Praticare il tiro con l'arco migliora attenzione e concentrazione

15 studi · 630 arcieri misurati

A favoreContestoContro2016201820202022202420262026, contro, n = 1142026, contesto, n = 1142023, a favore, n = 1002023, contesto, n = 1002025, contro, n = 802025, contesto, n = 802022, contesto, n = 742023, a favore, n = 722023, contro, n = 722023, contesto, n = 722017, contro, n = 652022, a favore, n = 462022, contesto, n = 462020, a favore, n = 402020, contro, n = 402020, contesto, n = 402017, contesto, n = 322018, contro, n = 222025, contro, n = 202025, contesto, n = 202026, a favore, n = 152026, contesto, n = 152024, a favore, n = 142024, contesto, n = 142025, contesto, n = 102026, a favore
Ogni cerchio è uno studio: la posizione dice l’anno, la riga se va a favore, contro o fa da contesto, la grandezza quanti partecipanti ha misurato. I cerchi chiari sono studi su altre popolazioni o senza arcieri.

Il test di Bourdon in tre studi turchi su ragazzi: un confronto a favore, uno senza differenze e un prima e dopo senza controllo

Ogni barra è la media di un gruppo. I baffi sono la deviazione standard negli studi di Gözel e di Ustun e Tasgin; in quello di Akyürek e Öztürk sono il ± della tabella, che lo studio non dice che cosa sia. Il test è sempre la forma a lettere del Bourdon, ma ogni studio la usa a modo suo: Gözel dà tre minuti ai ragazzi delle medie e due a quelli delle superiori, Akyürek e Öztürk cinque minuti per sezione e un punto per ogni lettera giusta, Ustun e Tasgin non dicono quanto tempo diano. I punteggi quindi si leggono dentro ciascuno studio, non da uno studio all'altro. I primi due sono confronti fatti in un momento solo. In Gözel i nuovi arrivati sono ragazzi che cominciano allora il tiro con l'arco, e lo studio non dice da quanto tirino i tesserati. In Akyürek e Öztürk i quattro gruppi hanno età medie diverse, da 9,6 a 11,7 anni, e non si distinguono fra loro (H = 1,378, p = 0,711). Il terzo misura gli stessi quaranta ragazzi prima e dopo dodici ore di lezioni in quattro settimane, senza un gruppo di controllo, e lo stesso studio mostra quanto pesa l'età: al primo test chi ha da 9 a 11 anni sta a 55,13 e chi ne ha da 12 a 14 a 82,72 (sono le fasce della tabella dello studio, che arriva a 14 anni anche se descrive il campione da 9 a 13), una distanza più grande del guadagno attribuito al corso. Resta fuori dal grafico lo studio di Türker del 2022, l'unico studio turco che mette accanto al corso un gruppo di controllo, perché usa il test d2, che ha un'altra scala: il punteggio di prestazione totale passa da 329,1 a 463,7 nei 26 studenti di scienze motorie del corso di otto settimane e da 346,0 a 361,1 nei 20 del controllo, e il test lo somministrava lo stesso istruttore che teneva il corso. Restano fuori anche gli studi che misurano l'attenzione con altri test, fra cui i due con i gruppi assegnati a sorte, su principianti adulti, che non trovano miglioramenti dovuti al tiro. Dati da: Gözel 2023, Akyürek e Öztürk 2025, Ustun e Tasgin 2020 e Türker 2022.
I numeri della figura
StudioGruppoValore (punti al test di Bourdon)Intervallon
Gözel 2023, 100 ragazzi di 10-14 anni, confronto in un momento solo, a favore dell'affermazioneTesserati al tiro con l'arco101,72± 11,52 (media ± deviazione standard)50
Gözel 2023, 100 ragazzi di 10-14 anni, confronto in un momento solo, a favore dell'affermazioneAppena arrivati al tiro con l'arco83,82± 10,39 (media ± deviazione standard)50
Akyürek e Öztürk 2025, 80 ragazzi di 9-14 anni, confronto in un momento solo, contro l'affermazioneSolo tiro con l'arco89,68± 11,01 (± come riportato dallo studio)28
Akyürek e Öztürk 2025, 80 ragazzi di 9-14 anni, confronto in un momento solo, contro l'affermazioneTiro con l'arco e un altro sport93,92± 4,05 (± come riportato dallo studio)12
Akyürek e Öztürk 2025, 80 ragazzi di 9-14 anni, confronto in un momento solo, contro l'affermazioneSolo un altro sport90,58± 6,41 (± come riportato dallo studio)24
Akyürek e Öztürk 2025, 80 ragazzi di 9-14 anni, confronto in un momento solo, contro l'affermazioneNessuno sport89,94± 10,72 (± come riportato dallo studio)16
Ustun e Tasgin 2020, 40 ragazzi di 9-13 anni, prima e dopo senza controllo: a favore per il guadagno, contro per il peso dell'etàPrima del corso62,73± 20,89 (media ± deviazione standard)40
Ustun e Tasgin 2020, 40 ragazzi di 9-13 anni, prima e dopo senza controllo: a favore per il guadagno, contro per il peso dell'etàDopo dodici ore in quattro settimane87,38± 19,29 (media ± deviazione standard)40

