Scheda studio

Mira e follow-through d'élite: studio Jacquot 2025

A multi-parameter investigation of elite archery: distinguishing individual and shared performance strategies during the aiming and follow-through phases

Raphaël Jacquot, Khaireddine Ben Mansour, Kévin Bouillet, Jean-Philippe Jehl, Gérôme Gauchard2025

Citazione

Jacquot, R., Ben Mansour, K., Bouillet, K., Jehl, J.-P., & Gauchard, G. (2025). A multi-parameter investigation of elite archery: distinguishing individual and shared performance strategies during the aiming and follow-through phases. Frontiers in Sports and Active Living, 7, 1650300. https://doi.org/10.3389/fspor.2025.1650300

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APA

Jacquot, R., Ben Mansour, K., Bouillet, K., Jehl, J.-P., & Gauchard, G. (2025). A multi-parameter investigation of elite archery: distinguishing individual and shared performance strategies during the aiming and follow-through phases. Frontiers in Sports and Active Living, 7, 1650300. https://doi.org/10.3389/fspor.2025.1650300

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Élite
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
8
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Frontiers in Sports and Active Living

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Otto arcieri francesi di vertice hanno tirato 72 frecce a 70 metri con addosso quattordici canali di elettromiografia, una pedana di forza, sensori inerziali sul braccio della corda e una fascia toracica, mentre due telecamere riprendevano il gesto e il clicker. Erano quattro donne e quattro uomini, 19,1 anni di media, tutti nei primi venti della classifica francese dell'arco olimpico a 70 metri nel 2024, con un punteggio massimo medio di 654,62 su 720 e circa 21 ore di allenamento a settimana. Le 549 frecce rimaste dopo gli scarti per problemi ai sensori sono state divise in tre gruppi: 10, 9 e 8 o meno.

La domanda dello studio non è quale sia la tecnica giusta, ma quali parametri distinguono le frecce buone dalle altre in tutto il gruppo e quali invece solo in un arciere alla volta. Sul gruppo, in mira, sette muscoli, tre parametri posturali e il tempo di reazione al clicker si sono associati al punteggio. Deltoide posteriore e trapezio medio del lato corda erano più attivi nelle frecce peggiori, e lo stesso valeva per l'estensore delle dita del lato arco; al contrario l'estensore e il flessore superficiale delle dita del lato corda, il flessore del lato arco e il multifido del lato corda erano meno attivi nelle frecce peggiori. Il centro di pressione si muoveva più in fretta nelle frecce peggiori, sia come velocità complessiva sia lungo l'asse di tiro, e il tempo fra lo scatto del clicker e il rilascio era più lungo.

Nel follow-through, dopo il rilascio, le differenze sul gruppo riguardavano quattro muscoli e tre parametri posturali: estensore delle dita del lato arco e trasverso dell'addome più attivi nelle frecce peggiori, flessore superficiale del lato arco e obliquo esterno del lato corda meno attivi; l'escursione del centro di pressione lungo l'asse perpendicolare al tiro e la sua velocità massima erano maggiori nelle frecce peggiori, mentre l'escursione lungo l'asse di tiro era più ampia nei 10 che nei 9. Gli angoli di spalla e gomito del braccio che traziona non cambiavano con il punteggio in nessuna delle due fasi.

Gli altri parametri, quelli che sul gruppo non dicevano niente, sono stati guardati arciere per arciere, ed è lì che il quadro si frammenta. Il deltoide medio del lato arco era meno attivo nelle frecce buone in tre arcieri su otto, il trapezio superiore del lato corda nel follow-through in tre, l'obliquo esterno in due, e sei muscoli in un arciere solo ciascuno. La durata della mira è risultata rilevante in due arcieri e nelle due direzioni opposte: nell'ottavo i 10 avevano una mira mediana di 3,7 secondi contro i 2,0 delle frecce da 8 o meno, nel primo le frecce da 9 duravano 1,6 secondi contro i 2,2 di quelle peggiori. Il tempo di reazione al clicker, invece, non ha mostrato differenze dentro nessun singolo arciere.

Come è stato misurato

Le riprese sono state fatte su un campo di tiro all'aperto, con gli arcieri dentro una cabina a finestre aperte e i bersagli ufficiali da 122 centimetri a 70 metri. Dopo un riscaldamento di quindici minuti secondo la propria abitudine, ciascun arciere ha tirato otto volée da nove frecce con il proprio arco e le proprie frecce, al ritmo consueto, con fra una volée e l'altra solo il tempo di andare a recuperare le frecce.

L'elettromiografia di superficie senza fili campionava a 2.000 Hz quattordici muscoli: dal lato della corda estensore delle dita, flessore superficiale delle dita, deltoide medio e posteriore, trapezio medio e superiore; dal lato dell'arco flessore superficiale delle dita, estensore delle dita e deltoide medio; e cinque muscoli del tronco, trasverso dell'addome, multifido dai due lati e obliquo esterno dai due lati. La pelle è stata rasata, abrasa e pulita fino a scendere sotto i 5 kΩ di impedenza, e gli elettrodi sono stati applicati da un solo ricercatore. Prima della prima volée ogni muscolo è stato sottoposto a una contrazione isometrica massimale con protocollo descritto posizione per posizione, e tutti i segnali sono stati poi riportati in percentuale di quel valore, dopo filtro passa-banda 20-500 Hz, rettifica e media sulla durata di ciascuna fase.

