Prima o poi succede a quasi tutti. Per settimane il bersaglio sembra migliore, le frecce stanno più vicine fra loro, e a fine sessione il referto dice più o meno lo stesso numero di prima. Oppure succede il contrario: il punteggio sale di qualche punto e il gruppo, a guardarlo, è largo come sempre. Da qui viene una domanda che mi fanno spesso, cioè perché il punteggio non dica se si sta raggruppando meglio.

La risposta sta in come è costruito il punteggio. Ogni freccia vale per la distanza a cui arriva dal centro del bersaglio, e quella distanza dipende da due cose diverse: quanto è largo il gruppo e dove sta il suo centro. Il referto le somma in un numero solo, per cui il progresso dell'una può essere assorbito da un passo indietro dell'altra. Gli studi che hanno registrato la posizione delle frecce, invece di contarle per anelli, permettono di vedere se questo succede e fin dove la ricerca è arrivata.

Le due misure che il punteggio mette insieme

Allenatori e ricercatori le chiamano in modi diversi, precisione e accuratezza, rosata e centratura, ma il senso è lo stesso. La prima dice quanto le frecce stanno vicine fra loro, cioè quanto il gesto si ripete; la seconda dice quanto il centro del gruppo è vicino al centro del bersaglio, e dipende dal gesto ma anche dal mirino, dal vento e da come è messo a punto l'arco. Si correggono in modo diverso: spostare il mirino sposta il centro del gruppo senza stringerlo, mentre un gruppo più stretto non si avvicina al centro da solo.

Il punteggio non le distingue. Un gruppo stretto che sta tutto da una parte e un gruppo largo ma centrato possono dare lo stesso totale, e lo stesso vale per i cambiamenti nel tempo: se in un mese il gruppo si stringe e nello stesso mese il suo centro scivola di lato, il referto può restare fermo. E in gara la centratura pesa più di quanto si pensi. Uno studio che ha fotografato le visuali di due grandi gare internazionali del 2013 ha ricalcolato i punti persi per i gruppi non centrati, e ne ricava che in media gli arcieri centravano il gruppo entro circa il 60 per cento della sua ampiezza, con l'eccezione dei migliori del compound maschile, che centravano nettamente meglio. Lo scarto del centro, quindi, non è piccolo rispetto alla larghezza del gruppo, e nel punteggio pesa insieme a lei. Quanto costi un gruppo fuori centro l'ho raccontato nell'articolo sul pattern d'impatto delle frecce, e nel registro l'affermazione che nelle grandi gare molti arcieri perdono punti per un mirino regolato male è riportata.

Lo studio che ha misurato punteggio e gruppo negli stessi tiri

Che due arcieri con lo stesso punteggio possano raggruppare in modo diverso si ricava dalla geometria del bersaglio. Vederlo succedere, però, chiede uno studio che registri per gli stessi tiri sia il punteggio sia la posizione di ogni freccia, e nel registro ce n'è uno, pubblicato nel 2026. Dodici giovani arcieri indonesiani, fra i 12 e i 15 anni e con una pratica fra i due e i dieci anni, hanno tirato quindici frecce ciascuno con un arco elettronico, verso un bersaglio virtuale da 122 centimetri mostrato su un televisore a un metro e mezzo. Per ognuno gli autori hanno calcolato il punteggio, su un massimo di 150, e la dispersione, cioè la distanza media delle frecce dal centro del loro gruppo.

I punteggi andavano da 104 a 144 e la dispersione da 5,2 a 22,3 centimetri. Agli estremi le due misure dicevano la stessa cosa, perché il gruppo più stretto era di uno dei due ragazzi a 144 punti, il massimo del campione, e il più largo di chi aveva il punteggio più basso. In mezzo, invece, si separavano. Nel grafico per atleta due ragazzi intorno ai 125 punti, a un punto l'uno dall'altro, avevano una dispersione di circa 10,5 e circa 19 centimetri, quasi il doppio. La coppia che gli autori citano nel testo, con 135 e 136 punti, ha gruppi quasi uguali, 9,2 e 9,6 centimetri: chi fa un punto in più raggruppa un po' peggio, ma la differenza è di quattro millimetri.

FIG · 01 Un punto di differenza, gruppi molto diversi 12 giovani arcieri, 15 tiri con un arco elettronico, bersaglio su uno schermo a 1,5 m Dispersione attorno al centro del gruppo (cm) 25 20 15 10 5 0 100 110 120 130 140 150 Punteggio su 150 atleta 2 · 104 punti · 22,3 cm atleti 12 e 11 ≈125 e ≈126 punti ≈19 e ≈10,5 cm atleti 4 e 3 135 e 136 · 9,2 e 9,6 cm atleta 5 · 144 punti · 5,2 cm valore riportato nel testo valore letto dal grafico per atleta Più in basso il gruppo è più stretto, più a destra il punteggio è più alto.
Fig. 01 Ogni punto è un atleta dello studio. Sono disegnati sei dei dodici: i quattro di cui il testo dà punteggio e dispersione e, con i cerchi vuoti, i due intorno ai 125 punti, i cui valori sono letti dai grafici a barre per atleta e vanno presi come approssimati. La dispersione è la distanza media delle frecce dal centro del gruppo. Dati ridisegnati dallo studio.

