Scheda studio

Motare nel kyudo come distonia: Ogiso 2023

Abnormal movements “Motare” in Kyudo have the characteristics of task—specific focal dystonia

Taichi Ogiso, Yoya Ono, Saiki Suzuki, Takayoshi Shimohata2023

Citazione

Ogiso, T., Ono, Y., Suzuki, S., & Shimohata, T. (2023). Abnormal movements “Motare” in Kyudo have the characteristics of task—specific focal dystonia. Rinsho Shinkeigaku, 63(8), 532-535. https://doi.org/10.5692/clinicalneurol.cn-001844

Cita lo studio
APA

Ogiso, T., Ono, Y., Suzuki, S., & Shimohata, T. (2023). Abnormal movements “Motare” in Kyudo have the characteristics of task—specific focal dystonia. Rinsho Shinkeigaku, 63(8), 532-535. https://doi.org/10.5692/clinicalneurol.cn-001844

BibTeX
@article{ogiso2023abnormalmovements,
  author = {Ogiso, Taichi and Ono, Yoya and Suzuki, Saiki and Shimohata, Takayoshi},
  title = {Abnormal movements “Motare” in Kyudo have the characteristics of task—specific focal dystonia},
  year = {2023},
  journal = {Rinsho Shinkeigaku},
  volume = {63},
  number = {8},
  pages = {532--535},
  doi = {10.5692/clinicalneurol.cn-001844}
}

Scheda tecnica

Disegno
Serie di casi
Popolazione
Arcieri di kyudo
Livello
Livello di società
Disciplina
Kyudo
Numero di soggetti
9
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Giapponese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Rinsho Shinkeigaku

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Nel kyudo, «motare» è il nome che si dà all'impossibilità di lasciare la freccia quando si vuole, una volta raggiunto il kai, la posizione di massima trazione in cui si continua a tirare appena appena finché il rilascio arriva. Quattro neurologi di Gifu hanno voluto controllare se il motare abbia i tratti di una distonia focale specifica del gesto, e per farlo hanno confrontato tre praticanti che lo soffrivano con tre che soffrivano di «hayake», il disturbo opposto, in cui la freccia parte prima del momento voluto, e con tre senza nessuno dei due.

Nei tre con motare l'intervista ha trovato gli elementi che si cercano in una distonia. Il disturbo era stereotipato in tutti e tre, cioè si presentava sempre nello stesso modo, e specifico del gesto, perché nessuno aveva problemi nelle attività quotidiane fuori dal kyudo. In due il motare migliorava quando l'istruttore toccava l'avambraccio, il braccio o la spalla, che è il cosiddetto trucco sensoriale; in uno migliorava nelle gare del mattino, poco dopo il risveglio. In un caso l'esordio era stato preceduto da un aumento del libbraggio dell'arco.

Nei tre con hayake nessuno di questi segni. Il disturbo era specifico del gesto, ma senza effetto del mattino, senza trucco sensoriale e senza stereotipia, perché i sintomi cambiavano da volta a volta; in uno l'esordio seguiva un cambio nel modo di trazionare, in un altro un periodo di centri consecutivi, e uno riferiva di riuscire in parte a trattenerlo volontariamente.

All'elettromiografia di superficie, due dei tre con motare hanno sentito il blocco durante la registrazione, uno in tutte e tre le prove e uno in due su tre. In uno di loro è comparsa una co-contrazione anomala dei flessori e degli estensori dell'avambraccio, cominciata circa un secondo prima di entrare nel kai, con una frequenza che calava circa cinque secondi dopo l'ingresso nel kai, fino a scomparire e lasciare spazio al rilascio. Nei bicipiti e nei tricipiti niente, e negli altri sei partecipanti nessuna co-contrazione in nessun muscolo. Che nello stesso soggetto, con la stessa postura, la co-contrazione comparisse in una prova e non in un'altra è il motivo per cui gli autori la leggono come un segno a favore della distonia e non di un movimento volontario.

Come è stato misurato

Tra luglio 2021 e luglio 2022 gli autori hanno contattato quaranta gruppi universitari di kyudo cercando praticanti che riferissero disturbi del rilascio, e hanno ricevuto risposta da trentatré. Da lì sono arrivati i nove partecipanti dello studio: tre con motare, tre con hayake e tre di controllo. Avevano dai 20 ai 28 anni, due donne e sette uomini, tutti destrimani, con un'esperienza di kyudo dai 4 ai 10 anni; uno aveva un trauma pregresso all'avambraccio sinistro, ma precedente all'inizio della pratica. Nessuno aveva una storia personale o familiare di malattie neurologiche, e alla visita precedente la registrazione nessuno dei nove mostrava distonie o tremori.

L'intervista copriva storia neurologica, storia familiare, traumi e i quattro elementi che si associano alla distonia focale specifica del gesto: la causa che ha scatenato l'esordio, l'effetto del mattino (definito come un miglioramento nelle gare della mattina, dopo il risveglio), il trucco sensoriale e la stereotipia.

