenamento già disidratati e bevono meno di quanto servirebbe
Studi: Savvides et al. 2020, Esen et al. 2024, Qolbi et al. 2026
- Piazzamento in tabellone
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La posizione che la qualificazione assegna a ogni arciere nel tabellone e che stabilisce chi incontra chi negli scontri diretti. Pesa sul risultato finale: in uno studio sulle grandi gare internazionali l'oro è andato nove volte su dieci a un arciere qualificato fra i primi sedici, anche se il piazzamento resta il risultato di una sola misura, con il suo margine di errore.
Vai a: Il primo in qualifica è il più forte una volta su sette
Studi: Park 2016, Park et al. 2014
- Pigmento maculare
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Il pigmento giallo al centro della retina, nella macula, fatto di luteina, zeaxantina e meso-zeaxantina; filtra una parte della luce blu. Nello studio sugli arcieri non è stato misurato direttamente: dopo l'integrazione si sono misurati i carotenoidi nel sangue e nella pelle e la sensibilità al contrasto.
Vai a: Un integratore di carotenoidi della macula con omega-3 alza il punteggio negli sport di precisione
Studi: Sivaperuman et al. 2026
- Plank laterale
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La prova di tenuta sul fianco, in appoggio su un avambraccio e sui piedi con il corpo in linea, cronometrata finché la posizione cede. In un solo studio su giovani arcieri d'élite è l'unico dei test clinici del tronco provati che si lega a quanto si ispessiscono, contraendosi, i muscoli profondi della schiena visti all'ecografia, e solo quando è eseguito sul lato non dominante.
Studi: Dar et al. 2025
- Potenziale N1
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La prima onda negativa della risposta elettrica del cervello a uno stimolo improvviso, come un suono, registrata con l'EEG pochi istanti dopo lo stimolo. Nel tiro è stata misurata sullo scatto del clicker: in uno studio su arcieri del ricurvo di alto livello era più ampia nelle frecce finite vicino al centro del proprio gruppo, ma solo quando quella zona centrale era definita in modo stretto.
Vai a: La risposta del cervello allo scatto del clicker è più ampia nelle frecce che vanno al centro
Studi: Ertan et al. 2021
- Pratica specifica e pratica variata
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Pratica specifica vuol dire allenarsi nelle stesse condizioni della gara, per esempio sempre sulle distanze su cui si compete; pratica variata vuol dire cambiare di proposito le condizioni, come la distanza, da una volée all'altra. Nel tiro la ricerca si è chiesta soprattutto se la precisione costruita a una distanza passi alle altre e se convenga allenarsi a distanza fissa o variabile. Uno studio su arcieri di arco olimpico ha trovato che le distanze di gara, pur allenate per anni, stanno quasi tutte sulla curva ricavata dalle distanze che non allenavano.
Vai a: Distanza, rosata e punteggio
Studi: Czyż et al. 2016, Singer 1966, Saing et al. 2022
- Preoccupazione e ansia somatica
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La preoccupazione è la parte dell'ansia che sta nei pensieri; l'ansia somatica è quella che senti nel corpo, nelle mani, nel respiro, nello stomaco. Prima della gara gli arcieri riferiscono di solito un po' più preoccupazione, ma le due componenti viaggiano quasi sempre insieme. Quanto alle crisi in gara, l'unico studio che le mette in relazione, con soli questionari, vede l'ansia somatica alimentare il rimuginio, e il rimuginio spiegare una parte piccola di quante crisi gli arcieri dichiarano.
Vai a: Prima della gara negli arcieri pesa più la preoccupazione che l'ansia somatica
Studi: Shaari et al. 2023, Rhyme et al. 2025, Ahmad et al. 2023, Diotaiuti et al. 2021, Miyamoto 1994
- Pressione dell'impugnatura
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La forza che la mano dell'arco scarica sull'impugnatura e il modo in cui si distribuisce, letti da sensori montati sotto la mano. Nei due studi che l'hanno misurata, uno dei quali nel kyudo, gli arcieri migliori la ripetono in modo più costante da una freccia all'altra, nel ricurvo soltanto in verticale, mentre la distribuzione, presa da sola, non dice dove andrà la freccia.
Vai a: Gli arcieri migliori applicano sull'impugnatura una pressione più costante
Studi: Martin et al. 1992, Koike et al. 2007
- Prevalenza e incidenza
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La prevalenza dice quanti arcieri di un gruppo hanno o hanno avuto un disturbo in un certo periodo; l'incidenza conta i casi nuovi rispetto al tempo passato a tirare, di solito per mille ore di esposizione. Quasi tutti gli studi sul tiro misurano la prevalenza con un questionario, e i pochi tassi per ora dipendono da come si stimano le ore di tiro, per cui il confronto con gli altri sport resta fragile.
