Scheda studio

Attivazione e stato mentale nel tiro: Kerr 1997

Effects on Archery Performance of Manipulating Metamotivational State and Felt Arousal

J. H. Kerr, H. Yoshida, C. Hirata, K. Takai, F. Yamazaki1997

Citazione

Kerr, J. H., Yoshida, H., Hirata, C., Takai, K., & Yamazaki, F. (1997). Effects on Archery Performance of Manipulating Metamotivational State and Felt Arousal. Perceptual and Motor Skills, 84(3), 819-828. https://doi.org/10.2466/pms.1997.84.3.819

Cita lo studio
APA

Kerr, J. H., Yoshida, H., Hirata, C., Takai, K., & Yamazaki, F. (1997). Effects on Archery Performance of Manipulating Metamotivational State and Felt Arousal. Perceptual and Motor Skills, 84(3), 819-828. https://doi.org/10.2466/pms.1997.84.3.819

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Scheda tecnica

Disegno
Studio crossover
Popolazione
Arcieri
Livello
Livelli diversi
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
28
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Perceptual and Motor Skills

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Ventotto arcieri di un club universitario giapponese, tra esperti, medi e principianti, hanno tirato 3 frecce a 50 metri in condizioni che combinavano uno stato mentale serio o giocoso con un'attivazione bassa o alta. Lo studio parte dalla teoria dell'inversione (reversal theory), secondo cui le persone passano da uno stato serio e orientato allo scopo, che preferisce poca attivazione, a uno giocoso e spontaneo, che ne preferisce molta. L'ipotesi era che lo stato serio con attivazione bassa, il più simile alla calma concentrata descritta dai grandi arcieri, desse i punteggi migliori.

I punteggi medi, su un massimo di 30, sono quasi uguali: 18,8 (deviazione standard 5,9) serio e calmo, 19,4 (4,5) serio e attivato, 18,4 (5,2) giocoso e calmo, 19,6 (4,1) giocoso e attivato. L'ipotesi è stata respinta. Le manipolazioni avevano funzionato: dopo il riposo la frequenza cardiaca era 71,8 battiti al minuto, dopo lo step test 98,5, e con le istruzioni "serie" gli arcieri si dicevano più seri e più inclini a pianificare.

In un'analisi aggiunta dopo, senza i principianti, gli autori hanno confrontato le condizioni in cui l'attivazione corrispondeva a quella preferita in quello stato (serio e calmo, giocoso e attivato) con le altre: 20,9 punti (deviazione standard 2,9) contro 19,0 (4,7), una differenza non significativa (p = 0,06 con un test a una coda).

Come è stato misurato

Gli arcieri erano 23 uomini e 5 donne tra i 18 e i 25 anni (media 20,7) del club dell'università di Tsukuba, divisi a caso in due gruppi da 14 bilanciati per sesso e livello, con il livello stabilito dai punteggi di una gara precedente e dal giudizio di due allenatori. Un gruppo ha tirato nelle due condizioni ad attivazione bassa, l'altro nelle due ad attivazione alta, ciascuno in due sessioni separate e con l'ordine alternato.

Per abbassare l'attivazione gli arcieri restavano sdraiati su una panca per 5 minuti; per alzarla facevano lo step test di Harvard, salendo e scendendo da un gradino di 40 cm 30 volte al minuto per 5 minuti. Lo stato serio era indotto con l'istruzione di tirare seriamente, con l'attesa di fare 10 punti, entro il limite ufficiale di 2 minuti; lo stato giocoso con l'istruzione di tirare spontaneamente, senza fretta e senza pensare al punteggio, senza limite di tempo. Prima della manipolazione ogni arciere tirava 3 frecce di prova senza sapere dove fossero finite. La frequenza cardiaca è stata presa con un misuratore digitale Omron in cui si infilava il dito in quattro momenti; lo stato mentale e l'attivazione percepita con la versione giapponese del Telic State Measure, la predisposizione individuale con la Paratelic Dominance Scale. I tiri si sono svolti nel campo dell'università, con l'attrezzatura personale.

Il metodo, spiegato: Questionari psicologici

Limiti

Tre frecce per condizione sono pochissime: con deviazioni standard tra 4 e 6 punti su 30, solo differenze molto grandi sarebbero emerse, e il gruppo comprendeva principianti con risultati molto variabili. L'attivazione alta è ottenuta con cinque minuti di step test, cioè con fatica fisica: l'effetto dell'attivazione non si separa da quello del fiato corto e dei muscoli stanchi sul tiro. Lo stato serio è indotto insieme a un limite di tempo e a un obiettivo di punteggio, quello giocoso senza nessuno dei due, quindi anche qui le cose cambiano insieme. Ogni arciere ha provato solo due condizioni su quattro, e il confronto tra attivazione alta e bassa è tra gruppi diversi.

L'analisi aggiunta dopo conta ogni arciere due volte, perché ognuno aveva tirato in una condizione "piacevole" e in una "spiacevole", e niente indica che il test ne tenga conto; usa un test a una coda e non arriva comunque alla significatività. L'idea che conti la corrispondenza tra attivazione e stato preferito resta un'ipotesi degli autori, non un risultato.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio non conferma l'idea diffusa che si tiri meglio calmi e seri, e nemmeno il contrario: su tre frecce nessuna combinazione di stato mentale e attivazione ha fatto differenza. Non dice quindi che rilassarsi prima della volée sia inutile, né che arrivare sulla linea con il cuore accelerato faccia male; dice che con questo disegno non si vedeva niente.

L'ipotesi più interessante, che renda meglio chi si sente attivato quanto vorrebbe in quel momento, è appena accennata dai dati e andrebbe controllata con molte più frecce e senza la fatica dello step test.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effects on Archery Performance of Manipulating Metamotivational State and Felt Arousal. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/kerr-1997-metamotivation-arousal

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