Metodo
Sensori di forza nel tiro con l'arco: impugnatura, corda, dita e pedane
Il tiro passa per quattro punti di contatto: la mano sull'impugnatura, le dita sulla corda, la freccia sul clicker, i piedi a terra. Da più di trent'anni gli studi ci mettono sensori di forza, e qui spiego che cosa leggono, quanto sono stati tarati e dove i loro numeri vanno presi con cautela.
- Studi nel registro
- 27
- Su arcieri
- 21
- Anni
- 1971-2026
- Primo studio nel registro
- 1971
- Mediana dei soggetti
- 12
Che cosa misura un sensore di forza
Un sensore di forza trasforma una deformazione in un numero. Negli studi sul tiro se ne trovano tre famiglie: gli estensimetri, griglie metalliche incollate su un pezzo che si piega, la cui resistenza elettrica cambia quando il metallo si allunga; le resistenze sensibili alla forza, lamine da meno di un millimetro che conducono di più quando vengono schiacciate; e le pedane di forza, piastre rigide che leggono la spinta dei piedi in tre direzioni. A differenza dell'elettromiografia, che registra l'attività dei muscoli, qui si legge direttamente una forza, ma soltanto nel punto in cui sta il sensore e nella direzione per cui è stato costruito.
L'impugnatura
Nel 1992 Martin e colleghi, primi nel registro a misurare la mano sull'impugnatura, fissarono con nastro biadesivo quindici resistenze sensibili alla forza sull'impugnatura di quindici ricurvisti statunitensi, otto di livello olimpico e sette meno forti, e tararono ogni sensore con nove carichi da 0 a 37,4 newton: delle 225 curve di taratura il 79% aveva un coefficiente sopra 0,96. Gli arcieri tirarono 72 frecce a 30 metri, ma ne furono registrate 18, a 40 Hz, cioè un campione ogni 25 millesimi di secondo.
I momenti con cui la mano farebbe ruotare l'arco, però, non furono misurati: furono stimati pesando ciascun sensore per una distanza approssimata, e i bracci di momento che ne uscirono sono numeri senza unità di misura. Con quella stima la distribuzione della pressione si legava al punto d'impatto in un arciere su quindici in verticale e in tre su quindici in orizzontale, da cui l'affermazione che la distribuzione della pressione non predice dove va la freccia. Quello che separava i due gruppi era la ripetibilità verticale da un tiro all'altro, più alta nei più forti (p = 0,045), base dell'affermazione sulla pressione più costante. Lo strumento cambiava anche l'attrezzo: gli arcieri sentivano l'impugnatura più grossa, pur dicendo che presa e tecnica non ne risentivano.
Nel 2007 un gruppo giapponese ha letto la mano attraverso l'arco. Koike e colleghi incollarono sei coppie di estensimetri sopra e sotto l'impugnatura di archi da kyudo costruiti apposta e li tararono su un banco con una cella di carico: la forza stimata dai sensori e quella letta dalla cella stavano sulla retta y = 0,99x + 0,82. Hanno tirato diciannove praticanti, ma i tracciati pubblicati sono di sei: lì il momento di spinta verso l'alto valeva fra 1 e 5 Nm e la torsione circa 0,6 Nm. La taratura è buona, la parte sperimentale molto meno, perché quei tracciati sono letti a occhio, senza statistica.
Per sapere che cosa fa una forza alla freccia, l'arciere si toglie di mezzo. Nel 2008 un banco meccanico con archi giapponesi ha variato la sola torsione dell'impugnatura, fino a circa 14 Nm, e a 28 metri il punto d'impatto si è spostato da un lato all'altro del bersaglio. È la misura più netta dietro l'affermazione sulla torsione che sposta la freccia, e ne mostra anche il limite: torsione e punto d'impatto, nello stesso tiro di un ricurvista, nel registro non li ha misurati nessuno.