Vai a: Il tiro con l'arco è uno sport a basso rischio di infortuni
Studi: Prine et al. 2016, Grover et al. 2017, Niestroj et al. 2018, Gimigliano et al. 2021, Subramaniam et al. 2026
- Propriocezione della spalla
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È la capacità di sentire, senza guardare, in che posizione si trova la spalla e come si sta muovendo. Negli studi si misura di solito come senso di posizione articolare: a occhi chiusi l'arciere deve riportare il braccio a un angolo mostrato poco prima, e si misura lo scarto. Gli interventi provati sugli arcieri vanno dal lavoro di equilibrio al taping elastico, fino agli esercizi di mobilità con gli elastici.
Vai a: Equilibrio, core e propriocezione: gli interventi, anno per anno
Studi: Acaröz et al. 2026, Rajabzadeh et al. 2019, Kul et al. 2026
- Punteggio medio per freccia
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Il totale diviso per il numero di frecce tirate. Permette di confrontare prove con formati e numeri di frecce diversi, e molti studi lo usano come misura del risultato o lo riportano per descrivere il livello del campione.
Vai a: Negli studi su arcieri agonisti il punteggio medio per freccia sta intorno a sette punti, non a nove
- Punto d'incocco
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Il punto della corda in cui si aggancia la cocca, delimitato da fermi in ottone o di filo legato. La sua altezza rispetto al rest decide se la spinta della corda passa in linea con l'asse della freccia: se è fuori quota, la coda parte scalciata in alto o in basso. Durante la trazione non si muove in linea retta: con la freccia sopra il centro dell'arco, come capita quasi sempre, sale man mano che si tende, e quanto si scosta dipende dalla geometria dell'arco. Che una cocca che balla sul punto d'incocco faccia variare l'altezza d'impatto è un'ipotesi che nessuno ha ancora misurato.
Vai a: Tuning dell'arco (bow tuning): la messa a punto secondo la scienza
Studi: Park 2010, Zaniewski 2009, Park 2013, Nakamura et al. 2019
- Qualificazione
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Il giro che apre la gara e compone il tabellone degli scontri diretti: nelle gare all'aperto di World Archery oggi sono settantadue frecce, tirate senza un avversario diretto. Molti studi sui dati di gara usano il punteggio di qualifica come misura del livello, perché i risultati delle grandi gare sono pubblici e ognuno tira lo stesso numero di frecce senza dipendere da come tira l'altro.
Vai a: Il primo in qualifica è il più forte una volta su sette
Studi: Park et al. 2014, Park 2016, Qiu et al. 2021
- Quiet eye
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L'ultima fissazione dello sguardo sul centro del bersaglio prima del rilascio, misurata in millisecondi con un eye tracker o con l'elettrooculografia. Negli arcieri esperti dura di più e comincia prima che nei principianti; che si allunghi quando mirare diventa più difficile l'ha visto un solo studio, in laboratorio.
Vai a: Quiet Eye e Visual Training: la scienza della mira stabile
Studi: Gonzalez et al. 2017, Söğüt et al. 2025, Söğüt et al. 2025, Saito et al. 1994
- Rallentamento cardiaco prima del tiro
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Il rallentamento del battito nei secondi intorno al rilascio, descritto dal 1990 e da allora ritrovato solo in parte: uno studio non lo vede durante la mira, altri mettono il punto più basso dopo che la freccia è partita. Da qui viene anche la domanda se convenga rilasciare fra un battito e l'altro, in diastole.
Vai a: Il cuore dell'arciere rallenta nei secondi che precedono il rilascio
Studi: Keast et al. 1990, Salazar et al. 1990, Guru et al. 2020, Takai et al. 2009
- Regime bistabile della resistenza
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In una certa fascia di velocità la stessa freccia può volare con due resistenze molto diverse, a seconda che lo strato d'aria attorno all'asta resti laminare o diventi turbolento, e per far pendere la bilancia basta una piccola inclinazione rispetto al flusso. Che questo cambi l'altezza d'impatto è finora un calcolo, perché nessuno ha contato gli impatti. Con l'arco, poi, conta la flessione dell'asta: con frecce tirate da un robot con dita meccaniche il flusso è risultato turbolento in tutta la fascia, mentre con lo sgancio meccanico, che flette pochissimo l'asta, le due resistenze ricompaiono.
Studi: Okawa et al. 2012, Miyazaki et al. 2012, Miyazaki et al. 2017, Matsumoto et al. 2015, Matsumoto et al. 2016
- Resistenza elastica
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Il carico dato da una banda o da un tubo di gomma, che cresce man mano che lo allunghi, un po' come la forza che sale aprendo un ricurvo. Negli studi sugli arcieri compare come esercizio per la spalla e come trazione simulata: la forza misurata migliora, mentre sul punteggio il guadagno non si distingue ancora da quello che dà il tiro stesso.
