Scheda studio
Emozioni degli arcieri olimpici in gara: Roy 2015
Archery: Emotion Intensity Regulation to Stay in the Zone during Olympic Competition
Citazione
Roy, J., & Suwarganda, E. (2015). Archery: Emotion Intensity Regulation to Stay in the Zone during Olympic Competition. International Journal of Psychological Studies, 7(4), 70. https://doi.org/10.5539/ijps.v7n4p70
Cita lo studio
Roy, J., & Suwarganda, E. (2015). Archery: Emotion Intensity Regulation to Stay in the Zone during Olympic Competition. International Journal of Psychological Studies, 7(4), 70. https://doi.org/10.5539/ijps.v7n4p70
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Scheda tecnica
- Disegno
- Serie di casi
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Élite
- Disciplina
- Arco olimpico
- Numero di soggetti
- 4
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Non dichiarata
- Sede
- International Journal of Psychological Studies
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Quattro arcieri malesi della squadra olimpica di ricurvo, tutti uomini con un'età media di 23 anni, hanno scelto le emozioni che di solito accompagnano le loro gare migliori e peggiori e ne hanno valutato l'intensità, secondo il modello IZOF delle zone individuali di funzionamento ottimale. Le emozioni sono divise in quattro gruppi: piacevoli e utili, spiacevoli e utili, piacevoli e dannose, spiacevoli e dannose. Nelle prime due gare simulate da 144 frecce, l'intensità delle emozioni spiacevoli e dannose andava con punteggi totali più bassi (r = -0,94, e -0,93 con lo scarto dal punteggio obiettivo); aggiungendo una terza simulazione la correlazione scendeva a -0,69, ancora significativa. Questa sola categoria spiegava il 48% della varianza del punteggio. Le altre tre non erano legate in modo significativo né al punteggio né agli scarti.
Durante il round di qualificazione dei Giochi di Londra 2012, tre di loro hanno indicato di nuovo l'intensità delle proprie emozioni, che gli autori hanno confrontato con la zona ottimale di ciascuno. Solo l'atleta 2 è rimasto quasi sempre dentro la propria zona e ha fatto 669 punti (20° posto); gli altri due, spesso fuori zona, hanno fatto 658 e 654 punti (45° e 48°) e sono stati eliminati al primo scontro.
Come è stato misurato
Il profilo emotivo di ciascun arciere è stato costruito con una lista di 64 emozioni: ognuno ne sceglieva fino a cinque pensando a due o tre gare riuscite, e altrettante pensando a quelle andate male, e ne indicava l'intensità su una scala di Borg modificata da 0 a 11; due giorni dopo ricontrollava le scelte. La zona ottimale di ciascuna emozione è la media delle intensità ricordate, più o meno mezza deviazione standard.
Le gare simulate seguivano il round FITA, 36 frecce a ciascuna delle distanze di 90, 70, 50 e 30 metri per un massimo di 1.440 punti, in tre giorni non consecutivi (due ad aprile, uno a giugno). Oltre al punteggio totale gli autori hanno calcolato uno scarto medio da un punteggio obiettivo per volée, fissato pensando a un totale di 1.320 punti ricavato dai migliori 20 punteggi mondiali del 2009-2011, e uno scarto di costanza da una volée all'altra. Per ogni categoria di emozioni hanno poi calcolato correlazioni e una regressione. A Londra, nel round di qualificazione di 72 frecce a 70 metri, le intensità di tre arcieri sono state messe a confronto con le rispettive zone nei tre giorni di gara.
Il metodo, spiegato: Questionari psicologici
Limiti
Quattro arcieri, con 8 e poi 10 coppie di dati, danno correlazioni molto instabili, e i gradi di libertà indicati (5 per otto misure) non corrispondono. Le misure ripetute sugli stessi arcieri sono trattate come se fossero indipendenti. Il calcolo degli obiettivi per volée non torna: 58 punti a volée a 90 metri, più che a 70 e 50 metri, e 58 punti a 30 metri, dove le volée da tre frecce valgono al massimo 30. Lo scarto dall'obiettivo è poi correlato con le emozioni quasi esattamente come il punteggio, ed è ciò che ci si aspetta se le due misure dipendono l'una dall'altra.
Il racconto di Londra è un confronto tra tre arcieri, non una prova: chi resta nella propria zona e fa il punteggio migliore può essere più in forma per molte ragioni, e l'emozione può seguire il punteggio invece di precederlo. Il testo dice che l'atleta 2 è passato al turno dei 32, la tabella scrive quarti di finale. Non è precisato in quale momento della gara siano state registrate le emozioni. La rivista è segnalata come sede con criteri editoriali dubbi e la revisione tra pari non è documentata.
Cosa vuol dire per chi tira
Il risultato da tenere è circoscritto. In questi quattro arcieri di livello olimpico, le emozioni che ciascuno riconosceva come spiacevoli e dannose per sé (non l'ansia in generale, né le emozioni spiacevoli che l'arciere sente utili) erano quelle che andavano con i punteggi più bassi nelle gare simulate. È coerente con l'idea del modello IZOF che ogni arciere abbia le sue emozioni d'aiuto e d'ostacolo, e che conti l'effetto che lui stesso attribuisce a un'emozione più della sua etichetta.
I numeri però sono troppo pochi e troppo fragili per dire quanto pesino quelle emozioni sul punteggio, o se sia l'emozione a peggiorare il tiro oppure il tiro andato male a generarla. Il confronto di Londra descrive tre gare individuali; e i 669 punti dell'unico arciere rimasto nella propria zona erano comunque sotto l'obiettivo fissato dai tecnici, come notano gli stessi autori.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- ContestatoGli arcieri più ansiosi in gara fanno punteggi più bassi (a favore, contesto)
- RiportatoIl livello di attivazione ideale per tirare bene cambia da arciere ad arciere (a favore)
- CorroboratoA settanta metri un arciere di vertice fa circa nove punti per freccia (contesto)
- RiportatoIn qualifica, lontano dalla testa e dalla coda della classifica, un punto vale da meno di una a quasi quattro posizioni (a favore)
- RiportatoGli arcieri di alto livello si allenano fra le tre e le sei ore al giorno (a favore)
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Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Archery: Emotion Intensity Regulation to Stay in the Zone during Olympic Competition. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/roy-2015-emotion-intensity
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