Scheda studio

Biofeedback cardiaco negli arcieri: studio Hong 2011

Effect of Arousal Control Training Conjugated Heart Rate Biofeedback for National Substitute Archery Players

Seong-Taek Hong2011

Citazione

Hong, S.-T. (2011). Effect of Arousal Control Training Conjugated Heart Rate Biofeedback for National Substitute Archery Players. The Journal of the Korea Contents Association, 11(9), 469-484. https://doi.org/10.5392/jkca.2011.11.9.469

Cita lo studio
APA

Hong, S.-T. (2011). Effect of Arousal Control Training Conjugated Heart Rate Biofeedback for National Substitute Archery Players. The Journal of the Korea Contents Association, 11(9), 469-484. https://doi.org/10.5392/jkca.2011.11.9.469

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Scheda tecnica

Disegno
Serie di casi
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello nazionale
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
3
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Coreano
Revisione tra pari
Sì
Sede
The Journal of the Korea Contents Association (rivista regionale)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Tre ragazze candidate alla nazionale coreana hanno seguito 24 settimane di controllo dell'attivazione con biofeedback della frequenza cardiaca. Al questionario sull'ansia di gara, somministrato quattro volte su una scala da 1 a 4, la media dell'ansia cognitiva è scesa da 2,68 a 2,26, quella dell'ansia somatica da 2,67 a 1,92, e la fiducia è salita da 1,85 a 2,85. Il cambiamento non è graduale: fino alla ventunesima settimana i tre indici si spostano di pochi centesimi, poi si muovono tutti insieme nell'ultima misura, quella presa dopo la fase in cui il metodo veniva usato in condizioni di gara.

I punteggi raccontano una stagione intera. Nei test dell'allenamento invernale di febbraio il round singolo, su 1440, stava fra 1315 e 1332; a fine marzo, in società, fra 1320 e 1338. Alla prima gara nazionale di fine aprile, disputata con freddo, pioggia e vento, le tre sono scese a 1320, 1303 e 1295, con piazzamenti dal tredicesimo al trentaquattresimo posto. Alla gara di fine luglio sono risalite a 1354, 1340 e 1336, e a quella di inizio agosto a 1359, 1371 e 1340: le medie delle due gare finali sono 1343 e 1357. Lì arrivano anche i migliori piazzamenti della stagione, un quinto e un nono posto nel round singolo per una delle tre, un quarto posto nel round singolo e un terzo posto nell'individuale per un'altra. Sui 70 metri, su 360, si passa da una media intorno ai 314 punti in inverno a 331, 332 e 337 in agosto.

Come è stato misurato

Il programma nasce da una revisione della letteratura e da due riunioni di quattro esperti, l'autore più tre tecnici. Dura 24 settimane, da febbraio a luglio 2011, divise in quattro fasi: teoria e respirazione, rilassamento muscolare progressivo e percezione della frequenza cardiaca, uso del cardiofrequenzimetro per trovare il proprio livello di attivazione utile, e infine routine di tiro, ristrutturazione cognitiva e applicazione in gara. Le prime tre settimane cadono nel raduno invernale a Gwangju, con sei sedute in due settimane il martedì e il giovedì dalle 17 alle 18.30; poi il lavoro continua nelle società di appartenenza, due volte a settimana, il martedì e il giovedì dalle 14 alle 15.30.

Lo strumento di biofeedback è un sistema commerciale con fascia toracica, orologio e trasmettitore radio, che manda la frequenza cardiaca in tempo reale a un computer e permette di confrontare il valore nei tiri di allenamento con quello nei tiri a punteggio e in gara.

Le misure sono tre. Il questionario sull'ansia competitiva, 27 domande su tre fattori con scala a quattro punti, somministrato quattro volte. I punteggi e i piazzamenti di tre gare nazionali, letti sul round singolo di qualificazione e sulla distanza dei 70 metri, confrontati con i tiri a punteggio dell'allenamento. Le osservazioni dell'autore e dei tecnici delle società più interviste semistrutturate di circa cinquanta minuti, registrate e analizzate in modo induttivo. Le tre atlete finali escono da una lista di venti candidate: dieci escluse per età o perché avevano già fatto un lavoro simile nei sei mesi precedenti, quattro per mancanza di disponibilità, tre perché il programma non è stato poi applicato in società.

Il metodo, spiegato: Come si misurano frequenza cardiaca e HRV negli arcieri, Questionari psicologici

Limiti

Tre atlete, nessun gruppo di controllo, nessun test statistico: solo medie e grafici. Con un disegno così, la stagione e il programma non si possono separare. Fra la gara di fine aprile e quelle di fine luglio passano tre mesi di allenamento normale, e l'autore stesso annota che le due gare finali si sono tirate con poco vento mentre quella di aprile era fredda e piovosa: parte del salto di punteggio sta nel meteo e nella forma di stagione.

Chi ha condotto il programma è anche chi ha osservato le atlete, intervistate e interpretato le risposte, senza nessuna valutazione indipendente. Le atlete sapevano cosa si stava verificando, e il questionario è autovalutativo. L'affidabilità dichiarata del questionario (alfa fra 0,80 e 0,87) è calcolata sulle venti candidate iniziali, e l'autore riconosce che con un campione così piccolo ha poco significato statistico.

Due dettagli di documentazione. Il calendario delle quattro misure del questionario è descritto in un modo nella tabella del programma e in un altro nel testo, quindi le settimane esatte restano incerte. Nella bibliografia alcune voci sono firmate con un nome segnaposto, l'equivalente coreano di Mario Rossi: un'anonimizzazione per la revisione rimasta nella versione pubblicata. L'articolo è in coreano, con abstract in inglese, su una rivista coreana di studi sui contenuti, non su una rivista di scienze dello sport.

Cosa vuol dire per chi tira

Per un arciere il valore di questo lavoro sta nella descrizione del percorso, non nel risultato. Il programma è raccontato settimana per settimana: prima si impara a respirare e a sentire la tensione, poi si guarda il proprio battito mentre si tira a punteggio e in simulazione di gara, poi quel battito entra nella routine di tiro. È una sequenza che si può riconoscere e discutere con un tecnico.

Quello che lo studio non dice è se funzioni. Tre atlete senza confronto, in una stagione che sale da sola, non permettono di attribuire al biofeedback né i venti punti in più sul round singolo né il calo dei punteggi di ansia. L'unico elemento che vale la pena notare è il momento del cambiamento: i questionari si muovono solo dopo la fase in cui il metodo veniva usato in gara, non durante i mesi di esercizi a secco. È un'osservazione su tre persone, e come tale va presa.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effect of Arousal Control Training Conjugated Heart Rate Biofeedback for National Substitute Archery Players. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/hong-2011-arousal-control

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