Scheda studio
Tempo di tiro e postura nel ricurvo: Lau 2023
Comparison of Shooting Time Characteristics and Shooting Posture Between High- and Low- Performance Archers
Citazione
Lau, J. S., Ghafar, R., Zulkifli, E. Z., Hashim, H. A., & Mat Sakim, H. A. (2023). Comparison of Shooting Time Characteristics and Shooting Posture Between High- and Low- Performance Archers. Annals of Applied Sport Science, 11(2), e1115. https://doi.org/10.52547/aassjournal.1115
DOI: 10.52547/aassjournal.1115Leggi la versione ad accesso aperto
Cita lo studio
Lau, J. S., Ghafar, R., Zulkifli, E. Z., Hashim, H. A., & Mat Sakim, H. A. (2023). Comparison of Shooting Time Characteristics and Shooting Posture Between High- and Low- Performance Archers. Annals of Applied Sport Science, 11(2), e1115. https://doi.org/10.52547/aassjournal.1115
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio trasversale
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Giovani
- Disciplina
- Arco olimpico
- Numero di soggetti
- 16
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- Annals of Applied Sport Science
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Sedici giovani arcieri di ricurvo, 11 ragazzi e 5 ragazze con un'età media di 16 anni, della squadra dello stato di Terengganu e della scuola sportiva di Pahang, in Malesia, hanno tirato 36 frecce a 70 metri davanti a una videocamera laterale. Gli autori li hanno divisi in due gruppi in base al totale: gli otto con almeno 285 punti su 360 e gli otto sotto quella soglia. Di ogni tiro hanno poi cronometrato quattro fasi e misurato quanto il gomito del braccio che traziona si scostava dalla draw force line.
Il punteggio mediano per freccia era 8 nel gruppo migliore e 7 nell'altro. Il gruppo migliore restava più a lungo in mira (fase 3, dalla massima trazione al rilascio: mediana 3,38 secondi contro 2,72), aveva una fase dopo il rilascio più breve (fase 4, fino alla fine del follow-through: 2,40 contro 2,72) e impiegava più tempo per l'intero tiro (10,46 contro 9,74 secondi). Le prime due fasi, il sollevamento dell'arco e la trazione, non differivano. Nemmeno l'angolo del gomito differiva: 4 gradi in ancoraggio in tutti e due i gruppi, 59 e 59,5 gradi dopo il rilascio.
Mettendo insieme tutte le 576 frecce, il punteggio era legato in modo statisticamente significativo solo a due misure: la durata della fase 4 (r = -0,111) e l'angolo del gomito dopo il rilascio (r = -0,083). Le frecce con una fase finale più breve e un gomito meno scostato prendevano in media qualcosa in più, ma con correlazioni così basse il legame spiega circa l'1% delle differenze di punteggio, o meno.
Come è stato misurato
La videocamera (una Sony HDR-CX160) stava su un treppiede a 1,5 metri dall'arciere, di lato, all'altezza dello sterno, e riprendeva a 30 fotogrammi al secondo. Il punteggio di ogni freccia lo annotava l'allenatore con un cannocchiale e veniva ricontrollato al recupero. Le quattro fasi, riprese da uno studio biomeccanico del 1993, erano queste: dal sollevamento dell'arco alla pre-trazione; dalla pre-trazione alla massima trazione con ancoraggio; dalla massima trazione al rilascio, cioè la mira; dal rilascio alla fine del follow-through. I tempi sono stati misurati sui video con il software gratuito Kinovea.
Per la postura gli autori hanno applicato tre marcatori riflettenti: sul polso della mano dell'arco, sul dorso del polso della mano che traziona e sulla punta del gomito. L'angolo tra la linea che unisce i due polsi e la linea dal polso al gomito è stato preso come scostamento del gomito dalla draw force line. L'ancoraggio è misurato sul fotogramma che precede il rilascio, il rilascio sul decimo fotogramma dopo. I gruppi sono stati confrontati con il test di Mann-Whitney e i legami con il punteggio con la correlazione di Spearman, usando come unità la singola freccia: 288 per gruppo, 576 in tutto. Nessuno era stato infortunato nei tre mesi precedenti e tutti erano destrimani.
