Scheda studio

Tiro con l'arco e attenzione all'EEG: Hussain 2025

Effectiveness of Archery Training on Attention and Cognitive Function: An Electroencephalography (EEG) Study

Liya Khaulah Asy-Syaimaa' Binti Hussain, Azmin Sham Rambely, Nor Azila Noh2025

Citazione

Hussain, L. K. A.-S. B., Rambely, A. S., & Noh, N. A. (2025). Effectiveness of Archery Training on Attention and Cognitive Function: An Electroencephalography (EEG) Study. ASM Science Journal, 20(1), 1-15. https://doi.org/10.32802/asmscj.2025.1760

Cita lo studio
APA

Hussain, L. K. A.-S. B., Rambely, A. S., & Noh, N. A. (2025). Effectiveness of Archery Training on Attention and Cognitive Function: An Electroencephalography (EEG) Study. ASM Science Journal, 20(1), 1-15. https://doi.org/10.32802/asmscj.2025.1760

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Scheda tecnica

Disegno
Studio randomizzato
Popolazione
Non sportivi
Livello
Principianti
Disciplina
Arco tradizionale
Numero di soggetti
20
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
ASM Science Journal

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Venti adulti che non avevano mai tirato sono stati sorteggiati in due gruppi da dieci: uno ha fatto sei settimane di tiro con l'arco, l'altro niente. Prima e dopo, con l'elettroencefalogramma in testa, tutti hanno eseguito due prove al computer: un test di Stroop (bisogna premere il tasto del colore con cui una parola è scritta, ignorando la parola) e un test di reazione a scelta (premere il tasto del quadrato in cui compare una croce).

I tempi di reazione sono scesi in entrambi i gruppi. Nel test di Stroop con parola e colore concordi il gruppo del tiro è passato da 840 a 726 millesimi di secondo e il controllo da 910 a 811; con parola e colore discordi, da 950 a 827 e da 984 a 866. In tutti e due i casi l'effetto del tempo è significativo (p 0,028 e p 0,012) ma l'interazione fra tempo e gruppo non lo è per niente (p 0,865 e p 0,947): i due gruppi sono migliorati allo stesso modo. Nella prova di reazione a scelta il gruppo del tiro è passato da 526 a 520 millesimi e il controllo da 579 a 533, e stavolta nemmeno l'effetto del tempo arriva alla significatività (p 0,074). Detto altrimenti, nella prova più semplice il gruppo che non ha tirato è migliorato più dell'altro, e gli autori scrivono che le differenze osservate non vengono soltanto dall'intervento.

Sui segnali elettrici il quadro è più mosso. Durante il test di Stroop la potenza alfa cambia nel tempo (p sotto 0,001, eta quadro parziale 0,38) e c'è un'interazione tempo per gruppo (p 0,04, eta quadro parziale 0,22); guardando dove sta la differenza, però, il gruppo del tiro aveva valori più alti del controllo soprattutto prima dell'intervento, su cinque elettrodi, e dopo l'intervento su uno solo. Durante la prova di reazione a scelta la potenza alfa non cambia nel tempo (p 0,92) e nemmeno quella beta (p 0,27); restano differenze fra elettrodi e alcune interazioni che coinvolgono il gruppo. L'onda theta non cambia nel tempo in nessuna delle due prove.

Come è stato misurato

Sono stati reclutati 24 volontari sani senza esperienza di tiro e senza disturbi dell'attenzione o neurologici (8 uomini e 16 donne, età media 23,3 anni), tutti destrimani secondo l'inventario di Edimburgo. Uno si è ritirato e tre sono stati esclusi per problemi tecnici nella registrazione dell'elettroencefalogramma, quindi i dati analizzati sono di 20 persone, dieci per gruppo, quattro uomini e sei donne in ciascuno. Il calcolo della numerosità indicava un minimo di 16 partecipanti per un effetto medio.

L'intervento è durato sei settimane, tre volte a settimana, 30 minuti a seduta, guidato da istruttori dell'organizzazione malese di tiro tradizionale: tecnica di base e coordinazione, da 25 a 35 frecce per seduta a tre metri dal bersaglio, con almeno due giorni di riposo fra una seduta e l'altra e l'attrezzatura lasciata ai partecipanti per esercitarsi fra una volta e l'altra. Il gruppo di controllo non faceva né attività fisica regolare né altro.

