Scheda studio

Muscoli degli arcieri e terapia manuale: Studnicki 2026

Changes in the mechanical properties of myotonometric muscles following manual therapy during archery: a single-group, single-session repeated measurement study

Rafał Studnicki, Weronika Naderza, Krzysztof Dudziński, Dariusz Mroczek, Aleksandra Kisilewicz, Małgorzata Smoter2026

Citazione

Studnicki, R., Naderza, W., Dudziński, K., Mroczek, D., Kisilewicz, A., & Smoter, M. (2026). Changes in the mechanical properties of myotonometric muscles following manual therapy during archery: a single-group, single-session repeated measurement study. Scientific Reports, 16(1), 17077. https://doi.org/10.1038/s41598-026-48632-x

Cita lo studio
APA

Studnicki, R., Naderza, W., Dudziński, K., Mroczek, D., Kisilewicz, A., & Smoter, M. (2026). Changes in the mechanical properties of myotonometric muscles following manual therapy during archery: a single-group, single-session repeated measurement study. Scientific Reports, 16(1), 17077. https://doi.org/10.1038/s41598-026-48632-x

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Scheda tecnica

Disegno
Prima e dopo, senza gruppo di controllo
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello di società
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
20
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Scientific Reports

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Lo stesso gruppo di venti arcieri polacchi dello studio del 2024, misurato questa volta con un miotonometro portatile invece dell'elettromiografia. Il dispositivo dà un colpetto meccanico sul muscolo a riposo e ne ricava cinque proprietà passive: tono, rigidità, elasticità, tempo di rilassamento e deformazione lenta. Le misure sono state prese in quattro momenti, a riposo iniziale, dopo 50 frecce, dopo 100 frecce e dopo una pausa di 30 minuti seguita da una seduta di terapia manuale, su sei muscoli del braccio dell'arco: deltoide posteriore, trapezio superiore e inferiore, infraspinato, estensore comune delle dita e flessore ulnare del carpo.

Il risultato principale è un'assenza. Né 50 né 100 frecce hanno cambiato in modo apprezzabile nessuna delle cinque proprietà in nessuno dei sei muscoli. Alla fine della seduta due valori del flessore ulnare del carpo risultavano più bassi: il tono scendeva da 18,5 a 17,1 hertz (p = 0,018) e la rigidità da 347,4 a 314,7 newton per metro (p = 0,029), con una differenza rispetto al riposo iniziale di 1,38 hertz e di 32,7 newton per metro. Applicando la correzione di Holm e Bonferroni ai trenta confronti svolti, cioè sei muscoli per cinque parametri, nessun effetto resta significativo: la probabilità corretta più piccola è 0,540 per il tono del flessore, e gli autori stessi scrivono che i due risultati vanno letti come nominali.

Nella parte esplorativa compaiono correlazioni inverse fra quanto un muscolo cambiava durante le frecce e quanto cambiava dopo, forti nel deltoide posteriore (r = meno 0,588) e nel flessore ulnare del carpo (r = meno 0,573) e fra meno 0,542 e meno 0,621 nei trapezi. Sono gli autori a spiegare perché non significano quello che sembrano: i due cambiamenti condividono la misura intermedia con segno opposto, e questo da solo produce correlazioni negative anche in assenza di qualunque effetto.

Come è stato misurato

È uno studio osservazionale a gruppo unico, con misure ripetute dentro una sola seduta, registrato su ClinicalTrials. Gli arcieri sono gli stessi venti del lavoro del 2024, 14 uomini e 6 donne, reclutati per convenienza tramite i club: 30 anni di età media, 175,4 cm, 77,3 kg, 5,5 anni di pratica, circa 1,6 allenamenti alla settimana e circa 111 frecce per seduta. Dei 50 candidati iniziali ne sono stati esclusi 30, per infortuni all'arto superiore o per rinuncia. Nelle 48 ore precedenti gli arcieri non hanno tirato né fatto lavori impegnativi per l'arto superiore.

La sequenza è fissa: prima misura subito dopo il riscaldamento, seconda entro circa 5 minuti dalla cinquantesima freccia, terza entro circa 5 minuti dalla centesima, poi 30 minuti di riposo seduti, senza tiro, allungamenti o automassaggio, poi la terapia manuale e, entro 5 minuti dalla fine, l'ultima misura. Gli autori precisano che fra il riposo e la terapia non è stata presa nessuna misura, quindi l'ultimo punto descrive l'effetto combinato di riposo, contatto con il terapista e manipolazione, e non la manipolazione da sola.

