Scheda studio

Caldo e punteggi nelle gare di arco: studio Qiu 2021

Adaptation and the distributional effects of heat: Evidence from professional archery competitions

Yun Qiu, Jinhua Zhao2021

Citazione

Qiu, Y., & Zhao, J. (2021; fascicolo 2022). Adaptation and the distributional effects of heat: Evidence from professional archery competitions. Southern Economic Journal, 88(3), 1149-1177. https://doi.org/10.1002/soej.12553

Cita lo studio
APA

Qiu, Y., & Zhao, J. (2021; fascicolo 2022). Adaptation and the distributional effects of heat: Evidence from professional archery competitions. Southern Economic Journal, 88(3), 1149-1177. https://doi.org/10.1002/soej.12553

BibTeX
@article{qiu2022adaptationdistributional,
  author = {Qiu, Yun and Zhao, Jinhua},
  title = {Adaptation and the distributional effects of heat: Evidence from professional archery competitions},
  year = {2021},
  journal = {Southern Economic Journal},
  volume = {88},
  number = {3},
  pages = {1149--1177},
  doi = {10.1002/soej.12553},
  note = {Print issue 2022}
}

Scheda tecnica

Disegno
Studio di coorte
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello nazionale
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
3196
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Southern Economic Journal

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Due economisti hanno incrociato i punteggi di qualifica di tutte le gare all'aperto tenute in Cina fra il 2010 e il 2016 con il meteo del giorno, per vedere quanto il caldo pesa sulla prestazione e chi ne paga il prezzo. Il materiale sono 36.066 righe, ridotte a 35.954 dopo gli scarti, da 460 prove in 57 gare disputate in 27 contee, per 3.196 arcieri di 32 province; oltre il 97% tirava con il ricurvo. Il punteggio medio a freccia nel campione è 7,91 e il 20,7% delle frecce finiva nel dieci. Il 53,0% degli arcieri erano uomini.

La relazione fra caldo e punteggio ha la forma di una U rovesciata, con il massimo nella fascia di riferimento fra 18 e 22 gradi di indice di calore. Con vento nullo il punteggio medio a freccia scende di 0,25 punti nella fascia 22-26 gradi, di 0,42 fra 26 e 30, di 0,41 fra 30 e 34, e crolla di 1,07 punti, il 13,5%, sopra i 34 gradi. Il vento però smorza il caldo moderato: fissando la velocità del vento alla media del campione, 2,35 metri al secondo, i cali fra 22 e 34 gradi stanno fra 0,19 e 0,29 punti, mentre sopra i 34 gradi il calo resta grosso, 0,82 punti, cioè il 10,4% del punteggio medio. L'umidità da sola non risulta mai significativa: conta l'indice di calore, che la combina con la temperatura.

Il risultato centrale non è la media ma la dispersione. Sopra i 34 gradi la differenza fra il miglior e il peggior punteggio medio della stessa prova cresce del 79,1% e il coefficiente di variazione del 105,2%. Il caldo, cioè, allarga il campo. Costruendo per ogni arciere un indice di prestazione passata, gli autori mostrano che chi veniva da punteggi migliori perde meno sopra i 30 gradi, e il vantaggio è massimo sopra i 34; il decimo superiore del campione regge il caldo estremo in modo significativamente migliore degli altri. Fra uomini e donne, invece, non emergono differenze, con una sola eccezione appena significativa nella fascia 26-30 gradi sulla percentuale di dieci.

L'ultima parte riguarda l'adattamento, inteso come abituarsi col corpo e con la testa, non con l'aria condizionata. Un indice di esperienza, costruito come numero totale di frecce tirate in gara prima di quella competizione, attenua il danno: superata la soglia del primo quarto della distribuzione, sopra i 34 gradi il punteggio scende di 0,33 punti in meno, cioè circa il 40% dell'effetto. Essere esposti al caldo nei dodici mesi precedenti, invece, non serve: i coefficienti a uno, tre e dodici mesi sono quasi tutti piccoli e non significativi. Conta dove si vive: gli arcieri che si allenano nella Cina meridionale perdono 0,296 punti in meno degli altri sopra i 34 gradi, il 24,6%, e chi gareggia nella propria provincia 0,348 punti in meno, il 29,8%. Sommando esperienza e acclimatazione di lungo periodo gli autori arrivano a dire che insieme compensano oltre il 70% dell'effetto del caldo estremo.

