Scheda studio

Fatica muscolare dell'arciere: studio Hamdan 2022

Investigation of muscle fatigue of the archer’s during endurance shooting

Zul Amer Hamdan, Zulkifli Ahmad@Manap, Nasrul Hadi Johari2022

Citazione

Hamdan, Z. A., Ahmad@Manap, Z., & Johari, N. H. (2022). Investigation of muscle fatigue of the archer’s during endurance shooting. Journal of Mechanical Engineering and Sciences, 16(3), 8987-8995. https://doi.org/10.15282/jmes.16.3.2022.02.0711

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APA

Hamdan, Z. A., Ahmad@Manap, Z., & Johari, N. H. (2022). Investigation of muscle fatigue of the archer’s during endurance shooting. Journal of Mechanical Engineering and Sciences, 16(3), 8987-8995. https://doi.org/10.15282/jmes.16.3.2022.02.0711

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Scheda tecnica

Disegno
Caso singolo
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello di società
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
1
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Journal of Mechanical Engineering and Sciences

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Un gruppo di ingegneri dell'Universiti Malaysia Pahang ha seguito con l'elettromiografia un solo arciere di ricurvo, un universitario con esperienza di gare in Malesia, mentre tirava 72 frecce a 30 metri all'aperto, in due serie da sei volée come in una qualifica. Gli elettrodi erano su due muscoli: l'estensore comune delle dita nell'avambraccio dell'arco e il sovraspinato nella spalla della corda.

L'arciere ha fatto 307 punti nella prima serie e 318 nella seconda, con volée tra 47 e 57 su 60; in tutte e due le serie i punteggi più bassi sono arrivati nelle ultime tre volée. Durante la mira l'ampiezza del segnale (RMS) era un po' più alta nell'ultima volée che nella prima: per l'estensore da 1,73 a 2,86 e per il sovraspinato da 5,93 a 6,15 (in unità di 10 alla meno 5, senza indicazione di misura), con salti molto ampi in alcune volée intermedie. Gli autori la leggono come fatica in entrambi i muscoli, e indicano come primi segni un calo della frequenza mediana del sovraspinato alla quinta volée e dell'estensore all'ottava. Un'analisi della varianza non ha trovato legami tra queste misure e il punteggio. L'arciere ha detto che la fase più faticosa era la mira, e verso la fine di ogni serie ha dovuto più volte scendere e ricominciare il tiro.

Come è stato misurato

Dopo il riscaldamento e tre volée di prova, gli elettrodi (sistema Attys, collegato via Bluetooth a un portatile) sono stati messi sull'avambraccio sinistro e sulla spalla destra dell'arciere, destrimano; sei frecce servivano ad abituarsi all'apparecchio. Tra una volée e l'altra c'era una pausa per segnare i punti con un'app e tra le due serie 15 minuti di riposo. Una telecamera di lato permetteva di far coincidere il segnale con le fasi di trazione, mira e rilascio.

Il segnale era filtrato tra 10 e 50 Hz, con un filtro a 60 Hz contro i disturbi della rete. Per ogni volée sono stati calcolati la RMS e la frequenza mediana durante la mira; il legame con il punteggio è stato cercato con un'analisi della varianza a due vie per ciascuna fase. A fine sessione l'arciere ha raccontato come si era sentito e cosa era successo nelle volée peggiori.

Il metodo, spiegato: Leggere la fatica con l'elettromiografia, Misurare quanto costa una giornata di gara

Limiti

Con un solo arciere e una sola sessione non si può separare la fatica da tutto il resto: vento, luce, concentrazione. I dati, poi, non vanno nella direzione che gli autori descrivono. La frequenza mediana dell'estensore nell'ultima volée è più di dieci volte quella della prima, cioè l'opposto di quello che ci si aspetta con la fatica, e i valori stessi (da 0,03 a 0,9) non sono plausibili come frequenze in hertz; un filtro che taglia tutto sopra i 50 Hz elimina del resto gran parte dello spettro del segnale muscolare, per cui la frequenza mediana qui dice poco. La RMS oscilla da una volée all'altra molto più di quanto cambi tra la prima e l'ultima, e nessun test statistico confronta le due volée. Il filtro a 60 Hz, infine, non corrisponde alla rete elettrica malese, che è a 50.

Il punteggio è salito nella seconda serie, quella in cui ci si aspetterebbe più fatica. Gli autori ne concludono che l'arciere ha gestito bene la fatica, ma con questi dati non c'è modo di dire se la fatica ci fosse.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira resta un'osservazione di buon senso, raccontata dall'arciere stesso: la mira è la fase che pesa di più, e verso la fine di una serie lunga capita di dover scendere e ripartire. Non dice niente su quanti tiri servano perché la fatica cominci a pesare sul punteggio, né su quali muscoli preparare. Gli autori chiudono con consigli su allenamento, riposo e alimentazione che lo studio non ha misurato.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Investigation of muscle fatigue of the archer’s during endurance shooting. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/hamdan-2022-muscle-fatigue

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