Scheda studio
Cuore e cervello in mira negli arcieri: Salazar 1990
Hemispheric Asymmetry, Cardiac Response, and Performance in Elite Archers
Citazione
Salazar, W., Landers, D. M., Petruzzello, S. J., Han, M., Crews, D. J., & Kubitz, K. A. (1990). Hemispheric Asymmetry, Cardiac Response, and Performance in Elite Archers. Research Quarterly for Exercise and Sport, 61(4), 351-359. https://doi.org/10.1080/02701367.1990.10607499
DOI: 10.1080/02701367.1990.10607499
Cita lo studio
Salazar, W., Landers, D. M., Petruzzello, S. J., Han, M., Crews, D. J., & Kubitz, K. A. (1990). Hemispheric Asymmetry, Cardiac Response, and Performance in Elite Archers. Research Quarterly for Exercise and Sport, 61(4), 351-359. https://doi.org/10.1080/02701367.1990.10607499
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio trasversale
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Élite
- Disciplina
- Non dichiarata
- Numero di soggetti
- 28
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- Research Quarterly for Exercise and Sport
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Durante la mira il cuore di 28 arcieri delle nazionali statunitensi non ha rallentato: ha accelerato. Negli ultimi 3-4 secondi prima del rilascio la frequenza è salita in media da 100,7 a 104,2 battiti al minuto, e confrontando il cuore con il modo di respirare (inspirazione, espirazione, apnea) non è emerso nessun legame. La frequenza media durante il tiro (104,4) era quasi uguale a quella registrata tenendo l'arco in trazione senza tirare (103,0) e molto più alta di quella a riposo guardando il bersaglio (87,0) o tenendo in trazione un arco da 2 kg (83,5). Quest'ultima era più bassa anche del riposo, e gli autori la leggono come segno che il rallentamento legato all'attenzione esiste, ma scompare quando lo sforzo fisico è grande.
L'elettroencefalogramma registrato sulle tempie aveva il picco a 12 Hz, nella banda alfa, in entrambi gli emisferi, con più potenza a sinistra. Nei tre secondi prima del rilascio l'emisfero destro non cambiava, mentre a sinistra la potenza saliva a 10, 12 e 24 Hz. Confrontando per ogni arciere le quattro frecce migliori con le quattro peggiori, nell'ultimo secondo a destra non c'erano differenze; a sinistra le peggiori avevano più potenza a 6, 12 e 28 Hz. Passando dal riposo al tiro, l'attività dominante a sinistra si concentrava tra 12 e 14 Hz, mentre a destra si allargava su più frequenze.
Come è stato misurato
Gli arcieri erano 13 uomini e 15 donne, tutti destrimani, delle squadre nazionali junior e senior degli Stati Uniti, tra i 13 e i 36 anni (media 21). Ognuno è stato provato da solo in una grande palestra, in quattro condizioni in ordine casuale: tiro normale con il proprio arco, da 14 a 22 kg di trazione; arco in trazione guardando il bersaglio senza tirare; trazione di un arco da 2 kg guardando il bersaglio; riposo guardando il bersaglio. Nel tiro sono state scoccate 16 frecce a 45 metri, con cinque minuti di pausa dopo le prime otto; nelle altre condizioni sono state registrate otto prove da 8 secondi. La sessione durava da 90 a 120 minuti.
Un poligrafo campionava a 250 Hz l'elettrocardiogramma, l'EEG nei punti T3 e T4 (tempia sinistra e destra), i movimenti dell'occhio non usato per mirare e il respiro, con un termistore in una mascherina su naso e bocca. Un sensore fissato allo stabilizzatore segnava la caduta del clicker e il rilascio. La frequenza cardiaca è calcolata sui cinque intervalli tra battiti prima del rilascio; l'EEG su tre epoche di un secondo, in 13 bande da 2 Hz tra 5 e 31 Hz, scartando le prove con ammiccamenti. Il punteggio di ogni freccia era la distanza in centimetri dal centro del bersaglio.
Il metodo, spiegato: Come si misurano frequenza cardiaca e HRV negli arcieri, EEG, potenziali evocati e neuroimmagini, Il respiro dell'arciere
Limiti
Due soli elettrodi, uno per tempia, dicono poco su dove avvengano i cambiamenti, e gli autori lo scrivono. Il confronto tra frecce migliori e peggiori usa quattro tiri per parte su sedici, e i test statistici sono molti (13 bande, due emisferi, più momenti): gli autori stessi chiedono una replica, soprattutto per il dato a 24 Hz. Che una potenza più bassa nelle frecce migliori indichi un cervello più «efficiente» è una loro interpretazione, non una misura.
Alcuni dettagli statistici non tornano con 28 arcieri: per l'accelerazione cardiaca i gradi di libertà riportati sono 1 e 32, per il confronto tra le condizioni 2 e 50. Le condizioni senza tiro durano 8 secondi e non comprendono il rilascio, quindi non sono del tutto paragonabili al tiro. La prova era in palestra, a 45 metri, con elettrodi e mascherina sul viso, lontano dalle condizioni di una gara. Il tipo di arco non è indicato, anche se il clicker fa pensare all'arco olimpico. Infine il dato sul cuore è una media di gruppo: lo studio dice di aver classificato l'andamento di ogni arciere, ma non riporta quanti rallentassero e quanti accelerassero.
Cosa vuol dire per chi tira
Per chi tira il dato più netto riguarda il cuore. L'idea che negli ultimi secondi della mira il battito rallenti, nata dagli studi sul tiro a segno e sul golf, in questi arcieri di livello nazionale non si è vista: tenere in trazione un arco da 14-22 kg fa salire la frequenza, e lo sforzo copre l'eventuale effetto dell'attenzione. Un battito che accelera in trazione non è quindi, di per sé, un segnale di ansia o di cattiva concentrazione. Gli autori citano un loro lavoro successivo in cui principianti con archi più leggeri rallentavano prima del rilascio: l'esito potrebbe dipendere dal libbraggio e dal livello.
La parte sul cervello va presa come una traccia di ricerca: nelle frecce peggiori c'era più attività in alcune frequenze sulla tempia sinistra, ma con due elettrodi e quattro frecce per parte non se ne ricava niente da allenare. Nel registro lo studio va contro l'affermazione sulla decelerazione cardiaca prima del rilascio, ed è uno dei primi lavori su arcieri d'élite a misurarla.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
Articoli che lo usano
Filone di ricerca
Stesso filone
- 1981Physical Fitness and Energy Metabolism of the Archers (1)
- 1984Physical Fitness and Energy Metabolism of the Archers (Part 2)
- 1990Fine Body Movements and the Cardiac Cycle in Archery
- 1992Development of an Apparatus for Monitoring Degree of Mental Tension
- 1994Changes of Heart Rate, Somatic Anxiety, and Performance of Japanese Archers during Practices and Matches
- 1996Heart rate variability: Standards of measurement, physiological interpretation, and clinical use
Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Hemispheric Asymmetry, Cardiac Response, and Performance in Elite Archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/salazar-1990-hemispheric-asymmetry
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