Scheda studio

Infortuni negli arcieri: studio Prine 2016

Prevalence And Characteristics Of Archery-related Injuries In Archers

Bryan Prine, Amanda Prine, Trevor Leavitt, Joseph Wasser, Heather K. Vincent2016

Citazione

Prine, B., Prine, A., Leavitt, T., Wasser, J., & Vincent, H. K. (2016). Prevalence And Characteristics Of Archery-related Injuries In Archers. Medicine & Science in Sports & Exercise, 48, 874. https://doi.org/10.1249/01.mss.0000487618.71221.4d

Cita lo studio
APA

Prine, B., Prine, A., Leavitt, T., Wasser, J., & Vincent, H. K. (2016). Prevalence And Characteristics Of Archery-related Injuries In Archers. Medicine & Science in Sports & Exercise, 48, 874. https://doi.org/10.1249/01.mss.0000487618.71221.4d

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Livelli diversi
Disciplina
Più discipline
Numero di soggetti
239
Tipo
Atti di convegno
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
No
Sede
Medicine & Science in Sports & Exercise

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Un questionario a 239 arcieri della Florida centro-settentrionale (età media 31,67 anni, deviazione standard 13,28; 65,2% uomini) ha trovato che il 43,5% riferiva almeno un infortunio legato al tiro. La quota era 57,6% fra le donne e 35,3% fra gli uomini, 53,9% fra chi usa il ricurvo e 35,3% fra chi usa il compound. Il valore più alto, 70,7%, riguarda le donne con il ricurvo, contro un intervallo dal 30,4% al 45,5% nelle donne e negli uomini con il compound.

Fra chi aveva avuto un infortunio, la sede più citata è la spalla (70,3%), poi la schiena (31,7%), il gomito (18,8%), il polso (15,8%), le dita (12,9%) e l'avambraccio (11,9%). Sette casi erano infortuni acuti, cioè contusioni, tagli, bruciature dell'avambraccio e un pollice rotto; tutti gli altri erano da sovraccarico, con diagnosi riferite di conflitto subacromiale, borsite, lesione del labbro e dolore della cuffia dei rotatori.

Il legame fra avere un infortunio e il carico di allenamento è debole: la correlazione con i giorni di allenamento a settimana e i mesi all'anno sta fra 0,148 e 0,167, quella con il tipo di arco è 0,186. In pratica il tipo di arco e il volume dichiarato spiegano una parte minima di chi si è infortunato e chi no.

Come è stato misurato

È uno studio trasversale con un questionario somministrato in due modi: di persona durante le gare e per via elettronica alle squadre dei club locali della zona. Le domande riguardavano il tipo di arco, il libbraggio, gli anni di pratica, l'allenamento attuale con il suo volume, e la storia degli infortuni legati al tiro. I risultati sono proporzioni calcolate sul campione e correlazioni fra la presenza di infortunio e le variabili di allenamento.

Va detto che cosa è questo documento: un abstract di congresso, quello del convegno annuale dell'American College of Sports Medicine, lungo meno di quattrocento parole, presentato come poster. Non esiste, in questa fonte, un articolo completo. Il questionario non è riprodotto, la definizione di infortunio non è data, non è detto in quale periodo gli infortuni sono avvenuti né quanti archi di quale tipo c'erano nel campione, e non si conosce il tasso di risposta. Tutto quello che si può verificare è quello che sta nelle righe dei risultati.

Il metodo, spiegato: Come si contano gli infortuni: questionari e registri

Limiti

Gli infortuni sono ricordati e riferiti dall'arciere, senza visita né cartella clinica, e le diagnosi citate (conflitto, borsite, lesione del labbro) arrivano dalla memoria di chi risponde. Senza una definizione di infortunio, ogni confronto con altri numeri è approssimativo, e la domanda copre la storia di una vita, non una stagione: non c'è un denominatore di esposizione, quindi questi non sono tassi per ore di tiro ma percentuali di persone che a un certo punto si sono fatte male.

Il reclutamento ai campi di gara e per email ai club seleziona chi era presente e chi ha voglia di rispondere, e chi ha avuto problemi alla spalla ha un motivo in più per compilare un questionario sugli infortuni. Il campione è di una zona sola e si ferma al 2016.

La differenza fra ricurvo e compound, e fra donne e uomini, non è corretta per niente: non per libbraggio, non per anni di pratica, non per volume di allenamento, anche se tutte queste informazioni erano state raccolte. Il 70,7% delle donne con il ricurvo è una percentuale su un sottogruppo di cui non viene detta l'ampiezza.

Gli autori concludono che la frequenza di infortuni cronici nel tiro con l'arco è paragonabile a quella di altri sport intensi o di contatto, ma nell'abstract non c'è nessun confronto con dati di altri sport: è una lettura degli autori, non un risultato di questo lavoro.

Cosa vuol dire per chi tira

Il contributo di questa fonte è un ordine di grandezza e una classifica delle sedi: in un campione di arcieri di club e di gara, quattro su dieci avevano una storia di problemi legati al tiro, e quando il problema c'era, sette volte su dieci riguardava la spalla. Il resto, schiena e gomito, viene molto dopo.

Sul perché, lo studio tace. Il legame debole con i giorni di allenamento dice che il volume dichiarato non basta a prevedere chi si fa male, e che quello che conta sta altrove, forse nel libbraggio, nella tecnica o nella storia individuale, cose che qui non sono state analizzate. Il dato sulle donne con il ricurvo è il più citato e il più fragile, perché nessuna delle variabili che potrebbero spiegarlo è stata tenuta in conto.

Per chi ha la spalla che dà fastidio, questo lavoro serve a dire che il problema è comune, non a dire che cosa fare: la valutazione è di un medico o di un fisioterapista.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Prevalence And Characteristics Of Archery-related Injuries In Archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/prine-2016-prevalence-injuries

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