Scheda studio

Tenouchi nel kyudo: studio Yamamoto 2008

B4 Effect of Te-no-uchi in Japanese-style archery

Tetsuhiko Yamamoto, Hiroshi Kinjo, Motoki Tanaka2008

Citazione

Yamamoto, T., Kinjo, H., & Tanaka, M. (2008). B4 Effect of Te-no-uchi in Japanese-style archery. The Proceedings of Joint Symposium: Symposium on Sports Engineering, Symposium on Human Dynamics, 2008(0), 210-211. https://doi.org/10.1299/jsmesports.2008.0_210

Cita lo studio
APA

Yamamoto, T., Kinjo, H., & Tanaka, M. (2008). B4 Effect of Te-no-uchi in Japanese-style archery. The Proceedings of Joint Symposium: Symposium on Sports Engineering, Symposium on Human Dynamics, 2008(0), 210-211. https://doi.org/10.1299/jsmesports.2008.0_210

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Scheda tecnica

Disegno
Prova di laboratorio
Popolazione
Prove sull'attrezzatura, senza arcieri
Oggetto della prova
Attrezzatura, senza partecipanti
Livello
Non dichiarato
Disciplina
Kyudo
Tipo
Atti di convegno
Lingua
Giapponese
Revisione tra pari
No
Sede
The Proceedings of Joint Symposium: Symposium on Sports Engineering, Symposium on Human Dynamics

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Il tenouchi è il modo di tenere l'arco nel kyudo, e il tsunomi la spinta della radice del pollice che lo fa ruotare attorno all'impugnatura nell'istante del rilascio. Gli autori non misurano arcieri: montano archi giapponesi su un banco di tiro meccanico e cambiano di proposito la torsione, per vedere dove finisce la freccia. Hanno usato due archi, da 13 e da 15 kgf, e una sola freccia in duralluminio, tirata a 28 metri, la distanza prevista dal regolamento della federazione giapponese di kyudo. Dopo ogni tiro hanno misurato con un metro a nastro la distanza orizzontale fra il centro del bersaglio e il punto d'impatto.

Il grafico che riassume le prove mette la coppia applicata all'arco, da circa 2 a 14 newton per metro, contro lo scostamento laterale dell'impatto, e raccoglie due serie di dati, del 2004 e del 2005. Il legame fra le due grandezze non è una retta: lo scostamento non si riduce in proporzione alla torsione. L'impatto più vicino al centro arriva quando il punto d'appoggio dell'arco cade esattamente sotto la freccia incoccata. La conclusione degli autori ha due parti. Un tsunomi sempre più forte non migliora il tiro in modo indefinito, perché fra la spinta sull'arco e la torsione serve un equilibrio; confrontando le due estremità, però, una torsione forte lascia scostamenti più piccoli di una torsione debole. Senza nessuna torsione, spiegano nella parte teorica, la corda spinge la coda della freccia verso il centro dell'arco e le imprime una coppia che la manda a destra della linea di mira.

Come è stato misurato

Il banco è stato costruito con profilati a L, con le misure prese da un arciere di statura media, e tiene l'arco senza una mano umana. Un'asta sporgente fa da appoggio: quando è allineata al centro del corpo dell'arco la coppia è nulla, e spostando il punto d'appoggio si cambia la torsione applicata. L'asta è forata e attraversata da un filo metallico che impedisce all'arco di saltare via subito dopo il rilascio. Al posto del guanto da kyudo, lo yugake, c'è un pezzo metallico che trattiene la corda in tre punti, in alto, in mezzo e in basso, e che ruota liberamente sul banco, così la corda spinge la freccia lungo la linea che punta all'appoggio dell'arco. Per rilasciare si apre la pinza.

Le prove si sono svolte all'aperto, nel campo di kyudo dell'Università delle Ryukyu, con un vento laterale che non è stato possibile schermare. L'arco restava in trazione dai 5 ai 10 secondi prima di ogni rilascio. La mira è stata regolata appendendo dall'alto del bersaglio un filo giallo con un peso e traguardando da dietro la freccia incoccata: gli autori ricordano che in volo la freccia scende, e che nei 28 metri, circa mezzo secondo, perde più o meno l'altezza di un arciere.

Il metodo, spiegato: Sensori di forza: impugnatura, corda, dita e pedane

Limiti

Sono due pagine di atti di un convegno, non un articolo passato per la revisione tra pari, e si vede nei dati. Non è indicato quante frecce siano state tirate per ciascuna regolazione, i numeri non compaiono mai in tabella, e i risultati si leggono soltanto da un grafico che mette insieme due campagne di prove distanti un anno. Gli autori stessi scrivono che il vento laterale ha introdotto disturbo nei punti d'impatto.

Il banco non è una mano. Una pinza che lascia la corda non riproduce il distacco delle dita, e un appoggio rigido non ha nulla della cedevolezza di un palmo: la torsione, qui, è una grandezza impostata da chi fa l'esperimento, non il risultato di un gesto. Gli archi sono due, leggeri per il kyudo, e la freccia è una sola, quindi lo spine e la regolazione non variano mai. Viene misurato solo lo scostamento laterale di tiri singoli, non la dispersione di una serie, e la quota non viene considerata. Nello studio non c'è nessun arciere, perciò il passaggio dal comportamento del banco a quello di una mano allenata resta un'ipotesi degli autori. Il testo è in giapponese, con un riassunto in inglese.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio riguarda il kyudo, dove l'arco è lungo, asimmetrico e senza bottone né mirino, e misura una cosa sola: di quanto si scosta di lato l'impatto quando cambia la torsione applicata all'impugnatura. Il risultato che interessa anche chi tira con altri archi è la forma del legame. Fra torsione e punto d'impatto non c'è proporzione, quindi l'idea che spingere sempre di più con la radice del pollice porti sempre più al centro non trova appoggio nei dati; e il tiro migliore esce quando l'appoggio dell'arco sta sotto la freccia, cioè quando la spinta passa dove passa la freccia.

Niente di tutto questo dice come si tiene l'arco, e nemmeno quanto conti il tenouchi per un arciere in carne e ossa. Un banco meccanico mostra come risponde l'attrezzo a una torsione decisa da chi fa l'esperimento, non come un arciere impara a dosarla. Per chi tira con il ricurvo il collegamento resta indiretto: anche lì la mano dell'arco introduce una coppia, ma il confronto fra le due discipline non è fatto in questo lavoro.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: B4 Effect of Te-no-uchi in Japanese-style archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/yamamoto-2008-uchi-style

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