Scheda studio

Tecnica dei migliori arcieri ricurvo: Shafizadeh 2024

Technical performance differences in elite Olympic recurve archers

Mohsen Shafizadeh, Keith Davids2024

Citazione

Shafizadeh, M., & Davids, K. (2024; fascicolo 2025). Technical performance differences in elite Olympic recurve archers. International Journal of Performance Analysis in Sport, 25(3), 419-429. https://doi.org/10.1080/24748668.2024.2416739

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APA

Shafizadeh, M., & Davids, K. (2024; fascicolo 2025). Technical performance differences in elite Olympic recurve archers. International Journal of Performance Analysis in Sport, 25(3), 419-429. https://doi.org/10.1080/24748668.2024.2416739

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Élite
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
30
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
International Journal of Performance Analysis in Sport

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Trenta arcieri del ricurvo olimpico, i primi quindici uomini e le prime quindici donne del ranking mondiale, osservati nei video pubblici delle gare del 2023: le Coppe del Mondo di Berlino, Antalya e Hermosillo e i Giochi Asiatici. Diciotto tiri a testa, presi da due competizioni diverse e dalle fasi finali, semifinale, finale o finale per il terzo posto, individuali o a squadre. Il ciclo di tiro è stato scomposto in sette fasi e ogni fase è stata classificata guardando il filmato.

In nessuna delle sette fasi esiste una forma sola. Posizione dei piedi: diciotto arcieri quadrata, dodici aperta, nessuno chiusa. Sollevamento dell'arco: quattordici salgono diretti sulla linea del bersaglio, sedici salgono più in alto e poi scendono. Caricamento: ventitré tirano con moto costante, sette con moto variabile, cioè con una breve pausa. Trazione al viso: diciannove portano la corda su un percorso rettilineo e vicino alla mandibola, undici su un percorso curvo che a metà si allontana dal viso. Ancoraggio: ventuno appoggiano la corda al centro delle labbra, nove più lateralmente, verso l'angolo della bocca. Rilascio: ventotto lasciano con le dita rilassate, due le aprono. Follow-through del braccio della corda: ventiquattro la mano scorre indietro verso il centro del collo, sei verso il lobo dell'orecchio. Follow-through del braccio dell'arco: tredici muovono tutto il braccio, otto solo la mano, nove alternano fra i due.

Il test di frequenza raggiunge la significatività in quattro fasi, caricamento, ancoraggio, rilascio e follow-through del braccio della corda, cioè quelle in cui una delle due forme è nettamente più diffusa dell'altra.

Un'analisi dei raggruppamenti divide poi i trenta in due profili: ventitré con uno stile comune e sette con uno stile che gli autori chiamano più complesso. I sette si distinguono per tre cose, il movimento in più nel sollevare l'arco, il cambio di ritmo con la breve pausa in caricamento, e il follow-through dell'arco fatto con tutto il braccio. Quei sette arcieri sono tutte donne, sette delle quindici del campione.

La conclusione degli autori è che l'idea di un modello unico di tecnica d'élite non regge, e che quello che si osserva al vertice sono soluzioni individuali, stabili, adattate ai vincoli di ciascuno.

Come è stato misurato

Gli arcieri sono stati scelti in modo non casuale dal ranking mondiale del ricurvo, consultato nel maggio 2024, sulla base del rendimento complessivo nel 2023, limitandosi ai primi quindici di ciascun sesso. Approvazione del comitato etico dell'università. I filmati vengono dal canale della World Archery su YouTube, pubblici e senza bisogno di autorizzazione, e sono stati analizzati senza modificare né la frequenza dei fotogrammi né la risoluzione.

Il sistema di annotazione è stato costruito nel programma NacSport, con un pannello di pulsanti definiti sulle fasi del ciclo di tiro. Il modello usato ha sette fasi e deriva da una modifica del metodo KSL: posizione dei piedi, sollevamento dell'arco, caricamento, pieno allungo, ancoraggio, rilascio, follow-through. Il braccio dell'arco è stato osservato solo nel sollevamento, il braccio della corda nel caricamento, nel pieno allungo, nell'ancoraggio e nel rilascio; il follow-through in entrambe le braccia, e la posizione dei piedi solo nella loro disposizione.

