Per cominciare a tirare con l'arco si va in una società sportiva e si fa un corso base con un istruttore. Le società si trovano sui siti delle federazioni, il corso si fa con gli archi della società, quindi all'inizio non serve comprare niente, e nei primi mesi si lavora sui fondamentali a distanza corta, con le regole di sicurezza che valgono anche in gara. Le prime gare arrivano quando chi ti ha insegnato ti ritiene pronto.

Trovare una società

I due mondi fanno capo a due federazioni internazionali, e tutte e due riuniscono federazioni nazionali. World Archery ne ammette una sola per ogni paese; la IFAA, l'International Field Archery Association, riunisce le associazioni nazionali di tiro di campagna. In Italia la prima strada passa dalla FITARCO, la federazione italiana di World Archery, che organizza il tiro alla targa all'aperto e al chiuso, il tiro di campagna e il 3D: è la strada delle gare internazionali di World Archery e delle Olimpiadi, con l'arco olimpico, il compound e l'arco nudo. La seconda passa dalla FIARC, la Federazione Italiana Arcieri Tiro di Campagna, che è il membro italiano della IFAA. In Italia la FIARC riconosce tre specialità, il tiro alla sagoma, il tiro al volo e la pesca con l'arco, e ha otto categorie di arco, dall'arco storico e dal longbow al ricurvo, all'arco nudo, al compound e al freestyle; i suoi arcieri possono poi gareggiare nelle gare internazionali IFAA, dove si tirano i round field e hunter, i round su sagome di animali e il 3D. È la strada di chi è attratto dal bosco e dal tiro a distanza sconosciuta.

Sul sito della FITARCO, fitarco.it, c'è una ricerca delle società: nel riquadro «Vuoi tirare con l'arco?» si sceglie la regione, la provincia o la città e compaiono le società più vicine. Nella FIARC le società si chiamano compagnie, e sul sito della federazione, fiarc.it, c'è l'elenco delle compagnie diviso per regione; fuori dall'Italia, le associazioni nazionali della IFAA sono elencate per paese sul sito ifaa-archery.org. Prima di iscriverti conviene andare a vedere una sessione e chiedere quando parte il prossimo corso. Le quote del corso e della società le decide la società stessa, che ti dice anche quanto costa la tessera della federazione: nella FIARC il FIARC Pass vale per l'anno in corso, e le cifre aggiornate della FITARCO e della FIARC le trovi presso la società o sul sito della federazione.

Il corso base

I regolamenti delle due federazioni dicono chi tiene il corso base e a che cosa serve. Nella FITARCO, secondo il Regolamento Tecnici Federali in vigore dal 17 settembre 2026, l'istruttore di primo livello è il tecnico qualificato per avvicinare al tiro chi comincia: si occupa dell'organizzazione e dell'attrezzatura, dell'insegnamento di base e delle lezioni teoriche fino alle prime gare, e lo fa in coordinamento con un tecnico esperto o con un referente tecnico federale, perché da solo non è ancora abilitato a operare in autonomia. Lo stesso regolamento chiede che, al primo tesseramento, l'atleta venga abbinato al tecnico del corso base, e che l'abbinamento non si cambi prima di 90 giorni dal tesseramento.

Nella FIARC il Regolamento Settore Istruzione, nell'aggiornamento del 2 dicembre 2023, scende più nel dettaglio. Prima della prima lezione servono il certificato medico per l'attività sportiva non agonistica e la tessera federale; il corso si divide in un numero variabile di lezioni che garantisca almeno 18 ore in tutto, ore che l'istruttore può aumentare se gli allievi ne hanno bisogno, e ogni istruttore segue al massimo sei allievi. Il primo obiettivo scritto è la sicurezza verso gli altri e verso se stessi, e l'istruttore deve aiutare l'allievo a scegliere e a mettere a punto la prima attrezzatura.

Durante il corso si tira con gli archi della società, e il consiglio che do a tutti è di non comprare niente prima della fine: con qualche settimana di tiro alle spalle sai quale arco ti piace, quale libbraggio reggi e qual è il tuo allungo, e l'acquisto diventa una scelta invece di una scommessa. Comprare troppo e troppo presto è uno degli errori dei principianti che vedo più spesso.

Che un corso strutturato alzi il punteggio, del resto, gli studi non l'hanno dimostrato. Tutti trovano principianti che migliorano dopo un corso, ma nessuno separa l'effetto delle lezioni da quello della semplice pratica, e nel registro l'affermazione che un corso sui fondamentali alza il punteggio dei principianti resta non studiata. Lo consiglio comunque per l'occhio esterno: un istruttore vede un difetto quando correggerlo costa ancora poco.

