Scheda studio

Disidratazione e punteggio nel tiro: Savvides 2020

Effects of Dehydration on Archery Performance, Subjective Feelings and Heart Rate during a Competition Simulation

Alexandros Savvides, Christoforos D. Giannaki, Angelos Vlahoyiannis, Pinelopi S. Stavrinou, George Aphamis2020

Citazione

Savvides, A., Giannaki, C. D., Vlahoyiannis, A., Stavrinou, P. S., & Aphamis, G. (2020). Effects of Dehydration on Archery Performance, Subjective Feelings and Heart Rate during a Competition Simulation. Journal of Functional Morphology and Kinesiology, 5(3), 67. https://doi.org/10.3390/jfmk5030067

Cita lo studio
APA

Savvides, A., Giannaki, C. D., Vlahoyiannis, A., Stavrinou, P. S., & Aphamis, G. (2020). Effects of Dehydration on Archery Performance, Subjective Feelings and Heart Rate during a Competition Simulation. Journal of Functional Morphology and Kinesiology, 5(3), 67. https://doi.org/10.3390/jfmk5030067

BibTeX
@article{savvides2020dehydration,
  author = {Savvides, Alexandros and Giannaki, Christoforos D. and Vlahoyiannis, Angelos and Stavrinou, Pinelopi S. and Aphamis, George},
  title = {Effects of Dehydration on Archery Performance, Subjective Feelings and Heart Rate during a Competition Simulation},
  year = {2020},
  journal = {Journal of Functional Morphology and Kinesiology},
  volume = {5},
  number = {3},
  pages = {67},
  doi = {10.3390/jfmk5030067}
}

Scheda tecnica

Disegno
Studio crossover
Popolazione
Arcieri
Numero di soggetti
10
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Journal of Functional Morphology and Kinesiology

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Dieci arcieri ciprioti di livello nazionale hanno tirato la stessa simulazione di gara due volte, una normalmente idratati e una dopo ventiquattro ore di liquidi razionati. Il punteggio non è cambiato: 550 punti più o meno 63 da idratati, 562 più o meno 59 da disidratati, con p uguale a 0,155, e nessuna relazione fra il punteggio e la concentrazione delle urine.

Tutto il resto è cambiato. Il peso specifico delle urine era 1,032 più o meno 0,005 nella prova disidratata contro 1,015 più o meno 0,004 nell'altra (p sotto 0,001), e stava sopra la soglia di 1,025 per tutti e dieci. La sete era molto più alta già alla partenza (effetto della prova p sotto 0,001, eta quadro parziale 0,836), e così la stanchezza percepita (p uguale a 0,041, eta quadro 0,388). La frequenza cardiaca a riposo era di 85 battiti più o meno 5 contro 78 più o meno 6.

Il cuore è la parte più interessante, perché si vede quando cede. Durante le prime sei volée le due prove erano identiche (p sopra 0,106); poi, nella pausa dopo la sesta, la frequenza da disidratati restava più alta (p uguale a 0,005), e lo è rimasta alla settima volée (p uguale a 0,041), alla nona (0,043), alla decima (0,016) e all'undicesima (0,034), con la stessa tendenza all'ottava (0,086) e alla dodicesima (0,075).

La capacità di concentrarsi, che l'abstract dà come peggiorata, nei risultati si comporta in un modo più curioso: era più bassa all'inizio della prova disidratata (p uguale a 0,009), ma alla fine le due prove erano uguali (p uguale a 0,320), perché da disidratati è rimasta ferma (p uguale a 0,260) mentre da idratati è scesa (p sotto 0,001). Il confronto fra le due prove, preso nel suo complesso, non dà nessuna differenza (p uguale a 0,244). La vigilanza non ha dato niente in nessun senso.

Come è stato misurato

I partecipanti erano sette uomini e tre donne, di 22 anni più o meno 3, alti 171 centimetri più o meno 9 e di 74,4 chili più o meno 11,9, che si allenavano cinque o sei giorni a settimana per due o tre ore al giorno e gareggiavano da almeno due anni nella serie A del campionato nazionale. Le due prove sono state fatte in ordine alternato fra i partecipanti, a sette giorni di distanza, negli impianti della federazione cipriota, in pieno periodo agonistico: il riscaldamento partiva alle 8.20 e l'ultima freccia arrivava entro le 10.50, con 36 o 37 gradi e un'umidità relativa fra l'81 e l'83%.

Nelle ventiquattro ore prima di ciascuna prova tutti seguivano lo stesso piano alimentare, isoenergetico, con il 20% di proteine, il 55% di carboidrati e il 25% di grassi, da cui arrivavano circa 1,2 litri d'acqua fra cibo e ossidazione. Caffeina, integratori e alcol erano esclusi nelle 48 ore precedenti. Nello scenario disidratato i liquidi erano 250 millilitri in cinque momenti della giornata, 1,25 litri in tutto; in quello idratato 500 millilitri a colazione, pranzo e cena più 250 in sei momenti, cioè 3 litri. L'idratazione è stata controllata sulle prime urine del mattino con un rifrattometro, con la soglia posta a 1,025.

