Scheda studio

Libbraggio, postura e rischio infortuni: Ji 2025

The Impact of Draw Weight on Archers’ Posture and Injury Risk Through Motion Capture Analysis

Xiaoxu Ji, Zainab Al Tamimi, Xin Gao, Davide Piovesan2025

Citazione

Ji, X., Al Tamimi, Z., Gao, X., & Piovesan, D. (2025). The Impact of Draw Weight on Archers’ Posture and Injury Risk Through Motion Capture Analysis. Applied Sciences, 15(2), 879. https://doi.org/10.3390/app15020879

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APA

Ji, X., Al Tamimi, Z., Gao, X., & Piovesan, D. (2025). The Impact of Draw Weight on Archers’ Posture and Injury Risk Through Motion Capture Analysis. Applied Sciences, 15(2), 879. https://doi.org/10.3390/app15020879

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Livelli diversi
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
13
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Applied Sciences

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Tredici studenti di un club universitario statunitense hanno tirato con tre archi ricurvi da 20, 25 e 32 libbre, a 10 e a 15 iarde, con addosso una tuta di sensori inerziali. Un programma di ergonomia ha ricostruito la postura nel momento del rilascio e stimato i carichi sulla colonna lombare. La compressione tra la quarta e la quinta vertebra lombare stava in media tra 469 e 773 newton, a seconda del sesso e della combinazione di arco e distanza, contro i 3.400 newton che si usano di solito come limite di sicurezza; le forze di taglio stavano tra 36 e 64 newton in senso antero-posteriore e tra 18 e 55 di lato, contro un limite di 700. Su questo piano nessuna delle sei combinazioni si è avvicinata a valori considerati a rischio. La compressione era più alta negli uomini (da 581 a 773 newton) che nelle donne (da 469 a 555), e gli autori la legano al fatto che le donne si inclinavano di più all'indietro.

Le differenze sono comparse negli angoli, e quasi solo con l'arco più pesante. Con il 32 libbre uomini e donne si distinguevano nella flessione della spalla del braccio della corda (p = 0,05 a 10 iarde, 0,02 a 15) e nella flessione e rotazione del tronco (p tra 0,003 e 0,04), con scarti tra 9 e 15 gradi; con il 25 libbre si distinguevano nell'abduzione della spalla del braccio dell'arco. Solo nelle donne il gomito del braccio dell'arco cambiava da un arco all'altro: con il 32 libbre era in media iperesteso di circa 18 gradi (−17,7 e −17,9), mentre negli uomini restava tra −2,4 e −7,5. Le donne si inclinavano anche di più all'indietro e ruotavano di più il tronco, con angoli più dispersi. Le correlazioni tra gli angoli del tronco e quelli di spalle e gomito crescevano con il libbraggio: tra la rotazione del tronco e la flessione della spalla della corda, per esempio, si passava da 0,29 con il 20 libbre a 0,76 con il 32.

Come è stato misurato

I partecipanti erano 7 uomini e 6 donne, divisi in 4 esperti, 4 intermedi e 5 principianti; uno solo era mancino, e i suoi dati sono stati specchiati su quelli degli altri. Tiravano con tre archi ricurvi nudi del club, da 20, 25 e 32 libbre dichiarate a 28 pollici di allungo, con parabraccio e patella, presa con tre dita sotto la cocca. Ognuno ha tirato 5 frecce per combinazione, sempre nello stesso ordine: arco più leggero a 10 iarde, poi a 15, poi il 25 libbre e infine il 32, per 30 frecce in tutto, con il centro del bersaglio a 140 centimetri da terra. Prima di cominciare un allenatore certificato ha spiegato a tutti una sequenza di tiro ridotta all'essenziale.

Il movimento è stato registrato con il sistema Xsens MVN Awinda, 17 sensori inerziali senza fili a 60 Hz, e trasferito in un manichino digitale nel programma di ergonomia JACK di Siemens. La postura analizzata è quella del rilascio; da lì il modulo Force Solver ha stimato le forze sul disco tra L4 e L5, usando il peso degli archi e la forza di trazione misurati con un dinamometro digitale. Uomini e donne sono stati confrontati con test t, una combinazione alla volta, e le relazioni tra gli angoli con la correlazione di Pearson. Lo stesso gruppo ha pubblicato altri due articoli sugli stessi tredici studenti, con compiti in parte diversi: nel registro contano come un solo campione.

Il metodo, spiegato: Come si misura la mira negli studi sul tiro, Gli angoli articolari dell'arciere: come si misurano, Modelli matematici e simulazioni negli studi sull'arco

Limiti

Le forze sulla colonna non sono misurate: vengono da un modello del corpo che parte dagli angoli e da due forze applicate alle mani, ed è la parte più sensibile alle scelte del programma. Gli angoli vengono da sensori inerziali a 60 Hz, che descrivono bene la postura d'insieme ma meno bene i dettagli della spalla, e sono letti in un solo istante del tiro. I confronti tra uomini e donne si fanno su 7 persone contro 6, con decine di test t e nessuna correzione per i confronti multipli, per cui i valori di p vicini a 0,05 vanno presi con prudenza. Sesso, forza e livello si sovrappongono, e l'articolo non dice come esperti e principianti fossero distribuiti tra uomini e donne. L'ordine fisso, dall'arco più leggero al più pesante, mescola poi la stanchezza con il libbraggio.

Lo studio non misura né infortuni né dolore e non segue nessuno nel tempo: il «rischio» del titolo è dedotto dal confronto con soglie nate per il lavoro in fabbrica e in ufficio, come i 90 gradi di elevazione della spalla. Anche le distanze, 10 e 15 iarde, sono molto più corte di quelle di gara. Nel testo c'è almeno una svista, che fa ancorare all'angolo della bocca la mano dell'arco dove si intende la mano della corda.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira con archi tra 20 e 32 libbre lo studio indica che la colonna lombare, al rilascio, lavora con carichi stimati molto lontani dai limiti usati in ergonomia: anche con l'arco più pesante la compressione restava sotto un quarto della soglia. Non dice niente sulle ore di allenamento, sulle centinaia di frecce di una sessione né sui libbraggi più alti che si usano in gara.

Il dato che interessa di più un allenatore riguarda il braccio dell'arco. Con il 32 libbre le donne del campione tenevano il gomito iperesteso e compensavano inclinando e ruotando il tronco; gli autori lo attribuiscono a una forza insufficiente, che però non hanno misurato, e lo leggono come il segno di un arco troppo duro per chi lo tira. È una lettura plausibile, ma lo studio non la verifica, perché non registra né la forza né il dolore né il punteggio. Resta l'osservazione che cambiare arco cambia la postura, e che in questo campione il cambiamento compariva prima nelle donne, con l'arco più pesante.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: The Impact of Draw Weight on Archers’ Posture and Injury Risk Through Motion Capture Analysis. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/ji-2025-draw-weight

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