Chi tira da qualche anno prima o poi se lo chiede, di solito dopo una serie in cui le ultime frecce sono rimaste sulla corda più del solito: quanti secondi dovrei riuscire a reggere l'arco aperto, e il mio libbraggio è troppo per me? Sul campo le risposte arrivano sicure. Si dice che un arciere deve saper tenere a lungo la trazione senza cedere, che chi tiene di più tira meglio e che per questo servono tenute cronometrate con l'arco o con l'elastico; si dice anche che il libbraggio giusto è quello che si sente comodo.

Le misure rispondono in modo più frammentato. Quanto costa la tenuta rispetto alla forza massima lo ha misurato un solo studio; il rapporto fra arco e forza negli arcieri esperti è stato misurato due volte; il tempo di tenuta va insieme al punteggio in un campione e non in un altro. E la soglia del 40 per cento, che circola come una regola, viene da una tendenza che non ha raggiunto la significatività.

Quanto dura la tenuta dentro un tiro

La domanda sui secondi ne contiene due, e conviene partire dal tiro. Dentro una freccia la tenuta è breve: in quattro arciere della nazionale turca, seguite su 108 frecce a 18 metri con un libbraggio di circa 17 chili, il tempo a pieno allungo era di 2,3-2,6 secondi e quello passato sul bersaglio di 3,6-3,7, senza differenze significative fra le frecce da 8, da 9 e da 10. Il tempo complessivo della trazione, invece, era un po' più breve nelle frecce migliori, 4,8 secondi contro 5,6. In sedici giovani ricurvisti malesi, su 576 frecce a 70 metri, la fase di mira durava in media 3,3 secondi, e freccia per freccia la sua durata non diceva niente sul punteggio.

Se tenere la mira a lungo danneggi il tiro è una delle domande su cui gli studi vanno meno d'accordo. Fra arcieri diversi, in alcuni campioni chi mira meno ha punteggi migliori e in altri succede il contrario. Il solo esperimento che ha allungato la mira a comando, su otto arcieri d'élite britannici portati al doppio e al triplo del loro tempo abituale, ha visto il punteggio medio per freccia scendere da 8,60 con il tempo abituale a 7,75 con il triplo, ma le condizioni venivano sempre nello stesso ordine e la fatica non si separa dalla durata. Per questo nel registro l'affermazione che tenere la mira troppo a lungo peggiora il tiro è contestata. Quello che i numeri dicono senza ambiguità è più semplice: nel tiro la tenuta si conta in pochi secondi, non in decine.

Quanto costa tenere la posizione

I secondi di un tiro sono una cosa, la riserva che c'è dietro è un'altra, e la riserva l'ha misurata uno studio francese dei primi anni Novanta. Sette arcieri universitari hanno tenuto la posizione di tiro con l'arco fino all'esaurimento, con gli elettrodi sul deltoide posteriore del braccio della corda. Lo sforzo, scrivono gli autori, corrispondeva a circa il 40-50 per cento della loro forza massima di push-pull, misurata a parte con un ergometro che riproduce il gesto; la tenuta durava in media 52 secondi, e in tutti e sette la frequenza del segnale elettrico del muscolo scivolava verso il basso in modo continuo, il segno classico della fatica.

Nel registro l'affermazione che tenere la posizione di tiro chiede fra il quaranta e il cinquanta per cento della forza massima, e a quel livello il muscolo cede in meno di un minuto è riportata: un solo campione di sette persone, senza il libbraggio dichiarato, e il modo in cui è stata ricavata la quota non è descritto in dettaglio. Va letta anche per quello che non dice: una tenuta fino a cedere è molte volte più lunga di un tiro, quindi il minuto scarso misura la riserva e non quello che succede a ogni freccia; e se si guarda l'attività elettrica invece della forza la quota cambia, perché nelle stesse quattro arciere turche il deltoide posteriore, nel secondo prima del clicker, arriva all'84-87 per cento del suo segnale massimo.