Vai a: Gli esercizi con gli elastici migliorano il punteggio
Studi: Kul et al. 2026, Rukmana et al. 2025, Purnama et al. 2025, Yachsie 2019, Chatla et al. 2023
- Resistenza isometrica
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La capacità di tenere una contrazione senza movimento il più a lungo possibile, come quando si resta in trazione con l'arco aperto. Negli studi sugli arcieri si misura come tempo di tenuta, in trazione o in plank, oppure con le ripetizioni di un esercizio a corpo libero come i piegamenti, e si confronta spesso con la forza massima; nel poco che c'è, la tenuta non risulta più importante della forza.
Vai a: Per l'arciere la resistenza isometrica conta più della forza massima
Studi: Chatla et al. 2023, Putra et al. 2022, Prasetyo et al. 2022, Saleh et al. 2022
- Rettilineità dell'asta
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Quanto un'asta si scosta da una linea perfettamente dritta, di solito dichiarato dai produttori in millesimi di pollice. Le prove a macchina danno risposte diverse: con aste piegate di proposito o appena uscite dalla produzione le più dritte hanno dato gruppi più stretti, mentre dentro un set da gara moderno, già molto dritto, la rettilineità non ha spiegato il punto d'impatto.
Vai a: Un'asta più dritta dà impatti più raccolti
Studi: Jeong et al. 2014, Park et al. 2017, Park 2019, Kuch et al. 2025, Meyer 2015
- Rigidità variabile attorno all'asse
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Girando un'asta attorno al proprio asse lo spine cambia leggermente. In uno studio su un solo modello di asta da gara, quasi tutte avevano un lato più rigido e uno più morbido, ma su un banco che le flette tutto attorno la differenza è risultata piccola e molto diversa da un'asta all'altra; tirate a macchina, le aste con la differenza più ampia finivano più a destra, mentre orientare le alette rispetto al lato rigido non ha spostato l'impatto in modo misurabile.
Vai a: Le aste hanno un lato più rigido e uno più morbido: la rigidità cambia girando attorno all'asse
Studi: Kuch et al. 2025
- Rilascio con il pollice
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La presa e il rilascio della corda con il pollice, spesso protetto da un anello, al posto della presa mediterranea a tre dita: è tipica delle tradizioni asiatiche e mediorientali e del tiro a cavallo. L'unico confronto su arcieri esperti trova con il pollice l'attività media più bassa nei muscoli del braccio della corda, ma muscolo per muscolo le differenze per lo più non sono significative.
Vai a: La presa della corda con il pollice affatica meno di quella con le dita
- Rimuginio
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Il pensiero che torna sugli errori appena fatti, o su quelli di gare passate, mentre dovresti preparare la freccia successiva. Negli studi risulta legato sia a punteggi più bassi sia a più episodi di crisi in gara, ma sono fotografie prese in un solo momento, che non dicono che cosa venga prima.
Vai a: Gli arcieri che rimuginano sugli errori passati fanno punteggi più bassi
Studi: Landers et al. 1986, Diotaiuti et al. 2021, Clarke et al. 2020, Wu et al. 2021
- Riser e flettenti
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Il riser è il corpo centrale dell'arco, con l'impugnatura, la finestra, le sedi dei flettenti e gli attacchi per gli accessori; i flettenti sono le due lame che si piegano e accumulano l'energia. Nel ricurvo il libbraggio e la forma della curva forza-allungo dipendono soprattutto dai flettenti, mentre al riser si chiede di restare rigido e leggero: gli studi di ottimizzazione calcolano al computer quanto materiale si può togliere perdendo poca rigidità.
Vai a: Un riser da gara si può alleggerire di un quinto quasi senza perdere rigidità
Studi: Edelmann‐nusser et al. 2004, Fauzi et al. 2016, Kooi 1991
- Riser strumentato
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Un riser di legno collegato a una molla e a un sensore di carico, che misura quanta forza l'arciere esprime nel gesto di trazione e per quanto tempo riesce a tenerla, senza tirare frecce. Nel registro ce n'è uno solo, sviluppato in Indonesia: concorda bene con la prova manuale, ma la sua validazione poggia su un solo campione e nessuno ha ancora calcolato l'errore di una singola prova.
