Scheda studio

Arcieri e pseudoneglect: tesi Forte 2016

The Impact of Expertise in Archery on the Attentional Biases of Perceptual and Representational Pseudoneglect

Kate A. Forte2016

Citazione

Forte, K. A. (2016). The Impact of Expertise in Archery on the Attentional Biases of Perceptual and Representational Pseudoneglect. National University of Ireland Maynooth (MSc thesis). https://mural.maynoothuniversity.ie/7529/

Cita lo studio
APA

Forte, K. A. (2016). The Impact of Expertise in Archery on the Attentional Biases of Perceptual and Representational Pseudoneglect. National University of Ireland Maynooth (MSc thesis). https://mural.maynoothuniversity.ie/7529/

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Misto
Livello
Livello di società
Disciplina
Arco olimpico
Numero di soggetti
89
Tipo
Tesi
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
No
Sede
National University of Ireland Maynooth (MSc thesis)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Una tesi di master dell'università di Maynooth ha confrontato 29 arcieri irlandesi di ricurvo di alto livello con gruppi di non arcieri in prove sullo pseudoneglect, la lieve tendenza che quasi tutti hanno a spostare l'attenzione verso sinistra e a sbagliare di conseguenza verso destra. I due gruppi avevano punteggi uguali nelle prove cognitive generali: quoziente intellettivo stimato intorno a 111, questionario sulle distrazioni quotidiane, test di collegamento di numeri e lettere.

Nel primo esperimento, contro 30 controlli, gli arcieri hanno diviso a metà le linee su carta con errori più piccoli sia verso sinistra sia verso destra: l'errore medio verso sinistra era 1,76 mm nei controlli e 0,26 mm negli arcieri (F = 43,39, p < 0,001). Passando 20 volte in una porta larga solo 2 cm più del corpo, gli arcieri sono passati senza toccare in media 19,55 volte contro 18,43, con meno urti a destra (0,38 contro 1,33). In una ricerca visiva al computer erano più precisi (bersaglio presente: 28,8 risposte giuste su 30 contro 27,2) con tempi uguali nelle risposte corrette. Nelle prove di cancellazione la differenza c'era solo in una delle due versioni.

Nel secondo esperimento, con gli stessi arcieri e altri 30 controlli, si sceglieva il centro di una linea tra cinque segni, guardandola o ricordandola, con linee semplici o con le alette dell'illusione di Müller-Lyer. Non c'è un effetto complessivo del gruppo (p = 0,11) ma c'è un'interazione tra gruppo e condizione (p = 0,019): la differenza tra gruppi è significativa solo per le linee semplici guardate (p = 0,01), non per quelle ricordate (p = 0,41), e secondo il testo negli arcieri le scelte a memoria cadevano più a sinistra di quelle a vista.

Come è stato misurato

Gli arcieri dovevano avere almeno 3 anni di pratica e la classificazione Master Bowman della federazione britannica, cioè tre punteggi da almeno 1.191 su 1.440 in gare di livello record; tirano tutti con il ricurvo e sono stati reclutati in club della Repubblica d'Irlanda e dell'Irlanda del Nord. Erano 25 uomini e 4 donne, età media 27,03 anni. I controlli del primo esperimento (22 uomini e 8 donne, 25,6 anni di media) e quelli del secondo (19 uomini e 11 donne, 24 anni) erano persone senza esperienza di tiro, reclutate all'università e in paese. Le prove si sono svolte in stanze silenziose dell'università, e per alcuni arcieri nel loro club.

La batteria comprendeva un test di lettura per stimare il quoziente intellettivo, un questionario sulle distrazioni quotidiane, il Trail Making Test, due prove di cancellazione (campanelle e lettere, con 30 secondi invece dei minuti usati in clinica, perché nella prova pilota nessuno sbagliava), la divisione a metà di linee su carta lunghe da 4 a 18 cm misurando lo scarto in millimetri, la prova della porta (due pali a 1 cm per lato dalla parte più larga del corpo, 20 passaggi, conta l'urto solo se il palo si muove) e una ricerca visiva al computer di una barretta rossa inclinata tra distrattori, in 4 blocchi da 30 prove. Il compito del secondo esperimento, su un portatile da 12 pollici a mezzo metro, mostrava le linee per 2 secondi e lasciava 2 secondi per scegliere il centro tra cinque barre numerate, in 60 prove.

Il metodo, spiegato: Test cognitivi e di attenzione

Limiti

È una tesi di master, non un articolo passato per una revisione esterna, e il disegno è trasversale: confronta arcieri già esperti con non arcieri, quindi non può dire se il tiro abbia ridotto lo pseudoneglect o se chi ha un'attenzione più equilibrata arrivi più facilmente a quel livello. L'autrice lo riconosce. Gli arcieri sono gli stessi nei due esperimenti, quasi tutti uomini, e alcuni sono stati provati nel loro club invece che in laboratorio; nulla indica che chi somministrava le prove ignorasse a quale gruppo apparteneva ciascuno. Le differenze sono di pochi millimetri e di uno o due urti su venti passaggi, e niente le collega al punteggio o alla mira.

Nelle tabelle ci sono cose che non tornano. Nel secondo esperimento la tabella, così come è stampata, attribuisce agli arcieri scarti verso sinistra più grandi di quelli dei controlli (per le linee semplici guardate -7,2 contro -1,45), mentre il testo dice che gli arcieri sceglievano più vicino al centro: o le colonne sono invertite o lo è la lettura, e dalla tesi non si capisce quale. Lo stesso scarto verso sinistra degli arcieri compare come 0,26 nel primo esperimento e come -0,26 nel secondo, e i controlli dei due esperimenti, persone diverse, hanno lo stesso identico punteggio nel questionario sulle distrazioni. Ciascun esperimento ha 59 partecipanti, ma gli arcieri sono gli stessi nei due: le persone diverse sono 89.

Cosa vuol dire per chi tira

Per chi tira è una curiosità, non un'indicazione. La tesi suggerisce che arcieri di ricurvo di buon livello abbiano un'attenzione spaziale un po' più equilibrata tra destra e sinistra, nelle prove su carta e nella prova della porta, e che questo valga anche fuori dal campo. Non dice che questa caratteristica aiuti a fare punti, né che allenarla migliori la mira, e non permette di capire se venga dal tiro o se ci fosse già prima.

Per un allenatore il punto interessante è quello che l'autrice lascia aperto: un vantaggio che si vede in compiti lontani dal tiro può nascere dalla pratica oppure dalla selezione di chi arriva in alto. Per distinguere servirebbe seguire gli stessi arcieri da principianti a esperti, cosa che qui non è stata fatta.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: The Impact of Expertise in Archery on the Attentional Biases of Perceptual and Representational Pseudoneglect. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/forte-2016-expertise-attentional

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