Per questo nel registro l'affermazione che due arcieri con lo stesso punteggio possono raggruppare in modo molto diverso è riportata, e non di più. Lo studio è piccolo, il caso decisivo è letto da un grafico a barre e non da una tabella, e soprattutto le condizioni sono lontane da un campo di gara: un arco elettronico, un bersaglio su uno schermo, quindici tiri a testa. Dice che il punteggio può nascondere gruppi molto diversi, non quanto spesso succeda a 18 o a 70 metri con il proprio arco in mano.

Fra livelli lontani il gruppo segue il livello

Se dallo scarto fra due ragazzi vicini si passa a gruppi di arcieri di livello diverso, il quadro cambia, perché fra un principiante e un arciere di nazionale la distanza è così grande che il livello più alto e il gruppo più stretto vanno insieme. Il registro raccoglie sette campioni indipendenti, tutti nella stessa direzione. Il più vecchio è del 1990: a diciotto metri il contorno del gruppo di tre arcieri olimpici stava fra 7,8 e 10 centimetri, quello di sei arcieri belgi di livello nazionale fra 11,9 e 26,7. Nel 2017, a trenta metri, dieci arcieri della squadra britannica di livello olimpico erano più precisi di dieci principianti di club, pur impiegando lo stesso tempo per tiro.

Il lavoro che separa meglio le due misure è un abstract di congresso del 2014 su ventinove arcieri turchi del ricurvo divisi in tre livelli, con settantadue frecce a testa a diciotto metri fotografate a ogni volée e riportate su un piano di coordinate. Gli arcieri di alto livello avevano il gruppo più stretto e il centro più vicino al centro del bersaglio, e la dispersione dei principianti era da cinque a sette volte la loro. Il gruppo intermedio, però, era il più decentrato dei tre, con una dispersione molto più piccola di quella dei principianti e un centro più lontano dal centro del bersaglio. L'autore stesso riassume così i tre livelli: alto livello accurato e preciso, livello medio preciso ma poco accurato, principianti accurati ma poco precisi.

FIG · 02 Larghezza e centratura in tre livelli 29 arcieri del ricurvo, 72 frecce a testa a 18 m · media e deviazione standard degli impatti Le linee grigie si incrociano al centro del bersaglio. Alto livello · 9 arcieri centro -0,79; -1,24 dev. st. 2,20 e 1,94 accurato e preciso Livello medio · 13 arcieri centro -4,19; 1,03 dev. st. 5,80 e 4,26 preciso, poco accurato Principianti · 7 arcieri centro 1,56; 1,46 dev. st. 11,80 e 14,34 accurato, poco preciso L'abstract non dichiara né l'unità di misura né il verso degli assi.
Fig. 02 Ogni ellisse è un livello: il centro è la posizione media delle frecce del gruppo, gli assi valgono una deviazione standard in orizzontale e in verticale. Sono valori di ogni livello messo insieme, non del singolo arciere; il disegno mette x verso destra e y verso l'alto. Le etichette in corsivo sono la sintesi dell'autore. Dati ridisegnati dall'abstract.

La figura va letta con due avvertenze. I valori sono quelli di ogni livello messo insieme, non del singolo arciere, e sette principianti con gruppi spostati in direzioni diverse possono avere una media vicina al centro anche se nessuno dei sette è centrato; l'abstract, poi, non scrive l'unità di misura. Detto questo, la larghezza del gruppo scende in modo ordinato con il livello e la centratura no, ed è lo stesso scollamento fra le due misure che si vedeva nei due ragazzi a 125 punti, qui su gruppi di persone.

In gara il divario si vede sulle visuali. Nelle foto della Coppa del Mondo di Shanghai del 2013 i primi venti del compound maschile hanno perso per il gruppo decentrato, in media, 0,30 punti su 36 frecce, contro 1,35 della loro divisione nel complesso. Dentro una squadra nazionale, su novanta frecce a diciotto metri, il migliore non ha tirato nessun sei e nessun sette e il peggiore un sei e quattordici sette, per cui il livello si vedeva nella coda dei tiri peggiori più che nella media. Messi insieme, questi lavori fanno sì che l'affermazione che più alto è il livello dell'arciere, più il gruppo è stretto e centrato sia riportata: sono tutti confronti fra arcieri diversi, due sono abstract di congresso e in gara la centratura migliore dei primi si vede netta soltanto nel compound maschile.

Le due letture, quella dei ragazzi indonesiani e quella dei livelli, stanno insieme. Quando la differenza fra due arcieri è grande, il gruppo più stretto va con il punteggio più alto, come agli estremi dello studio indonesiano; quando è piccola, la centratura può pesare quanto la larghezza, come nella coppia a 125 punti. I progressi di qualche settimana, del resto, sono quasi sempre piccoli, ed è proprio lì che il referto rischia di non vederli.

