Scheda studio

Costanza del tiro negli arcieri: studio Zhang 2024

Comparative Analysis of Shooting Consistency Among Archers of Different Skill Levels

Bai-Fa Zhang, Zhi-Cheng Lin2024

Citazione

Zhang, B.-F., & Lin, Z.-C. (2024). Comparative Analysis of Shooting Consistency Among Archers of Different Skill Levels. Quality in Sport, 36, 56935. https://doi.org/10.12775/qs.2024.36.56935

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Zhang, B.-F., & Lin, Z.-C. (2024). Comparative Analysis of Shooting Consistency Among Archers of Different Skill Levels. Quality in Sport, 36, 56935. https://doi.org/10.12775/qs.2024.36.56935

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Tipo
Articolo in rivista
Revisione tra pari
Non dichiarata
Sede
Quality in Sport

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Ventotto arcieri cinesi di tre livelli hanno tirato dodici frecce ciascuno a 30 metri con telecamere e elettrodi sul braccio che traziona. Quello che è stato confrontato non è il movimento, ma quanto il movimento cambiava da una freccia all'altra, misurato come coefficiente di variazione.

Nella fase di trazione, élite e intermedi hanno variato meno dei principianti nell'attivazione di cinque muscoli su otto: il flessore superficiale delle dita, con coefficienti del 9,8 e 10,7% contro il 20,5; il bicipite, 10,0 e 13,0 contro 21,9; il deltoide posteriore, 9,0 e 11,7 contro 21,5; il deltoide medio, 9,4 e 13,1 contro 23,5; il trapezio medio, 8,6 e 11,5 contro 22,5. L'estensore delle dita, il capo lungo del tricipite e il grande dorsale non hanno separato i gruppi.

Nella fase di mira non ha separato i gruppi nessun muscolo, e tutti i coefficienti stavano fra il 41 e il 63%, quattro o cinque volte quelli della trazione. È il dato più notevole dell'articolo e nessuno lo commenta: in massima trazione l'attività muscolare varia enormemente da una freccia all'altra, a qualunque livello.

Sugli angoli, l'unica misura che è uscita è l'abduzione della spalla: coefficienti di variazione dell'1,1, 0,8 e 1,2% al picco e dell'1,0, 0,8 e 1,5% al minimo, con i due gruppi allenati segnati come più bassi dei principianti. L'estensione del gomito non ha dato differenze, e la variazione del minimo di estensione della spalla era così dispersa (18,5 più o meno 61,5 negli élite, 15,7 più o meno 50,6 negli intermedi, 28,5 più o meno 77,8 nei principianti) che la misura non dice niente.

Come è stato misurato

Gli otto arcieri élite sono tutti i componenti della nazionale cinese che si allenava fra il 2018 e il 2020 per i Giochi di Tokyo; i dodici intermedi e gli otto principianti vengono da squadre provinciali. L'età media era 19,6 anni più o meno 3,8 negli élite, 17,4 più o meno 1,3 negli intermedi e 16,0 più o meno 1,3 nei principianti; il libbraggio 46,3 più o meno 4,8, 42,1 più o meno 5,2 e 42,3 più o meno 4,2 libbre; gli anni di pratica 4,9 più o meno 2,0, 3,5 più o meno 1,9 e 2,2 più o meno 0,8. Nessuno aveva avuto infortuni agli arti superiori nei sei mesi precedenti.

Otto telecamere a infrarossi Qualisys a 200 hertz hanno seguito diciotto marcatori riflettenti disposti secondo il modello di arto superiore di Rab (sommità del capo, settima vertebra cervicale, sterno, sacro, orecchie, acromi, processi coracoidei, stiloidi radiali e ulnari, terze articolazioni metacarpofalangee e spine iliache anterosuperiori) più tre marcatori sull'arco. Una telecamera laterale a 100 hertz serviva a stabilire il momento in cui la freccia lascia la corda. L'elettromiografia di superficie (Delsys) a 2000 hertz registrava otto muscoli del lato che traziona.

Le riprese sono state fatte in una normale sala di allenamento, con il bersaglio a 30 metri e cinque minuti di riscaldamento. Ogni arciere ha fornito dodici prove valide, 336 in tutto: valida voleva dire che il tecnico giudicava accettabile il gesto e che tutti i parametri erano stati acquisiti.

La trazione va dal punto più alto dell'arco al momento dell'ancoraggio, definito come il primo fotogramma in cui il punto laterale del gomito destro si sposta meno di 0,5 millimetri in avanti e indietro per cinque fotogrammi consecutivi; la mira va da lì al distacco della freccia. Gli angoli sono stati calcolati in tre dimensioni con angoli di Eulero in Visual3D, e il coefficiente di variazione è stato calcolato sui massimi e sui minimi degli angoli di spalla e gomito. Il segnale muscolare è stato filtrato fra 5 e 450 hertz con un Butterworth di quarto ordine, rettificato in inviluppo, normalizzato sul massimo di ciascun muscolo nelle dodici frecce, integrato per fase, e di quell'integrale è stato preso il coefficiente di variazione sulle dodici frecce. Confronti con analisi della varianza a una via e test LSD.