Vai a: Test fisici da campo
Studi: Prasetyo et al. 2022, Prasetyo et al. 2022, Subekti et al. 2023, Yachsie et al. 2024
- RMSSD
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Un indice di variabilità cardiaca calcolato dalle differenze fra battiti consecutivi, che stima il tono vagale e risente poco del respiro. Regge anche su registrazioni molto brevi, mentre il rapporto fra banda bassa e banda alta, ancora diffuso negli studi, non misura l'equilibrio fra simpatico e parasimpatico come si è creduto a lungo. L'indicazione viene dalla psicofisiologia generale: sugli arcieri esperti i due indici non sono ancora stati messi a confronto, e l'unico lavoro che li affianca, su persone che non avevano mai tirato, vede l'RMSSD separare il tiro reale da quello virtuale e il rapporto fra le bande no.
Vai a: Per misurare la variabilità del battito dell'arciere serve l'RMSSD, non il rapporto fra le bande
Studi: Laborde et al. 2017, Aksüy et al. 2025, Dal et al. 2024
- Robustezza mentale
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La capacità di restare impegnati, concentrati e sicuri di sé quando la pressione sale; negli studi la si misura con questionari in cui l'atleta descrive sé stesso. Nello studio sugli arcieri universitari indiani le parti erano impegno e motivazione, concentrazione, controllo sotto pressione e fiducia in sé. Lì i medagliati riportavano più robustezza dei non medagliati, ma il confronto è stato fatto a medaglie già vinte, su un solo campione e in una sede editoriale dubbia, quindi descrive chi ha vinto senza spiegare perché.
Vai a: Gli arcieri che vincono medaglie hanno più robustezza mentale
Studi: Amit 2026, Cahyo et al. 2025
- Rosata
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L'insieme dei fori che una serie di frecce lascia sul bersaglio, letto per larghezza e per posizione rispetto al centro. Due arcieri possono fare lo stesso punteggio con rosate molto diverse, una stretta ma spostata e una larga ma centrata, ed è per questo che alcuni studi digitalizzano i fori invece di guardare soltanto i punti.
Vai a: Perché le frecce vanno a sinistra, destra, alto o basso?
Studi: Park et al. 2014, Park 2020, Callaway et al. 2012, Ertan 2014, Shepherd 2026
- Scala del dolore (VAS e NRS)
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Il dolore si misura chiedendo di segnarlo su una linea che va da nessun dolore al peggiore immaginabile (VAS) oppure di dargli un voto da zero a dieci (NRS). È un valore riferito dall'arciere, non la lettura di uno strumento, ed è la misura usata dagli studi che provano esercizi o trattamenti sulla spalla.
Vai a: Negli arcieri agonisti il dolore alla spalla è frequente ma quasi sempre lieve, e torna
Studi: Kim et al. 2020, Kohar et al. 2025
- Senso di posizione articolare
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La capacità di sapere dove si trova un segmento del corpo senza guardarlo. Negli studi sugli arcieri si misura sulla spalla: a occhi chiusi il braccio viene portato a un angolo e la persona deve ritrovarlo da sola, e si conta di quanto sbaglia, di solito in gradi.
Vai a: Il kinesio tape migliora il senso di posizione della spalla dell'arciere
Studi: Athavale et al. 2022, Rajabzadeh et al. 2019, Aslan et al. 2025, Kul et al. 2026
- Set system
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Il formato degli scontri diretti del ricurvo e dell'arco nudo. Nell'individuale il match si divide in set da tre frecce a testa: chi vince il set prende due punti-set, un set pari ne dà uno a ciascuno e vince chi arriva per primo a sei. La somma delle frecce non decide il match, per cui si può totalizzare più dell'avversario e perdere; nel compound invece si sommano ancora tutte le frecce.
Vai a: Ho fatto più punti e ho perso: come funziona il set system
Studi: Li et al. 2024, Bucciol et al. 2020
- Sforzo percepito
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Quanto l'arciere giudica faticoso lo sforzo che sta facendo, indicato su una scala numerica o visiva. Negli studi sulle gare simulate si raccoglie a intervalli regolari, accanto a misure come il lattato nel sangue, per stimare quanto pesa una prova; si usa anche per confrontare situazioni diverse, come il tiro con l'arco reale e quello in realtà virtuale.
Vai a: Tirare una gara intera pesa poco sul fisico dell'arciere allenato
- Sgancio meccanico
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Il dispositivo che trattiene la corda al posto delle dita e la libera con un grilletto o con una rotazione della mano. La corda parte da un punto solo invece di scorrere di lato sui polpastrelli, e nell'unico confronto in laboratorio, su un ricurvo, la freccia si fletteva molto meno che tirata da arcieri con le dita. Si usa di norma nel compound, mentre il regolamento del ricurvo non lo ammette.
Vai a: Con uno sgancio meccanico la freccia si flette molto meno che con le dita
Studi: Ando et al. 2014, Park 2012, Park 2011
- Sincronizzazione delle camme
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Nel compound con due camme, l'accordo con cui le camme ruotano durante la trazione e il rilascio. Se una camma arriva a fondo prima dell'altra, nell'ultimo tratto dell'allungo il punto d'incocco sale e la freccia tende ad andare bassa, tanto più quanto più l'arciere spinge contro il muro; la sincronizzazione si regola sulla lunghezza dei cavi.
