Scheda studio
Vento e aria nel tiro con l'arco: rassegna Park 2019
The impact of the atmosphere on target archery
Citazione
Park, J. L. (2019; fascicolo 2021). The impact of the atmosphere on target archery. Proceedings of the Institution of Mechanical Engineers, Part P: Journal of Sports Engineering and Technology, 235(4), 251-256. https://doi.org/10.1177/1754337118823967
Cita lo studio
Park, J. L. (2019; fascicolo 2021). The impact of the atmosphere on target archery. Proceedings of the Institution of Mechanical Engineers, Part P: Journal of Sports Engineering and Technology, 235(4), 251-256. https://doi.org/10.1177/1754337118823967
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Scheda tecnica
- Disegno
- Revisione narrativa
- Popolazione
- Prove sull'attrezzatura, senza arcieri
- Oggetto della prova
- Attrezzatura, senza partecipanti
- Livello
- Élite
- Disciplina
- Più discipline
- Tipo
- Revisione
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Sì
- Sede
- Proceedings of the Institution of Mechanical Engineers, Part P: Journal of Sports Engineering and Technology
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Una rassegna della ricerca su come l'aria e il vento agiscono sulla freccia e sull'arciere, scritta da un ingegnere affiliato ad Archery Australia che di quella ricerca è uno dei principali autori.
I numeri che fissano la scala. Nel ricurvo maschile servono circa 665 punti su 720 nelle 72 frecce di qualificazione, una media di circa 9,2 per freccia, per stare intorno ai primi sedici e avere una probabilità ragionevole di medaglia; nel compound maschile circa 700 punti, cioè circa 9,7 per freccia, per stare intorno ai primi venti. Contro quella precisione, una freccia di ricurvo può derivare di tre o quattro anelli a 70 metri con un vento moderato, e una di compound di uno o due a 50 metri.
Durante la spinta la freccia subisce un'accelerazione di picco di circa mille volte quella di gravità. In volo libero una freccia impennata oscilla in beccheggio e imbardata attorno al proprio baricentro con un periodo che corrisponde a circa venti metri percorsi, e flette di lato a 80 o 90 hertz, conservando fino al bersaglio un'ampiezza ridotta ma ancora significativa.
Sull'aria attorno alla punta il risultato è specifico: osservando aste di grande diametro in un canale ad acqua, con punte più larghe dell'asta il flusso diventava turbolento subito dietro il gradino in tutti i casi, mentre con punte raccordate restava laminare e passava a turbolento più avanti lungo l'asta, a un numero di Reynolds di circa 450.000, per angoli di incidenza fino a due gradi.
Sulla deriva, le prove in galleria del vento e quelle a lunga distanza concordano: a parità di tutto il resto, l'asta di diametro minore derivava meno. E in prove con macchina lanciatrice, le frecce più rettilinee si raggruppavano meglio, mentre far ruotare la freccia attorno al proprio asse riduceva il gruppo in modo marcato.
I vuoti dichiarati sono altrettanto informativi: non c'è niente di pubblicato su come umidità, temperatura e pioggia agiscano sul volo della freccia, niente sulla condizione della superficie di punte e aste, niente sull'attrezzatura e sull'abbigliamento dell'arciere nel vento, e niente sulla pratica diffusa di appesantire l'arco contro le raffiche, che l'autore nota essere impegnativa da sostenere e potenzialmente legata a un rischio di infortunio.
Come è stato misurato
Non c'è un protocollo da descrivere: è una rassegna narrativa, senza strategia di ricerca, criteri di inclusione o valutazione della qualità, e l'articolo si presenta per quello che è, una panoramica con l'indicazione delle direzioni da esplorare. Il testo è stato ricevuto il 14 marzo 2018 e accettato il 17 dicembre dello stesso anno.
