Scheda studio

Muscoli della spalla in trazione d'arco: Reddy 2015

Inverse Dynamic Analysis of Shoulder Muscle Activity During Archery Draw Back

Aviktha Reddy, Yahia M. Al-Smadi2015

Citazione

Reddy, A., & Al-Smadi, Y. M. (2015). Inverse Dynamic Analysis of Shoulder Muscle Activity During Archery Draw Back. Volume 3: Biomedical and Biotechnology Engineering, V003T03A087. https://doi.org/10.1115/imece2015-50881

Cita lo studio
APA

Reddy, A., & Al-Smadi, Y. M. (2015). Inverse Dynamic Analysis of Shoulder Muscle Activity During Archery Draw Back. Volume 3: Biomedical and Biotechnology Engineering, V003T03A087. https://doi.org/10.1115/imece2015-50881

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Scheda tecnica

Disegno
Simulazione
Popolazione
Modello, senza partecipanti
Oggetto della prova
Modello, senza partecipanti
Livello
Non dichiarato
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
1
Tipo
Atti di convegno
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Volume 3: Biomedical and Biotechnology Engineering

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

È una simulazione, non una misura su arcieri. Gli autori hanno ripreso con un sistema optoelettronico il gesto di trazione di un singolo arciere maschio adulto, con marcatori solo sulla parte alta del corpo, e hanno dato quel movimento in ingresso a un modello muscolo-scheletrico del corpo umano, applicando un libbraggio di 48 libbre. Il modello calcola a ritroso, dal movimento alle forze, l'impegno dei muscoli della spalla durante i circa quattro secondi di trazione.

Il risultato che gli autori dichiarano è un rapporto: nel modello l'infraspinato lavorava circa il doppio del sovraspinato in percentuale della contrazione volontaria massima, mentre il piccolo rotondo si attivava allo stesso livello del sovraspinato. Da qui concludono che i tre muscoli della cuffia dei rotatori considerati sono più sollecitati dei muscoli accessori, cioè romboidi, trapezio e deltoide, e che hanno quindi una probabilità maggiore di lesione.

I numeri non ci sono. L'articolo non contiene nessuna tabella di valori: l'impegno muscolare si legge soltanto da sei grafici nel tempo, le cui scale verticali arrivano all'8% per il sovraspinato, al 20% per l'infraspinato, al 10% per il piccolo rotondo e per il trapezio, al 15% per il deltoide e al 3% per i romboidi. Sono i soffitti degli assi, non valori di picco dichiarati, e danno un'idea dell'ordine di grandezza: nel modello nessuno di questi muscoli supera un quinto della propria capacità massima durante la trazione. Le forze di reazione articolari, annunciate fra gli obiettivi nella sintesi dell'articolo, non vengono mai riportate.

Come è stato misurato

La catena di strumenti è descritta in cinque passaggi. Un arciere maschio adulto con marcatori sulla parte superiore del corpo esegue il gesto; il movimento è catturato con un sistema Vicon e salvato in formato C3D, con marcatori limitati agli arti superiori per ridurre il tempo di calcolo; il file viene ispezionato con il visualizzatore MOKKA, che mostra marcatori e segmenti nel tempo; il C3D e un modello solido dell'arco in formato STL vengono dati in ingresso al software AnyBody, che ottimizza movimento e parametri e poi esegue l'analisi dinamica inversa sul modello muscolo-scheletrico.

I muscoli presi in considerazione sono divisi in primari, cioè sovraspinato, infraspinato e piccolo rotondo della cuffia dei rotatori, e accessori, cioè romboidi, trapezio, deltoide e grande dorsale. L'impegno è espresso in percentuale della contrazione volontaria massima e riportato come curva nel tempo, su un intervallo che nei grafici va da circa 0,03 a 4,15 secondi. Il libbraggio applicato nel modello è di 48 libbre, indicato come valore per un maschio adulto.

Quello che l'articolo non descrive è quasi tutto il resto. Non si sa chi fosse l'arciere oltre al sesso e all'età adulta, né il suo livello, la disciplina, l'allungo o la mano dominante; non è detto quante ripetizioni siano state catturate, né come la curva forza-allungo dell'arco sia stata rappresentata nel modello, né come il movimento sia stato suddiviso nelle fasi del tiro. Non c'è nessun confronto con una misura indipendente, per esempio con l'elettromiografia dello stesso arciere, e nessuna analisi di sensibilità sui parametri del modello. Gli autori annunciano come lavoro futuro il calcolo delle tensioni su scapola e clavicola con gli elementi finiti.

Il metodo, spiegato: Modelli matematici e simulazioni negli studi sull'arco, Motion capture e analisi video della cinematica

Limiti

È un articolo breve di atti di congresso, e la scheda è corta perché il materiale è scarso. Il movimento viene da una persona sola, quindi non c'è nessuna variabilità fra arcieri, e l'arciere non è descritto: non sapendo il suo livello non si sa nemmeno se il gesto catturato sia un gesto da arciere esperto. Il modello non è stato validato contro niente, e in un'analisi dinamica inversa la ripartizione del carico fra muscoli dipende dal criterio di ottimizzazione scelto dal programma, che l'articolo non discute.

I risultati sono leggibili solo in forma di grafico. Non c'è una tabella, non ci sono valori di picco, non ci sono intervalli: l'unica affermazione quantitativa è il rapporto di due a uno fra infraspinato e sovraspinato. Le forze di reazione articolari e la tensione massima dei muscoli, citate fra gli obiettivi e nella conclusione, non compaiono nei risultati.

Il salto più grande è nelle conclusioni. Dal fatto che nel modello la cuffia dei rotatori lavori a una percentuale più alta della propria capacità, gli autori ricavano una probabilità maggiore di lesione e una serie di consigli su allungamenti ed esercizi di rinforzo: nessuna di queste cose è stata misurata, perché non ci sono infortuni osservati, non c'è volume di tiro e non c'è nessun follow-up. Nel testo ci sono anche imprecisioni descrittive, come il passaggio in cui il blocco della spalla viene attribuito al braccio dell'arco mentre i muscoli modellati sono quelli del braccio che traziona.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira, questo lavoro offre un'indicazione e nessun numero da usare. L'indicazione è la gerarchia: in una trazione simulata, con 48 libbre, i muscoli della cuffia dei rotatori della spalla che traziona sostengono una quota maggiore della loro capacità rispetto a trapezio, romboidi e deltoide, e fra i tre l'infraspinato è il più impegnato. Chi sente fastidio alla spalla della corda trova qui un'ipotesi su dove guardare, non una prova.

Tutto il resto va preso con cautela. Le percentuali che si leggono nei grafici sono basse in assoluto, sotto un quinto della contrazione massima, e in una simulazione su una persona non dicono nulla sul rischio di chi tira migliaia di frecce: il volume di tiro, che è il fattore di cui si parla quando si parla di sovraccarico nell'arco, in questo studio non esiste. Gli esercizi suggeriti nelle conclusioni sono una raccomandazione degli autori appoggiata alla letteratura generale, non un risultato del modello. Nel registro questa fonte conta come modello, non come misura su arcieri, e il suo posto è accanto agli studi che misurano con l'elettromiografia quello che qui è soltanto calcolato.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Inverse Dynamic Analysis of Shoulder Muscle Activity During Archery Draw Back. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/reddy-2015-inverse-dynamic

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