Studi: Park 2010, Park 2011, Zanevskyy 2012
- Sinergie muscolari
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Una sinergia muscolare è un gruppo di muscoli che si attivano insieme, con lo stesso andamento nel tempo, come se il sistema nervoso li comandasse in blocco. Gli studi la ricavano scomponendo con metodi matematici i segnali EMG di più muscoli, e guardano quanti gruppi bastano a descrivere il tiro e quanto si ripetono da una freccia all'altra. Un secondo approccio misura invece quanto i gruppi si compensano a vicenda per tenere stabile un risultato, per esempio la posizione del centro di pressione.
Vai a: Sinergie muscolari nel tiro con l'arco: i pattern motori degli arcieri élite
Studi: Matsunaga et al. 2017, Song et al. 2023, Vendrame et al. 2021
- Spareggio
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La freccia unica, una per arciere, che decide un match individuale finito in parità: nel ricurvo dopo il cinque pari del set system, nel compound a parità di punteggio. Vince l'anello più alto e, a parità di anello, la freccia più vicina al centro. Le analisi di gare internazionali la usano per studiare il rendimento sotto pressione, perché è un tiro singolo che decide tutto.
Vai a: Spareggio nel tiro con l'arco: cosa decide quella freccia
Studi: Bucciol et al. 2020, Park 2016
- Spesa energetica
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L'energia che il corpo consuma in un certo tempo, di solito una giornata, espressa in chilocalorie. In gara non si misura quasi mai direttamente ma si stima dal metabolismo a riposo e dal tipo di attività svolta: in un Grand Prix europeo, su sei arcieri della nazionale turca, la stima andava da circa 2.500 a circa 4.100 chilocalorie al giorno, a seconda di quante frecce si tiravano e di quanto si restava in campo.
Vai a: Idratazione e nutrizione in gara nel tiro con l'arco: guida pratica
Studi: Esen et al. 2024, Tsuji et al. 1984, Singh 2016
- Spine statico e dinamico
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Lo spine è la rigidità dell'asta. Quello statico si misura appoggiando l'asta su due supporti e appendendo un peso al centro: la flessione che ne risulta dà il numero dello spine, più alto per le aste più morbide. Quello dinamico è il modo in cui la freccia si flette realmente quando parte dall'arco, e dipende anche da libbraggio, lunghezza della freccia, peso della punta e rilascio; gli studi lo indagano con prove di vibrazione e modelli numerici.
Vai a: Il paradosso dell'arciere: la fisica della freccia che si piega
Studi: Kuch et al. 2025, Zanevskyy 2001, Fish et al. 2019, Williams 2025, Rieckmann et al. 2012, Zaniewski 2009, Park 2012
- Spirometria: FVC e FEV1
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La prova in cui si soffia con tutta la forza in un boccaglio collegato a uno spirometro: la FVC, capacità vitale forzata, è tutta l'aria che si riesce a buttare fuori dopo un respiro pieno, il FEV1 è la parte che esce nel primo secondo. Negli studi sugli arcieri servono a descrivere la funzione respiratoria e a vedere se si lega al punteggio.
Vai a: Negli arcieri una capacità polmonare maggiore si accompagna a punteggi più alti
- Stabilizzatori, aste laterali e TFC
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Lo stabilizzatore lungo frontale, le aste laterali montate su un attacco a V (V-bar) e i TFC, compensatori di torsione in elastomero fra riser e stabilizzatori, molto diffusi negli anni Ottanta. Insieme aumentano l'inerzia dell'arco e ne smorzano le vibrazioni: una prova di laboratorio trova un movimento laterale minore e più costante mentre la freccia è ancora sulla corda, anche se in tutte le configurazioni resta sotto il millimetro, e un modello indica che apertura e inclinazione delle aste laterali cambiano quanto smorzano. Nell'arco nudo il loro posto lo prendono pesi avvitati al riser.
Vai a: Stabilizzatori nel tiro con l'arco: a cosa servono davvero, oltre il folklore
Studi: Leonardi et al. 1987, Zaniewski 2012, Park et al. 2012, Pietra et al. 2023, Mizuno et al. 2017
- Stabilizzazione scapolare
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Il lavoro sui muscoli che tengono la scapola al suo posto e ne guidano il movimento, con il trapezio inferiore in prima fila. Negli studi sugli arcieri migliora la funzione della spalla e l'equilibrio fra trapezio superiore e inferiore, mentre sul punteggio i risultati non vanno d'accordo.