Il punteggio dei compagni come metro

Molti arcieri, per capire se stanno migliorando, si confrontano con i compagni di società o con la media della categoria, e anche questo metro è meno stabile di quanto sembri. Ogni volta che uno studio riporta i punteggi dei singoli, la forbice dentro lo stesso gruppo è larga: dodici arcieri di club indonesiani andavano da 188 a 325 punti su 36 frecce a 30 metri; quattro maestri dello sport russi, su sessanta frecce a testa, hanno fatto 31, 28, 27 e 17 dieci; nove liceali coreani agonisti, della stessa scuola sportiva, avevano a 50 metri medie per freccia fra 7,3 e 9,1. Con una decina di campioni indipendenti nella stessa direzione, dai principianti ai maestri dello sport, l'affermazione che dentro lo stesso gruppo di arcieri i punteggi sono molto diversi da un arciere all'altro è corroborata.

Salendo di livello la forbice si stringe, senza chiudersi. Nella nazionale cinese la media per freccia a settanta metri era 8,7 con una deviazione standard fra atleti di 0,5, nella squadra di Pechino 6,8 con 1,4, e anche in nazionale i singoli andavano da 7,7 a 9,4. Gli studi che lo mostrano sono due, piccoli e trasversali, e l'affermazione che salendo di livello i punteggi degli arcieri di uno stesso gruppo sono più vicini fra loro è riportata. Su tutti questi numeri pesa poi un limite comune: sono fotografie di un giorno, e non dicono quanta parte della distanza fra due compagni sia una differenza stabile e quanta la giornata di ciascuno. Se il tuo totale è uguale a quello di un compagno, quindi, non sai ancora se raggruppate allo stesso modo, e nemmeno se fra un mese sarete ancora vicini.

Dove si ferma la ricerca

Messi in fila, questi studi non dicono tutti la stessa cosa con la stessa forza. Che dentro un gruppo di arcieri i punteggi siano molto diversi è la parte più solida. Che i livelli alti abbiano gruppi più stretti e meglio centrati regge su sette campioni, tutti trasversali. Che due arcieri con lo stesso punteggio possano raggruppare in modo molto diverso poggia invece su un solo studio piccolo, fatto in condizioni lontane dalla gara.

La domanda di chi guarda il proprio referto, cioè se nello stesso arciere, settimana dopo settimana, punteggio e gruppo possano andare in direzioni diverse e quanto spesso succeda, nessuno l'ha messa alla prova: nessuno ha seguito gli stessi arcieri nel tempo registrando insieme il punteggio, la larghezza del gruppo e la posizione del suo centro. Quello che si può dire viene dalla geometria del bersaglio e dai confronti fra persone, e per questo le indicazioni che seguono sono un modo di misurare, non una promessa di risultato.

Cosa ne ricavo per il campo

La prima cosa che ne ricavo è che, per sapere come raggruppo, devo registrare dove vanno le frecce e non solo quanto valgono. Il bersaglio a tap del sito serve a questo: segni ogni freccia con un dito su una visuale in scala e ottieni, oltre al punteggio, il centro del gruppo e la sua dispersione, cioè proprio le due misure che il referto mette insieme. Lo stesso si può fare con una foto della visuale a ogni volée. Che la posizione delle frecce si possa ricavare a mano da una fotografia lo dice uno studio del 2012, in cui dieci persone senza esperienza di tiro hanno segnato dalle foto le 72 frecce tirate da un arciere a 70 metri: le posizioni segnate coincidevano quasi del tutto con quelle misurate, e l'errore pesava meno sulla posizione del centro (0,57 per cento) che sull'ampiezza del gruppo (1,53 per cento sul raggio medio). Nessuno l'ha ancora provato con arcieri e allenatori su foto scattate in gara, e per questo nel registro l'affermazione che la posizione delle frecce si può ricavare a mano da una fotografia del bersaglio è trasferita.

La seconda è guardare le due misure separatamente, e su abbastanza frecce. Se in qualche settimana la dispersione scende ma il centro del gruppo si sposta, il punteggio può restare fermo anche se il gesto si ripete meglio, e da guardare è il centro, che può spostarsi per il mirino come per il tiro; se il punteggio sale e la dispersione no, è probabile che a migliorare sia stata la centratura. Il centro di tre o sei frecce, però, oscilla molto attorno a quello del gruppo intero, e conviene leggerlo su più volée prima di toccare il mirino, come ho spiegato parlando di quanto costa un gruppo fuori centro.

La terza riguarda i confronti. Un punto di differenza fra due sessioni, o fra te e un compagno, dice poco, sia per il peso della centratura sia perché il punteggio di un round ha una sua oscillazione naturale; quanti punti servano per parlare di un miglioramento l'ho scritto nell'articolo su quanti punti servono per dire che un arciere è più bravo. Con il gruppo misurato, invece, il confronto si fa sulla cosa che si sta allenando. Nessuno studio dice che seguire la dispersione faccia salire il punteggio prima, ma permette di vedere un progresso del gesto che il referto, per come è costruito, può tenere nascosto.