L'affidabilità è stata provata sullo stesso osservatore: sei arcieri scelti a caso fra quelli della Coppa del Mondo di Berlino, tre tiri ciascuno, con la stessa procedura ripetuta a ventiquattro ore di distanza, e un coefficiente Kappa di 0,91. Gli autori precisano che, essendo lo studio esplorativo, il pannello di annotazione è stato rivisto ogni volta che durante la raccolta emergevano altri gruppi di azione.

L'analisi procede in tre passaggi. Prima i tipi di azione di ciascuna fase, con frequenze e percentuali, confrontati con il test del chi quadro a una via. Poi un'analisi dei raggruppamenti, per classificare gli arcieri in base agli stili osservati e costruirne un profilo. Infine, per verificare l'assegnazione ai gruppi, test del chi quadro a due vie sulle stesse variabili, che danno 8 per il sollevamento dell'arco, 30 per il caricamento, 5,28 per il pieno allungo, 3,91 per l'ancoraggio e 11,95 per il follow-through dell'arco, tutti con p sotto 0,05. Tutto in SPSS versione 23, con intervalli al 95 per cento e test a due code.

Nessun punteggio è stato raccolto: i valori delle frecce, i risultati degli incontri e i tempi di tiro non entrano nell'analisi. Sui tempi gli autori dichiarano il motivo, cioè la qualità dei filmati pubblici, che non permetteva di misurarli.

Fra le competizioni analizzate l'articolo indica i Giochi Asiatici in Thailandia: l'edizione del 2023 si è svolta a Hangzhou, in Cina, dal primo al sette ottobre.

Il metodo, spiegato: Che cosa misura, e che cosa non misura, un punteggio di gara

Limiti

Il test usato non risponde alla domanda per cui viene citato. Il chi quadro a una via su una fase confronta quanto le due forme siano equamente diffuse, non se gli arcieri differiscano fra loro. Dire che il rilascio raggiunge la significatività vuol dire soltanto che ventotto contro due è molto lontano da metà e metà; dire che la posizione dei piedi non la raggiunge vuol dire che diciotto contro dodici è vicino a metà e metà. Nessuno dei due enunciati riguarda la tecnica, e nel racconto dell'articolo le due parole, significativo e non significativo, finiscono per suonare come se la riguardassero. Il risultato che conta, cioè che in ogni fase convivono almeno due forme, è una descrizione di frequenze e non ha bisogno di quei test.

Le categorie sono nate guardando i dati. Gli autori scrivono che, essendo lo studio esplorativo, il pannello di annotazione veniva rivisto ogni volta che emergevano altri gruppi di azione: le classi sono quindi state costruite durante la codifica, e poi le frequenze di quelle stesse classi sono state sottoposte a test. La prova di affidabilità, che dà un Kappa di 0,91, è stata fatta su sei arcieri e tre tiri a testa in un momento del lavoro, e se il pannello ha continuato a cambiare dopo, quel numero non copre la versione finale. È inoltre affidabilità dello stesso osservatore a ventiquattro ore di distanza, non fra osservatori diversi: per uno schema fatto di giudizi a occhio su un filmato, l'accordo fra due persone diverse conterebbe più della ripetibilità di una sola.

I due stili vengono poi confermati con i test del chi quadro sulle stesse variabili con cui i raggruppamenti sono stati creati. Trovare che i due gruppi differiscono nelle variabili che li hanno definiti è garantito dalla costruzione, quindi quel passaggio non è una verifica indipendente, e l'articolo lo presenta come tale.

Lo stile complesso è interamente sovrapposto al sesso. I sette arcieri che lo mostrano sono sette delle quindici donne, e nessun uomo. Con questi dati «due stili del ricurvo olimpico» e «una differenza fra uomini e donne in tre fasi» non si distinguono, e gli autori, che notano il fatto, lo spiegano con morfologia e forza senza nominare la lettura più semplice.