Vai a: Gli esercizi di stabilizzazione scapolare migliorano il punteggio
Studi: Kim et al. 2020, Liao et al. 2022, Yamanarda et al. 2025, Kim et al. 2018
- Stance
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La posizione dei piedi sulla linea di tiro: parallela, aperta, chiusa od obliqua. Fra i migliori arcieri del mondo si vedono quasi solo la parallela e l'aperta. Nell'unico studio su arcieri qualificati cambiarla non ha abbassato il punteggio, mentre in uno su persone al primo tiro la parallela dava i risultati migliori e l'obliqua i peggiori.
Vai a: Negli arcieri esperti cambiare la posizione dei piedi non abbassa il punteggio
Studi: Pukhov 2023, Stone 2007, Shafizadeh et al. 2024
- Stima della posa da video
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Un programma che ritrova le articolazioni dell'arciere in un video normale, senza marker sul corpo. Serve a cronometrare le fasi del tiro e a seguire le traiettorie di spalle, gomiti e polsi, ma quanto sia preciso sui video di tiro, con la mano e la corda vicino al viso, è stato misurato ancora poco.
Vai a: Machine learning e visione artificiale negli studi sul tiro
Studi: Prasetya et al. 2026, Lee et al. 2024, Park et al. 2025, Muslim et al. 2025
- Strato limite e resistenza aerodinamica
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Lo strato limite è il sottile strato d'aria che scorre a contatto con l'asta. Finché resta ordinato, cioè laminare, la freccia incontra poca resistenza; quando diventa turbolento la resistenza cresce di molto. Gli studi lo misurano in galleria del vento e su frecce in volo libero, e il passaggio dipende da velocità, forma della punta, assetto della freccia e flessione dell'asta.
Studi: Miyazaki et al. 2012, Okawa et al. 2012, Matsumoto et al. 2015, Matsumoto et al. 2016, Hasegawa et al. 2018
- Target panic
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La difficoltà a eseguire il tiro come lo vorresti, che si presenta nel momento della mira e del rilascio: c'è chi non riesce a sganciare, chi a passare il clicker, chi ad arrivare all'ancoraggio, chi non riesce a portare o a tenere il mirino sul centro. La letteratura lo conosce da racconti, interviste e questionari, non da misure del gesto, e che nasca da una perdita di automatismo del rilascio, la de-automatizzazione, è un'ipotesi di Matteo e non una conclusione degli studi.
Vai a: Target panic nel tiro con l'arco: cosa è e come si gestisce
Studi: Prior et al. 2019, Rooke 2023, Haywood 2005, Clarke et al. 2020, Ogiso et al. 2023, Priambudi et al. 2023
- Tempo di reazione al clicker
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L'intervallo fra lo scatto del clicker e il rilascio, che negli arcieri formati dura poco meno di due decimi di secondo e con il livello si accorcia e diventa più regolare. Se sia una reazione allo scatto o la coda di un gesto già partito è ancora discusso: un solo studio lo trova più breve del tempo di reazione a un suono degli stessi arcieri. Fra gli élite il suo legame con il punteggio è piccolo, e non tutti gli studi lo trovano.
Vai a: Il clicker: la scienza di uno scatto da un decimo di secondo
Studi: Nishizono et al. 1984, Nishizono et al. 1987, Edelmann-Nusser et al. 1998, Tinazci 2011, Spratford et al. 2017
- Tenuta in trazione (holding test)
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Il tempo per cui l'arciere riesce a tenere l'arco aperto in posizione di tiro, cronometrato sull'arco stesso o su un apparecchio che riproduce il gesto, come un riser con un sensore di forza. È fra i test fisici più vicini al gesto del tiro, e diversi studi sull'allenamento della forza lo usano come esito insieme al punteggio.
Vai a: Test fisici da campo
Studi: Prasetyo et al. 2022, Prasetyo et al. 2022, Yachsie 2019, Yachsie et al. 2022, Artiuh et al. 2018
- Terapia manuale
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L'insieme delle tecniche in cui è il terapista a muovere con le mani l'articolazione o i tessuti attorno, dalla mobilizzazione lenta alla manipolazione. Sugli arcieri è stata provata dopo una lunga serie di frecce, controllando con l'elettromiografia e con un miotonometro se i muscoli della spalla e del braccio tornavano ai valori di partenza.
Vai a: Una seduta di terapia manuale dopo il tiro non ha fatto recuperare la spalla dell'arciere
- Torsione dell'arco
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La rotazione che la mano dell'arco imprime all'impugnatura attorno all'asse verticale, a pieno allungo e durante il rilascio. Per i modelli e per le prove con la macchina lanciafrecce basta una differenza minima da una freccia all'altra per spostare l'impatto; sugli arcieri, però, è stata misurata direttamente solo con un arco di kyudo strumentato, mentre nel ricurvo la si intuisce dalle riprese ad alta velocità, dove sette arcieri delle squadre nazionali su sedici davano l'impressione di torcere l'arco.
