Scheda studio

Clicker e trazione finale: Edelmann-Nusser 2006

Measurement of Draw-Length Alterations in the Final Pull in Archery

Juergen Edelmann-Nusser, Mario Heller, Martin Hofmann, Nico Ganter2006

Citazione

Edelmann-Nusser, J., Heller, M., Hofmann, M., & Ganter, N. (2006). Measurement of Draw-Length Alterations in the Final Pull in Archery. The Engineering of Sport 6, 93-98. https://doi.org/10.1007/978-0-387-46051-2_17

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APA

Edelmann-Nusser, J., Heller, M., Hofmann, M., & Ganter, N. (2006). Measurement of Draw-Length Alterations in the Final Pull in Archery. The Engineering of Sport 6, 93-98. https://doi.org/10.1007/978-0-387-46051-2_17

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Scheda tecnica

Disegno
Serie di casi
Popolazione
Arcieri
Livello
Élite
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
7
Tipo
Atti di convegno
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
The Engineering of Sport 6

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Incollando un estensimetro al clicker gli autori hanno misurato di quanti millimetri cambia l'allungo nella trazione finale, cioè in quei due o tre secondi in cui l'arciere, dopo aver mirato, porta indietro la freccia finché il clicker scatta. Sette arcieri juniores, due uomini e cinque donne di 16 a 19 anni, tutti presenti ai Mondiali giovanili e ai campionati nazionali tedeschi, hanno tirato 66 frecce ciascuno a 30 metri al coperto. Le medie per freccia vanno da 9,31 punti del primo a 8,72 del settimo, con intervalli da 8 a 10 per i due migliori e da 5 a 10 per l'ultimo.

L'arciere con la media più alta avviava la trazione finale fra tre e due secondi prima dello scatto e portava la freccia indietro di circa 5 millimetri in modo regolare: le tre curve mostrate non sono identiche, ma si somigliano molto. Il secondo divideva la trazione finale in due movimenti, uno rapido e poi uno lento, e nell'ultimo secondo gli bastava un aumento di circa 2,5 millimetri per far passare il clicker; questa doppia azione la ripeteva in tutti e 66 i tiri, con la parte lenta che di solito durava meno di due secondi.

Nei due arcieri con le medie più basse, le frecce peggiori mostravano interruzioni. Il sesto, nei suoi tre tiri da 5, 6 e 6 punti, smetteva di tirare quando il clicker era quasi passato e lasciava andare la tensione, così che l'allungo diminuiva, per poi riprendere: è quello che in campo si chiama cedimento. Il settimo, in due dei suoi tre tiri peggiori, tutti da 6 punti, si fermava senza mollare la tensione e teneva l'allungo quasi costante per un momento prima di ripartire. Tutte le frecce mostrate nella figura dei tiri normali, per quattro arcieri diversi, valevano 9 o 10 punti. Gli autori concludono che le irregolarità, e il cedimento in particolare, possono pesare sul punteggio, e notano che fra arcieri di questo livello le differenze di regolarità sono molto meno vistose di quelle descritte in un lavoro precedente su un gruppo di livello misto.

Come è stato misurato

Il clicker è una lamina di acciaio armonico lunga 5 centimetri e larga mezzo, fissata alla finestra del riser, che durante la mira appoggia sull'asta pochi millimetri dietro la punta della freccia. Per la forma rastremata della punta, ogni spostamento della freccia avanti o indietro cambia la flessione della lamina, e dalla forma nota della punta si può ricostruire l'andamento dell'allungo. La flessione è stata letta da un estensimetro (modello FAE-A6304J-12-S6E della BLH) incollato al clicker e collegato a un amplificatore con un cavo sottile di quattro metri, che lascia libero l'arciere. Era proprio questo il motivo del lavoro: il metodo precedente, con un dispositivo elettromeccanico fissato fra impugnatura e flettente, era lungo e complicato da montare.

Ogni arciere ha tirato con il proprio arco, 11 volée da sei frecce a 30 metri al coperto su una visuale da 80 centimetri a dieci zone, senza limite di tempo e con l'indicazione di fare il punteggio più alto possibile. Il punteggio di ogni freccia è stato annotato e per ciascun arciere è stata calcolata la media. Nelle figure l'asse dei tempi va da tre o quattro secondi prima dello scatto del clicker fino allo scatto, preso come istante zero, e la scala verticale è di 15 millimetri.

Il metodo, spiegato: Come si misura la mira negli studi sul tiro, Il clicker strumentato è la misura dell'allungo, Sensori di forza: impugnatura, corda, dita e pedane

Limiti

Non c'è nessuna statistica. Il collegamento fra irregolarità e punteggio è una corrispondenza fra i due arcieri con la media più bassa e le curve più accidentate, letta a occhio: nessuno ha contato quante trazioni finali irregolari hanno dato frecce basse e quante frecce alte, e quelle 462 frecce in tutto restano in gran parte fuori dalle figure, che mostrano tre tiri per arciere scelti come esempio, per i peggiori i tre col punteggio più basso. Il cedimento in senso stretto si è visto con chiarezza in un arciere solo.

Gli arcieri sono sette, tutti giovani e tutti di buon livello: gli autori stessi dicono che fra atleti così le differenze di regolarità sono poco marcate, e questo rende lo studio poco adatto a stabilire quanto costi un'irregolarità. La misura è indiretta, dipende dalla forma della punta e dalla posizione del clicker, e l'articolo non dà né un errore di misura né una taratura; non dice nemmeno quanto della flessione possa venire da movimenti laterali della freccia invece che dall'avanti e indietro. Una sola distanza, al coperto, su una visuale da 80 centimetri. C'è poi un'osservazione degli autori che va contro la lettura semplice: la pausa del secondo arciere, che in un'altra persona si leggerebbe come un difetto, è il suo automatismo e convive con la seconda media più alta del gruppo.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio mette dei numeri su una cosa che l'arciere sente ma non vede: quanto si muove la freccia nella trazione finale e in quanto tempo. In questi juniores la trazione finale occupa gli ultimi due o tre secondi e sposta la freccia di pochi millimetri, fra circa 2,5 e 5 a seconda dell'arciere, e in chi segnava di più la forma di quel movimento si ripeteva quasi uguale da una freccia all'altra.

Le due osservazioni che restano guardano in direzioni diverse. Da una parte, nell'arciere che lo mostrava, le frecce peggiori sono quelle in cui l'allungo è tornato indietro prima dello scatto, il cedimento che gli allenatori riconoscono dal gesto; dall'altra, una trazione divisa in una parte rapida e una lenta, che vista da fuori somiglia a una pausa, apparteneva al secondo miglior punteggio del gruppo, perché quell'arciere la faceva ogni volta. Quello che lo studio suggerisce, quindi, è che conti la ripetibilità più della forma della curva, e lo suggerisce su sette persone lette a occhio.

Dal lato pratico il risultato principale è lo strumento: un estensimetro su un clicker, con un cavo sottile, restituisce l'andamento dell'allungo subito dopo il tiro, e per questo è diventato uno strumento di diagnosi abituale per la nazionale giovanile tedesca. Che vederlo serva a correggerlo, però, è un'altra domanda: qui nessun arciere è stato seguito mentre provava a cambiare il proprio cedimento.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Measurement of Draw-Length Alterations in the Final Pull in Archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/edelmann-nusser-2006-draw-length

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