La riserva conta perché si consuma. Nello stesso studio il tremore del muscolo, fra 8 e 12 hertz, si ritrovava nell'oscillazione del flettente, e l'anno dopo un gruppo italiano ha fatto fare a dodici arcieri federali, di livello intermedio e alto, sei serie di dieci tenute da venti secondi a pieno allungo: alla fine l'oscillazione laterale dell'arco in mira era cresciuta in tutti e dodici, dal 6 al 39 per cento, in media del 20, mentre il centro di pressione sotto i piedi non si spostava. Sono due studi piccoli e senza gruppo di controllo, e l'affermazione che la fatica muscolare aumenta l'oscillazione dell'arco in mira è riportata.

Il libbraggio come frazione della forza massima

Se la tenuta costa una quota della forza massima, la domanda sul libbraggio diventa una domanda sul rapporto fra l'arco e il braccio. Due studi l'hanno misurato su arcieri esperti. In un laboratorio di Copenaghen, quindici ricurvisti fra il sub-élite e l'élite avevano una forza massima di trazione, misurata nella posizione di mira, di 532 newton in media, e i loro archi chiedevano 196 newton, intorno al 37 per cento. In otto arcieri con esperienza di gare FITA, misurati con un dinamometro nella posizione del braccio della corda, il braccio dava fra 255 e 795 newton e gli archi chiedevano fra 178 e 215: arciere per arciere l'arco valeva fra il 27 e l'81 per cento della forza, il 44 per cento sulle medie del gruppo, e uno solo superava i due terzi.

L'affermazione che gli arcieri d'élite tirano con un libbraggio molto più basso della loro forza massima di trazione è quindi riportata: la direzione è chiara, il numero preciso no, perché i due strumenti sono diversi e uno dei due lavori è un riassunto di congresso. C'è poi un dettaglio che ridimensiona il dato. Anche i quarantanove principianti universitari di un corso degli anni Sessanta tiravano archi che stavano fra il 41 e il 53 per cento della loro trazione massima, per cui una frazione bassa non è una scelta che distingue l'élite.

FIG · 01 Quanto chiede l'arco rispetto alla forza massima Quota della forza massima di trazione, in cinque misure di quattro studi 40%: la soglia del 2011 Tenuta fino a cedere 7 universitari · 1993 40-50% della forza massima di push-pull, tenuta media 52 s 40-50% · tenuta media 52 s Arco e massimale 15 ricurvisti · 2011 Circa 37%: 196 N di arco su 532 N di forza massima ≈37% · 196 su 532 N Arco e forza del braccio 8 esperti · 1990 Dal 27 all'81% arciere per arciere, 44% sulle medie 27-81% 44% sulle medie Arco assegnato 49 principianti · 1967 Dal 41 al 53% della trazione massima 41-53% Trazione giudicata comoda 49 principianti · 1967 Dal 56 al 68% della trazione massima 56-68% 0 20 40 60 80 100% arcieri che gareggiano principianti di un corso Sopra il 40% il punteggio tendeva a calare, senza raggiungere la soglia statistica (p = 0,054).
Fig. 01 Ogni riga è una misura, presa con strumenti diversi: nel 1993 la forza massima di push-pull a un ergometro, nel 2011 la trazione massima nella posizione di mira, nel 1990 la forza del braccio della corda a un dinamometro, nel 1967 la trazione massima a un tensiometro. Le bande coprono l'intervallo riportato dallo studio o calcolato dalle sue medie, i punti sono le medie; le percentuali del 1967, del 1990 e del 2011 sono calcolate dalle medie o dalle coppie di valori pubblicate. La linea tratteggiata segna la soglia del 40%, che nel 2011 è rimasta una tendenza. Dati ridisegnati dal testo e dalle tabelle degli studi.

