Scheda studio

Follow through e punteggio nel tiro: studio Hah 2008

Evaluation on Kinematic Factors Affecting Scores of Olympic Round Game during the Follow Through in Archery

Chong-Ku Hah, Jae-Hun Yi2008

Citazione

Hah, C.-K., & Yi, J.-H. (2008). Evaluation on Kinematic Factors Affecting Scores of Olympic Round Game during the Follow Through in Archery. Korean Journal of Sport Biomechanics, 18(1), 227-234. https://doi.org/10.5103/kjsb.2008.18.1.227

Cita lo studio
APA

Hah, C.-K., & Yi, J.-H. (2008). Evaluation on Kinematic Factors Affecting Scores of Olympic Round Game during the Follow Through in Archery. Korean Journal of Sport Biomechanics, 18(1), 227-234. https://doi.org/10.5103/kjsb.2008.18.1.227

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello nazionale
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
8
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Coreano
Revisione tra pari
Sì
Sede
Korean Journal of Sport Biomechanics (rivista regionale)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Otto arcieri della squadra di un'università di Seul hanno tirato a 70 metri in condizioni da Olympic Round, ripresi da sette telecamere a infrarossi, e gli autori hanno cercato quale variabile del follow-through, cioè del tratto che va dal rilascio alla fine del gesto, andasse insieme al punteggio della freccia.

Due variabili non c'entravano niente. Lo spostamento verticale dell'arco, misurato con un marcatore sul bottone e riassunto per ogni arciere in un coefficiente di variazione (da 0,05 a 0,14, media 0,08), non ha nessuna relazione statistica con il punteggio medio, che andava da 8,58 a 9,50 punti per freccia. Nemmeno l'escursione angolare della spalla del braccio che traziona: raggruppando le frecce per punteggio, quell'angolo stava fra 30,24 e 31,80 gradi, cioè praticamente lo stesso.

A cambiare era la velocità con cui quell'angolo veniva percorso. La velocità angolare media della spalla scendeva da 158,12 gradi al secondo nelle frecce da 7 punti a 141,54 in quelle da 8, 118,98 nei 9 e 121,44 nei 10, con una media generale di 135,02 gradi al secondo e una deviazione standard di 18,42. La retta di regressione su questi quattro valori è y = -0,0637x + 17,074, con R quadro di 0,874 e F di 13,919; gli autori la danno per significativa al livello del 10 per cento, e i punteggi più alti si addensavano intorno ai 120 gradi al secondo. I grafici della velocità nel tempo mostrano un'altra cosa: più il punteggio è basso, più grande è il picco della velocità angolare durante il follow-through, mentre nei 9 e nei 10 l'andamento è quasi identico e senza picchi.

Come è stato misurato

Gli arcieri erano otto uomini della squadra di tiro con l'arco di un'università di Seul, con almeno otto anni di pratica (da 8 a 14, media 11), venti anni di età in media, 77 chili e 177 centimetri. Ognuno ha tirato quattro volée da tre frecce, dodici frecce a testa, a 70 metri su un bersaglio da 122 centimetri, dopo un riscaldamento libero. L'attrezzatura non era standardizzata: ciascuno usava il proprio arco e le proprie frecce, perché il gesto è sensibile ai cambi di materiale.

La ripresa è stata fatta con sette telecamere a infrarossi Qualisys ProReflex MCU-240 a 200 fotogrammi al secondo, con quattordici marcatori su spalle, gomiti, polsi, anche e mani, più uno sul bottone dell'arco per seguirne lo spostamento verticale. Il sistema di riferimento è stato definito con un telaio a elle davanti al piede destro e calibrato con una bacchetta a due marcatori. I dati sono stati trattati con il software Qualisys e filtrati con un passa-basso di Butterworth del quarto ordine a 30 hertz, tenendo cinque fotogrammi di margine prima e dopo il tratto analizzato.