Un ultimo esercizio confronta due scenari climatici che alzano l'indice di calore medio della stessa quantità: due gradi in più per tutti, oppure il raddoppio dei giorni sopra i 34 gradi. Il secondo fa più danni, con una riduzione del punteggio medio di circa il 20% superiore e un aumento della dispersione a volte di ordini di grandezza più grande.

Come è stato misurato

I punteggi vengono dall'archivio della federazione cinese di tiro con l'arco e coprono tutte le gare all'aperto dal 2010 al 2016. Gli autori usano soltanto le qualifiche delle gare individuali, e per una ragione precisa: in qualifica gli arcieri tirano tutti insieme senza vedere i punteggi degli altri, quindi la prestazione di ciascuno non dipende da quella dell'avversario, come succederebbe negli scontri diretti. Per ogni prova hanno raccolto punteggio totale, nome, sesso e luogo di allenamento, più le caratteristiche della prova: numero di frecce, distanza, tipo di arco e ordine della prova dentro la gara. Gli arcieri sono identificati dalla combinazione di nome cinese e sesso.

Le misure di prestazione sono tre. Il punteggio medio, cioè il totale diviso per le frecce tirate in quella prova. La percentuale di dieci, che è la parte difficile del compito. E l'abbandono, che vale 1 quando il nome di un arciere compare in una prova ma il suo totale manca.

Il meteo arriva da due fonti: il sistema cinese di condivisione dei dati meteorologici, con temperature, umidità relativa, vento, precipitazioni e pressione per circa 800 stazioni, e la NOAA per la visibilità, che serve come indicatore di inquinamento, su circa 360 stazioni. L'indice di calore è costruito da temperatura media giornaliera e umidità relativa con la formula del servizio meteorologico statunitense. Per ogni contea i valori giornalieri sono ottenuti come media ponderata delle stazioni entro 150 chilometri dal centroide, con peso inverso alla distanza, e poi abbinati ai punteggi per contea e data. Per circa il 90% delle prove la data esatta è nota; per le altre gli autori assumono che le qualifiche si siano tenute nei primi tre giorni della gara e usano la media meteo di quei tre giorni.

Il modello è una regressione dell'indice di calore in fasce, con la fascia 18-22 gradi come riferimento, più le altre variabili meteo e le caratteristiche della prova. L'identificazione viene dalle variazioni di indice di calore dentro lo stesso arciere nel tempo, tenendo fissi l'arciere, la contea della gara, l'anno, la stagionalità e le tendenze annuali di ciascuna provincia di allenamento. La specificazione di riferimento include l'interazione fra indice di calore e velocità del vento. Per la dispersione, la variabile dipendente diventa la differenza fra punteggio massimo e minimo della prova, oppure il coefficiente di variazione. L'adattamento è stimato aggiungendo interazioni fra le fasce di caldo alto e, a seconda del caso, l'indice di esperienza, i giorni di caldo vissuti nella città di allenamento negli uno, tre e dodici mesi precedenti, l'appartenenza alla Cina settentrionale e il gareggiare nella propria provincia.

Il metodo, spiegato: Che cosa misura, e che cosa non misura, un punteggio di gara, Come si misurano vento, caldo e umidità nelle gare

Limiti

Il caldo di questo studio non è quello della linea di tiro. L'indice di calore è costruito sulla temperatura media giornaliera e sull'umidità della contea, interpolate da stazioni fino a 150 chilometri di distanza: non è la temperatura dell'ora in cui si tirava, non c'è il sole diretto e non c'è la direzione del vento, solo la sua velocità. Per una prova su dieci non si conosce nemmeno la data esatta, e il meteo è la media dei primi tre giorni della gara.

Lo studio è osservazionale. Gli autori confrontano lo stesso arciere in giornate diverse, cosa che elimina molte differenze fra persone, ma il caldo resta legato a stagione, luogo e calendario: quali gare si tengono quando, e chi si iscrive a quali, non è assegnato a caso. L'identificazione degli arcieri si appoggia a nome cinese e sesso, quindi arcieri omonimi dello stesso sesso finiscono per essere la stessa persona. L'abbandono è definito come nome presente e totale mancante, una condizione che può nascere da molte cose diverse, un errore di trascrizione compreso.