Da qui viene la soglia del 40 per cento. Nello studio di Copenaghen, quando l'arco superava il 40 per cento della forza massima il punteggio medio su 150 frecce a 18 metri tendeva a scendere, con il 43 per cento della varianza spiegata ma un valore di p di 0,054, appena sopra la soglia statistica. Gli autori la chiamano una tendenza, e l'abstract di due pagine non spiega come sia stata scelta la soglia né riporta un'analisi che la stimi; su quindici persone di livello molto diverso, poi, una parte della relazione può dipendere dalla distanza fra i livelli più che dal libbraggio. Per questo il registro tiene il dato come contesto, e l'affermazione che oltre il 40% della forza massima di trazione un libbraggio più alto si accompagna a punteggi più bassi risulta non studiata: c'è una tendenza osservata una volta, non una regola.

Il tempo di tenuta come prova fisica

L'altra metà della domanda riguarda il cronometro. Tre studi hanno misurato quanto un arciere regge la corda in trazione e lo hanno messo accanto al punteggio, e non vanno nella stessa direzione. Il più chiaro, su diciotto ricurvisti indonesiani di 13-14 anni, trova le correlazioni più alte di una batteria di nove prove fisiche: 0,748 tirando la corda con la mano destra e 0,632 con la sinistra, contro il punteggio di 72 frecce a 70 metri. La tenuta nella normale posizione di tiro si ferma a 0,445, senza raggiungere la significatività, e nessun'altra prova ci arriva. Un secondo campione indonesiano va nella stessa direzione per una strada indiretta, perché confronta la tenuta con il totale di una batteria che la contiene. In undici principianti ucraini di 18-20 anni, invece, il tempo di tenuta della corda non segue il punteggio, con correlazioni di 0,14 e 0,26.

Con un risultato per parte, l'affermazione che il tempo di tenuta in trazione con le dita è legato al punteggio è contestata. Il legame compare nei ragazzi già allenati e non in chi ha appena cominciato, su campioni così piccoli che nessuno dei risultati regge da solo, e nessuno dei tre studi ha tenuto conto del libbraggio, che potrebbe spiegarne una parte: è plausibile che un arco più pesante si regga per meno tempo.

Che il tempo di tenuta si possa allungare con il lavoro di forza è più semplice da dire. Cinque studi su arcieri, tutti piccoli e tutti indonesiani, lo trovano più lungo dopo sei-otto settimane di lavoro aggiuntivo: in dodici arcieri di club manubri ed elastici lo portano da 21,9 a 27,9 secondi; in venti ragazzi di 12-15 anni i pesi liberi lo allungano da 15,3 a 17,7 secondi e le macchine da 15,1 a 16,4; un circuito a giochi, in trenta ragazzi di 10-13 anni, lo porta da 14,5 a 15,8; in dodici arcieri di 13-17 anni gli elastici lo portano da 31,8 a 41,2 secondi e il plank da 32,2 a 45,7. La direzione è unanime, e l'affermazione che il lavoro di forza allunga il tempo in cui l'arciere regge l'arco in trazione è riportata. Non va oltre perché nessuno di questi studi ha un gruppo che tiri le stesse frecce senza il lavoro aggiuntivo, per cui non si sa quanta parte del guadagno venga dal programma e quanta dal tiro stesso o dall'abitudine al test.

FIG · 02 La tenuta sale in tutti, da partenze molto diverse Tempo di tenuta con l'arco in trazione, prima e dopo il programma, in secondi Manubri ed elastici 12 arcieri di club · 2019 Prima: 21,9 s Dopo: 27,9 s 21,9 → 27,9 Pesi liberi 10 di 12-15 anni · 2023 Prima: 15,3 s Dopo: 17,7 s 15,3 → 17,7 Macchine 10 di 12-15 anni · 2023 Prima: 15,1 s Dopo: 16,4 s 15,1 → 16,4 Circuito a giochi 30 di 10-13 anni · 2023 Prima: 14,5 s Dopo: 15,8 s 14,5 → 15,8 Elastici 6 di 13-17 anni · 2025 Prima: 31,8 s Dopo: 41,2 s 31,8 → 41,2 Plank 6 di 13-17 anni · 2025 Prima: 32,2 s Dopo: 45,7 s 32,2 → 45,7 0 10 20 30 40 50 s prima del programma a fine programma Nessuno degli studi ha un gruppo che tiri soltanto, senza il lavoro aggiuntivo.
Fig. 02 Ogni riga è un gruppo di uno dei quattro studi che danno la tenuta in secondi: il cerchio vuoto è la media prima del programma, quello pieno la media a fine programma. Il quinto studio resta fuori perché il suo test digitale non dichiara l'unità di misura. I valori dei singoli arcieri non sono rappresentati. Dati ridisegnati dalle tabelle degli studi.

