Scheda studio

La freccia del ricurvo al rallentatore: Park 2012

High-speed video analysis of arrow behaviour during the power stroke of a recurve archery bow

James L Park, Oliver Logan2012

Citazione

Park, J. L., & Logan, O. (2012; fascicolo 2013). High-speed video analysis of arrow behaviour during the power stroke of a recurve archery bow. Proceedings of the Institution of Mechanical Engineers, Part P: Journal of Sports Engineering and Technology, 227(2), 128-136. https://doi.org/10.1177/1754337112446406

Cita lo studio
APA

Park, J. L., & Logan, O. (2012; fascicolo 2013). High-speed video analysis of arrow behaviour during the power stroke of a recurve archery bow. Proceedings of the Institution of Mechanical Engineers, Part P: Journal of Sports Engineering and Technology, 227(2), 128-136. https://doi.org/10.1177/1754337112446406

BibTeX
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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Élite
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
16
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Proceedings of the Institution of Mechanical Engineers, Part P: Journal of Sports Engineering and Technology

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Una telecamera a 4.000 fotogrammi al secondo ha ripreso i primi 15 millesimi di secondo del tiro di 16 arcieri di ricurvo delle squadre nazionali. In media la corda resta sulle dita 1,9 ms. Trascinata dalla corda, che lasciando le dita si sposta di lato, la cocca arriva al punto più vicino al corpo dell'arciere a 5,4 ms, 13,1 mm fuori dal piano centrale dell'arco (da 9 a 20 mm a seconda dell'arciere). La freccia, piegata da questo movimento, torna dritta a 8,6 ms, si piega dall'altra parte con il massimo a 12,4 ms e lascia la corda a 14,6 ms. Il contatto con il bottone era sempre finito entro 8 ms. In tutti e 16 l'arco non si è spostato di lato più di 1 mm e ha ruotato meno di 0,1 gradi finché la freccia era sulla corda: i movimenti dell'arco, compresa la flessione di mirino e stabilizzatori, vengono dopo.

La tecnica cambiava parecchio da un arciere all'altro. In 11 la corda lasciava per ultimo il dito medio, in 4 l'indice e il medio insieme, in uno l'indice; in tre le dita non erano perpendicolari alla corda. Sette arcieri su 16 davano l'impressione di torcere l'arco attorno all'impugnatura e quattro toccavano il viso con la corda, in modo lieve (tre sul mento, uno su mento e labbra). Solo in 4 la cocca lasciava la corda sul piano centrale dell'arco o molto vicino: il punto di distacco cambiava parecchio da un arciere all'altro (deviazione standard 4,9 mm), e quando era lontano dal piano centrale la corda, dopo il distacco, oscillava molto di lato. Gli uomini, con libbraggi più alti, avevano tempi di poco più brevi delle donne: 14,0 ms contro 15,2 per il distacco dalla corda.

Lo scopo dichiarato era fornire dati per controllare i modelli matematici della flessione della freccia. Gli autori concludono che confrontare un modello con un solo arciere, anche fortissimo, rischia di attribuire al modello scarti che vengono dalla tecnica, e che per queste prove una macchina lanciafrecce va bene, purché riproduca in modo adeguato il rilascio, proprio perché l'arco non si muove prima che la freccia sia partita. Notano anche che abitudini di solito considerate difetti, come torcere l'arco o toccare il viso con la corda, convivono con punteggi molto alti se l'arciere le ripete uguali a ogni freccia.

Come è stato misurato

Le riprese sono state fatte all'evento test dei Giochi di Londra 2012, al Lord's Cricket Ground nell'ottobre 2011, su arcieri volontari che tiravano a 70 metri. La telecamera (una NAC Memrecam GX-1 a 4.000 fotogrammi al secondo, cioè un'immagine ogni 0,25 ms, con 800 per 800 pixel) stava sopra e davanti alla traiettoria e inquadrava la freccia dall'alto fino a circa 2 metri dall'arco. I video sono stati analizzati fotogramma per fotogramma, contando lo spostamento in pixel e usando come scala il diametro noto dell'asta; gli errori stimati sono di circa 1 mm di lato e di uno o due fotogrammi sui tempi.