Vai a: Torcere l'arco con la mano sposta la freccia sul bersaglio
Studi: Park et al. 2012, Pekalski 1990, Kobayashi et al. 1997, Koike et al. 2007
- Tracciamento ottico della mira
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È la registrazione, istante per istante, del punto sul bersaglio verso cui l'arco sta mirando. Il sistema usato negli studi è nato per il tiro a segno: un'unità optoelettronica fissata al riser segue dove punta l'arco e restituisce la traccia della mira negli ultimi istanti prima del rilascio, da cui si calcola quanto e quanto in fretta la mira si muove.
- Traiettoria di mira
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Il percorso che il punto di mira disegna sul bersaglio nei secondi prima del rilascio, registrato con un sistema ottico fissato al riser. In uno studio su juniores di livello internazionale che lo segue secondo per secondo l'area si restringe man mano che il rilascio si avvicina, e nell'ultimo secondo è più stretta nelle frecce da dieci; fra arcieri diversi, però, la sua ampiezza non dice chi fa più punti.
Vai a: Stabilità dell'arco e tempi di mira: la ricerca dal 1971
- Trapezio inferiore
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La porzione bassa del trapezio, che porta la scapola verso il basso e verso la colonna e partecipa alla sua rotazione verso l'alto quando il braccio si solleva. Negli studi sugli arcieri è il muscolo scelto per i programmi di rinforzo della scapola, misurati sul dolore alla spalla, sull'attivazione muscolare e sul punteggio.
Vai a: Rinforzare il trapezio inferiore riduce il dolore alla spalla dell'arciere
Studi: Kim et al. 2020, Liao et al. 2022
- Trazione finale (espansione)
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L'ultimo tratto dell'allungo, breve, che l'arciere compie dopo l'ancoraggio mentre mira; nel ricurvo olimpico è questione di pochi millimetri e finisce con lo scatto del clicker. Gli studi lo misurano con un estensimetro sul clicker o con accelerometri sulle mani e sull'impugnatura, e guardano quanto è regolare e come si accorda con la stabilità della mira.
Vai a: La trazione finale: cosa succede negli ultimi millimetri prima del clicker
Studi: Edelmann‐Nusser et al. 2006, Edelmann-Nusser et al. 2006, Ödek 2024, Leroyer et al. 1993
- Trefoli della corda
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I fili, di solito in fibra sintetica, che messi insieme formano la corda. Una corda più leggera lascia alla freccia una quota maggiore dell'energia, e il materiale cambia di poco la velocità d'uscita e anche la rapidità con cui si smorzano le vibrazioni dell'arco. Sul numero di trefoli le prove di laboratorio non concordano, perché toglierne alleggerisce la corda ma la rende anche meno rigida.
Vai a: Materiale e numero di trefoli della corda cambiano la velocità della freccia
Studi: Lin et al. 2009, Kooi 2007, Hosoya et al. 2001, Hickman 1937
- Tremore e force steadiness
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Il tremore è l'oscillazione rapida e involontaria che il braccio dell'arco, e con lui l'arco, mostra mentre si tiene la mira. La force steadiness è la capacità di mantenere costante una forza: in laboratorio si chiede di tenere ferma una quota della propria forza massima e si misura quanto il valore oscilla. Il tremore si registra di solito con accelerometri sull'arco o sul braccio, la steadiness con un sensore di forza.
Vai a: Il tremore del braccio dell'arco: perché succede e come ridurlo
Studi: Çilli et al. 2025, Ogasawara et al. 2021, Mizuno et al. 2017, Lin et al. 2010
- Unità inerziale
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Un piccolo sensore che unisce accelerometro e giroscopio e si fissa all'arco o al corpo. È la misura più facile da portare sul campo; un abstract di congresso che lo confronta con un sistema ottico di laboratorio, su sei arcieri della nazionale cinese, trova curve di accelerazione dalla forma simile, ma non dice ancora se i due strumenti diano gli stessi valori.
- Variabilità del gesto
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Quanto il gesto cambia da una freccia all'altra, misurato su muscoli, articolazioni o tempi. Fra principianti ed esperti cala in buona parte delle misure, non in tutte, e non sparisce: nelle frecce migliori degli arcieri d'élite spalle, gomiti e polsi variano in modo da compensarsi e tenere la freccia orientata, per cui conta soprattutto la variabilità che sposta la freccia.