La figura mostra anche un limite del test: alcuni gruppi partono da circa 15 secondi e altri da oltre 30, probabilmente perché cambiano il libbraggio e il criterio con cui si ferma il cronometro, quindi un numero preso da uno studio non si confronta con il proprio.

Tenuta o forza massima

Si sente dire spesso che all'arciere serve più resistenza che forza. Nessuno ha misurato negli stessi arcieri una tenuta in trazione e un massimale, e i due lavori che più si avvicinano vanno entrambi nel verso opposto. In trentun arcieri malesi di 13-18 anni la resistenza della parte alta del corpo, misurata con i piegamenti, va insieme al punteggio con una correlazione di 0,896, ma la forza massima di trazione presa su una bilancia per archi ci va ancora di più, 0,945, e nella stessa regressione pesa di più. Su sessanta arcieri indiani di livello nazionale, dodici settimane di forza generale in palestra hanno alzato il punteggio più di dodici settimane di lavoro specifico con tenute in trazione, elastici e cinghia, 569,1 contro 557,4 punti su 72 frecce nelle medie aggiustate, e chi faceva entrambe le cose guadagnava più di tutti; i gruppi, però, non erano sorteggiati e il volume di frecce non era tenuto costante.

L'affermazione che per l'arciere la resistenza isometrica conta più della forza massima è quindi contraddetta: l'evidenza che c'è va contro, ma è poca e non basta a chiudere la questione. Nel poco che c'è, contano entrambe.

La costanza della forza in mira

Lo studio di Copenaghen aveva un secondo risultato, più solido della soglia. Gli arcieri dovevano tenere, nella posizione di mira e guardando la propria curva su uno schermo, una forza pari al loro libbraggio, e gli autori hanno misurato quanto oscillava attorno alla media. Più la forza oscillava, più basso era il punteggio medio per freccia, e quella sola misura rendeva conto del 45 per cento delle differenze fra i quindici arcieri. È un'associazione presa una volta sola su quindici persone e pubblicata come riassunto di congresso, per cui l'affermazione che tenere la forza più costante nel tempo dà punteggi migliori è riportata, con un limite che la scheda dice in chiaro: nessuno ha provato ad allenare la costanza per vedere se il punteggio sale, quindi il verso del legame non si conosce.

Gli autori collegano i due risultati con un ragionamento che lo studio non ha messo alla prova: se la fermezza della spalla cala quando il carico cresce rispetto al massimale, alzare la forza massima dovrebbe rendere più facile tenere ferma la stessa forza, e di questo si dovrebbe tenere conto nella scelta del libbraggio. Resta un'ipotesi degli autori.

Che gli arcieri siano più costanti di chi non tira lo suggerisce un confronto fatto in Turchia. Sessantacinque arcieri di arco tradizionale e sessantacinque studenti di scienze motorie hanno tenuto per trenta secondi metà della loro forza massima di flessione del gomito. La forza massima era la stessa nei due gruppi, 71,2 contro 71,5 chili, ma gli arcieri oscillavano meno, con un coefficiente di variazione del 6,17 per cento contro il 7,20, e restavano vicino al valore richiesto per l'80 per cento del tempo contro il 74. La differenza era netta negli uomini e non significativa nelle donne. È un solo studio trasversale, misurato sul bicipite e non in trazione, e l'affermazione che a parità di forza massima gli arcieri tengono una forza più costante dei non arcieri è riportata; il confronto non dice se la costanza venga dal tiro o porti al tiro.