È la domanda in cui il risultato segue il disegno dello studio, e si vede a occhio nudo. I guadagni più vistosi vengono dai corsi base misurati prima e dopo: quasi venticinque punti in più al test di Bourdon in quaranta ragazzi dopo dodici ore di lezioni, il punteggio di attenzione su del 41 per cento e la concentrazione del 289 in ventisei adulti principianti, con i venti controlli che non si muovono. I due studi randomizzati, invece, non trovano niente: due mesi di tiro in ventidue principianti ucraini lasciano le tabelle di attenzione dov'erano, e in venti adulti malesi sei settimane di tiro non accorciano i tempi di reazione più del non fare nulla, perché migliorano tutti e due i gruppi. Quest'ultimo studio porta anche la spiegazione del resto: rifare lo stesso test dopo sei settimane lo fa migliorare da sé, per familiarità. Lo stesso avviso compare dentro tre lavori a favore, dove il gruppo di controllo migliora rifacendo il test, dove il punteggio di partenza cresce con l'età più di quanto cresca con un mese di pratica, e dove l'effetto compare solo nelle condizioni cognitivamente difficili. Sui confronti fra chi tira e chi non tira il quadro è altrettanto diviso: cento bambini turchi tesserati vanno meglio dei coetanei appena arrivati, ottanta bambini turchi divisi per sport non si distinguono affatto, e trentotto arcieri cinesi di livello provinciale o nazionale vanno perfino un po' peggio dei sedentari nei test di interferenza, anche se il loro svantaggio sta in quante voci completano e non negli errori. Nessuno, in tutto questo, ha verificato se l'attenzione misurata al test cambi qualcosa sul bersaglio.

Formulata anche come: il tiro con l'arco insegna a concentrarsi; l'arco migliora l'attenzione dei bambini; tiro con l'arco e concentrazione a scuola; arco per i ragazzi disattenti; praticare l'arco allena la concentrazione

Nella pratica

Il tiro con l'arco viene proposto nelle scuole e ai ragazzi come lo sport che insegna a stare fermi e a concentrarsi, e si dà per scontato che l'attenzione allenata in piazzola resti anche fuori.

