Scheda studio

Allenatore e arcieri in gara: d'Arripe 2001

Coach-Athlete Interaction during Elite Archery Competitions: An Application of Methodological Frameworks Used in Ergonomics Research to Sport Psychology

Fabienne d'Arripe-Longueville, Jacques Saury, Jean Fournier, Marc Durand2001

Citazione

d'Arripe-Longueville, F., Saury, J., Fournier, J., & Durand, M. (2001). Coach-Athlete Interaction during Elite Archery Competitions: An Application of Methodological Frameworks Used in Ergonomics Research to Sport Psychology. Journal of Applied Sport Psychology, 13(3), 275-299. https://doi.org/10.1080/104132001753144419

Cita lo studio
APA

d'Arripe-Longueville, F., Saury, J., Fournier, J., & Durand, M. (2001). Coach-Athlete Interaction during Elite Archery Competitions: An Application of Methodological Frameworks Used in Ergonomics Research to Sport Psychology. Journal of Applied Sport Psychology, 13(3), 275-299. https://doi.org/10.1080/104132001753144419

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Scheda tecnica

Disegno
Studio qualitativo
Popolazione
Arcieri
Livello
Élite
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
5
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Journal of Applied Sport Psychology

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Lo studio osserva da vicino che cosa succede tra un allenatore e i suoi arcieri durante la gara. I protagonisti sono un allenatore esperto della nazionale francese e quattro arcieri, tutti uomini: due tra i migliori otto al mondo (uno campione olimpico ed europeo, l'altro campione europeo e medagliato ai mondiali) e due campioni nazionali. Dall'analisi escono tre modi tipici in cui l'allenatore interviene: analizzare un calo di rendimento quando è l'arciere a cercarlo, senza averlo osservato prima; fare la stessa analisi dopo averlo osservato; intervenire di sua iniziativa quando vede un arciere in difficoltà seria. Quando le cose vanno bene l'allenatore non si intromette nel tiro, e quando l'arciere cerca una soluzione da solo lo lascia fare; anche quando ha già un'idea, prima fa parlare l'arciere.

Gli arcieri, dal canto loro, lavorano per lo più da soli e usano l'allenatore come fonte di informazioni quando il calo dura. L'intesa nasce subito quando l'allenatore ha visto la volée e la legge come l'arciere; quando non l'ha vista va costruita discutendo, e se manca il tempo prima della volée successiva l'allenatore ripiega su un consiglio generale, come ricordare la strategia di gara. Gli arcieri, infine, riadattano i consigli a modo loro, tenendo le istruzioni che sentono più utili.

Come è stato misurato

Il metodo viene dall'ergonomia: si osserva l'azione nel suo contesto e la si ricostruisce dal punto di vista di chi la compie. Gli autori hanno filmato e registrato le interazioni durante due gare importanti, un evento internazionale di 8 ore con gli otto migliori arcieri del mondo e premi in denaro, e una gara nazionale di due giorni che precedeva le selezioni per gli Europei del 1998, per un totale di 22 ore e mezza. L'allenatore portava un microfono nascosto, una telecamera stava dietro la linea di tiro e un secondo ricercatore, in cuffia, prendeva appunti.

Nei giorni successivi a ogni gara ciascuno ha rivisto le proprie scene e ha raccontato che cosa faceva, pensava e sentiva in quei momenti (interviste di autoconfronto): in tutto 15 situazioni scelte insieme, 10 interviste e 310 pagine di trascrizioni. Il testo è stato diviso in 404 unità elementari di significato, raggruppate poi in sequenze e strutture ricorrenti da due ricercatori in modo indipendente, con il controllo di altri due ricercatori e la rilettura dei partecipanti.

Il metodo, spiegato: Interviste e studi qualitativi

Limiti

È uno studio su un solo allenatore e quattro arcieri maschi della stessa squadra nazionale, che si conoscevano bene, in due gare della fine degli anni Novanta: descrive il loro modo di collaborare, non quello di tutti gli allenatori. Le situazioni rivedute sono state scelte tra le più significative per i partecipanti, e gli scambi lontani dalla linea di tiro non sono stati registrati. I due ricercatori che hanno raccolto i dati conoscevano bene il gruppo per consulenze precedenti, il che aiuta la fiducia ma può orientare la lettura. Non c'è nessuna misura del risultato: lo studio non dice se un certo tipo di intervento abbia fatto tirare meglio. Nel testo ci sono anche piccole incongruenze: le serie ricorrenti degli arcieri sono tre o quattro a seconda del paragrafo, e la discussione chiama macrosequenze le 11 sequenze della tabella.

Cosa vuol dire per chi tira

Per un arciere e il suo allenatore lo studio offre la descrizione concreta di una collaborazione che, a quel livello, funzionava. L'allenatore guardava molto più di quanto parlasse: delle sue azioni tipiche, sette erano di osservazione e interpretazione (seguire la volée, i punteggi, il vento, le reazioni dell'arciere, ascoltarlo) e quattro di intervento. Quando un arciere tirava bene non lo distraeva; quando arrivava con un problema gli chiedeva prima di raccontarlo, e un arciere racconta che questo lo costringeva a capire meglio che cosa stava facendo.

Non è una ricetta, è il ritratto di un gruppo affiatato in cui l'autonomia dell'arciere era il punto di partenza. Mostra però due cose utili da conoscere: in gara il tempo che manca alla volée successiva condiziona quello che allenatore e arciere riescono a dirsi, e un consiglio viene accettato più facilmente quando tutti e due hanno visto e letto la stessa cosa.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Coach-Athlete Interaction during Elite Archery Competitions: An Application of Methodological Frameworks Used in Ergonomics Research to Sport Psychology. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/darripe-longueville-2001-coach-athlete

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