Scheda studio

Concentrazione e precisione nel tiro: Nurida 2026

Concentration Level and Arm Muscle Endurance Relationship to Archery Accuracy

Muhammad Fadhil Nurida, Mugiyo Hartono2026

Citazione

Nurida, M. F., & Hartono, M. (2026). Concentration Level and Arm Muscle Endurance Relationship to Archery Accuracy. ACTIVE: Journal of Physical Education, Sport, Health and Recreation, 15(2), 586-593. https://doi.org/10.15294/active.v15i2.48430

Cita lo studio
APA

Nurida, M. F., & Hartono, M. (2026). Concentration Level and Arm Muscle Endurance Relationship to Archery Accuracy. ACTIVE: Journal of Physical Education, Sport, Health and Recreation, 15(2), 586-593. https://doi.org/10.15294/active.v15i2.48430

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Arcieri
Livello
Giovani
Disciplina
Arco nudo
Numero di soggetti
45
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
ACTIVE: Journal of Physical Education, Sport, Health and Recreation (rivista regionale)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Quarantacinque arcieri juniores della divisione nazionale indonesiana, tutti i tesserati Perpani del distretto di Boyolali, misurati una volta sola nell'aprile 2026 su tre cose: la concentrazione, la resistenza delle braccia e il punteggio.

La concentrazione con il test della griglia: cento caselle con numeri a due cifre da 00 a 99, da collegare dal più piccolo al più grande in sessanta secondi, e il punteggio è quanti se ne trovano in ordine. La resistenza delle braccia con i piegamenti: quanti se ne fanno in sessanta secondi senza pause, con le donne che li eseguono appoggiando le ginocchia. Il punteggio con trentasei frecce a trenta metri.

I numeri. Concentrazione fra 14 e 29, media 21,82 ± 4,16. Piegamenti fra 19 e 38, media 27,89 ± 4,94. Punteggio medio 315,11 ± 13,89 su 360, cioè 8,75 punti per freccia.

Le tre misure si legano fra loro. La concentrazione con il punteggio dà r uguale a 0,702 con p sotto 0,001; i piegamenti con il punteggio r uguale a 0,633, anch'essa sotto 0,001. Messe insieme in una correlazione multipla danno R uguale a 0,762 e R quadro 0,581, con F uguale a 29,086: le due misure rendono conto del 58,1 per cento delle differenze di punteggio fra questi quarantacinque arcieri. I due predittori si sovrappongono fra loro in parte, con tolleranza 0,698 e un fattore di inflazione della varianza di 1,432, che corrisponde a una correlazione di circa 0,55 fra concentrazione e piegamenti.

I conti dell'articolo sono coerenti fra loro, e questo va detto perché non è la regola in questa letteratura. Partendo dalle due correlazioni semplici e dalla sovrapposizione fra i predittori si ritrova R quadro a 0,5805 contro lo 0,581 dichiarato, R a 0,762 contro 0,762, e F a 29,06 contro 29,09. Le verifiche preliminari sono riportate e tornano: normalità delle tre variabili, linearità di entrambe le relazioni e assenza di collinearità eccessiva.

Come è stato misurato

Indagine con approccio correlazionale e raccolta dei dati in un'unica occasione, dal 3 al 5 aprile 2026, sul campo dello stadio Kebogiro nel distretto di Boyolali. Il campione coincide con la popolazione: quarantacinque arcieri juniores della divisione nazionale, presi tutti, con la tecnica del campionamento totale. Dei partecipanti non è riportato nulla oltre a questo: niente età, niente composizione per sesso, niente anni di pratica, niente libbraggio.

Il test della griglia per la concentrazione viene da una fonte secondaria, e l'articolo lo attribuisce a Harris e Harris e a Marten indicando gli anni 1894 e 1933, che sono fuori di un secolo rispetto alla data di quello strumento. L'affidabilità riportata, r uguale a 0,79 in un ritest, è ripresa dalla stessa fonte e non misurata qui. La griglia ha cento caselle con numeri a due cifre da 00 a 99; si barrano in ordine crescente per sessanta secondi, da seduti, e si contano quelli trovati in sequenza. Il test è stato eseguito una volta. L'articolo riporta anche le fasce di giudizio: ventuno e oltre eccellente, da sedici a venti buono, da undici a quindici sufficiente, da sei a dieci scarso, cinque e sotto molto scarso.

I piegamenti seguono un protocollo citato da un'altra fonte: sessanta secondi, mani alla larghezza delle spalle, braccia distese, discesa fino a novanta gradi, risalita a braccia distese, senza pause, contando le ripetizioni. Per le donne il protocollo è modificato con l'appoggio delle ginocchia e partenza da terra.

Il punteggio viene da uno strumento citato con validità 0,922 e affidabilità 0,738: trentasei frecce a trenta metri, con l'arco di ciascuno, bersaglio, parapalle e scheda di punteggio.

L'analisi è in SPSS 25: test di Shapiro e Wilk per la normalità, che passa su tutte e tre le variabili con significatività 0,749, 0,091 e 0,156; test di linearità sullo scostamento dalla linearità, che passa con 0,915 e 0,114; test di collinearità con tolleranza e fattore di inflazione della varianza; poi correlazione di Pearson semplice per ciascun predittore e correlazione multipla per i due insieme.

Il metodo, spiegato: Test cognitivi e di attenzione, Test fisici da campo

Limiti

Qui il problema non è nei conti, che tornano, ma in che cosa è stato misurato.