Il metodo, spiegato: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge, Motion capture e analisi video della cinematica

Limiti

Chi l'articolo chiama principiante ha 2,2 anni di pratica e tira con un arco da 42 libbre in una squadra provinciale. Non è un principiante in nessun senso ordinario, e gli élite hanno in media 4,9 anni di pratica: il confronto corre fra atleti vicini, non fra estremi.

Sui numeri ci sono due problemi. Il primo è un'incoerenza: il metodo dice che i coefficienti di variazione sono stati calcolati per il braccio che traziona, la tabella 2 è intitolata al braccio che traziona, e poi risultati e discussione parlano entrambi dell'abduzione della spalla del braccio dell'arco. Le due cose non possono stare insieme, e dall'articolo non si capisce quale delle due sia quella giusta. Il secondo riguarda la significatività: i valori di abduzione al picco segnati come significativi sono 1,1% negli élite contro 1,2% nei principianti, con deviazioni standard di 0,7 e 0,5 in gruppi di otto persone. Un decimo di punto percentuale non separa quelle distribuzioni, e nell'articolo non compaiono né valori di F né p esatti per nessuno dei confronti. Si possono però ricalcolare dalle medie e dalle deviazioni pubblicate, con la stessa procedura dichiarata, e il risultato è questo: sull'abduzione al picco l'analisi della varianza dà F = 1,59 con 2 e 25 gradi di libertà, cioè p = 0,23, quindi non ci sarebbe stato niente da confrontare a posteriori, ed élite contro principianti esce a p = 0,71; sull'abduzione al minimo l'analisi complessiva sta appena dentro la soglia (F = 3,41, p = 0,049) e dei due confronti segnati regge solo quello fra intermedi e principianti, a p = 0,016, mentre élite contro principianti esce a p = 0,10. Dei quattro confronti marcati nella tabella degli angoli, quindi, uno solo si sostiene. La tabella dell'attivazione muscolare, al contrario, tiene: per tutti e cinque i muscoli segnati i due confronti escono sotto 0,05, con la sola avvertenza che per il flessore delle dita l'analisi complessiva si ferma a p = 0,055, quindi quei due confronti seguono un test d'insieme non significativo.

Non è stato misurato nessun punteggio: la prestazione è l'appartenenza al gruppo. E sono stati fatti ventidue confronti fra tre gruppi senza alcuna correzione per il numero di test.

L'abstract dice che le differenze erano più marcate nei gruppi muscolari flessori, mentre la tabella mostra i deltoidi e il trapezio medio separare i gruppi tanto quanto il flessore delle dita e il bicipite.

Un'ultima nota tecnica: l'articolo descrive tutti e ventotto gli arcieri come mancini, e poi spiega che tenevano l'arco con la sinistra e trazionavano con la destra, cioè quello che in italiano si chiama un arciere destro. È una svista di traduzione, ma può confondere chi legge solo l'abstract.

Il campione (otto, dodici e otto, nazionale e squadre provinciali cinesi, dodici frecce a 30 metri, lo stesso sistema di elettromiografia) corrisponde a quello di un altro articolo dello stesso autore sulle sinergie muscolari, dove però i principianti sono descritti come provenienti da club cittadini e non da squadre provinciali. Il registro collega questa scheda a un terzo articolo sugli stessi dati. La rivista, infine: il testo è stato ricevuto il 20 novembre 2024, rivisto il 19 dicembre, accettato lo stesso 19 dicembre e pubblicato il giorno dopo.

Cosa vuol dire per chi tira

Quello che questo studio descrive è la costanza, non la qualità. Non dice come si muove un arciere forte, dice quanto si ripete uguale da una freccia all'altra, e la differenza fra i due concetti è tutta la portata del lavoro.

La lettura onesta è stretta: fra questi ventotto, gli arcieri di livello più alto ripetevano più da vicino l'attivazione muscolare della trazione, in cinque muscoli su otto, e i muscoli in questione coprono tutta la catena, dalle dita al gomito alla spalla alla scapola. Non è un muscolo in particolare: è la trazione intera, ripetuta più uguale.

La metà del messaggio che nessuno commenta sta nella fase di mira. Lì non si separa nessuno, e i coefficienti di tutti stanno fra il 41 e il 63%, quattro o cinque volte quelli della trazione. Misurata così, su dodici frecce, la massima trazione è la parte variabile del tiro per chiunque, nazionale compresa. Vale la pena saperlo prima di cercare costanza nel tenuto.

Siccome non è stato misurato nessun punteggio, la scheda non può dire che ripetersi più uguale porti punti: può dire che in questo campione gli arcieri con più anni alle spalle si ripetevano più uguali. L'ordine causale, qui, non è stato toccato, e un arciere potrebbe ripetersi di più perché tira meglio invece di tirare meglio perché si ripete.

L'altra cosa utile è il metodo, non il risultato: il coefficiente di variazione dell'attività muscolare su una dozzina di frecce è una misura semplice, che si ottiene con un solo sensore e che qui separa i livelli meglio degli angoli articolari. Dodici frecce, del resto, sono due volée.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Comparative Analysis of Shooting Consistency Among Archers of Different Skill Levels. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/zhang-2024-shooting-consistency

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