Il metodo, spiegato: Come si cronometrano le fasi del tiro, Motion capture e analisi video della cinematica
Limiti
Il limite più pesante è statistico. Gli arcieri sono 16, ma tutti i confronti trattano ogni freccia come un dato indipendente: 288 frecce per gruppo, 576 in tutto. Le frecce dello stesso arciere però si somigliano tra loro, per cui i valori di p molto piccoli (sotto 0,001 per le fasi 3 e 4) dicono poco su quanto la differenza regga tra persone. I gruppi, inoltre, sono formati con lo stesso punteggio e nella stessa sessione in cui si misurano i tempi. Anche le due correlazioni con il punteggio raggiungono la significatività grazie al numero di frecce, ma restano molto deboli.
A 30 fotogrammi al secondo i tempi hanno una precisione di circa 3 centesimi, sufficiente per fasi che durano secondi; il testo però dice anche che i video sono stati convertiti a 0,04 secondi per fotogramma, e non si capisce quale dei due valori valga. L'angolo «al rilascio» è preso dieci fotogrammi dopo il distacco, cioè circa un terzo di secondo più tardi: descrive dove è arrivato il braccio nel follow-through, non la postura nell'istante in cui la corda lascia le dita. La ripresa è solo laterale e in due dimensioni, come riconoscono gli autori.
La fine del follow-through non ha un criterio preciso, e la sua durata può dipendere anche dall'esito della freccia, che l'arciere vede o intuisce. Le spiegazioni proposte (più forza per reggere la mira, stabilizzatori più pesanti nel gruppo migliore, la pressione del tempo nei meno bravi) non sono state misurate. Il campione è di adolescenti di livello statale che seguono tutti lo stesso metodo tecnico coreano, e sul tempo di mira i risultati vanno in direzione opposta a quelli di studi su arcieri d'élite, come notano gli autori stessi.
Cosa vuol dire per chi tira
Lo studio non dice che mirare più a lungo faccia fare più punti. In questi ragazzi chi tirava meglio restava in mira circa sette decimi di secondo in più e chiudeva il tiro un po' prima dopo il rilascio, ma il tempo di mira, preso freccia per freccia, non era legato al punteggio. Una lettura possibile è che gli arcieri più solidi reggano la massima trazione senza fretta mentre i meno esperti partono prima; lo studio però non lo verifica, e su arcieri di livello mondiale altri lavori hanno trovato il contrario.
Per chi si riprende in video la parte utile è il metodo: una videocamera comune di lato, un treppiede e un software gratuito bastano per cronometrare le fasi del proprio tiro e vedere quanto restano stabili da una freccia all'altra. Non bastano invece per studiare il rilascio, che a 30 fotogrammi al secondo cade per intero tra due immagini.
Sul gomito i due gruppi erano uguali, attorno ai 4 gradi in ancoraggio. Il legame tra la posizione del gomito dopo il rilascio e il punteggio è troppo debole per diventare una regola tecnica: conferma soltanto, in modo blando, che le frecce tirate con il braccio che finiva più in linea tendevano ad arrivare un po' più al centro.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- ContestatoAllineare il gomito che traziona alla linea di forza migliora il punteggio (a favore, contro, contesto)
- ContestatoTenere la mira troppo a lungo peggiora il tiro (contro)
- ContestatoUn rilascio e un follow-through più rapidi si accompagnano a punteggi più alti (a favore)
- ContraddettoDentro il tiro il tempo si divide quasi a metà fra trazione e mira (contro)
- ContestatoIl tempo che si impiega nelle fasi del tiro non predice il punteggio della freccia (a favore, contro, contesto)
- ContestatoGli arcieri di livello più alto completano la trazione più in fretta (contro)
Articoli che lo usano
Filone di ricerca
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Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Comparison of Shooting Time Characteristics and Shooting Posture Between High- and Low- Performance Archers. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/lau-2023-shooting-time-posture
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