La resistenza delle braccia è misurata con i piegamenti, cioè con una spinta, mentre tirare l'arco è una trazione. L'introduzione dello stesso articolo elenca i muscoli che servono a trazionare e a tenere, cioè dita, trapezio, bicipite, romboide, deltoide e tricipite, e poi la misura scelta è il numero di piegamenti in un minuto, dove il lavoro lo fanno pettorale, deltoide anteriore e tricipite in spinta. Fra quello che l'articolo descrive come necessario e quello che misura c'è una differenza di gesto, e dallo studio non si ricava se l'associazione riguardi la resistenza utile al tiro o la condizione fisica generale.

La stessa misura, poi, non è la stessa per tutti. Le donne eseguono i piegamenti con le ginocchia appoggiate, gli uomini a braccia e gambe distese: sono due test diversi i cui risultati finiscono in un'unica variabile. Quante siano le donne e quanti gli uomini non è riportato, e il sesso non entra nell'analisi. Se i ragazzi facessero più piegamenti e tirassero anche punteggi più alti, cosa plausibile in una categoria juniores dove il libbraggio dipende dalla corporatura, una parte di quello 0,633 sarebbe la differenza fra i sessi e non un legame fra resistenza e precisione.

Dei partecipanti non si sa nient'altro. Nessuna età, nessun anno di pratica, nessun libbraggio: in un gruppo di juniores di un solo distretto, chi si allena da più tempo tende ad avere punteggi migliori, più ripetizioni ai piegamenti e più dimestichezza con un test a griglia da fare in un minuto. Entrambi i predittori possono quindi essere in parte misure della stessa cosa, cioè di quanto uno è avanti nel percorso, e la correlazione di circa 0,55 fra loro è compatibile con quella lettura. Lo studio non ha nessuna variabile con cui tenerne conto.

Il disegno è trasversale, una misura sola per ciascuno in tre giorni, e il linguaggio delle conclusioni non lo è. Il riassunto dice che le due misure «hanno contribuito per il 58,1 per cento» alla precisione, la discussione dice che più resistenza porta più precisione, e le conclusioni chiedono agli allenatori di costruire programmi fisici e mentali. Da una correlazione misurata una volta non si ricava che allenare la concentrazione o i piegamenti alzi il punteggio: si ricava che in questo gruppo le tre cose vanno insieme.

Sulla misura della concentrazione, un test a griglia svolto una volta per sessanta secondi è una fotografia rumorosa: l'affidabilità citata, 0,79, viene da un altro studio, e qui nessuna ripetizione permette di stimarla. Chi ha più familiarità con i test di carta, inoltre, ne trova più numeri a parità di capacità di concentrarsi sul tiro.

Il campione coincide con la popolazione di un solo distretto, quindi lo studio descrive Boyolali e non gli juniores indonesiani, e il punteggio è a trenta metri sulla visuale grande, cioè nel formato più facile: una media di 8,75 punti per freccia non si confronta con i punteggi dei settanta metri.

Restano imprecisioni di contorno che un lettore nota: il test della griglia attribuito al 1894 e al 1933, un riferimento bibliografico in cui l'autore risulta «Sports Science et al.», un altro che riporta il titolo dentro il nome dell'autore, e nella tabella della collinearità l'intestazione «VIVID» invece di VIF. Nel testo estratto dai PDF il minimo e il massimo del punteggio non compaiono, mentre nel registro risultano 281 e 345: li ha letti una sessione precedente, quindi la tabella li contiene e l'estrazione li ha perduti.

Cosa vuol dire per chi tira

Il risultato che resta di questo studio è un ordine di grandezza su quanta parte delle differenze di punteggio, dentro un gruppo di juniores, va insieme a due cose misurabili in mezz'ora: un test di concentrazione su carta e il numero di piegamenti in un minuto. Insieme stanno con il 58 per cento delle differenze, e separatamente con r di 0,70 e 0,63. Sono numeri alti per questa letteratura, e i conti dell'articolo sono coerenti, cosa che nel lotto non è la regola.

Quello che non si può ricavare è che allenare quelle due cose alzi il punteggio. La misura è una fotografia sola: dice che in quel gruppo chi segna più punti tende anche a trovare più numeri nella griglia e a fare più piegamenti, non che facendo più piegamenti si segni di più. L'articolo invece scrive che le due misure «hanno contribuito» alla precisione e chiede programmi agli allenatori, che è un passo in più di quanto il disegno consenta.

C'è poi una cosa che un arciere nota subito: i piegamenti sono una spinta, e tirare l'arco è una trazione. L'articolo stesso, nell'introduzione, elenca dita, trapezio, bicipite e romboide fra i muscoli che servono, e poi misura un gesto in cui quelli non lavorano. Chi volesse usare questo dato per scegliere un esercizio guarderebbe nel posto meno adatto. Resta plausibile che i piegamenti qui funzionino da indicatore di condizione fisica generale, e che sia quella a stare insieme al punteggio.

Infine il dettaglio che pesa più di tutti sulla lettura: le donne hanno fatto i piegamenti sulle ginocchia e gli uomini a gambe distese, i due risultati stanno nella stessa variabile, e quante siano le une e gli altri non è scritto. In una categoria juniores, dove la corporatura decide anche il libbraggio, quella correlazione può contenere la differenza fra ragazzi e ragazze.

Il registro tiene questo lavoro come la misura trasversale più numerosa dal lato a favore sul legame fra braccia e precisione, con la riserva che la resistenza è misurata con un gesto di spinta e con due protocolli diversi secondo il sesso, e per il punteggio medio per freccia a trenta metri.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Concentration Level and Arm Muscle Endurance Relationship to Archery Accuracy. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/muhammad-fadhil-nurida-2026-concentration-arm

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