Scheda studio

Occhio dominante e mano nel tiro: revisione Moreno 2022

Could hand-eye laterality profiles affect sport performance? A systematic review

Miquel Moreno, Lluis Capdevila, Josep-Maria Losilla2022

Citazione

Moreno, M., Capdevila, L., & Losilla, J.-M. (2022). Could hand-eye laterality profiles affect sport performance? A systematic review. PeerJ, 10, e14385. https://doi.org/10.7717/peerj.14385

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Moreno, M., Capdevila, L., & Losilla, J.-M. (2022). Could hand-eye laterality profiles affect sport performance? A systematic review. PeerJ, 10, e14385. https://doi.org/10.7717/peerj.14385

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Scheda tecnica

Disegno
Revisione sistematica
Popolazione
Misto
Livello
Livelli diversi
Disciplina
Più discipline
Numero di soggetti
2759
Tipo
Revisione sistematica
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
PeerJ

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

La revisione raccoglie 14 studi, con 2.759 partecipanti in tutto, sul rapporto tra mano dominante e occhio dominante nello sport. I profili sono due: incrociato, quando mano e occhio dominanti stanno da parti opposte, e non incrociato, quando stanno dalla stessa parte. Nella popolazione generale gli studi citati stimano tra il 10 e il 30% di profili incrociati (34,8% nella meta-analisi più ampia), mentre tra gli atleti di livello di alcuni sport la quota sale: 52,55% nel golf, 53% nel calcio, 42% nel tennis, 50,7% negli sport di squadra.

Negli sport di mira succede l'opposto. Tra i tiratori di alto livello i profili non incrociati sono il 93,1%. Per il tiro con l'arco il dato viene da un solo studio francese, che secondo la revisione confrontava 82 principianti con 1.323 arcieri regolari: il profilo incrociato era il 34,1% nei principianti e il 17,7% negli arcieri regolari secondo la tabella (17,1% nella discussione), e in quello studio i principianti con mano e occhio dalla stessa parte facevano più punti di quelli incrociati. Nel biathlon i tiratori non incrociati erano più precisi; nelle freccette non è emersa nessuna differenza. Nessuno studio collega i profili a tratti psicologici o tattici, e nella maggior parte il rischio di distorsione è moderato o alto.

Come è stato misurato

Il protocollo è stato registrato in anticipo (INPLASY) e la revisione segue le linee PRISMA 2020. Gli autori hanno cercato in PsycInfo, Scopus, Medline e in un archivio di tesi, più i primi 100 risultati di Google, con avvisi attivi fino a dicembre 2020, e hanno accettato solo studi empirici pubblicati su riviste con revisione tra pari, in inglese, francese o spagnolo. Dei 1.297 articoli trovati dopo aver tolto i doppioni ne sono rimasti 14, usciti tra il 1971 e il 2020: undici trasversali, due quasi-sperimentali senza gruppo di controllo e uno di sola prevalenza. Titoli e abstract sono stati vagliati da un solo revisore; la scelta sui testi completi e l'estrazione dei dati sono state fatte da due revisori in modo indipendente, con un terzo per i disaccordi, e il rischio di distorsione è stato valutato con le liste di controllo del Joanna Briggs Institute, senza escludere nessuno studio.

La sintesi è narrativa, in tabelle, senza meta-analisi. Gli autori hanno anche uniformato i livelli (alto livello, atleti regolari, principianti, non atleti) e raccolto i test usati. Per l'occhio il più comune è il test del puntamento: si allinea un dito con un oggetto lontano e si chiude un occhio alla volta; nello studio sugli arcieri l'oggetto stava ad almeno 2 metri e si puntava con l'indice di una sola mano.

Limiti

Per il tiro con l'arco la revisione si regge su un solo studio, e non spiega da dove venga il gruppo di arcieri regolari né come sia stato valutato. Quel dato compare con valori un po' diversi in punti diversi (82,2% e 82,3% di non incrociati, 17,7% e 17,1% di incrociati), e l'abstract lo attribuisce alle popolazioni con la prestazione più alta, mentre la tabella parla di arcieri regolari. Gran parte dei vantaggi è dedotta in modo indiretto: un profilo è considerato favorevole perché è più frequente tra i più bravi, non perché qualcuno abbia misurato che fa tirare meglio. Una concentrazione di non incrociati tra gli arcieri può anche nascere da una selezione: chi ha l'occhio dominante dal lato opposto può imparare a tirare con l'altra mano, oppure smettere.

I test per mano e occhio cambiano da uno studio all'altro, metà degli studi trasversali non misura in modo valido l'esposizione o l'esito, e nove su undici non considerano i fattori di confondimento. Manca infine un valore di riferimento affidabile per la popolazione generale, che le stime collocano tra il 10 e il 34,8% di incrociati, e da quel valore dipende ogni confronto.

Cosa vuol dire per chi tira

Per un arciere la revisione conferma con i numeri una cosa che chi insegna conosce: tra arcieri e tiratori il profilo con mano e occhio dalla stessa parte è molto più frequente che nella popolazione, e in uno studio i principianti con questo profilo facevano più punti. La spiegazione proposta dagli autori è meccanica: chi mira tiene l'arma dalla parte dell'occhio che guarda. Non mostra quanto pesi la dominanza incrociata su un arciere già formato, né se sia meglio cambiare mano o lavorare sull'occhio, perché nessuno degli studi inclusi lo confronta.

Per chi è incrociato, quindi, i dati non dicono che il tiro sia precluso: dicono che è la condizione meno comune tra chi tira a buon livello, e che le soluzioni usate in pratica, come chiudere o coprire l'occhio dominante o tirare con l'altra mano, in questi studi non sono state valutate. La proposta finale degli autori, un protocollo comune con un questionario per la mano e un test di mira attraverso un'apertura tra le mani per l'occhio, servirebbe a rendere confrontabili le ricerche future.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Could hand-eye laterality profiles affect sport performance? A systematic review. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/moreno-2022-hand-eye-laterality

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