Metodo

Test cognitivi e di attenzione negli studi sul tiro

Dal 1986 gli studi sul tiro misurano l'attenzione degli arcieri con una dozzina di test diversi: luci e pulsanti, fogli da barrare, griglie di numeri, compiti al computer, palline in movimento su uno schermo 3D. Spesso li chiamano tutti «concentrazione». Qui spiego che cosa misura ciascuno, come lo hanno usato gli studi e dove i numeri ingannano, compreso il fatto che un test di attenzione migliora quando lo si rifà.

Studi nel registro
42
Su arcieri
23
Anni
1986-2026
Primo studio nel registro
1986
Mediana dei soggetti
36

Una parola per molti strumenti

Negli studi sul tiro «concentrazione» copre strumenti diversi: il tempo per premere un pulsante quando si accende una luce, i simboli barrati su un foglio in un tempo dato, i numeri trovati in ordine su una griglia in sessanta secondi, il ritardo che un distrattore aggiunge a una risposta al computer. Sono prove di prestazione, in cui l'arciere fa qualcosa e si misura quanto bene lo fa. Un questionario ha la sua pagina di metodo, e gli «indici di concentrazione» calcolati da una fascia EEG commerciale, come nello studio cinese del 2023, non sono test. I risultati in ordine di tempo stanno nel filone su attenzione e funzioni cognitive; qui guardo gli strumenti.

Il tempo di reazione

È la misura più vecchia. Nel grande studio americano del 1986 gli arcieri, seduti, premevano un pulsante all'accendersi di una luce: 194,8 millisecondi nella fascia più debole, 173,5 nella più forte. Lo stesso studio misurava l'anticipazione, cioè fermare una luce che scorre quando arriva in fondo, e su 127 arcieri il legame con il punteggio era debole, r = -0,24 (la scheda sul tempo di anticipazione). I confronti successivi non trovano un vantaggio chiaro in chi tira: 318 millisecondi negli arcieri universitari giapponesi contro 321 nei praticanti di kendo, in uno studio che guardava soprattutto l'ammiccamento, e 0,134 secondi al test del righello nei giovani arcieri turchi contro 0,142 nei giocatori di pétanque. La scheda sui tempi di reazione è riportata.

Il limite di questa misura è il rumore dentro la persona: nei quindici giovani arcieri ucraini di uno studio del 2014 il coefficiente di variazione del singolo andava dal 12 al 57%, a volte più della distanza fra i gruppi. E non va confusa con la reazione al clicker, che si misura con un sensore sull'arco durante il tiro reale: la scheda sul tempo di reazione e il livello le raccoglie tutte e due, e vanno lette separate.

I test su carta

I test su carta sono il gruppo più numeroso. Nel Bourdon e nel d2 si barrano a tempo alcuni simboli in mezzo ad altri simili; nelle griglie di concentrazione si cercano i numeri in ordine su una tabella da cento caselle; nelle tabelle di Schulte e in quelle rosso-nere si contano numeri sparsi. Costano poco e dal 2020 sono i più usati: nella griglia da sessanta secondi di uno studio indonesiano del 2026 quarantacinque juniores trovavano da 14 a 29 numeri, con una correlazione di 0,70 con il punteggio su 36 frecce. La scheda sulla concentrazione, i test di attenzione e il punteggio è contestata.

Il d2 dà diversi indici dallo stesso foglio, e non dicono la stessa cosa. Nei quarantacinque arcieri tradizionali turchi del 2025 il risultato totale corretto si legava al punteggio, r = 0,56 nelle donne e 0,47 negli uomini, mentre la prestazione di concentrazione, gli errori e il tasso di fluttuazione non si legavano a niente: chi sceglie l'indice dopo aver visto i dati ha buone probabilità di trovare qualcosa. Pesa anche l'età. Nei quaranta ragazzi di Konya il Bourdon dava 55,1 fra nove e undici anni e 82,7 fra dodici e quattordici prima del corso: l'età da sola valeva più dei circa 25 punti guadagnati in quattro settimane (la scheda sull'età nei giovani arcieri). E conta chi somministra: in un corso per principianti del 2022 la concentrazione al d2 partiva da 37, quando in un adulto sta di norma fra 150 e 180 e il test lo dava l'allenatore.