Il libbraggio che si sente comodo

Resta il criterio più usato sul campo, la sensazione. L'unico studio che l'ha misurata viene dagli anni Sessanta: quarantanove studenti universitari principianti, prima e dopo un corso di 24 lezioni, con un arco collegato a un tensiometro. In media salivano sia la trazione massima, di 5,7 libbre nelle donne e di 5,1 negli uomini, sia quella giudicata comoda, di 7,9 e di 6,2 libbre, ma i due aumenti non andavano insieme: la correlazione fra quanto cresceva la forza e quanto cresceva la trazione comoda era 0,05 nelle donne e -0,16 negli uomini. I principianti, poi, accettavano come comodo l'arco che veniva loro assegnato.

L'affermazione che quando l'arciere guadagna forza il libbraggio che sente comodo non cambia di conseguenza è riportata, con limiti grossi: sono principianti di un corso universitario, senza gruppo di controllo, e la sensazione stessa è poco stabile, perché nelle donne la trazione comoda della prima prova correlava appena a 0,42 con quella della seconda.

Dove si ferma la ricerca

Messi insieme, questi studi rispondono meglio alla domanda sui secondi che a quella sul libbraggio, e sul libbraggio giusto si fermano presto: nessuno ha cambiato il rapporto fra libbraggio e forza dello stesso arciere per vedere che cosa succede ai punti, nessuno ha allenato la costanza della forza misurando il punteggio prima e dopo accanto a un gruppo di controllo, e i programmi che allungano la tenuta non hanno legato i secondi guadagnati ai punti sul bersaglio. Per questo ogni numero di questa pagina va preso per quello che è: una misura su pochi arcieri, non una soglia da rispettare.

Cosa ne ricavo per il campo

Alla domanda sui secondi rispondo che in tiro non c'è un numero da raggiungere. La tenuta di una freccia dura pochi secondi, e i dati sul punteggio non danno un limite che valga per tutti, anche se la mira che si allunga molto oltre il proprio tempo abituale resta un segnale da guardare. Il tempo di tenuta come prova fisica serve a confrontarsi con se stessi, non con gli altri: va misurato sempre con lo stesso arco, con lo stesso criterio per fermare il cronometro e nello stesso momento della seduta, perché da uno studio all'altro lo stesso test dà valori che arrivano a differire del doppio.

Alla domanda sul libbraggio rispondo con più cautela. Chi ha modo di misurare la propria forza massima di trazione nella posizione di mira trova negli arcieri esperti un riferimento: nei due campioni misurati l'arco stava in media fra il 37 e il 44 per cento. È un riferimento e non un limite, perché la soglia del 40 per cento non ha raggiunto la significatività nell'unico studio che l'ha guardata, e perché anche i principianti stavano su frazioni simili. Mi fido di più di quello che si vede a fine serie: se nelle ultime frecce l'arco oscilla di più in mira, è lo stesso segno che negli studi accompagnava la fatica, e vale la pena chiedersi se il libbraggio regga per tutta la gara.

La sensazione di comodità, infine, la userei come punto di partenza e non come strumento di misura. Nell'unico studio che l'ha seguita, quanto cresceva la forza non diceva quanto sarebbe salita la trazione giudicata comoda, e i principianti si abituavano all'arco che avevano in mano. Dopo un ciclo di preparazione fisica, quindi, non darei per scontato che il libbraggio «sentito» sia cambiato quanto la forza: preferirei rimisurare la forza e rivedere il libbraggio con il tecnico, guardando la costanza della tenuta più dei secondi. Come allenare la forza è il tema dell'articolo sulla forza specifica dell'arciere, e i criteri per cambiare arco stanno in quello sulla scelta del libbraggio.