I conti sull'adattamento vanno letti per quello che sono, cioè coefficienti di regressioni diverse messi insieme. Il 40% attribuito all'esperienza nasce da 0,33 diviso 0,82, dove 0,82 è l'effetto del caldo estremo stimato nel modello di riferimento al vento medio; il 29,8% della provincia di casa nasce da 0,348 diviso 1,167, cioè un effetto di base diverso, preso da un'altra specificazione. Sommare le due percentuali e arrivare a «oltre il 70%» presuppone che i due meccanismi si aggiungano senza sovrapporsi, cosa che non è stata verificata. Vale la pena notare anche che solo il 5,6% delle osservazioni riguarda arcieri in gara nella propria provincia, e che l'acclimatazione di lungo periodo è misurata con un semplice indicatore nord o sud della Cina.

Lo studio non misura nessun meccanismo. Non c'è niente di fisiologico, niente sulla fatica, niente sull'attrezzatura: gli autori assumono che gli archi ricurvi siano insensibili al clima e che, se un effetto sull'attrezzatura ci fosse, sarebbe uguale per tutti, per poter attribuire tutta la differenza fra arcieri alla persona. I punteggi medi vengono da distanze diverse, tenute insieme dai controlli sulle caratteristiche della prova. E l'obiettivo del lavoro non è il tiro con l'arco: gli arcieri servono agli autori come lavoratori all'aperto con una misura di produttività pulita, e le domande sono quelle dell'economia del clima.

Infine la fonte. Il documento consultato è la versione di lavoro depositata su SSRN, non l'articolo pubblicato su Southern Economic Journal: numeri e tabelle possono essere cambiati in revisione, e il confronto con la versione finale resta da fare. Il contesto, poi, è la Cina del 2010-2016, con il suo clima e il suo calendario agonistico.

Cosa vuol dire per chi tira

Il numero da ricordare è uno. Sopra i 34 gradi di indice di calore, con vento medio, il punteggio medio a freccia scende di 0,82 punti rispetto alla fascia 18-22 gradi: su una qualifica da 72 frecce quella media corrisponde a una sessantina di punti. Fra i 22 e i 34 gradi il calo è molto più contenuto, fra 0,19 e 0,29 punti a freccia, e il vento lo attenua ulteriormente. Il salto quindi non è graduale: sta tutto nella fascia più alta.

La seconda cosa riguarda chi paga. Il caldo estremo non toglie punti a tutti nello stesso modo: allarga la differenza fra il primo e l'ultimo della stessa qualifica del 79,1% e raddoppia il coefficiente di variazione. Chi arrivava da punteggi più alti perde meno, e il decimo migliore del campione regge il caldo estremo significativamente meglio del resto. Una qualifica in una giornata torrida, dunque, non è solo più povera di punti: è anche più dispersa, e seleziona in modo diverso.

Sull'abituarsi al caldo il risultato è controintuitivo e vale la pena tenerlo. Il numero di giornate calde vissute nei dodici mesi prima della gara non cambia niente di misurabile. A cambiare qualcosa sono due cose più stabili: l'esperienza accumulata in gara, che vale circa il 40% dell'effetto e si raggiunge già al primo quarto della distribuzione, e il luogo in cui si vive e si allena, con gli arcieri del sud della Cina meno colpiti di quelli del nord e chi gareggia nella propria provincia meno colpito di chi viaggia. Lo studio non mette alla prova nessun programma di adattamento, quindi non dice che esporsi al caldo in allenamento serva: dice che in quei dati i mesi precedenti non hanno lasciato traccia e gli anni sì.

Fra uomini e donne non si vedono differenze, e questo è un risultato esplicito, non un'assenza di dati. Da ultimo, una precisazione sulla portata: nessuna parte di questo lavoro misura cosa succede nel corpo o nella testa dell'arciere quando fa caldo. Il caldo entra come dato meteorologico della contea e il tiro come punteggio in archivio, e quello che sta in mezzo resta fuori dallo studio.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

Articoli che lo usano

Filone di ricerca

Popolazione e disciplina

È citato nel registro da

Stesso filone

Cita questa scheda
APA

Campagna, M. (2026). Scheda studio: Adaptation and the distributional effects of heat: Evidence from professional archery competitions. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/qiu-2022-adaptation-distributional

BibTeX
@misc{campagna2026_evidenceqiu2022adaptationdistributional,
  author = {Campagna, Matteo},
  title = {Scheda studio: Adaptation and the distributional effects of heat: Evidence from professional archery competitions},
  year = {2026},
  howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
  url = {https://matteocampagna.com/evidence/qiu-2022-adaptation-distributional},
  note = {consultato il 2026-10-16}
}