Evidenze

Storia dello stato

  1. 2012 Non studiato Nella bibliografia del registro nessuno ha ancora misurato l'attenzione di una persona prima e dopo un periodo di tiro con l'arco: non c'è né un prima e dopo né un confronto con chi non tira. La domanda circola nelle presentazioni dello sport, non negli studi.
  2. 2017 Contraddetto Nello stesso anno arrivano due risultati di segno opposto, e nessuno dei due pesa molto. Dopo dodici settimane di lezioni gli studenti di un liceo turco dicono in intervista di sentirsi più attenti e concentrati, ma è una percezione riferita, senza nessuna prova di attenzione. Nei sessantacinque giovani arcieri russi, invece, gli anni di pratica non distinguono nessuna delle prove somministrate, e lì le prove c'erano. L'unico dato ottenuto con una prova di attenzione va contro, e l'altro è una percezione riferita, che non misura niente: contraddetto.
  3. 2018 Contraddetto Arriva la prima misura con un disegno randomizzato e non trova niente: due mesi di allenamento al tiro, con o senza esercizi di equilibrio, lasciano invariate le tabelle di attenzione in ventidue arcieri principianti ucraini. Lo stato non cambia, ma il quadro si sbilancia, perché da qui in avanti i guadagni arrivano dai disegni più deboli e il nulla dai pochi studi randomizzati.
  4. 2020 Contestato Arriva lo studio con il guadagno più vistoso e il disegno più debole. Quaranta ragazzi fra i nove e i tredici anni alle prime lezioni di tiro ricreativo migliorano di venticinque punti al test di Bourdon dopo un mese, dodici ore in tutto, senza nessun gruppo di controllo, e il guadagno compare in tutti e quattro i sottogruppi di sesso e tipo di arco. Lo stesso studio porta però dentro di sé il suo limite: fra i nove e i quattordici anni il punteggio di partenza cresce di ventotto punti con l'età, cioè più del guadagno medio prodotto dal corso. È il primo risultato a favore misurato con una prova di attenzione, e con i due contrari del 2017 e del 2018 gli studi su arcieri vanno ora in direzioni opposte: lo stato passa a contestato, ma il passaggio è fragile, perché lo regge un prima e dopo senza controllo in una rivista con criteri editoriali dubbi.
  5. 2022 Contestato Arriva il primo studio a favore con un gruppo di controllo: ventisei adulti principianti fanno un corso base di quarantotto ore in otto settimane e al test d2 il punteggio di attenzione sale del 41 per cento e la concentrazione del 289, mentre nei venti controlli nessuno dei sette indici si muove; l'attenzione diventa anche più costante, con la fluttuazione che scende nei partecipanti e sale nei controlli. È il dato migliore a favore, ma i gruppi non sono assegnati a sorte e il controllo non fa nessuna attività alternativa. Dall'altra parte, un dataset cinese su atleti di precisione mostra che il vantaggio della risposta cerebrale si vede solo sugli stimoli non bersaglio e sparisce su quelli bersaglio, e che il suo sottogruppo di arcieri è di sei persone mescolate ai tiratori a segno. Resta contestato.
  6. 2023 Contestato Si aggiungono settantadue bambini di Shanghai, che dopo una sola sessione di quarantacinque minuti migliorano nel controllo attentivo e nel passaggio da una regola all'altra contro un gruppo di controllo attivo, e cento bambini turchi dove i tesserati hanno un'attenzione più alta dei coetanei appena arrivati, con il divario che si allarga nella parte finale della prova. L'evidenza a favore non è più solo prima e dopo. Ma il quadro si incrina dall'interno: gli effetti sono da piccoli a moderati, compaiono solo nelle condizioni cognitivamente difficili, e nei compiti facili anche il gruppo di controllo migliora. Con il nullo randomizzato del 2018 ancora in piedi, lo stato resta contestato.
  7. 2024 Contestato L'unico risultato a favore dell'anno è anche il più debole che si possa immaginare: sei adolescenti californiani che tirano, confrontati con otto che non hanno mai tirato, su un test di cancellazione fatto con lo smartphone. Con le lettere gli arcieri vanno meglio, 0,908 contro 0,846 con p = 0,031; con le immagini la differenza sparisce, p = 0,154. Quattordici persone in tutto, un disegno trasversale che non dice niente sulla causa, e un preprint studentesco non revisionato. Lo stato non si muove.
  8. 2025 Contestato L'anno porta i due risultati nulli più solidi che la domanda abbia. Venti adulti principianti vengono assegnati a sorte a sei settimane di tiro o a nessuna attività: i tempi di reazione migliorano in tutti e due i gruppi e l'interazione fra tempo e gruppo non esiste né allo Stroop congruente (p = 0,865) né a quello incongruente (p = 0,947) né alla reazione a scelta (p = 0,175). È la dimostrazione pulita che il miglioramento dei disegni senza controllo è familiarità con il test, e quello che cambia davvero è solo l'onda theta su due elettrodi, in due gruppi che erano già diversi prima di cominciare. In parallelo, ottanta bambini turchi divisi fra chi tira, chi tira e fa un altro sport, chi fa solo un altro sport e chi non ne fa nessuno non si distinguono al test di Bourdon, p = 0,711. Dall'altra parte restano solo i racconti: dieci studenti filippini che in intervista si dicono più concentrati, pazienti e calmi. Il quadro pende contro, ma l'unico risultato strumentale a favore con un controllo non è stato né replicato né smentito direttamente: contestato.
  9. 2026 Contestato Il contrasto si allarga e resta. A favore sta un prima e dopo su quindici bambini di scuola elementare dopo sei lezioni, senza gruppo di controllo e con un test che migliora rifacendolo, e una revisione sistematica sugli interventi di esercizio che porta dentro un prima e dopo su ventiquattro arcieri cinesi, dove l'attenzione misurata all'EEG cresce di più nel terzo che già tirava meglio: anche qui senza controllo, e letto di seconda mano. Contro stanno trentotto arcieri cinesi di livello provinciale o nazionale che nei test di Stroop non vanno meglio dei sedentari e vanno peggio dei cestisti, e gli ottanta bambini turchi in cui chi pratica solo tiro con l'arco non si distingue in nessun indice di attenzione. Lo stato resta contestato.

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APA

Campagna, M. (2026). Praticare il tiro con l'arco migliora attenzione e concentrazione (Versione 2). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/mente/arco-attenzione-concentrazione

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