Scheda studio
Fisiologia e alimentazione degli arcieri: Oliveira 2021
Caracterização das demandas fisiológicas e intervenção nutricional no Tiro com Arco
Citazione
de Oliveira, L. A. (2021). Caracterização das demandas fisiológicas e intervenção nutricional no Tiro com Arco. Tesi di laurea magistrale, Escola de Artes, Ciências e Humanidades, Universidade de São Paulo. https://doi.org/10.11606/D.100.2021.tde-15082021-184529
DOI: 10.11606/D.100.2021.tde-15082021-184529Leggi la versione ad accesso aperto
Cita lo studio
de Oliveira, L. A. (2021). Caracterização das demandas fisiológicas e intervenção nutricional no Tiro com Arco. Tesi di laurea magistrale, Escola de Artes, Ciências e Humanidades, Universidade de São Paulo. https://doi.org/10.11606/D.100.2021.tde-15082021-184529
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Scheda tecnica
- Disegno
- Prima e dopo, senza gruppo di controllo
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Élite
- Disciplina
- Arco olimpico
- Numero di soggetti
- 8
- Tipo
- Tesi
- Lingua
- Portoghese
- Revisione tra pari
- No
- Sede
- Tesi di laurea magistrale, Escola de Artes, Ciências e Humanidades, Universidade de São Paulo
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
La tesi di master raccoglie due studi sugli stessi 8 arcieri della nazionale brasiliana di ricurvo, 4 uomini e 4 donne. Nel primo l'autore ha confrontato una gara simulata di 144 frecce, 36 per ciascuna distanza (90, 70, 50 e 30 metri), con una giornata di riposo, misurando gli stessi valori agli stessi orari. Nel giorno di gara il lattato nel sangue saliva dopo ogni distanza, con medie tra 2,8 e 3,3 mmol/L contro circa 1,5 a riposo; la glicemia scendeva in modo significativo solo dopo i 70 metri, intorno a 3,5 mmol/L contro 4,6; la fatica percepita sulla scala CR10 arrivava tra 2 e 4 punti, contro valori vicini a zero nel giorno di riposo. Questi valori si leggono soltanto sui grafici. Il cortisolo nella saliva era più alto la mattina, con l'unica differenza dal riposo segnata dopo i 70 metri, e calava nel pomeriggio; le IgA salivari e la forza di presa non cambiavano in modo significativo. L'autore conclude che la gara simulata sposta questi parametri, ma di poco.
Nel secondo studio gli arcieri hanno seguito sei incontri settimanali di educazione alimentare, cinque lezioni di un'ora e una consulenza individuale con un nutrizionista, con due mezze gare a 70 e 90 metri, una prima e una dopo. Dopo il ciclo gli uomini mangiavano di più a colazione (proteine p = 0,037, carboidrati p = 0,030, grassi p = 0,031) e più carboidrati nello spuntino (p = 0,047); le donne avevano aumentato solo le proteine della colazione (p = 0,009), che dai grafici passano da circa 4 a circa 17 grammi. Nella seconda mezza gara la glicemia era più alta in tutti e tre i momenti misurati, già a riposo prima di tirare (circa 5,1 mmol/L contro 3,6), mentre il cortisolo non cambiava.
Come è stato misurato
Gli arcieri erano membri della nazionale che si allenava a Campinas; la tesi non riporta età, libbraggio, punteggi né il risultato della gara simulata. Nel primo studio la glicemia è stata misurata con un glucometro portatile, il lattato su 25 μl di sangue dal lobo dell'orecchio con un analizzatore YSI 1500 Sport, cortisolo e IgA su campioni di saliva raccolti dopo il digiuno notturno e analizzati con kit Salimetrics. La forza di presa era il miglior valore di tre prove di 5 secondi con il braccio dominante, la fatica percepita veniva dalla scala CR10 dopo ogni serie e 30 minuti dopo la fine. I prelievi erano fatti prima della gara e dopo le serie di ogni distanza, con la saliva a quattro orari: le 8 prima dei 90 metri, le 12 dopo i 70, le 14 prima dei 50 e le 17 dopo i 30.