L'elettromiografia di superficie è stata registrata per tutti e nove nel laboratorio di elettrofisiologia dell'ospedale universitario di Gifu, con elettrodi a disco su bicipite brachiale, tricipite brachiale, flessori dell'avambraccio ed estensori dell'avambraccio, tre prove per ciascuno. Il gesto del tiro è stato eseguito senza l'abito da kyudo e senza il guanto, e con un arco di gomma, cioè un attrezzo semplificato da allenamento diverso dall'arco di gara. Lo studio è stato approvato dal comitato etico della facoltà di medicina di Gifu.

Il metodo, spiegato: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge, Interviste e studi qualitativi

Limiti

Il campione è tre casi per gruppo, tutti fra i venti e i trent'anni, ed è lo stesso dato del titolo a essere più fragile di quanto suoni: la co-contrazione, cioè la sola misura strumentale compatibile con una distonia, è comparsa in un partecipante su nove. Nei due casi di motare rimanenti gli autori registrano stereotipia, specificità e trucco sensoriale, ma nessun effetto del mattino e nessuna anomalia all'elettromiografia, e scrivono loro stessi che quei due non si spiegano con la sola distonia e che possono entrare in gioco fattori psicologici o altri meccanismi.

Gli autori elencano i limiti con precisione: pochi soggetti, età confinata alla terza decade, registrazione fatta con abbigliamento, attrezzatura e ambiente diversi dal tiro reale, assenza di un criterio chiaro per definire la co-contrazione, raccolta e analisi dei dati non in cieco, per cui non si può ragionare sul rapporto con gli anni di pratica o il livello tecnico, nessuna provocazione sperimentale del trucco sensoriale e pochissime prove per persona. Chiedono studi su più casi, di età più varia, e in un ambiente vicino a quello di un dojo con il bersaglio davanti.

A questo si aggiunge che il motare e l'hayake sono stati accertati su quello che i partecipanti riferivano, senza una misura indipendente, e che i tre controlli servono solo a mostrare l'assenza dei segni, non a stimare quanto spesso quei segni si trovino in chi tira normalmente. La didascalia della figura dell'elettromiografia riporta un filtro passa-alto a 5.000 hertz e un passa-basso a 10, cioè le due etichette invertite. L'articolo è in giapponese, con abstract e tabella in inglese, e si presenta come breve rapporto, non come studio pieno.

Cosa vuol dire per chi tira

La cosa che questo studio aggiunge per chi tira è una distinzione, non una spiegazione. Due disturbi che nella pratica vengono messi insieme sotto la stessa etichetta di blocco si comportano in modo diverso quando li si interroga con le domande che un neurologo fa davanti a una distonia: chi non riesce a rilasciare mostra un disturbo sempre uguale a se stesso, che a volte si scioglie se qualcuno gli tocca il braccio e in un caso andava meglio al mattino, mentre chi rilascia troppo presto non mostra niente di tutto questo e riesce in parte a controllarlo volontariamente. Nel kyudo l'hayake è comune, e uno studio precedente dello stesso gruppo lo trovava nel 53,8% dei praticanti contro il 4,6% del motare.

Non significa che il blocco del rilascio sia un problema neurologico, né che il rilascio anticipato sia un problema della testa. L'unica co-contrazione osservata viene da un partecipante su nove, e gli autori dicono esplicitamente che gli altri due casi di motare non si spiegano in questo modo. Chi riconosce il proprio problema in una di queste descrizioni non ha qui una diagnosi: l'articolo è un'ipotesi di lavoro su nove persone, e un blocco che non passa resta una cosa da far valutare a un medico.

Fuori dal kyudo la traduzione non è automatica. L'arco di gomma usato nelle registrazioni non è un arco, non c'era il bersaglio e non c'era il guanto, e nel kyudo il kai è una fase prolungata e codificata che nell'arco olimpico non ha un equivalente diretto. Resta utile sapere che in un caso l'esordio del motare è seguito a un aumento del libbraggio, e che in un caso di hayake è seguito a un cambio nel modo di trazionare: sono due coincidenze riferite da due persone, non un meccanismo.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

Articoli che lo usano

Filone di ricerca

Popolazione e disciplina

Stesso filone

Cita questa scheda
APA

Campagna, M. (2026). Scheda studio: Abnormal movements “Motare” in Kyudo have the characteristics of task—specific focal dystonia. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/ogiso-2023-abnormal-movements

BibTeX
@misc{campagna2026_evidenceogiso2023abnormalmovements,
  author = {Campagna, Matteo},
  title = {Scheda studio: Abnormal movements “Motare” in Kyudo have the characteristics of task—specific focal dystonia},
  year = {2026},
  howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
  url = {https://matteocampagna.com/evidence/ogiso-2023-abnormal-movements},
  note = {consultato il 2026-10-16}
}