Scheda studio

Arcieri in carrozzina e forza: studio Erten 2021

Comparison of Upper Extremity Physical Fitness Levels in Wheelchair Archery and Basketball Athletes

Ayşe Büşra Erten, Gülay Aras Bayram, Candan Algun2021

Citazione

Erten, A. B., Aras Bayram, G., & Algun, C. (2021). Comparison of Upper Extremity Physical Fitness Levels in Wheelchair Archery and Basketball Athletes. International Journal of Disabilities Sports and Health Sciences, 4(1), 73-79. https://doi.org/10.33438/ijdshs.885201

Cita lo studio
APA

Erten, A. B., Aras Bayram, G., & Algun, C. (2021). Comparison of Upper Extremity Physical Fitness Levels in Wheelchair Archery and Basketball Athletes. International Journal of Disabilities Sports and Health Sciences, 4(1), 73-79. https://doi.org/10.33438/ijdshs.885201

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Scheda tecnica

Disegno
Studio trasversale
Popolazione
Misto
Livello
Livello di società
Disciplina
Non dichiarata
Numero di soggetti
18
Tipo
Articolo in rivista
Lingua
Inglese
Revisione tra pari
Sì
Sede
International Journal of Disabilities Sports and Health Sciences (rivista regionale)

Cosa ha misurato e cosa ha trovato

Diciotto atleti in carrozzina di due società di Istanbul, nove arcieri paralimpici e nove cestisti di prima divisione, sono stati confrontati su forza, mobilità di spalla, tempo di reazione ed equilibrio del tronco. I cestisti avevano valori più alti su quasi tutto quello che riguarda la forza. In tutti e sei i gruppi muscolari misurati con il miometro la differenza era netta, con p riportato come 0,000: flessori di spalla 30,5 a destra e 31,5 a sinistra contro 11,7 e 11,2, estensori 25,4 e 26,0 contro 12,7 e 11,6, abduttori 26,9 e 27,7 contro 9,5 e 8,3, rotatori interni 24,6 e 23,1 contro 12,1 e 12,5, rotatori esterni 21,6 e 21,2 contro 6,8 e 7,0, flessori di gomito 31,8 e 31,8 contro 15,0 e 12,9, cioè da due a tre volte tanto. Nella forza di presa la differenza era significativa a sinistra (48,3 contro 28,7 chili, p = 0,030) e non a destra (47,5 contro 33,1, p = 0,171). Nei test di allungamento i cestisti arrivavano più lontano nel reach laterale (p = 0,015 a destra e 0,021 a sinistra) e in quello unilaterale (44,8 contro 30,8 centimetri, p = 0,031), mentre il reach bilaterale non distingueva i gruppi.

Mobilità di spalla e tempo di reazione non differivano, e gli autori lo segnalano come inatteso fra due discipline così diverse. Le due squadre erano simili per età, statura, peso e indice di massa corporea, ma non per storia sportiva: i cestisti avevano 14,1 anni di pratica contro 4,2 e 27 anni di disabilità contro 15,4, mentre gli arcieri dichiaravano circa tre volte le ore di allenamento settimanale, 28,7 contro 8,7. Soprattutto, i due gruppi non avevano le stesse condizioni: fra gli arcieri c'erano tre atleti con tetraplegia da lesione a C7-C8, quattro con paraplegia e due con spina bifida; fra i cestisti nessun tetraplegico, ma cinque amputati, due esiti di poliomielite e due paraplegie a T5 e T7.

Come è stato misurato

Le misure sono state raccolte fra il 20 e il 29 aprile 2019 nelle sedi dove le due squadre si allenano. Erano stati reclutati dieci atleti per gruppo; uno per parte è uscito per un infortunio all'arto superiore e lo studio si è chiuso con 18 partecipanti. Tutte le misure, tranne il tempo di reazione, sono state ripetute tre volte per ciascun arto e mediate.

La forza di presa è stata misurata con un dinamometro idraulico Jamar nella seconda posizione dell'impugnatura. La mobilità di spalla con il back scratch test, cioè la distanza fra le dita delle due mani portate dietro la schiena, una da sopra e una da sotto. Il tempo di reazione con il test visivo di Nelson, venti ripetizioni di cui sono stati scartati i cinque valori più alti e i cinque più bassi, con la media dei dieci rimanenti. La forza di flessori, estensori, abduttori, rotatori interni ed esterni della spalla e dei flessori del gomito con un miometro manuale. L'equilibrio del tronco con il functional reach test modificato in tre versioni, allungamento unilaterale, bilaterale e laterale, che misura quanto lontano un atleta seduto riesce a portare le mani senza appoggiarsi. I dati non erano distribuiti normalmente e i confronti sono stati fatti con il test di Mann-Whitney.

Il metodo, spiegato: Test cognitivi e di attenzione

Limiti

Il limite principale è il confronto stesso, e sono gli autori a dirlo nelle conclusioni: i due gruppi non erano omogenei per tipo di disabilità, quindi le differenze non si possono attribuire alle due discipline. Tre dei nove arcieri avevano una tetraplegia con lesione a C7-C8, che riduce la presa e il controllo del tronco, e nel gruppo del basket non c'era nessun tetraplegico; cinque cestisti su nove erano amputati, con tronco e arti superiori integri. Con nove persone per gruppo, tre atleti spostano una media.

Le altre differenze di partenza vanno nello stesso senso. I cestisti avevano più del triplo degli anni di pratica e appartenevano a una squadra di prima divisione. Nessuna variabile è stata aggiustata, e i confronti sono una ventina senza correzione.

Nelle tabelle di forza il valore di p è riportato una volta sola per ciascuna coppia destra-sinistra, e l'unità di misura del miometro non è dichiarata. C'è poi una contraddizione interna: il riassunto dell'articolo dice che la differenza significativa nella presa riguarda la mano destra e non la sinistra, mentre i risultati e la tabella dicono l'opposto. Questa scheda segue la tabella. Del tiro non è stato misurato niente: nessun punteggio, nessuna classificazione funzionale, nessun dato sull'arco usato.

Cosa vuol dire per chi tira

Lo studio riguarda il tiro in carrozzina e il confronto con un'altra disciplina paralimpica, non la prestazione degli arcieri. Quello che si legge nei numeri è prima di tutto la composizione dei due gruppi: in questo campione gli arcieri erano gli atleti con le condizioni che coinvolgono di più il tronco e le mani, e i valori di forza seguono quella distribuzione più di quanto seguano il tipo di allenamento.

Un dato resta comunque leggibile: in nove arcieri in carrozzina la forza di spalla misurata al miometro era bassa in assoluto, fra i 7 e i 15 a seconda del gruppo muscolare, con le ore di allenamento settimanale più alte delle due squadre. Non dice che quella forza basti o non basti per tirare bene, perché il punteggio non è stato misurato, e non dice che allenarla cambi qualcosa. Per chi segue atleti in carrozzina il lavoro serve soprattutto come promemoria di metodo: in uno sport dove la classificazione funzionale esiste proprio perché le condizioni cambiano quello che il corpo può fare, un confronto fra gruppi che non la tiene presente dice poco.

Nel registro

Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.

Filone di ricerca

Popolazione e disciplina

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Campagna, M. (2026). Scheda studio: Comparison of Upper Extremity Physical Fitness Levels in Wheelchair Archery and Basketball Athletes. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/erten-2021-upper-extremity

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