Scheda studio

Imagery e dialogo interno negli arcieri: Isar 2022

Effects of Imagery Training and Self-Talk towards State Anxiety and Archery Performance

Mohammad Amir Hakim Mat Isar, Nelfianty Mohd Rasyid, Shaharudin Abdul Aziz2022

Citazione

Isar, M. A. H. M., Rasyid, N. M., & Aziz, S. A. (2022). Effects of Imagery Training and Self-Talk towards State Anxiety and Archery Performance. International Journal of Human Movement and Sports Sciences, 10(4A), 41-45. https://doi.org/10.13189/saj.2022.101307

Cita lo studio
APA

Isar, M. A. H. M., Rasyid, N. M., & Aziz, S. A. (2022). Effects of Imagery Training and Self-Talk towards State Anxiety and Archery Performance. International Journal of Human Movement and Sports Sciences, 10(4A), 41-45. https://doi.org/10.13189/saj.2022.101307

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Scheda tecnica

Disegno
Studio randomizzato
Popolazione
Arcieri
Livello
Giovani
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
45
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
International Journal of Human Movement and Sports Sciences

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Quarantacinque arcieri di una scuola sportiva malese, in media quindici anni, sono stati divisi in tre gruppi da quindici, ciascuno con un tipo di allenamento mentale: solo immaginazione, immaginazione più self-talk istruttivo, solo self-talk. Diciotto sedute in sei settimane, tre a settimana da un'ora. Non c'era nessun gruppo che non facesse niente.

Il punteggio su sei volée a 70 metri è salito in tutti e tre, ma con significatività diversa: da 257,5 a 287,9 con immaginazione più self-talk (p 0,011), da 256,5 a 280,0 con il solo self-talk (p 0,047), da 254,7 a 271,4 con la sola immaginazione, che è l'unico incremento non significativo (p 0,153). Tra i gruppi, gli autori scrivono esplicitamente che sul punteggio non c'è differenza, e la spiegano con il fatto che gli atleti sono tutti della stessa scuola e dello stesso livello.

L'ansia somatica dichiarata crolla in tutti e tre i gruppi: da 27,3 a 12,8, da 26,9 a 11,9 e da 27,1 a 12,3 su una scala dove il punteggio massimo possibile è 28. L'ansia cognitiva scende con immaginazione più self-talk (da 12,8 a 9,9) e con il solo self-talk (da 12,7 a 10,1), mentre nel gruppo della sola immaginazione sale, da 13,1 a 13,9. La fiducia in sé cresce in tutti, ma di molto diverso: da 7,9 a 18,4 nel gruppo combinato, da 9,8 a 12,8 con il solo self-talk, da 7,9 a 8,9 con la sola immaginazione.

Nei questionari sulle abilità mentali si vedono movimenti che il disegno non spiega: il punteggio di capacità di immaginazione sale anche nel gruppo che faceva soltanto self-talk (da 1.722 a 2.639) e il punteggio sul self-talk sale anche nel gruppo che faceva soltanto immaginazione (da 20,0 a 23,7). Il solo test statistico fra i gruppi riportato nell'articolo è un'analisi multivariata complessiva, F(12,74) uguale a 41,05: nessun confronto diretto fra un gruppo e l'altro, su nessuna misura, compare nei risultati.

Come è stato misurato

I partecipanti sono arcieri di una scuola sportiva statale della regione di Pahang, in Malesia, selezionati fra chi non aveva infortuni negli ultimi sei mesi e superava uno screening sulla capacità di immaginazione. Non sono principianti: uno rappresentava lo stato, ventisette il livello nazionale e diciassette il livello internazionale. Le età medie dei tre gruppi sono 15,6, 15,4 e 14,6 anni.

Gli strumenti sono tre questionari tradotti in malese: uno sulla capacità di immaginazione nello sport, uno sulla fiducia nell'efficacia del self-talk, con otto voci divise fra self-talk positivo e negativo, e la versione rivista del questionario sull'ansia di gara, diciassette voci che misurano ansia cognitiva (cinque), ansia somatica (sette) e fiducia in sé (cinque). I questionari sull'ansia sono stati somministrati 30 minuti prima della registrazione del punteggio. La prestazione è il totale di sei volée tirate all'aperto a 70 metri su bersaglio da 122 centimetri.

