Scheda studio

Arcieri non vedenti e tatto: studio Coudereau 2006

Tactile precision in right-handed archery experts with visual disabilities: A pseudoneglect effect?

J. P. Coudereau, N. Gueguen, M. Pratte, E. Sampaio2006

Citazione

Coudereau, J. P., Gueguen, N., Pratte, M., & Sampaio, E. (2006). Tactile precision in right-handed archery experts with visual disabilities: A pseudoneglect effect? Laterality: Asymmetries of Body, Brain and Cognition, 11(2), 170-180. https://doi.org/10.1080/13576500500430380

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APA

Coudereau, J. P., Gueguen, N., Pratte, M., & Sampaio, E. (2006). Tactile precision in right-handed archery experts with visual disabilities: A pseudoneglect effect? Laterality: Asymmetries of Body, Brain and Cognition, 11(2), 170-180. https://doi.org/10.1080/13576500500430380

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Livello di società
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
20
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
Laterality: Asymmetries of Body, Brain and Cognition

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Dieci arcieri non vedenti di categoria B1, che tiravano a livello regionale con due o tre allenamenti a settimana, e dieci non vedenti che non praticavano tiro con l'arco o tiro a segno, tutti uomini destrimani tra i 29 e i 57 anni, hanno svolto un compito tattile: trovare con un dito il centro di bastoncini di balsa lunghi da 14 a 34 centimetri. Gli autori si aspettavano che gli arcieri fossero più precisi, ed è successo il contrario.

Gli arcieri hanno avuto un errore assoluto più grande (errore medio 1,23 contro 0,98, senza che l'articolo dichiari in modo esplicito l'unità), ma la differenza era significativa solo con la mano destra partendo dall'estremità sinistra. Soprattutto, gli arcieri spostavano il centro verso sinistra (in media -0,27), mentre i non arcieri non mostravano spostamenti (0,04): è lo pseudoneglect, il leggero spostamento verso sinistra del centro percepito che di solito si osserva nelle persone vedenti. In entrambi i gruppi la mano destra spostava il centro a sinistra e la sinistra a destra, e lo stesso valeva per il lato di partenza: chi partiva da destra finiva a sinistra, e viceversa. I bastoncini più corti davano errori più piccoli.

Come è stato misurato

Ogni bastoncino era fissato su una tavola con il centro allineato all'asse del corpo del partecipante, che si appoggiava a una sagoma semicircolare per restare in posizione. Con gli occhi coperti, il partecipante partiva da un'estremità, percorreva il bastoncino avanti e indietro tre volte senza fermarsi e poi indicava il centro; un ago fissato sul dito indice permetteva di leggere lo scarto al millimetro, negativo a sinistra e positivo a destra. Mano, lato di partenza e lunghezza erano estratti a caso a ogni prova, per 40 valori a persona, e l'analisi confronta gruppo, mano, lato di partenza e lunghezza in un'ANOVA a misure ripetute. Gli arcieri si allenavano con un metodo basato su segnali sonori; in entrambi i gruppi le cause della cecità erano varie, e nella maggior parte dei casi la perdita della vista era cominciata nell'infanzia.

Il metodo, spiegato: Test cognitivi e di attenzione, Test di destrezza e sensibilità delle dita

Limiti

Venti persone, dieci per gruppo, e un solo compito di laboratorio. L'articolo non dice da quanto tempo gli arcieri tirassero, con quale attrezzatura né quali punteggi facessero, e il gruppo di confronto è definito solo dal non praticare sport di precisione: età di insorgenza della cecità, attività quotidiane e abitudini manuali potrebbero spiegare la differenza quanto il tiro. Lo studio è trasversale, quindi l'idea che sia il tiro a produrre lo spostamento verso sinistra resta un'ipotesi degli autori, come la spiegazione proposta, cioè l'attenzione al braccio dell'arco nello spazio di sinistra. Gli stessi autori notano che il compito è sensoriale e vicino al corpo, mentre il tiro lavora su un bersaglio lontano. L'unità dei valori medi non è indicata in modo chiaro.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira lo studio non porta indicazioni pratiche: riguarda il modo in cui arcieri non vedenti rappresentano con il tatto lo spazio vicino, non il modo in cui mirano. L'interesse è più teorico: suggerisce che anni di pratica in uno sport asimmetrico, in cui per un destrimane il braccio dell'arco lavora a sinistra, potrebbero lasciare traccia nella percezione dello spazio, e che questa traccia non coincide con una precisione maggiore. Per chi allena arcieri con disabilità visiva è un dato curioso, ma con dieci arcieri e nessuna misura di tiro non permette conclusioni.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Tactile precision in right-handed archery experts with visual disabilities: A pseudoneglect effect?. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/coudereau-2006-tactile-precision

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