Quello che la rassegna ripercorre è una catena di lavori che parte dal 1930, e nel farlo spiega su che cosa poggiavano. English, nel 1930, ricavò equazioni per gittata, traiettoria, tempo di volo, altezza massima e angolo di caduta, ma assunse la resistenza proporzionale alla velocità invece che al suo quadrato, cioè una legge valida alle velocità molto basse. Higgins, nel 1933, assunse un coefficiente di resistenza di 0,005 senza indicare da dove venisse. Liston, nel 1988, divise la freccia in quattro parti e usò per l'asta un'equazione che la fonte stessa dichiara applicabile sotto un numero di Reynolds di un milione, mentre quello di una freccia è molto più alto. Il lavoro del 2011 dello stesso autore della rassegna fa variare il tipo di flusso e i coefficienti lungo l'asta e ricava la resistenza integrando.
La misura diretta è il punto debole della catena, perché sostenere una freccia in galleria del vento senza disturbare il flusso è difficile. La soluzione citata come la più promettente è la sospensione magnetica usata da Miyazaki e colleghi, che tiene la freccia libera da appoggi e permette di scegliere l'angolo di incidenza: hanno misurato la resistenza della freccia intera fino a 45 metri al secondo, sotto i 55 a 65 di un ricurvo e i 75 a 90 di un compound. La freccia provata era una Easton ACE con alette Spin Wing e senza cocca, perché il lancio ad aria compressa richiedeva la parte posteriore libera.
I modelli della spinta vanno da Klopsteg e Pekalski fino alla soluzione alle differenze finite di Kooi e Sparenberg, che trattano la freccia come una trave di Euler e Bernoulli inestensibile. Sono stati confrontati con fotografie a lampo e con il video ad alta frequenza di sedici arcieri ripresi all'evento test dei Giochi di Londra, che in questo registro ha una scheda propria.
Il metodo, spiegato: Come si misurano vento, caldo e umidità nelle gare
Limiti
È la rassegna di un autore su un campo in cui è lui uno dei principali contributori: nove dei ventotto riferimenti sono suoi. Non c'è un metodo dichiarato di selezione, quindi quello che entra e quello che resta fuori è un giudizio, e anche le aree indicate come non studiate sono indicate in base alla conoscenza che una persona ha della letteratura.
Alcune affermazioni non hanno una fonte pubblicata dietro. Il passaggio sulle frecce che escono dall'arco già ruotando attorno al proprio asse, anche senza alette, poggia su un lavoro descritto come non ancora pubblicato, e l'autore scrive di non avere visto una spiegazione soddisfacente del perché accada.
Le cifre sulla deriva, tre o quattro anelli a 70 metri e uno o due a 50, sono date come quello che non è insolito vedere, non come una misura con una velocità del vento associata, e il vento moderato non è definito in nessun punto. Le soglie di punteggio, 665 e 700, sono approssimazioni per il campo maschile dell'epoca in cui il testo è stato scritto, e si spostano con il livello della competizione.
I limiti del lavoro sottostante sono dichiarati con chiarezza, e sono sostanziali. La resistenza di una freccia intera non è ancora stata misurata direttamente alle velocità di gara. La prova di deriva in galleria del vento era compromessa dal fatto che a velocità del vento alte le frecce arrivavano sul bersaglio inclinate, lasciando buchi allungati che rendevano imprecisa la lettura dello spostamento. E tutti i modelli di volo libero assumono aria ferma oppure aria in movimento uniforme, che è esattamente la condizione che una gara all'aperto non offre: il vento sul campo è a raffiche e cambia da un punto all'altro della distanza.
Cosa vuol dire per chi tira
Il contenuto pratico sta nell'ordine delle cause. Fra le cose che un arciere può cambiare in una freccia per il vento, quella con una prova dietro è il diametro dell'asta: in queste misure l'asta più sottile, a parità di tutto il resto, derivava meno. La seconda è la forma della punta, dove il risultato è preciso: una punta che sporge oltre l'asta rende turbolenta l'aria da quel gradino in poi, una punta raccordata lascia il flusso laminare per una parte della lunghezza. Poi rettilineità e rotazione, che nelle prove con macchina lanciatrice hanno entrambe stretto il gruppo.