Non c'è nessun punteggio. Diciotto tiri per arciere presi da incontri di medaglia, dove il valore di ogni freccia è nel filmato, e nessun valore è stato registrato: niente collega uno stile alla precisione, al risultato dell'incontro o alla costanza. Quindi lo studio mostra che gli stili esistono, non che uno funzioni meglio di un altro, e nemmeno che siano indifferenti.

Sulla qualità del materiale gli autori sono onesti a metà. Dichiarano che i filmati pubblici, non modificati nella frequenza dei fotogrammi, gli sono costati l'analisi dei tempi, e non estendono la stessa preoccupazione alle categorie che hanno comunque codificato. Distinguere la corda al centro delle labbra da una corda spostata verso l'angolo della bocca, o dita che si rilassano da dita che si aprono, è esattamente ciò che richiede fotogrammi fitti e un'inquadratura adatta: il ventotto contro due sul rilascio può dire quanto la telecamera televisiva riusciva a vedere.

I diciotto tiri vengono inoltre dalle fasi finali, semifinali, finali e finali per il terzo posto, cioè dai tiri più pesanti del torneo, e mescolano gare individuali e gare a squadre, dove il ritmo e la gestione del tempo sono diversi. Nessuna delle due cose è discussa. E il campione è il vertice assoluto, i primi quindici per sesso scelti senza sorteggio, cosa che gli autori indicano fra i limiti: sotto quel livello gli stili potrebbero essere più numerosi.

Restano infine alcune imprecisioni di contorno: i Giochi Asiatici del 2023, indicati in Thailandia, si sono svolti a Hangzhou, e due lavori sono citati nel testo con un anno diverso da quello che portano in bibliografia.

Cosa vuol dire per chi tira

Questo è lo studio da mettere sotto il naso di chi dice che esiste un modo giusto di tirare. Trenta fra i migliori arcieri del mondo, guardati nelle finali di Coppa del Mondo, e in tutte e sette le fasi del tiro convivono almeno due forme: chi solleva l'arco diretto sulla linea e chi sale e scende, chi traziona in linea retta vicino alla mandibola e chi su un arco che si allontana, chi ancora al centro delle labbra e chi verso l'angolo della bocca, chi nel follow-through muove tutto il braccio dell'arco e chi solo la mano. La posizione dei piedi si divide diciotto a dodici fra quadrata e aperta, e chiusa non la usa nessuno.

Due cose, però, sono quasi unanimi, e quelle valgono come riferimento: ventotto su trenta lasciano la corda con le dita rilassate anziché aprirle, e ventiquattro su trenta nel follow-through portano la mano indietro verso il centro del collo. Dove quasi tutto il vertice fa la stessa cosa, è ragionevole trattarla come la forma di riferimento; dove si divide a metà, non lo è.

Per un allenatore il messaggio operativo è di fare attenzione a che cosa si corregge. Il sollevamento dell'arco, il percorso della trazione e il follow-through del braccio dell'arco, in questi dati, sono dove il vertice si divide: correggerli verso un modello unico significa correggere verso una delle due metà, senza che niente qui dica che quella metà tiri meglio. E su questo lo studio è muto per costruzione, perché nessun punteggio è stato raccolto.

Una cosa va letta con prudenza. Lo stile che gli autori chiamano complesso, con il movimento in più nel sollevare l'arco e la pausa in caricamento, riguarda sette arcieri che sono tutte donne. Con sette persone su trenta e il sesso che le separa esattamente, non si distingue se si tratti di due stili del ricurvo o di una differenza fra uomini e donne in tre fasi: nei materiali del registro va citato come il secondo, non come il primo.

Il registro tiene questo lavoro come la descrizione più rappresentativa disponibile della varietà tecnica al vertice, perché è fatta in gara e non in laboratorio, e come una prova contro l'esistenza di un'unica tecnica d'élite; non come una misura di che cosa faccia punteggio.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Technical performance differences in elite Olympic recurve archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/shafizadeh-2024-technical

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