Mi chiamo Matteo. Quello che faccio adesso ha un nome lungo, Performance Analyst for Precision Sports, Chinesiologo Clinico AMA, ma la sostanza è semplice: aiuto gli arcieri a capire cosa sta davvero succedendo nel loro tiro, lavorando sui dati invece che sulle sensazioni.
Sono partito dal campo, come arciere, e ho imparato a conoscere bene tutte le giornate che chi tira riconosce al primo colpo: quelle in cui il gesto viene da sé, naturale, senza che tu debba pensarci, e quelle in cui nulla sembra funzionare, senza un motivo che riesci a spiegarti. È stato proprio quel "non riesci a spiegarti" a portarmi dove sono oggi. Per anni l'ho vissuto come un limite; a un certo punto ho capito che era invece la domanda da cui valeva la pena partire.
Per molto tempo quelle domande sono rimaste senza risposta. Perché due arcieri che si allenano nello stesso identico modo crescono a velocità diverse? Perché un gesto che a freddo è pulito si scompone alla fine della sessione, quando subentra la fatica? Perché certi errori ritornano anche dopo che li hai corretti dieci volte? Non avevo gli strumenti per rispondere, e allora ho deciso di andarmeli a prendere, affrontando il problema dal lato del movimento umano, e non soltanto da quello della tecnica di tiro.
Ho costruito la mia formazione intorno a questo. Una laurea triennale in Scienze dell'Attività Motoria e Sportiva all'Università di Bologna, con una tesi sull'apprendimento motorio applicato al tiro con l'arco; poi la magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata a Urbino, con lode, e una specializzazione in rieducazione funzionale. Negli stessi anni ho lavorato come chinesiologo, preparatore fisico e docente, e dal 2019 collaboro con la FIARC come docente e collaboratore didattico, portando nel circuito federale i temi della biomeccanica e dell'apprendimento motorio applicati a questo sport.
MCPerformance nasce dall'incrocio di tutto questo: l'esperienza concreta nel campo dell'esercizio preventivo, rieducativo e di performance, gli anni di laboratorio, il lavoro sul corpo, e l'ossessione per misurare quello che fino a poco fa, nel tiro con l'arco, si lasciava al "secondo me".
C'è anche una parte di me che, in apparenza, con l'arco non c'entra nulla. Vengo da una formazione informatica, ho seguito il Piano Nazionale Informatica, e non ho mai davvero smesso di programmare. Con gli anni i due mondi si sono incontrati: invece di piegarmi a software pensati per altri sport, che non facevano mai le domande giuste, ho preferito costruirmi i miei. Così sono nati Eyercer, il programma con cui faccio l'analisi video, e Arcos, con cui tengo insieme nel tempo i dati di performance degli arcieri che seguo. Li ho scritti io, riga per riga, proprio perché questo lavoro lo conosco dall'interno: so quali numeri contano davvero sulla linea di tiro e quali no. Sono gli attrezzi del mestiere, costruiti su misura da chi quel mestiere lo fa ogni giorno.
Una cosa, però, voglio dirla subito: non sono il sostituto del tuo tecnico di tiro, e non ho nessuna intenzione di esserlo. Lavoro accanto a lui, non al suo posto. Quello che porto è una lettura biomeccanica e prestativa che il tecnico, di solito, non ha gli strumenti per fare, la stessa lettura che spiega perché certe correzioni non riescono ad attecchire, o perché certi errori che sembrano puramente tecnici, a guardarli bene, nascono dal corpo.
In fondo il punto non è tirare di più. È capire cosa, esattamente, sta limitando il tuo tiro.