La fase analizzata è una sola, delimitata da due eventi: il rilascio, definito come l'istante in cui la corda comincia a lasciare le dita mentre la spalla ruota, e la fine del follow-through. Dentro quella fase gli autori hanno misurato due cose, lo spostamento verticale dell'arco sul piano sagittale e l'angolo fra tronco e braccio destro sul piano orizzontale, da cui ricavano escursione e velocità angolare della spalla. Il punteggio della singola freccia è il collegamento con la prestazione; le regressioni sono state calcolate sulle medie dei quattro gruppi di punteggio.

Il metodo, spiegato: Gli angoli articolari dell'arciere: come si misurano, Motion capture e analisi video della cinematica

Limiti

La regressione che regge tutto lo studio sta su quattro punti, le medie dei gruppi 7, 8, 9 e 10, non sulle 96 frecce riprese: con quattro valori un R quadro di 0,874 si ottiene facilmente, e gli intervalli di confidenza non sono riportati. Il legame non è nemmeno lineare in modo pulito, perché la velocità media dei 10 (121,44 gradi al secondo) è superiore a quella dei 9 (118,98). C'è anche un'incoerenza fra numeri: la nuvola delle frecce singole ha il suo addensamento tra 90 e 110 gradi al secondo, dove sta circa il 36 per cento dei tiri, mentre tutte le medie per punteggio stanno sopra i 118.

Sulla significatività il testo e l'abstract stampano "p = 0,65" dichiarando il livello del 10 per cento, che è contraddittorio: con quei gradi di libertà il valore coerente è circa 0,065, ed è quello che questa scheda legge. Anche il conto delle frecce non torna nell'articolo, che scrive "8 arcieri per 12 tiri = 72" dove i tiri sono 96, cioè il numero di dati usato poi nei grafici a dispersione.

Gli autori dichiarano quattro limiti: non hanno considerato struttura fisica, fattori psicologici e fisiologici dei singoli; il campione è troppo piccolo per generalizzare; durante l'esperimento tirava vento da ovest a 3,3 metri al secondo di media, abbastanza per spostare le frecce da solo; e gli angoli di spalla sono stati misurati solo sul piano orizzontale, quindi quello che la spalla fa sugli altri piani non c'è. Va aggiunto che il gruppo è piccolo e omogeneo, otto uomini della stessa squadra, e che la lettura finale (un arciere di questo livello dovrebbe rallentare il follow-through, un arciere di vertice mondiale accelerarlo) nasce dal confronto con uno studio precedente degli stessi autori su un solo atleta, misurato in un intervallo di velocità diverso. Il testo è in coreano, con abstract e tabelle in inglese.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio guarda il pezzo di tiro che di solito si considera già finito, e trova che in quel pezzo non è la posizione a distinguere le frecce buone, ma la velocità. In otto arcieri esperti l'arco si muoveva in verticale sempre allo stesso modo e la spalla copriva sempre lo stesso arco, circa 31 gradi, nelle frecce da 7 come in quelle da 10: quello che cambiava era quanto in fretta la spalla andava via dopo il rilascio, e quanto il suo movimento aveva un picco.

Per chi tira è un modo diverso di guardare i propri video. La differenza fra una freccia buona e una meno buona, in un arciere che ha già una tecnica stabile, può non vedersi nelle posizioni: si vede come uno strappo, un'accelerazione della spalla che negli altri tiri non c'è. Gli autori leggono quello strappo come il segno di un rilascio fatto con il braccio e con le dita invece che con la tensione di schiena, cioè come l'effetto di uno squilibrio fra spinta e trazione.

Quanto al numero, i 120 gradi al secondo non sono una misura da inseguire: vengono da quattro medie, su otto arcieri della stessa squadra, con vento, e la regressione è significativa solo accettando il livello del 10 per cento. Il registro tiene questo studio come un'associazione su arcieri, non come un bersaglio di allenamento, e il suo contributo più solido è negativo: lo spostamento verticale dell'arco dopo il rilascio, in arcieri esperti, non spiegava i punteggi.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Evaluation on Kinematic Factors Affecting Scores of Olympic Round Game during the Follow Through in Archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/hah-2008-kinematic-affecting

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