L'intervento è durato sei settimane, con diciotto sedute, tre a settimana da un'ora. L'articolo non riporta nulla del loro contenuto: non ci sono gli script di immaginazione, né le frasi del self-talk istruttivo, né chi conducesse le sedute, né come si sia controllato che i partecipanti facessero quello che era previsto. L'analisi è un'analisi multivariata mista a due vie, con soglia a 0,05. L'abstract definisce il disegno quasi sperimentale e nella stessa frase dice che i 45 partecipanti sono stati distribuiti a caso nei tre gruppi.

Il metodo, spiegato: Questionari psicologici

Limiti

Manca il confronto che servirebbe. Tutti e tre i gruppi hanno ricevuto un intervento, quindi i miglioramenti del punteggio non si possono separare da sei settimane di allenamento normale, dalla familiarità con il test dei 70 metri ripetuto una seconda volta e dall'attenzione ricevuta. In assenza di un gruppo che non facesse niente, tre curve che salgono insieme non dicono quale trattamento abbia fatto cosa.

Il confronto fra i gruppi non è mai stato eseguito. Nei risultati c'è un'unica analisi multivariata complessiva e poi, nella tabella, i confronti prima e dopo dentro ciascun gruppo. La conclusione dell'abstract, per cui il gruppo combinato ha fatto meglio degli altri due, non poggia su nessun test: poggia sul fatto che nel gruppo combinato il p di quel confronto interno è più piccolo, che non è la stessa cosa. La discussione dello stesso articolo dice che sul punteggio i tre gruppi non differiscono.

Alcuni numeri non stanno in piedi. L'ansia somatica di partenza è 27,3, 26,9 e 27,1 su un massimo possibile di 28: vorrebbe dire che quasi tutti i quarantacinque, a ogni voce sulle sensazioni fisiche, avevano scelto la risposta più intensa. Il punteggio di capacità di immaginazione nella tabella è nell'ordine delle migliaia (da 1.621 a 3.405), mentre i metodi dichiarano di avere incluso solo chi aveva un punteggio fra 150 e 400: un fattore dieci di scarto fra screening e risultati. E le abilità salgono in chi non le ha allenate: l'immaginazione migliora nel gruppo del solo self-talk, il self-talk migliora nel gruppo della sola immaginazione.

Non c'è accecamento di nessun tipo, non c'è un controllo a distanza di tempo, non si sa cosa contenessero le sedute e non c'è una verifica che i partecipanti abbiano effettivamente immaginato o parlato a se stessi. Sei volée all'aperto sono poche frecce per un punteggio, e non sono riportate le condizioni meteo delle due prove.

La rivista è segnalata nel registro come sede con criteri editoriali dubbi, e il testo lo mostra: l'introduzione passa dall'ansia al target panic citando un articolo di giornale, le frasi sono spesso incomplete e nel presentare il disegno si contraddice nella stessa riga.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira, questo studio non stabilisce che l'allenamento mentale faccia fare più punti, e non stabilisce quale forma di allenamento mentale sia preferibile. Senza un gruppo di confronto che non ricevesse niente, e senza alcun test fra i gruppi, i tre aumenti di punteggio restano tre gruppi che dopo sei settimane tirano meglio di sei settimane prima.

Quello che si può dire è dove le cose sono andate meno bene: nel gruppo che faceva soltanto immaginazione il punteggio è l'unico a non raggiungere la significatività, l'ansia cognitiva è l'unica a salire e la fiducia in sé è quella che si muove meno. È un indizio, non una dimostrazione, che l'immaginazione da sola abbia dato meno di quando era accompagnata da istruzioni dette a se stessi.

Va detto anche cosa questo studio non è. L'introduzione tira in mezzo il target panic e lo definisce, citando una ricerca qualitativa e un articolo di giornale, ma nello studio non c'è nessuna misura del target panic: non ci sono rilasci anticipati, blocchi o strappi contati, né un criterio per riconoscerli. Chi cita questo lavoro per il target panic cita un'introduzione, non un risultato.

Nel registro conta come un'evidenza debole, in una sede con criteri editoriali dubbi, su arcieri giovani ma di livello nazionale e internazionale. L'interesse maggiore è che misura il punteggio a 70 metri, cosa che molti studi sulla parte mentale non fanno, e che lo stesso articolo ammette di non trovare differenze fra i tre trattamenti su quel punteggio.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effects of Imagery Training and Self-Talk towards State Anxiety and Archery Performance. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/isar-2022-imagery-self

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