Scheda studio

Trazione prima del clicker: studio Leroyer 1993

Biomechanical Study of the Final Push-Pull in Archery

P. Leroyer, J. Van Hoecke, J.N. Helal1993

Citazione

Leroyer, P., Van Hoecke, J., & Helal, J. N. (1993). Biomechanical Study of the Final Push-Pull in Archery. Journal of Sports Sciences, 11(1), 63-69. https://doi.org/10.1080/02640419308729965

Cita lo studio
APA

Leroyer, P., Van Hoecke, J., & Helal, J. N. (1993). Biomechanical Study of the Final Push-Pull in Archery. Journal of Sports Sciences, 11(1), 63-69. https://doi.org/10.1080/02640419308729965

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Livelli diversi
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
8
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Journal of Sports Sciences

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

In otto arcieri, la trazione finale prima del clicker era più regolare negli atleti d'élite e, per ciascun arciere, nei tiri con punteggio alto. Negli ultimi secondi prima del clicker la mano che traziona arretra dapprima in fretta e poi, negli ultimi 5 secondi, rallenta fino a circa un millimetro al secondo, e in quei 5 secondi si sposta di circa 5 mm. Gli autori hanno misurato quanto questo movimento lento si scostasse da un avanzamento regolare: lo scostamento era più piccolo nei cinque arcieri d'élite che nei tre di livello universitario e, in tutti e otto, più piccolo nei tiri con punteggio alto che in quelli con punteggio basso.

In una seconda prova sette arcieri universitari hanno tenuto la posizione di tiro fino all'esaurimento, in media per 52 secondi. La frequenza media dell'elettromiografia del deltoide posteriore è scesa in modo continuo, in media dello 0,72% del valore iniziale al secondo, un segnale classico di fatica. Sia nel segnale del muscolo sia in quello dell'arco è comparso un picco tra 8 e 12 Hz, con una coerenza tra i due da 0,81 a 0,96: il tremore del muscolo si trasmetteva all'arco. L'arco mostrava anche oscillazioni più lente, sotto i 5 Hz, che con la fatica non cambiavano.

Infine sei arcieri hanno tirato due serie di 36 frecce, una normale e una con un segnale sonoro che li avvisava quando la mano della corda cedeva in avanti oltre una soglia. Con il segnale la trazione è diventata più regolare in cinque arcieri su sei (nel sesto è peggiorata), ma il punteggio non è migliorato in modo significativo.

Come è stato misurato

Un sensore di spostamento (un trasformatore differenziale, LVDT) era fissato all'impugnatura dell'arco di ciascun arciere con un supporto in carbonio da 150 grammi, e un cilindro di ferro legato al flettente inferiore si muoveva dentro le sue bobine. Gli arcieri avevano regolato gli stabilizzatori per ritrovare le sensazioni abituali. Vicino alla finestra la flessione del flettente è piccola, quindi il segnale si poteva tradurre in millimetri di spostamento della mano lungo l'asse della freccia, con un fattore di scala per ogni arciere. Un interruttore azionato dal clicker segnava il momento del clic.

Nella prima prova cinque arcieri d'élite tra i 20 e i 25 anni e tre arcieri di livello universitario tra i 20 e i 22, tutti uomini e con il proprio arco, hanno tirato 36 frecce a 90 metri, in 12 volée da tre frecce in 150 secondi con 4 minuti di pausa. Per ogni tiro il segnale dell'ultimo secondo e mezzo prima del clicker, campionato a 70 Hz, veniva approssimato con una retta, e la distanza media dei punti dalla retta diventava la misura dell'irregolarità. Come tiri con punteggio alto e basso sono stati presi quelli oltre una deviazione standard sopra o sotto la media di ciascun arciere.

Nella seconda prova sette arcieri universitari tra i 19 e i 33 anni hanno mantenuto la posizione di tiro fino all'esaurimento, a circa il 40-50% della forza massima misurata con un ergometro. Si registravano insieme l'elettromiografia di superficie del deltoide posteriore e il segnale dell'arco; dello spettro elettromiografico si seguiva la frequenza media nel tempo, e la coerenza tra i due segnali è stata calcolata tra 0 e 50 Hz. Per la prova con il segnale sonoro, ricavato dal segnale dell'arco filtrato sotto i 5 Hz per escludere il tremore, sei arcieri hanno tirato le due serie in giorni diversi.

Il metodo, spiegato: Come si cronometrano le fasi del tiro, Dinamometri di trazione e riser strumentati, EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge

Limiti

I numeri sono piccoli: otto arcieri nella prima prova e sette nella seconda, tutti uomini, e sei nella terza, di cui l'articolo non dice sesso e livello. Il confronto tra élite e universitari si regge su cinque arcieri contro tre, e il legame tra regolarità e punteggio è un'associazione: non dice che rendere più regolare la trazione faccia salire i punti. L'unica prova in cui la regolarità è stata cambiata, quella con il segnale sonoro, non ha migliorato il punteggio. Dei punteggi l'articolo riporta solo la distribuzione di un arciere (media 7,25 per freccia), quindi non si sa quanto fossero distanti, in punti, i due livelli.

Il sensore aggiungeva 150 grammi all'arco; secondo gli arcieri non disturbava, ma l'effetto non è stato misurato. La prova di fatica chiedeva di tenere la trazione per quasi un minuto, molto più di un tiro normale, quindi il tremore misurato lì non ha per forza la stessa ampiezza in gara. Le quattro strade proposte dagli autori per ridurre l'effetto del tremore (un arco meno potente, più forza massima, uno smorzatore pensato per il tremore, un tiro in un solo movimento che accorci la tenuta) sono ipotesi e non sono state provate.

Cosa vuol dire per chi tira

È tra gli studi più citati dagli altri lavori della raccolta. Per chi tira il punto è che negli ultimi secondi prima del clicker la mano della corda non è ferma: arretra lentamente, di qualche millimetro, e negli arcieri migliori, come nei tiri migliori di ciascuno, lo fa con una velocità più costante. Lo studio non dice quanto lentamente si debba tirare, né che una trazione regolare basti per fare punti.

La prova di fatica riguarda tenute molto più lunghe di un tiro normale, ma indica un meccanismo: quando il deltoide si affatica, il tremore del braccio arriva all'arco a 8-12 oscillazioni al secondo. Il segnale sonoro ha reso la trazione più regolare senza portare punti, e gli autori lo attribuiscono all'informazione in più che l'arciere deve elaborare mentre mira. Per chi usa in allenamento strumenti che danno un segnale sulla trazione è un avvertimento utile: la misura può migliorare senza che migliori il punteggio.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Biomechanical Study of the Final Push-Pull in Archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/leroyer-1993-push-pull

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