Scheda studio

Lunghezza del braccio e tiro con l'arco: Rabbani 2023

THE INFLUENCE OF ARM LENGTH, VO2 MAX AND CORE STABILITY ON ARROW SKILLS

Rifqi Rabbani, Junaidi, Susilo2023

Citazione

Rabbani, R., Junaidi, & Susilo (2023). THE INFLUENCE OF ARM LENGTH, VO2 MAX AND CORE STABILITY ON ARROW SKILLS. Gladi : Jurnal Ilmu Keolahragaan, 14(04), 393-403. https://doi.org/10.21009/gjik/144.03

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Rabbani, R., Junaidi, & Susilo (2023). THE INFLUENCE OF ARM LENGTH, VO2 MAX AND CORE STABILITY ON ARROW SKILLS. Gladi : Jurnal Ilmu Keolahragaan, 14(04), 393-403. https://doi.org/10.21009/gjik/144.03

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello di società
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
23
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Gladi : Jurnal Ilmu Keolahragaan (rivista regionale)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

In un club universitario di Giacarta gli autori hanno misurato lunghezza del braccio, VO2max e tenuta in plank, e li hanno messi in relazione con il punteggio su 60 frecce a 18 metri tirate con l'arco standard indonesiano, analizzando i dati con un'analisi dei percorsi. Il punteggio medio è 555,13 su 600, con una deviazione standard di 26,01 e valori fra 495 e 594; la lunghezza del braccio è 73,96 ± 2,25 cm, il VO2max 46,46 ± 2,88, la tenuta in plank 269,30 ± 25,68 in unità che l'articolo non dichiara e che per il contesto sono secondi.

Tutti e tre i fattori risultano legati al punteggio, con pesi molto diversi: il coefficiente del VO2max è 0,520 (p < 0,001), quello della tenuta in plank 0,266 (p = 0,022), quello della lunghezza del braccio 0,253 (p = 0,017). VO2max e lunghezza del braccio sono legati anche alla tenuta in plank, con coefficienti di 0,511 (p = 0,011) e 0,399 (p = 0,040), e per questa via gli autori calcolano un effetto indiretto sul punteggio di 0,138 e 0,106.

Il dato che colpisce è il peso del VO2max, che spiegherebbe da solo il 27% della variazione del punteggio in un gesto statico a 18 metri. L'articolo non prova a spiegare attraverso quale meccanismo il massimo consumo di ossigeno agirebbe sul punteggio in una prova di questo tipo.

Come è stato misurato

Lo studio si dichiara quantitativo, con metodo di indagine e impianto correlazionale, su atleti del club Fortius dell'Università Statale di Giacarta. Il numero di partecipanti compare due volte con due valori: 24 nell'abstract, 23 nella sezione dei risultati.

La prova di tiro è un punteggio a 18 metri con l'arco standard indonesiano, in due turni da dieci volée di tre frecce, per un totale di 60 frecce e un massimo di 600 punti. La lunghezza del braccio è la distanza dall'acromion alla punta del dito medio, misurata con un antropometro. Il VO2max è stimato con il test a navetta progressivo, il cosiddetto bleep test, anche se l'abstract lo chiama test di Balke, che è una prova diversa. La cosiddetta stabilità del core è la tenuta in plank.

L'analisi è un'analisi dei percorsi su sette ipotesi: tre di effetto diretto sul punteggio, due di effetto sulla tenuta in plank e due di effetto indiretto. Per ciascuna sono riportati il coefficiente, il valore di p e un contributo percentuale ottenuto elevando il coefficiente al quadrato. Dell'età, del sesso, degli anni di pratica e del libbraggio degli archi non si trova nulla, la matrice delle correlazioni non viene mostrata e il periodo in cui i dati sono stati raccolti non è indicato.

Il metodo, spiegato: Test fisici da campo

Limiti

Il disegno è trasversale e tutto viene misurato in un'unica occasione, quindi la parola influenza del titolo e il linguaggio causale dell'analisi dei percorsi non sono giustificati: un'analisi dei percorsi impone ai dati una struttura di cause, non la ricava da essi.

Il campione è troppo piccolo per quel tipo di analisi: con ventitré persone e quattro variabili i coefficienti poggiano su pochissima informazione, e i loro intervalli, che l'articolo non riporta, sarebbero ampi. Il numero stesso dei partecipanti è incerto, ventitré o ventiquattro secondo il punto in cui si legge, e del gruppo non si conoscono età, sesso né esperienza.

Alcuni conti sono svolti con coefficienti che non sono quelli giusti. Il contributo della tenuta in plank è calcolato nella formula stampata partendo da 0,520, che è il coefficiente del VO2max, anche se il risultato (7,07%) corrisponde al quadrato di 0,266. Gli effetti totali sono sommati usando i coefficienti verso la tenuta in plank invece di quelli verso il punteggio: 0,399 più 0,106 per la lunghezza del braccio e 0,511 più 0,138 per il VO2max, dove al primo posto dovrebbero stare 0,253 e 0,520.

Restano due limiti di sostanza. Il VO2max, che è il predittore più forte, in una prova statica a 18 metri è più plausibile come indicatore generale di quanto un atleta si allena che come causa del punteggio, e lo studio non distingue le due cose. E il tiro è fatto con l'arco standard indonesiano, un arco scolastico a libbraggio fisso, quindi i valori non si trasferiscono né al ricurvo olimpico né al compound. L'introduzione, infine, annuncia un intervento di esercizi psicologici che nello studio non compare.

Cosa vuol dire per chi tira

Per un arciere il contenuto è un'associazione in un gruppo piccolo: fra ventitré atleti universitari che tirano a 18 metri con l'arco standard, chi aveva un VO2max più alto e chi teneva il plank più a lungo aveva anche il punteggio migliore, e il VO2max risultava legato al punteggio molto più degli altri due fattori. La lunghezza del braccio pesa poco e comunque non si cambia.

Prima di farne qualcosa conviene guardare da dove può arrivare quel legame. Il VO2max si misura con una corsa a navetta, e in un gruppo universitario chi corre meglio è spesso chi si allena di più in generale: il numero può raccontare la quantità di allenamento più che un meccanismo che agisce sul tiro. Lo studio non separa le due cose, perché misura tutto nello stesso periodo e non modifica niente.

Resta quindi un'osservazione e non un'indicazione: non dice che migliorare il fiato faccia salire il punteggio, non dice quanto plank serva, e il contesto, un arco scolastico a 18 metri in un club universitario, non è quello di una gara con il ricurvo olimpico. L'unica cosa che si può affermare è che in questo gruppo le tre misure non erano indipendenti dal punteggio, e che quella più legata al risultato era anche la meno specifica del tiro.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: THE INFLUENCE OF ARM LENGTH, VO2 MAX AND CORE STABILITY ON ARROW SKILLS. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/rabbani-2023-arm-length

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