Il riscaldamento prevedeva due serie di sei frecce a 5 metri in quattro minuti con tre minuti di pausa, poi due volée di sei frecce a 70 metri, poi dieci minuti di riposo. La gara simulata seguiva il regolamento internazionale alla distanza olimpica di 70 metri: volée da sei frecce, quattro minuti ciascuna, tre minuti per recuperare le frecce e segnare, una pausa di dieci minuti a metà, per un totale di 72 frecce. Durante le prove non si poteva né mangiare né bere.

Una fascia toracica Polar H7 registrava la frequenza cardiaca in continuo, letta alla partenza, alla fine della pausa dopo la sesta volée e alla fine di ogni volée. Sete, stanchezza, vigilanza e capacità di concentrarsi sono state raccolte su una scala visiva da 0 a 10, all'inizio e alla fine di ciascuna prova. Il punteggio è stato confrontato con un t test per dati appaiati, il resto con un'analisi della varianza a misure ripetute a due fattori (momento per prova) e correzione di Bonferroni.

Il metodo, spiegato: Come si misura l'idratazione: peso, urine e sudore, Come si misurano frequenza cardiaca e HRV negli arcieri, Come si misurano vento, caldo e umidità nelle gare

Limiti

Il campione è di dieci persone, e gli autori aggiungono due mancanze: non ci sono marcatori ematici dell'idratazione e il peso corporeo non è stato misurato durante le prove, quindi la perdita di liquidi non è quantificata direttamente. Riconoscono anche che il peso specifico delle urine non è la misura di riferimento, pur sostenendo che valori sopra 1,030 indicano una perdita superiore al 2% del peso. E una restrizione di liquidi non si può nascondere a chi la subisce: tutti sapevano in quale prova si trovavano, e sete, stanchezza e concentrazione sono dichiarate da loro.

Nella descrizione della gara simulata i conti non tornano: il metodo parla di sei volée da sei frecce, mentre i grafici della frequenza cardiaca arrivano alla dodicesima volée e le conclusioni parlano di 72 frecce. Questa scheda segue le 72. Due valori di p dell'abstract non corrispondono ai risultati: l'abstract attribuisce alla concentrazione un p uguale a 0,016, che nei risultati è il confronto iniziale sulla stanchezza, e alla differenza di frequenza cardiaca a riposo un p uguale a 0,021, che nei risultati è 0,003.

Il punto che gli autori sollevano loro stessi è il più rilevante: 72 frecce sono circa la metà di quello che chiede una giornata di gara completa, intorno a 140 frecce, e la frequenza cardiaca stava ancora salendo quando la prova è finita. Una differenza che compare tardi, qui, non aveva il tempo di comparire.

Le condizioni, infine, sono quelle di una mattina cipriota ad agosto: 36 o 37 gradi con oltre l'80% di umidità. Non dicono niente su una giornata fresca, né su una disidratazione che si sviluppi durante la gara invece di precederla.

Cosa vuol dire per chi tira

Il dato da tenere è questo: una giornata di liquidi razionati, sufficiente a comparire chiaramente nelle urine e ad alzare di sette battiti la frequenza a riposo, non ha cambiato il punteggio su 72 frecce a 70 metri. Quello che ha cambiato è come stavano gli arcieri e come si comportava il cuore nella seconda metà della prova.

Non vuol dire che bere non conti. Vuol dire che su mezza gara, in dieci arcieri allenati, a cedere sono stati il comfort e la frequenza cardiaca, non le frecce. E il punto in cui cede il cuore è preciso: le prime sei volée sono identiche, la differenza si apre nella pausa di metà e resta per tutta la seconda parte. Nella giornata intera, con il doppio delle frecce, gli autori lasciano la questione aperta.

Per chi guarda la frequenza cardiaca sull'orologio durante le gare, c'è un secondo elemento utile: le stesse frecce, con gli stessi arcieri, hanno dato lo stesso punteggio con sette battiti a riposo di differenza. Una frequenza più alta, in questo caso, non ha portato punti in meno.

La parte sulla concentrazione merita una nota a parte, perché è quella che circola di più e quella che il paper sostiene meno: la sensazione di concentrazione è partita più bassa da disidratati, ma è finita uguale, perché da idratati è calata nel corso della gara mentre da disidratati era già bassa e non è calata. Da questo studio non si ricava che la disidratazione faccia perdere lucidità durante un tiro.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

Articoli che lo usano

Filone di ricerca

Cita, nel registro

È citato nel registro da

Stesso filone

Cita questa scheda
APA

Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effects of Dehydration on Archery Performance, Subjective Feelings and Heart Rate during a Competition Simulation. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/savvides-2020-dehydration

BibTeX
@misc{campagna2026_evidencesavvides2020dehydration,
  author = {Campagna, Matteo},
  title = {Scheda studio: Effects of Dehydration on Archery Performance, Subjective Feelings and Heart Rate during a Competition Simulation},
  year = {2026},
  howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
  url = {https://matteocampagna.com/evidence/savvides-2020-dehydration},
  note = {consultato il 2026-10-16}
}