Scheda studio

Biofeedback HRV e tiro, la teoria: articolo Lehrer 2014

Heart rate variability biofeedback: how and why does it work?

Paul M. Lehrer, Richard Gevirtz2014

Citazione

Lehrer, P. M., & Gevirtz, R. (2014). Heart rate variability biofeedback: how and why does it work? Frontiers in Psychology, 5. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2014.00756

Cita lo studio
APA

Lehrer, P. M., & Gevirtz, R. (2014). Heart rate variability biofeedback: how and why does it work? Frontiers in Psychology, 5. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2014.00756

BibTeX
@article{lehrer2014hrvbiofeedback,
  author = {Lehrer, Paul M. and Gevirtz, Richard},
  title = {Heart rate variability biofeedback: how and why does it work?},
  year = {2014},
  journal = {Frontiers in Psychology},
  volume = {5},
  doi = {10.3389/fpsyg.2014.00756}
}

Scheda tecnica

Disegno
Revisione narrativa
Popolazione
Misto
Livello
Non pertinente
Disciplina
Non pertinente
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Frontiers in Psychology

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Non è uno studio sperimentale ma un articolo di ipotesi e teoria: due tra i principali studiosi del biofeedback della variabilità della frequenza cardiaca riassumono i meccanismi con cui, secondo loro, la tecnica funziona. Il biofeedback consiste nel respirare lentamente guardando su uno schermo il battito istante per istante, cercando di rendere più ampie e regolari le oscillazioni legate al respiro: il cuore accelera quando si inspira e rallenta quando si espira.

La tesi centrale è che intorno ai sei respiri al minuto (0,1 Hz; in media 0,09 Hz, cioè 5,5 respiri al minuto con respiri da circa 11 secondi) il sistema cardiovascolare entra in risonanza. A quella frequenza battito e respiro vanno in fase, battito e pressione in opposizione, e il riflesso barocettivo, che corregge il battito quando cambia la pressione, amplifica le oscillazioni. Gli autori riportano che durante la pratica il guadagno del riflesso aumenta molto, e che dopo circa tre mesi di esercizio due volte al giorno aumenta anche a riposo. Come secondo meccanismo propongono le vie nervose che dal corpo salgono al cervello attraverso il vago, citando due studi del loro gruppo in cui il potenziale evocato dal battito cardiaco cambiava con la respirazione lenta e dopo l'allenamento con il biofeedback.

Come è stato misurato

L'articolo non ha un campione proprio né una ricerca sistematica della letteratura. Mette in fila i lavori del gruppo di Lehrer e di Vaschillo sulla relazione tra respiro, battito e pressione, esperimenti sugli animali sullo scambio di gas nei polmoni con diversi sfasamenti tra battito e respiro, e due studi recenti del gruppo di Gevirtz sul potenziale evocato dal battito, registrato con elettrodi sul cuoio capelluto. Nel primo il potenziale era più marcato durante la respirazione lenta che a riposo o durante emozioni indotte; nel secondo 12 persone allenate con il biofeedback in quattro sedute hanno mostrato più variabilità del battito e un cambiamento del potenziale, che non si è visto in 13 persone allenate al rilassamento con il biofeedback muscolare (EMG).

Le applicazioni citate vengono da una rassegna precedente di Gevirtz e sono quasi tutte cliniche. Lo sport compare in poche righe, con tre riferimenti a lavori sulla prestazione atletica; il tiro con l'arco non è mai nominato.

Il metodo, spiegato: Come si misurano frequenza cardiaca e HRV negli arcieri, Il respiro dell'arciere

Limiti

Gli autori stessi chiamano speculativi diversi passaggi: la funzione dello sfasamento tra battito e respiro, il ruolo del vago nelle emozioni, gli altri meccanismi elencati alla fine (un effetto simile alla meditazione, la distrazione dalle preoccupazioni, effetti sull'infiammazione). Le prove vengono in buona parte dai laboratori degli autori e la scelta degli studi non segue criteri dichiarati, quindi l'articolo dice come i suoi autori leggono il campo, non quanto il campo abbia dimostrato. Per molte applicazioni, scrivono, gli studi controllati sono ancora pochi.

Per l'arco manca tutto il passaggio intermedio: nessun dato su arcieri, nessuna misura di precisione o di punteggio, niente su cosa succeda quando la respirazione lenta si incontra con il ritmo di una volée e con il modo in cui l'arciere gestisce il respiro durante la mira.

Cosa vuol dire per chi tira

Questo articolo serve a capire perché la respirazione lenta compare così spesso nella preparazione mentale, anche nel tiro con l'arco: spiega il meccanismo della risonanza intorno ai sei respiri al minuto e perché quel ritmo produce le oscillazioni del battito più ampie. Non mostra però che il biofeedback faccia tirare meglio. Il passaggio dalla fisiologia alla prestazione, e in particolare alla mira, va cercato negli studi fatti sugli arcieri, che nel registro sono collegati allo stesso filone.

Chi si esercita con la respirazione lenta usando un'app o una fascia cardio trova qui la logica del metodo, non una prova di effetto in gara. Le applicazioni cliniche di cui parla l'articolo restano fuori dal tema di questo registro.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

Articoli che lo usano

Filone di ricerca

È citato nel registro da

Stesso filone

Cita questa scheda
APA

Campagna, M. (2026). Scheda studio: Heart rate variability biofeedback: how and why does it work?. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/lehrer-2014-hrv-biofeedback

BibTeX
@misc{campagna2026_evidencelehrer2014hrvbiofeedback,
  author = {Campagna, Matteo},
  title = {Scheda studio: Heart rate variability biofeedback: how and why does it work?},
  year = {2026},
  howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
  url = {https://matteocampagna.com/evidence/lehrer-2014-hrv-biofeedback},
  note = {consultato il 2026-10-16}
}