Il centro di pressione veniva da una pedana di forza a 1.000 Hz, con l'asse detto mediolaterale allineato alla direzione di tiro e i piedi fermi; da lì sono state calcolate velocità media complessiva e sui due assi, velocità massima, escursione sui due assi e superficie dello spostamento. Due sensori inerziali a 200 Hz, uno sull'avambraccio e uno sulla settima vertebra cervicale, davano abduzione di spalla e flessione di gomito del lato corda. Una fascia toracica a 32 Hz misurava l'escursione del torace. Due GoPro a 240 fotogrammi al secondo servivano a riconoscere le fasi e a misurare il tempo fra lo scatto del clicker e il rilascio con il software di analisi video Kinovea.

L'analisi è in due passaggi. Prima un confronto fra i tre gruppi di punteggio su tutto il campione, con test di Kruskal-Wallis e confronti a coppie di Wilcoxon corretti con Bonferroni, soglia a p < 0,05. Poi, sui soli parametri che sul gruppo non avevano dato differenze, lo stesso confronto ripetuto dentro ciascun arciere. I parametri risultati significativi sul gruppo sono stati esclusi dall'analisi individuale, per scelta dichiarata degli autori, perché considerati già rappresentativi del comportamento comune.

Il metodo, spiegato: Come si misura la mira negli studi sul tiro, EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge, Il clicker strumentato è la misura dell'allungo

Limiti

Gli arcieri sono otto, e gli autori lo mettono per primo fra i limiti: il campione è piccolo e i risultati vanno letti con cautela. Tutti e otto, inoltre, sono allenati dallo stesso tecnico, cosa che può avere prodotto abitudini comuni e, aggiungono, può anche avere nascosto strategie individuali che in un gruppo più vario sarebbero emerse. Non è stata misurata la fatica lungo le 72 frecce, che influenza sia l'elettromiografia sia il controllo posturale. Il sistema inerziale era già validato, l'elettromiografia e la pedana di forza no: gli autori lo dichiarano e raccomandano la validazione degli strumenti nei lavori futuri.

Il disegno è trasversale e confronta frecce, non arcieri nel tempo: dice quali parametri accompagnano un 10 in quella sessione, non che cambiarli produca un 10. Le dimensioni dell'effetto riportate nelle tabelle individuali sono piccole, fra 0,06 e 0,22, e la mole di confronti è grande: ventisei parametri sul gruppo, poi diciotto ripetuti dentro ciascuno degli otto arcieri. La correzione di Bonferroni è applicata ai confronti a coppie dopo un test significativo, non all'insieme dei parametri, per cui una parte dei risultati individuali può venire dal numero dei test.

In diversi punti il testo descrive come differenze dei valori che stanno sopra la soglia dichiarata di 0,05: p = 0,052 per un flessore, 0,054 e 0,058 per un trapezio e un deltoide, 0,068 per la velocità del centro di pressione di un arciere. Due nomi di muscolo non tornano: in due passaggi i risultati parlano di «extensor digitorum superficialis», che non esiste, dove dalla lista dei muscoli si tratta dell'estensore delle dita. I valori del tempo di reazione al clicker sul gruppo stanno solo in una figura, senza numeri nel testo.

Il campione è fatto di otto arcieri di vertice e il confronto è fra le loro frecce buone e le loro frecce meno buone: non c'è nessun gruppo di livello inferiore, e le differenze che gli autori trovano rispetto alla letteratura su esperti contro principianti restano ipotesi loro sul perché. Lo studio condivide dati con la tesi di dottorato dello stesso autore, che aggiunge sette arcieri di livello regionale; nel registro i due lavori contano una volta sola.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio è interessante soprattutto per come è costruito: separa quello che vale per tutti e otto gli arcieri da quello che vale per uno solo, e il secondo gruppo non è piccolo. Sul gruppo tengono il tempo di reazione al clicker, più breve nelle frecce da 10, e la velocità del centro di pressione in mira, più bassa nelle frecce buone; nel follow-through l'instabilità lungo l'asse di tiro e i picchi di velocità accompagnano le frecce peggiori. Gli angoli di spalla e di gomito del braccio che traziona, invece, non distinguono niente: in questi arcieri la differenza fra un 10 e un 8 non si vede nella posizione del braccio.

La durata della mira è il caso più chiaro di parametro personale. Nell'arciere numero otto le frecce da 10 avevano una mira mediana di 3,7 secondi contro i 2,0 delle peggiori; nell'arciere numero uno la direzione era rovesciata. Due arcieri dello stesso gruppo, allenati dalla stessa persona, con la regola opposta: chi cerca un tempo di mira giusto in assoluto non lo trova qui. Lo stesso vale per il deltoide medio del lato arco, meno attivo nelle frecce buone in tre arcieri su otto e indifferente negli altri cinque.

Un punto riguarda come si legge una misura presa su di sé. I confronti sono fra frecce dello stesso arciere nella stessa sessione, quindi quello che emerge è una regolarità personale, non una prescrizione: un arciere che scoprisse di tirare meglio con mire più lunghe saprebbe qualcosa di sé, non qualcosa che vale per il compagno di linea. Gli autori stessi, nella sezione sulle applicazioni, propongono di costruire prima una base comune e poi di adattarla osservando la strategia motoria del singolo; è la loro lettura, non un risultato misurato, perché nessun allenamento è stato provato in questo studio.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: A multi-parameter investigation of elite archery: distinguishing individual and shared performance strategies during the aiming and follow-through phases. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/jacquot-2025-multi-parameter

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