La corda e il clicker
Nel registro nessuno ha messo un sensore sulla corda durante il tiro di un arciere. Gli estensimetri sull'arco, invece, sono i primi sensori di forza del registro: nel 1971 Kamei e colleghi ne usavano uno per seguire la tensione dell'arco in tre praticanti di kyudo, e negli studi di Nishizono del 1984 e del 1987 la deformazione dell'arco serviva a segnare l'istante del rilascio. La tensione della corda la leggono degli estensimetri soltanto in un apparato di lancio del 1997, dove non tira nessuno. Sugli arcieri, nella trazione finale, si è misurato uno spostamento. Leroyer nel 1993 usò un sensore di spostamento fissato all'impugnatura: negli ultimi 5 secondi prima del clicker la mano della corda arretrava di circa 5 millimetri. Nel 2006 Edelmann-Nusser e colleghi incollarono un estensimetro sulla lamina del clicker, che si flette di più o di meno secondo dove appoggia sulla punta rastremata, e su sette juniores il migliore portava indietro la freccia di circa 5 millimetri in due o tre secondi; lo stesso sistema, con la mira registrata insieme, torna in un secondo articolo sugli stessi arcieri. Nessuno dei due dà una taratura o un errore di misura. La storia completa sta nel filone sulla trazione finale.
Le dita
Anche qui manca la misura sull'arciere: gli studi con sensori sotto le dita usano telai che imitano un arco e persone che non tirano. Nel 2017 otto uomini premevano su quattro sensori a sei assi tenendo metà della loro forza massima, poi lasciavano. Nel 2023 un telaio d'arco in alluminio da 1,53 chili veniva tirato al 40% della forza massima delle dita da otto uomini senza esperienza di tiro. Il carico è una frazione di un libbraggio reale e la corda non scorre via dalle dita, ed è per questo che l'affermazione sui flessori delle dita prima del clicker si regge sull'elettromiografia e non su una forza.
Le pedane
Una pedana di forza dà due cose diverse: il percorso del centro di pressione, tema della pagina sulla posturografia, e le forze in sé, cioè quanto carico porta ciascun piede. Per le forze conta come sono messe le pedane. Con una pedana sola sotto i due piedi, nello studio del 2019 su 27 ricurvisti, la ripartizione fra le gambe non si può misurare, anche se la discussione dell'articolo ne parla. Con la pedana sotto il solo piede davanti, nel caso singolo del 2014, si vede metà del quadro: 44,12 chili di massimo su un arciere di 84. Serve una misura per piede, come in uno studio russo del 2023 su undici giovani arcieri: nella posizione abituale il carico pendeva verso la gamba davanti, del 7,83% nel compound e del 29,50% nel ricurvo, e con il piede davanti girato a T passava sulla gamba dietro. L'affermazione sul peso sulla gamba davanti è contestata, e i due studi contrari sono proprio quello con la pedana sotto un piede solo e quello che ricava il carico da una forza orizzontale.
Il controllo più semplice è sommare. Nello studio turco del 2010, con due pedane, prima del rilascio le gambe portavano 39,0 e 32,6 chili, insieme molto più del peso medio dichiarato delle arciere, 54 chili, e il lavoro non lo spiega: per questo il calo del carico al rilascio si vede, ma la sua misura è incerta.
Le pedane di pressione sono una matrice di piccoli sensori che dice dove sta il carico sotto la pianta: nei quindici compound dello studio sui plantari il 43,72% della pressione stava sotto il tallone del piede dell'arco, presupposto dell'affermazione sui plantari a sostegno dell'arco plantare. Le pedane servono anche a segnare il tempo: Spratford e colleghi segnavano il rilascio con un microfono, aiutandosi con il brusco cambiamento di momento che la pedana leggeva in tutti gli arcieri, e in uno studio francese con due pedane a 1.000 Hz il centro di pressione si spostava di 15-20 millimetri al rilascio, otto-dieci volte l'oscillazione in mira. Anche per questo le gambe durante il tiro sono quasi ferme, non ferme.