Quello che la rassegna non sostiene è il resto di quello che si dice sul meteo. Su umidità, temperatura e pioggia la posizione dell'autore è che non è stato pubblicato niente, e questo è un vuoto, non un risultato in un verso o nell'altro. Lo stesso vale per l'abbigliamento, per il comportamento dello stabilizzatore in un vento laterale e per l'abitudine di aggiungere massa all'arco contro le raffiche: è pratica senza misure pubblicate, e l'autore aggiunge che quella massa in più è faticosa da tenere e potrebbe avere un suo costo.
L'ultimo punto riguarda l'arciere più che la freccia, ed è quello su cui la rassegna insiste. La raffica non agisce solo sul volo: muove il corpo e l'arco, sposta il mirino dal punto di mira e rende più difficile eseguire il rilascio in modo pulito, sia attraverso il clicker sia con uno sgancio meccanico. Nessuna delle due cose è mai stata misurata, e l'autore la indica come l'area dove ci sarebbe più da guadagnare. Nel registro questo lavoro vale come inquadramento di un filone, non come evidenza su un'affermazione: le misure sono negli studi che cita.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- RiportatoIl tipo di aletta cambia quanto in fretta la freccia si raddrizza in volo (a favore)
- Non studiatoAppesantire l'arco riduce l'effetto delle raffiche di vento (contesto)
- Non studiatoCerte aste escono dall'arco già ruotando, e le alette vanno montate nel verso di quella rotazione (contesto)
- TrasferitoCon il compound la freccia si flette meno che con il ricurvo e parte quasi allineata (contesto)
- RiportatoLe frecce del compound partono molto più veloci di quelle del ricurvo (contesto)
- RiportatoLa freccia è sollecitata al massimo solo al lancio e all'impatto, mentre in volo non le succede quasi niente (contesto)
- ContraddettoDurante il rilascio la freccia entra in instabilità a carico di punta (contesto)
- RiportatoUna freccia più sottile deriva meno con il vento (a favore)
- RiportatoIn volo la freccia oscilla in beccheggio, con un ciclo ogni quattordici-ventidue metri, e l'ondeggiamento si vede soprattutto nel primo tratto (a favore)
- RiportatoLe frecce in carbonio smorzano poco le proprie vibrazioni e arrivano al bersaglio ancora oscillando (a favore)
- CorroboratoAll'uscita dall'arco la freccia si flette e aggira il riser invece di partire dritta (a favore)
- ContestatoPioggia, umidità e temperatura non cambiano il punteggio in modo misurabile (contesto)
- RiportatoLa forma della punta e il tipo di aletta cambiano di molto la resistenza aerodinamica della freccia (a favore)
- RiportatoLe medaglie vanno quasi sempre a chi chiude la qualifica tra i primi 20 (contesto)
- ContestatoUn'asta più dritta dà impatti più raccolti (a favore)
- TrasferitoA 70 m il vento laterale sposta la freccia molto più di quello frontale o in coda (contesto)
Articoli che lo usano
Filone di ricerca
Popolazione e disciplina
Cita, nel registro
- 1990Experimental and theoretical research in archery
- 2011The Behaviour of An Arrow Shot from a Compound Archery Bow
- 2012Aerodynamic properties of an archery arrow
- 2012Arrow behaviour in the lateral plane during and immediately following the power stroke of a recurve archery bow
- 2012High-speed video analysis of arrow behaviour during the power stroke of a recurve archery bow
- 2013Free Flight and Wind Tunnel Measurements of the Drag Exerted on an Archery Arrow
È citato nel registro da
Stesso filone
- 2011The Behaviour of An Arrow Shot from a Compound Archery Bow
- 2012Aerodynamic properties of an archery arrow
- 2012Arrow behaviour in the lateral plane during and immediately following the power stroke of a recurve archery bow
- 2012High-speed video analysis of arrow behaviour during the power stroke of a recurve archery bow
- 2013Free Flight and Wind Tunnel Measurements of the Drag Exerted on an Archery Arrow
- 2025Improving the arrow selection process in archery: the stiffness variation pattern matters
Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: The impact of the atmosphere on target archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/park-2019-atmosphere-target
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author = {Campagna, Matteo},
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howpublished = {Registro delle evidenze, matteocampagna.com},
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