Che cosa si impara nelle prime settimane

Le prime lezioni partono dalla sicurezza e dall'attrezzatura: come si monta e si incorda l'arco, come si incocca la freccia, dove si sta mentre gli altri tirano. Poi arriva il gesto, una parte alla volta: la posizione dei piedi sulla linea di tiro, la presa della corda, la trazione, l'ancoraggio, il rilascio e la posizione da tenere dopo il tiro. In una delle prime lezioni l'istruttore controlla anche quale sia il tuo occhio dominante, che conta nella scelta del lato da cui tirare. Si tira vicino, spesso a pochi metri dal paglione, con l'attenzione tutta sul gesto.

Partire da vicino è una scelta di comodità e di sicurezza più che un vantaggio misurato. L'unico confronto controllato, del 1966, su 58 principianti universitari partiti a 10, 25 e 40 yard, non ha trovato differenze significative a fine corso: nel registro l'affermazione che iniziare da vicino e allontanarsi poco alla volta non dà risultati migliori è riportata, con il limite che i tre gruppi non erano sorteggiati.

Nelle prime sedute si migliora, ma ognuno con il suo passo. Undici adulti che non avevano mai tirato, con tre sedute da cento frecce in una settimana, sono saliti in media di poco più di un punto a freccia, mentre il primo giorno le loro medie andavano da 4,0 a 8,5 punti a freccia: che nelle prime sedute si migliori in modo molto diverso da persona a persona nel registro è riportato. Anche nei mesi successivi gli studi trovano punteggi in salita: in uno di questi i principianti con il solo allenamento standard sono passati da 247 a 298 punti su 600 in due mesi, e anche l'affermazione che nei primi mesi un principiante migliora comunque è riportata.

Perché il gesto diventi automatico ci vuole tempo, ed è il tema dell'articolo sull'apprendimento motorio; che cosa distingua il tiro di un arciere esperto da quello di chi comincia l'ho raccolto in esperti e principianti.

La sicurezza in campo

Le regole che si imparano al corso dipendono dal mondo in cui tiri, perché un campo con una linea di tiro per tutti e un percorso nel bosco pongono problemi diversi. Nella FITARCO ricalcano quelle del regolamento di gara di World Archery, il Libro 3 nella versione del 15 agosto 2026, e le principali sono poche:

  • l'arco si tende solo stando sulla linea di tiro, e mentre lo si tende deve puntare sempre verso il proprio bersaglio;
  • il braccio dell'arco non si alza prima del segnale di inizio;
  • non si usa una tecnica che, con un rilascio involontario, potrebbe mandare la freccia oltre la zona di sicurezza;
  • chi non sta tirando resta dietro la linea di attesa, che in gara si trova ad almeno 3 metri dalla linea di tiro;
  • ai bersagli si va solo al segnale, quando la linea di tiro è libera.

I segnali acustici conviene impararli subito: due per salire sulla linea, uno per cominciare a tirare, tre per andare ai bersagli a segnare i punti e a raccogliere le frecce, e almeno cinque per fermare tutto in caso di emergenza; dopo una sospensione, un segnale solo fa riprendere. Dietro i bersagli, nei campi di gara, il Libro 2 vuole una zona di sicurezza di almeno 50 metri, riducibile solo con una barriera adeguata.

FIG · 01 Il campo di tiro e i segnali acustici Distanze minime e segnali dal regolamento World Archery, versione del 15 agosto 2026 da 18 a 70 m, secondo la gara linea dei 3 m linea di tiro linea di attesa: almeno 3 m dietro la linea di tiro linea dell'attrezzatura: almeno 4 m più indietro SEGNALI ACUSTICI Si sale sulla linea di tiro Si comincia a tirare Si va ai bersagli: punti e raccolta delle frecce Almeno cinque: emergenza, si ferma tutto Dopo una sospensione, un segnale solo fa riprendere Schema non in scala. Dietro i bersagli, in gara, la zona di sicurezza è di almeno 50 m, salvo una barriera adeguata.
Fig. 01 Il campo di tiro alla targa visto dall'alto, non in scala: i punti oro sulla linea di tiro sono gli arcieri. A destra i segnali con cui il direttore dei tiri regola le volée, dal Libro 2 e dal Libro 3 del regolamento World Archery.

Nel tiro di campagna della FIARC non c'è una linea di tiro comune: si gira il percorso in squadre di al massimo sei arcieri, e ognuno tira dal picchetto della piazzola. Il Regolamento Sportivo, nella versione del 2 dicembre 2023, mette la sicurezza in poche regole:

  • prima di tirare ti assicuri che gli altri arcieri siano tutti alle tue spalle, che dietro il bersaglio non ci sia nessuno e che la traiettoria sia libera da persone e animali;
  • l'arco si mette in trazione sempre in direzione del bersaglio: si può caricare dal basso, mai dall'alto o di lato;
  • fuori dal proprio turno di tiro non si tende mai l'arco con una freccia incoccata;
  • non si oltrepassa la tabella di piazzola prima del proprio turno;
  • recuperate le frecce, la squadra si allontana seguendo la direzione segnalata, e le frecce perse si cercano a fine gara.