Le prove si svolgevano in una stanza silenziosa e poco illuminata, seduti con i gomiti a 90 gradi davanti allo schermo. La sessione durava venti minuti: cinque di registrazione a riposo con gli occhi aperti su una croce centrale, tre di Stroop (40 prove, metà concordi), cinque di reazione a scelta (8 prove di pratica e 150 di test, con intervallo fra gli stimoli variato a caso fra uno e tre secondi), con un minuto di pausa fra i blocchi. L'elettroencefalogramma è stato registrato con un casco commerciale a 14 elettrodi, campionando a 128 Hz; i segnali sono stati filtrati fra 1 e 40 Hz con un filtro a 50 Hz, i segmenti oltre 70 microvolt scartati, e la potenza calcolata con la trasformata di Fourier e poi espressa come variazione percentuale rispetto alla linea di base. Le bande dichiarate nei metodi sono theta da 4 a 7 Hz, alfa da 8 a 12 e beta da 13 a 30. L'analisi è un'analisi della varianza a misure ripetute con correzione di Greenhouse-Geisser e confronti successivi corretti con il metodo di Bonferroni.

Il metodo, spiegato: EEG, potenziali evocati e neuroimmagini, Test cognitivi e di attenzione

Limiti

Il campione analizzato è di venti persone, dieci per gruppo, e il controllo non faceva niente: la differenza fra i gruppi non è fra il tiro e un'altra attività, ma fra il tiro e l'assenza di attività, con tutto quello che porta con sè (uscire di casa tre volte a settimana, un istruttore, un gruppo). Non c'è nessun accecamento: chi conduceva le prove sapeva chi aveva tirato. Non c'è nessun controllo a distanza di tempo.

La conclusione dichiarata e quello che mostrano le tabelle non coincidono. L'abstract parla di miglioramenti notevoli nei tempi di reazione in entrambe le prove e di prove robuste dell'effetto del tiro; nei dati i tempi migliorano in tutti e due i gruppi, l'interazione tempo per gruppo non è mai significativa, e nella prova di reazione a scelta nemmeno l'effetto del tempo lo è. L'abstract colloca l'aumento di potenza alfa in entrambe le prove: durante la reazione a scelta non c'è nessun effetto del tempo sull'alfa. L'abstract scrive che la banda alfa è 9-12 Hz, i metodi 8-12.

Restano errori nei gradi di libertà: per le interazioni con il gruppo il testo riporta F(5,913, 18), F(6,558, 18) e F(6,56, 18), dove il secondo numero dovrebbe essere dell'ordine di cento, come lo è nelle righe accanto. Le caratteristiche dei partecipanti riportano una statura media di 1,63 m con deviazione standard di 0,73 m, che non può essere. Non si sa quanto abbiano tirato i partecipanti fra una seduta e l'altra, visto che l'attrezzatura era lasciata loro: la dose effettiva non è misurata.

Infine, lo studio non misura niente del tiro: non c'è un punteggio, non c'è una misura di precisione, e i partecipanti non sono arcieri. Riguarda il tiro come attività per principianti, non la prestazione in pedana.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira, questo studio non dice niente sulla prestazione: i partecipanti erano adulti alla prima esperienza, tiravano a tre metri e nessuno ha contato un punto. Riguarda la domanda, diversa, se sei settimane di tiro cambino l'attenzione di chi non è arciere.

Sul merito, la risposta che i dati sostengono è più cauta di quella dell'articolo. Chi ha tirato ha risposto più in fretta alla fine delle sei settimane, ma così ha fatto anche chi non aveva tirato, e il confronto fra i gruppi non separa le due cose: una parte, forse tutta, del miglioramento è il semplice rifare la stessa prova una seconda volta. Sul fronte dei segnali cerebrali c'è un cambiamento della potenza alfa durante il test di Stroop, ma il punto in cui i gruppi differiscono di più è la misura iniziale, e questo toglie forza alla lettura di un effetto dell'allenamento.

Nel registro lo studio conta come una prova debole sulla riga dell'attenzione nei principianti, e come promemoria su come leggere gli abstract: qui l'abstract afferma un risultato che le tabelle dello stesso articolo non reggono. Chi insegna a gruppi di principianti può ricavarne che sei settimane a tre metri non hanno peggiorato l'attenzione di nessuno; oltre questo, l'articolo non porta.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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APA

Campagna, M. (2026). Scheda studio: Effectiveness of Archery Training on Attention and Cognitive Function: An Electroencephalography (EEG) Study. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/hussain-2025-attention-cognitive

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