Scheda studio

Imagery e dialogo interno nel tiro: studio Tiwari 2026

Cognitive Arrows: Exploring the Power of Psychological Skills Training in Competitive Archery

Himalaya Tiwari, Pragati Chaturvedi, Bodhraj Kumkaria2026

Citazione

Tiwari, H., Chaturvedi, P., & Kumkaria, B. (2026). Cognitive Arrows: Exploring the Power of Psychological Skills Training in Competitive Archery. PRATIDHWANI the ECHO, 14(4), 113-124. https://doi.org/10.64031/pratidhwanitheecho.vol.14.issue.04w.123

Cita lo studio
APA

Tiwari, H., Chaturvedi, P., & Kumkaria, B. (2026). Cognitive Arrows: Exploring the Power of Psychological Skills Training in Competitive Archery. PRATIDHWANI the ECHO, 14(4), 113-124. https://doi.org/10.64031/pratidhwanitheecho.vol.14.issue.04w.123

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Scheda tecnica

Disegno
Studio randomizzato
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello di società
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
30
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
PRATIDHWANI the ECHO

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Trenta arcieri indiani fra i 18 e i 30 anni, quindici uomini e quindici donne, sono stati divisi a sorte in tre gruppi da dieci: imagery guidato, dialogo interno, o solo l'allenamento di sempre. Chi era nei due gruppi attivi ha lavorato quindici minuti, tre volte a settimana, per quattro settimane.

Sull'inventario di ansia di stato il gruppo imagery è passato da 45,3 a 33,0 e quello del dialogo interno da 46,1 a 35,3, mentre il controllo si è mosso da 44,5 a 43,3. Sul punteggio di quello che gli autori chiamano un test standardizzato di tiro, l'imagery è passato da 85,1 a 100,5 e il dialogo interno da 84,0 a 97,2, contro un 83,5 che diventa 84,3 nel controllo. I confronti prima-dopo dentro i gruppi danno p inferiore a 0,001 nei due gruppi attivi e nessuna differenza nel controllo, con dimensioni dell'effetto fra 1,1 e 1,5. Fra imagery e dialogo interno non emerge nessuna differenza; entrambi si staccano dal controllo.

Sono numeri grandi e ordinati, e il modo in cui sono riportati non permette di prenderli per quello che sembrano. Il test di tiro non è descritto da nessuna parte: non si sa la distanza, il numero di frecce, il bersaglio, né che cosa misuri un punteggio di 85 o di 100. Le tabelle, inoltre, non tornano fra loro, come è spiegato nei limiti.

Come è stato misurato

I partecipanti sono stati reclutati al campo di tiro dello stadio SMS di Jaipur, con almeno un anno di esperienza agonistica, età media 23,1 anni (deviazione standard 3,4), e sono stati assegnati a caso a uno dei tre gruppi, dieci per gruppo. L'articolo non dice come è stata fatta l'estrazione, chi l'ha fatta, né se chi misurava sapesse a quale gruppo apparteneva l'atleta.

Prima dell'intervento tutti hanno compilato l'inventario di ansia di stato e sostenuto il test di tiro, insieme a una raccolta di dati anagrafici e di storia di allenamento. Il gruppo imagery ha fatto sedute guidate di quindici minuti centrate su una prestazione riuscita, con copioni che includevano componenti visive, cinestesiche ed emotive. Il gruppo del dialogo interno ha praticato per quindici minuti frasi costruite per sostenere concentrazione, fiducia e rilassamento. Il controllo ha continuato l'allenamento abituale, senza nessuna attività aggiuntiva: non c'era quindi un'attività di confronto che occupasse lo stesso tempo e la stessa attenzione. Alla fine delle quattro settimane le due misure sono state ripetute e sono state raccolte interviste qualitative.

Le analisi dichiarate sono un'analisi della varianza a misure ripetute, test t appaiati dentro ogni gruppo, dimensioni dell'effetto con il d di Cohen e confronti post hoc. Il test di tiro resta la parte non documentata: viene chiamato standardizzato, ma non è detto su quale standard, e nessun dettaglio permette di ripeterlo.

Il metodo, spiegato: Questionari psicologici

Limiti

La scheda è corta perché l'articolo offre poco su cui lavorare. Il risultato principale è un punteggio di tiro che nessuno può interpretare: senza distanza, numero di frecce e bersaglio, un passaggio da 85 a 100 non si traduce in niente di osservabile sul campo.

I conti non tornano. La tabella dell'analisi della varianza riporta gradi di libertà da confronto fra tre gruppi su un solo momento (2 e 27, totale 29), mentre il testo cita effetti del tempo e interazioni tempo per gruppo che richiederebbero un'analisi diversa: con trenta persone misurate due volte le righe dovrebbero essere sessanta. Nel controllo il test t dà p pari a 0,59 e, nella stessa riga, un d di 0,3, valori fra loro incompatibili. I confronti post hoc vengono attribuiti a una tabella che non li contiene. Una revisione attenta avrebbe chiesto di sistemare questi punti.

Il contesto editoriale conta. La rivista è di area umanistica, con un indicatore di impatto commerciale stampato in copertina, e il lavoro è stato ricevuto il 16 luglio 2026 e accettato il 27 luglio, undici giorni dopo. Nel registro questa sede porta l'avviso sui criteri editoriali dubbi.

Restano i limiti di impianto: trenta persone divise in tre gruppi da dieci, quattro settimane, nessun controllo attivo, nessuna cecità dichiarata, nessun follow-up, nessun protocollo registrato in anticipo. Gli autori citano come limiti solo l'ampiezza del campione e la durata.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira, questo studio non cambia niente. Dice che due gruppi di dieci arcieri hanno riferito meno ansia dopo un mese di imagery o di dialogo interno, e che il loro punteggio in un test non descritto è salito; con un controllo che non faceva nulla di speciale, l'aspettativa di chi partecipa resta una spiegazione in piedi tanto quanto l'allenamento mentale.

Nel registro questa fonte serve come esempio di una domanda aperta più che come risposta. Il lavoro mentale sull'ansia di gara negli arcieri è studiato poco e quasi sempre così: campioni piccoli, poche settimane, punteggi riportati senza il dettaglio che permetterebbe di ripetere la misura. Chi vuole capire se l'imagery sposta i punti ha bisogno di studi che dicano almeno a quanti metri e con quante frecce si è tirato.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Cognitive Arrows: Exploring the Power of Psychological Skills Training in Competitive Archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/tiwari-2026-cognitive-power

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