Il regolamento della IFAA, il Book of Rules nella revisione del 4 aprile 2021, vale nelle gare IFAA e aggiunge altre regole: si tira in gruppi da tre a sei arcieri, di solito quattro, e un gruppo non si avvicina a un altro e non lo disturba mentre uno dei due sta tirando a un bersaglio; quando si tira in orizzontale la mano dell'arco non sale sopra la testa durante la trazione; non si usa niente che riduca l'udito o la vista; sui percorsi si consigliano abiti vivaci, e quelli interamente mimetici non sono ammessi senza un capo ad alta visibilità.

Sul rischio di farsi male il quadro cambia con quello che si conta: gli infortuni acuti risultano pochi e per lo più lievi, i disturbi da carico ripetuto frequenti, ed è per questo che l'affermazione che il tiro con l'arco sia uno sport a basso rischio di infortuni nel registro è contestata. Per chi comincia vuol dire libbraggio basso, volume che cresce piano e un fastidio che non passa da raccontare all'istruttore; ne parlo nell'articolo sugli infortuni nel tiro con l'arco.

Quanto ci vuole per tirare alle distanze di gara

Un tempo fissato non c'è, né nei regolamenti né negli studi: dipende da quanto tiri, dal libbraggio e da come cresce il gesto. Le distanze, invece, sono scritte. Nel regolamento di World Archery, Libro 2 nella versione del 15 agosto 2026, la gara al chiuso si tira a 18 metri per tutte le divisioni, su una visuale da 40 centimetri, nella versione tripla nelle gare internazionali. All'aperto il ricurvo tira a 70 metri, il compound e l'arco nudo a 50, e per i più giovani e per i master le distanze si accorciano: 60 metri per il ricurvo under 18 e della classe 50+, 40 metri per il ricurvo e il compound under 15, 30 metri per l'arco nudo under 15.

Nella FIARC le distanze non si dichiarano: tutti i tiri sono a distanza sconosciuta, e il Regolamento Sportivo fissa soltanto la distanza massima per ogni gruppo di sagome, 20, 30 o 40 metri nella Battuta e nel Percorso, fino a 55 metri nel Tracciato, e al massimo 35 metri nel Round 3D. Nella IFAA il round field, su 14 bersagli, va per gli adulti da 20 piedi a 80 yard, cioè da circa 6 a 73 metri, e il round hunter da 11 a 70 yard; i junior tirano al massimo da 50 yard e i cub da 30. Al chiuso la IFAA tira a 20 yard, 18,3 metri, su una visuale da 40 centimetri, e i cub a 10 yard.

Nella mia esperienza, nella FITARCO la prima gara di chi esce da un corso è spesso quella al chiuso, perché a 18 metri la distanza è corta e uguale per tutti, dal principiante al campione. Nella FIARC il passaggio è scritto nel Regolamento Tecnico, aggiornato il 2 dicembre 2023: chi ha il FIARC Pass verde gareggia nella Training Class finché non ha completato il percorso formativo, e la data da cui può partecipare normalmente alle gare la segna l'istruttore federale sul pass. Nella FITARCO l'insegnamento di base dell'istruttore di primo livello arriva fino alle prime competizioni, e il regolamento dei tecnici riconosce dei crediti a chi segue un nuovo tesserato nelle sue prime due gare di calendario. Per i campionati mondiali e continentali della IFAA, poi, serve la Score Record/Classification Card con almeno due punteggi di gara registrati, ottenuti all'aperto per i campionati all'aperto e al chiuso per quelli al chiuso: lo ha ribadito l'esecutivo nei chiarimenti del 1° giugno 2026. In tutti e due i mondi a decidere quando sei pronto è chi ti ha insegnato, non il calendario.

Più la distanza cresce, più ogni imprecisione del gesto si allarga sul bersaglio: ne ho scritto in perché il gruppo si allarga con la distanza, e di come alternare vicino e lontano in allenamento nell'articolo sulla distanza di allenamento.

L'età

Si comincia da bambini come da adulti, e i regolamenti lo prevedono con classi per età. World Archery ha le classi under 15, under 18, under 21 e 50+. La FIARC ha i Cuccioli, dai 7 anni fino all'anno in cui se ne compiono 13, e gli Scout, fino all'anno in cui se ne compiono 18, con un libbraggio massimo di 25 libbre per i primi e di 40 per i secondi, poi i Cacciatori e, nelle gare nazionali, i Seniores dopo i 55 anni; nei suoi corsi chiede che l'iscrizione di un minorenne la firmi un genitore e che durante le lezioni il ragazzo sia sempre accompagnato da chi ne è responsabile. La IFAA divide gli arcieri in cub, sotto i 13 anni, junior dai 13 ai 16, young adult dai 17 ai 20, adult dai 21 ai 54, veteran dai 55 e senior dai 65, e in gara i cub tirano nel loro gruppo con un adulto responsabile che non tira. Da che età abbia senso cominciare, e che cosa si sa del libbraggio e del dolore nei ragazzi, l'ho raccolto nell'articolo da che età si inizia con il tiro con l'arco.