La terapia aveva due componenti: una mobilizzazione oscillatoria della spalla secondo Maitland, iniziata al secondo grado e portata al terzo solo se l'arciere non riferiva dolore, e poi una manipolazione del gomito ad alta velocità e piccola ampiezza, con l'avambraccio in pronazione massima e polso e mano in flessione, un precarico di due secondi al limite del movimento e infine la spinta. Lo stesso fisioterapista, con 25 anni di esperienza, ha trattato tutti.

Le misure sono state fatte con un MyotonPRO, sonda da 3 millimetri perpendicolare alla pelle, in una stanza a 23 °C e 55% di umidità, su due punti per muscolo con tre impulsi ciascuno, con l'arciere seduto e il braccio dell'arco sostenuto. Chi misurava non poteva essere all'oscuro del momento della seduta, perché la sequenza era fissa; nemmeno arcieri e terapista lo erano. Gli autori hanno usato un'analisi della varianza a misure ripetute per ciascun parametro e poi hanno applicato la correzione di Holm e Bonferroni a tutti e trenta i confronti.

Limiti

Lo studio dichiara i propri limiti con una franchezza che va segnalata, e la scheda può limitarsi a riportarli. Un solo gruppo, una sola seduta, venti atleti: gli autori definiscono esplicitamente il lavoro esplorativo. Non esiste un gruppo di confronto, né finto né di solo riposo, e non è stata presa nessuna misura dopo i 30 minuti di pausa e prima della terapia, quindi riposo e manipolazione non si possono separare in nessun modo. Chi misurava sapeva a quale momento della seduta corrispondeva ogni lettura. L'intervento era doppio, mobilizzazione della spalla più manipolazione del gomito, e il grado raggiunto nella mobilizzazione variava fra le persone, quindi anche volendo non si potrebbe attribuire niente a una tecnica specifica.

Sui numeri, gli autori applicano da sé la correzione per i trenta confronti e concludono che non resta nulla di significativo; aggiungono che le correlazioni fra i due cambiamenti sono matematicamente accoppiate e sensibili al ritorno verso la media, e che non vanno lette come una risposta al trattamento. Non è riportata la variazione minima rilevabile dello strumento per questi muscoli, e senza quella non si sa se un calo di 1,4 hertz di tono esca dal rumore della misura.

Due cose restano fuori dallo studio e contano per il registro. La prima è che non c'è nessuna misura di prestazione né di infortunio: gli autori lo scrivono e rinunciano esplicitamente a parlare di precisione, resistenza o prevenzione. La seconda è che nessun confronto fra uomini e donne è stato fatto, per lo sbilanciamento del campione. Da notare anche che le misure sono state prese sul braccio dell'arco, mentre l'elettromiografia dello studio gemello del 2024, sulle stesse persone, riguardava il braccio della corda: i due lavori guardano arti diversi dello stesso gesto.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira il risultato utile è quello negativo, e vale la pena prenderlo per quello che è: cento frecce in una seduta, su arcieri che ne tirano circa centodieci di abitudine, non hanno cambiato in modo misurabile tono, rigidità, elasticità, tempo di rilassamento e deformazione lenta in sei muscoli del braccio dell'arco. Chi si aspetta che una seduta normale lasci un muscolo «più rigido» in un senso rilevabile da uno strumento, qui non trova conferma, né a metà seduta né alla fine.

L'unico muscolo che si è mosso un po' è il flessore ulnare del carpo, cioè un muscolo dell'avambraccio, e si è mosso verso valori più bassi di tono e rigidità alla fine della seduta, dopo mezz'ora di riposo e la terapia. Il calo non sopravvive alla correzione per il numero di confronti, e il disegno non permette di dire se venga dalla pausa o dalle mani del terapista. Nessuna indicazione pratica si può ricavare da qui, e gli autori non la ricavano: scrivono a chiare lettere che non parlano di precisione, di resistenza né di prevenzione degli infortuni, perché il punteggio non è mai stato misurato. Nel registro questa fonte serve a documentare che la miotonometria applicata al tiro con l'arco, per ora, non distingue una seduta di cento frecce dal riposo.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Changes in the mechanical properties of myotonometric muscles following manual therapy during archery: a single-group, single-session repeated measurement study. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/studnicki-2026-mechanical-properties

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