I test al computer

Al computer i test separano componenti che sulla carta si mescolano. Il test delle reti attentive distingue l'allerta, l'orientamento dato da un segnale e il costo di un distrattore in conflitto: 62 atleti della nazionale cinese di arco e tiro a segno rispondevano in 508 millisecondi contro 537 dei provinciali, ma le tre reti funzionavano allo stesso modo nei due gruppi (la scheda sull'attenzione e il livello è contestata). Allo Stroop, dove si dice il colore dell'inchiostro di una parola che nomina un altro colore, la velocità può ingannare: nel 2026 trentotto arcieri cinesi avevano un punteggio di interferenza di 42,8 contro 48,1 dei sedentari perché completavano meno voci, a parità di errori. Per la memoria di lavoro si usano compiti come l'N-back o l'Operation Span, e nei trentasei kyudoka giapponesi la correlazione con le frecce a segno era -0,05 (la scheda sulla memoria di lavoro); in uno studio coreano in risonanza venti arciere riuscivano nel compito visuospaziale come le donne che non tirano, 47,9 contro 40,6 per cento (p = 0,29), ma con aree frontali più attive (la scheda sull'attivazione frontale). Un test standardizzato, infine, si legge sulle sue norme: in uno studio del 2022 su ragazzi indiani di undici-tredici anni i gruppi di tutti e sei gli sport stavano ben sotto il cinquantesimo percentile del Vienna Test System, il che fa pensare a norme pensate per adulti.

Compiti più vicini alla mira

Nella tesi irlandese del 2016 ventinove arcieri di ricurvo dividevano a metà linee su carta con errori verso sinistra di 0,26 millimetri contro 1,76 dei non arcieri; nella versione al computer, però, tabella e testo della tesi dicono due cose opposte, e quel dato non conta (la scheda sull'attenzione spaziale è contestata). Nel compito con il joystick di Gonzalez e colleghi olimpici e arcieri di club sbagliavano meno dei non arcieri, ma fra loro non c'era differenza (p > 0,999), per cui il test separa chi tira da chi non tira, non i livelli (la scheda sulla mira senza arco). Il NeuroTracker è insieme un test e un allenamento: in venti arcieri indonesiani circa 32 minuti di compito davanti a un televisore 3D hanno portato la griglia da 11,2 a 19,7 contro 15,6 dei compagni, e il punteggio a 30 metri è salito di 32,9 punti contro 19,7, in una sede dubbia (la scheda sull'allenamento percettivo-cognitivo).

Il test che migliora rifacendolo

Il limite comune a tutti questi strumenti è che, rifatto dopo qualche settimana, un test di attenzione migliora anche se nel frattempo non si fa niente. Nel randomizzato di Hussain e colleghi i controlli inattivi passavano allo Stroop da 910 a 811 millisecondi, senza differenza da chi aveva tirato per sei settimane; nella lista d'attesa del randomizzato sullo yoga il tempo medio scendeva da 630,9 a 614,1 millisecondi, mentre gli indici delle reti restavano fermi, ed è su due di questi, orientamento e conflitto, che lo yoga faceva la differenza. Per questo un prima e dopo senza controllo, come quello sui ventitré arcieri taiwanesi di Wu e colleghi, più rapidi allo Stroop dopo un mese di mindfulness, non distingue il programma dalla ripetizione. Conta anche il momento: i sessantacinque giovani arcieri russi di uno studio del 2017 facevano le prove dopo una gara e sempre nello stesso ordine, e l'ultima era la meglio riuscita.

Che cosa controllare

  • quale test e quale indice, e se l'indice è stato scelto prima di guardare i dati;
  • se il test misura la velocità, la precisione o tutte e due;
  • se un gruppo di controllo rifà il test;
  • l'età dei partecipanti e le norme con cui il punteggio è letto;
  • dove e quando si fa il test, e in quale ordine;
  • se il punteggio è di gara o di allenamento, e se si tiene conto di esperienza e forza, come nello studio del 2026 in cui il legame della griglia con la precisione spariva accanto alla forza del braccio.

Come si pesano disegno e campione è spiegato in Come leggiamo uno studio; dove mettere l'attenzione durante il tiro, nell'articolo sul focus attentivo.

Gli studi che lo usano

Le affermazioni collegate

Le affermazioni del registro che hanno almeno uno di questi studi tra le evidenze.

87 affermazioni · 97% con evidenza su arcieri

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Cita
APA

Campagna, M. (2026). Test cognitivi e di attenzione. In Ricerca. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/ricerca/metodi/test-cognitivi-attenzione

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