Vai a: Gli arcieri esperti ripetono il gesto con meno variabilità dei principianti
Studi: Serrien et al. 2018, Soylu et al. 2006, Martin et al. 1990, Zhang et al. 2024
- Variabilità della frequenza cardiaca (HRV)
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È la variazione dell'intervallo di tempo fra un battito e il successivo, che non resta mai identico. Si ricava da una fascia cardio o da un elettrocardiogramma e si usa come finestra indiretta sull'equilibrio fra le due branche del sistema nervoso autonomo: negli studi sul tiro la si misura a riposo prima di allenamenti e gare, nei secondi che precedono il rilascio, oppure prima e dopo un periodo di allenamento. Qui interessa come indicatore dello stato di attivazione, non come dato clinico.
Vai a: HRV nel tiro con l'arco: che cosa dice sul recupero e sul carico
Studi: Lo et al. 2008, Aksüy et al. 2025, Zolkafi et al. 2019, Carrillo et al. 2011, Laborde et al. 2017, Ohsuga et al. 1992, Dal et al. 2024
- Vento laterale e vento in coda
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Il vento laterale soffia di traverso alla linea di tiro, quello in coda spinge da dietro l'arciere verso il bersaglio. Le simulazioni del volo indicano che a settanta metri il vento laterale sposta la freccia molto più di un vento della stessa forza che arrivi in coda o di fronte.
Vai a: Vento e condizioni meteo nel tiro con l'arco: come leggerli e gestirli
Studi: Ortiz et al. 2018, Shen et al. 2025, Park 2019
- Visualizzazione (imagery, VMBR)
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La visualizzazione è la ripetizione mentale del tiro, immaginato di solito in prima persona e con più sensazioni possibili: la vista del bersaglio, la presa, il lavoro della schiena, il suono della corda. La VMBR (Visuo-Motor Behavior Rehearsal) la fa precedere da una fase di rilassamento. Gli studi sugli arcieri la confrontano con il solo allenamento o con altre tecniche, misurando il punteggio prima e dopo qualche settimana di pratica.
Vai a: Allenamento mentale negli arcieri: gli studi dal 1979
Studi: Zervas et al. 1991, Keskin et al. 2025, Wattimena 2020, Landers et al. 1986, Isar et al. 2022, Tiwari et al. 2026
- Volée
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Il gruppo di frecce tirate di fila prima di andare a segnare i punti e a recuperarle. Il numero dipende dal formato: sei nella qualifica all'aperto, tre negli scontri diretti, sia a set sia a punteggio sommato, e nelle gare indoor. Molti studi leggono il punteggio volée per volée, o freccia per freccia dentro la volée.
Vai a: Nella volée la prima freccia fa più punti delle successive
Studi: Borges et al. 2020, Carrillo et al. 2011, Ivanov 2025, Hamdan et al. 2022
- Yips
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Il nome che negli sport di precisione si dà ai movimenti involontari, ai blocchi e agli scatti che guastano un gesto allenato a lungo. Fra gli arcieri se ne parla soprattutto come target panic; nel kyudo la tradizione distingue quattro disturbi del tiro con un nome proprio, e nell'unico studio che li ha contati il più frequente è il rilascio anticipato.
Vai a: Nel kyudo quasi due arcieri su tre hanno avuto almeno un disturbo del rilascio
Studi: Nishio et al. 2021, Ogiso et al. 2023, Clarke et al. 2020
- Yumi, tenouchi e tsunomi
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Lo yumi è l'arco del kyudo, lungo e asimmetrico, con l'impugnatura sotto la metà, per cui i due flettenti si piegano in modo diverso. Il tenouchi è il modo in cui la mano sinistra tiene e torce l'impugnatura; lo tsunomi è la spinta della base del pollice sinistro che torce l'arco e al rilascio lo fa girare nella mano (lo yugaeri). La torsione serve a far partire dritta una freccia che sta sul lato destro dell'arco, e le prove al banco mostrano che cambiandola si sposta di lato il punto d'arrivo.
Vai a: Nell'arco giapponese asimmetrico i due flettenti si deformano in modo diverso
Studi: Shoji et al. 2013, Ohtsuki et al. 2019, Koike et al. 2007, Kobayashi et al. 1997, Yamamoto et al. 2008
- Zone individuali di funzionamento ottimale (IZOF)
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È il modello secondo cui ogni atleta ha una propria fascia di attivazione, e più in generale di stati emotivi, in cui rende meglio, e questa fascia può essere diversa da quella degli altri. Per trovarla si raccolgono a lungo, gara dopo gara, le sensazioni riferite dall'arciere insieme ai punteggi, e si guarda in quale fascia cadono le serie migliori. Sugli arcieri i dati sono pochi, e la zona descrive una probabilità di tirare bene, non una garanzia.
Vai a: Il livello di attivazione ideale per tirare bene cambia da arciere ad arciere
Studi: Medeiros Filho et al. 2008, Haywood 2005, Roy et al. 2015
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