Gli arcieri erano 8 uomini e 8 donne, tutti destrimani, con archi di modelli diversi. Libbraggio e allungo sono quelli dichiarati da loro: per gli uomini da 204 a 227 newton (media 214), per le donne da 146 a 203 (media 171), dove 212 newton corrispondono a 48 libbre; le frecce erano lunghe da 699 a 775 mm negli uomini e da 660 a 711 mm nelle donne. Quindici usavano frecce Easton X10 e uno Easton ACE, con lo spine indicato dalle tabelle del produttore. Le regolazioni del bottone e il peso delle punte non erano disponibili. L'ordine di distacco delle dita, la torsione dell'arco e il contatto con il viso sono valutati a occhio sui video, non misurati con strumenti. Le stesse riprese servono anche a un secondo articolo di Park, uscito nello stesso anno, che le usa per controllare un modello della flessione laterale della freccia.

Il metodo, spiegato: Il video ad alta velocità negli studi sul tiro, Motion capture e analisi video della cinematica

Limiti

Il numero di frecce riprese per ciascun arciere non è indicato e i dati vengono da un solo evento, con le condizioni di quel giorno. La torsione dell'arco è dedotta dalla forma della freccia, dalla distanza con cui la cocca passa il bottone e dalla posizione della mano, non misurata sull'arco; anche l'ordine delle dita e il contatto con il viso sono giudizi visivi. Libbraggi e allunghi sono dichiarati dagli arcieri, e mancano le regolazioni del bottone, che contano proprio sul comportamento della freccia.

Non c'è nessun collegamento tra quello che si vede nei video e il punto d'impatto o il punteggio dei singoli tiri. L'idea che una tecnica imperfetta ma ripetuta dia comunque ottimi punteggi resta quindi un'osservazione degli autori, non un risultato dello studio. Alcuni tempi medi differiscono di un decimo di millisecondo tra il testo e la tabella (8,7 e 8,6 ms per la freccia dritta, 14,7 e 14,6 ms per il distacco): questa scheda usa quelli della tabella.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio misura quanto è breve il tiro dal punto di vista della freccia: in media la corda resta sulle dita 1,9 millesimi di secondo (al massimo 2,25) e la freccia resta sulla corda 14,6 millesimi. In quel tempo, anche nei migliori arcieri del mondo, l'arco non si sposta di lato e non ruota in modo misurabile, quindi la caduta dell'arco e il movimento degli accessori dopo il tiro non cambiano la partenza della freccia. Contano invece, secondo gli autori, la mano dell'arco e il modo in cui la corda lascia le dita: torcere l'arco, o staccare le dita in modo diverso da una freccia all'altra, cambia la spinta laterale della corda sulla freccia.

Per l'accordatura il dato più concreto riguarda il punto in cui la cocca lascia la corda: solo quattro arcieri su sedici lo avevano sul piano centrale dell'arco, e negli altri la corda vibrava di lato dopo il tiro. Gli autori pensano che, con la regolazione giusta, l'arciere senta un arco più silenzioso e diverso in mano; è un'indicazione, non una misura. Che sette arcieri di livello mondiale sembrassero torcere l'arco non rende la torsione consigliabile: mostra che a quel livello convivono tecniche diverse, e che il gesto di un singolo campione, guardato da vicino, porta con sé anche le sue particolarità.

Per chi si riprende in video, queste cose si vedono solo con telecamere molto veloci: gli autori indicano come sufficienti 4.000 fotogrammi al secondo. A 240 fotogrammi al secondo tra un'immagine e la successiva passano più di 4 millesimi, quindi l'intero distacco della corda dalle dita sta dentro l'intervallo tra due fotogrammi.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: High-speed video analysis of arrow behaviour during the power stroke of a recurve archery bow. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/park-2012-high-speed

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