Nel secondo studio le abitudini alimentari sono state rilevate con un questionario di frequenza e con un diario di tre giorni limitato a colazione e spuntino, compilato prima e dopo il ciclo di incontri. Le lezioni trattavano i nutrienti, gli orari dei pasti rispetto all'allenamento, ricette e strategie per seguire il piano, l'idratazione e gli integratori. Agli atleti non era stato detto in anticipo che nelle due mezze gare ci sarebbero stati prelievi, per non spingerli a mangiare in modo diverso proprio quei giorni. La sezione sull'analisi statistica è vuota in entrambi gli studi e i risultati compaiono solo nei grafici, con lettere di significatività che il testo non spiega.
Il metodo, spiegato: Diari alimentari e richiami delle 24 ore, Marcatori salivari e urinari, Misurare quanto costa una giornata di gara
Limiti
Otto arcieri sono pochi, e per la forza di presa diventano quattro per sesso. Nessuno dei due studi ha un gruppo di controllo. Nel primo la gara è confrontata con una giornata di riposo, non con un allenamento dello stesso volume senza la pressione della gara, quindi non si può separare l'effetto di tirare 144 frecce da quello di sentirsi valutati, come riconosce l'autore. Nel secondo il confronto è prima e dopo, con tutto quello che può cambiare in sei settimane, e la glicemia era già più alta prima di tirare: la differenza riguarda quindi lo stato di partenza della giornata, non il modo in cui la glicemia regge durante la mezza gara. Il riassunto della tesi parla di un confronto con una sessione di allenamento che nel metodo non compare.
I numeri si ricavano solo dai grafici, senza tabelle, e il metodo statistico non è descritto. Testo e figure non sempre coincidono: il cortisolo è dato in aumento dopo tutte le distanze, mentre il grafico segna la differenza con il riposo solo dopo i 70 metri. La conoscenza alimentare, che secondo l'autore sarebbe migliorata, non è stata misurata, come lui stesso ammette. Infine la tesi non riporta nessun punteggio, quindi non si sa se nel tiro sia cambiato qualcosa, e il lavoro non è passato da una revisione tra pari.
Cosa vuol dire per chi tira
Per chi tira, il primo studio dà un ordine di grandezza del costo fisico di una giornata da 144 frecce su quattro distanze: il lattato resta sotto i 3,5 mmol/L, la fatica percepita a metà scala o sotto, la forza di presa non cala in modo significativo. Sono valori da sforzo leggero, e l'autore stesso definisce l'effetto di piccola entità. Il calo della glicemia dopo la sessione del mattino, intorno a 3,5 mmol/L dopo i 70 metri, è il dato che lega i due studi: nessun valore è sceso sotto la soglia dell'ipoglicemia, ma si trattava di otto atleti e, nel secondo studio, di mezze gare.
Il secondo studio mostra che sei incontri di educazione alimentare hanno cambiato quello che questi atleti mangiavano a colazione e nello spuntino, più negli uomini che nelle donne, e che dopo il ciclo la glicemia del giorno di gara partiva più alta. Prima degli incontri, in una nazionale senza nutrizionista, le colazioni erano leggere: le donne, dai grafici, assumevano circa 4 grammi di proteine. Lo studio non dice che mangiare meglio faccia tirare meglio, perché il tiro non è stato misurato: documenta soltanto che in un gruppo di alto livello l'alimentazione del mattino era lontana da quella che gli stessi atleti hanno adottato una volta informati.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- ContestatoTirare una gara intera pesa poco sul fisico dell'arciere allenato (a favore, contro)
- RiportatoQualche incontro di educazione alimentare cambia come mangia l'arciere e alza la glicemia in gara (a favore, contesto)
- ContestatoOltre le 100 frecce per sessione i muscoli della spalla vanno in fatica (contesto)
- ContestatoDurante una gara la glicemia dell'arciere resta stabile (contro, contesto)
- RiportatoUna giornata di gara non abbassa le IgA salivari dell'arciere (a favore)
- RiportatoAllenarsi al tiro con l'arco è un'attività fisica di intensità leggera (a favore)
- RiportatoPrima della gara i marcatori di stress nella saliva degli arcieri salgono, e restano più alti in chi fa peggio (a favore)
Articoli che lo usano
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Filone di ricerca
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Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Caracterização das demandas fisiológicas e intervenção nutricional no Tiro com Arco. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/oliveira-2021-physiological-demands
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