Che cosa controllare in uno studio con sensori di forza
- se la forza è misurata o stimata, e se c'è una taratura con il suo errore;
- dove sta il sensore, quanto cambia l'impugnatura o l'attrezzo, e a che frequenza è campionato rispetto ai millesimi del rilascio;
- per le pedane: una sotto i due piedi, una per piede o una sotto un piede solo, e se la somma dei carichi torna con il peso del corpo;
- se tira un arciere, una persona che simula o una macchina;
- quante persone e quante frecce, e se le frecce sono trattate come osservazioni indipendenti, come le 108 frecce di quattro arciere del 2010.
Disegno, campione e rivista si pesano come spiegato in Come leggiamo uno studio.
Gli studi che lo usano
- 1971An Electromyographic Analysis of Japanese Archery
- 1984An Electromyographical Analysis of Purposive Muscle Activity and Appearance of Muscle Silent Period in Archery Shooting
- 1987Analysis of Archery Shooting Techniques by Means of Electromyography
- 1992Archery Bow Grip Force Distribution: Relationships with Performance and Fatigue
- 1993Biomechanical Study of the Final Push-Pull in Archery
- 1994Fatigue effects on shooting archery performance
- 1994Multifactorial analysis of shooting archery
- 1997Dynamics of Japanese Bows and Arrows : Analysis of "Tsunomi" with Link Model and Experiment
- 2006Measurement of Draw-Length Alterations in the Final Pull in Archery
- 2006On‐target trajectories and the final pull in archery
- 2007B39 Quantification of TENOUCHI for Playing Kyudo
- 2008B4 Effect of Te-no-uchi in Japanese-style archery
- 2010Shooting Dynamics in Archery
- 2011Shooting dynamics in archery: A multidimensional analysis from drawing to releasing in male archers
- 2014Biomechanics Measurements in Archery
- 2014The different release techniques in high level archery: a comparative case study
- 2016Effect of unilateral exercise on spinal and pelvic deformities, and isokinetic trunk muscle strength
- 2017Effect of Kinetic Degrees of Freedom of the Fingers on the Task Performance during Force Production and Release: Archery Shooting-like Action
- 2017Postural stability, clicker reaction time and bow draw force predict performance in elite recurve archery
- 2019A comparison of the ground reaction forces of archers with different levels of expertise during the arrow shooting
- 2022Arch-Support Insoles Benefit the Archery Performance and Stability of Compound Archers
- 2023Multi-muscle Synergies of Postural Control in Self- and External-Triggered Force Release During Simulated Archery Shooting
- 2023Postural adjustments preceding string release in trained archers
- 2023The effect of the feet position on the archery parameters
- 2024Hierarchical Organization and Adjustment of Force Coordination in Response to Self-Triggered and External-Triggered Cues in Simulated Archery Performance
- 2025Associations of Scoring Accuracy with Postural Stability and Strength Measures in Archers on a Standard Archery Site
- 2026Assessment of the Effectiveness of the Integrated Bow Press and Draw Board System on Compoud Bow Precision
Le affermazioni collegate
Le affermazioni del registro che hanno almeno uno di questi studi tra le evidenze.
84 affermazioni · 93% con evidenza su arcieri
- RiportatoAllenare entrambi i lati riduce le asimmetrie causate dal tiro3 studi · 123 arcieri misuratiStato dal 2021
- ContestatoMeno lavorano i muscoli dell'avambraccio della mano della corda, migliore è il tiro11 studi · 195 arcieri misuratiStato dal 2025
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- ContestatoMolti arcieri agonisti hanno un peso sopra la norma per la loro altezza16 studi · 458 arcieri misuratiStato dal 2023
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- RiportatoAl rilascio il carico sui piedi cala di colpo3 studi · 32 arcieri misuratiStato dal 2010
- ContestatoNel compound i punteggi di vertice sono così vicini al massimo che le differenze fra arcieri quasi scompaiono3 studi · 37 arcieri misuratiStato dal 2014
- RiportatoNel compound si segna più che nel ricurvo, anche tirando ciascuno alla propria distanza di gara7 studi · 3762 arcieri misuratiStato dal 2025
- RiportatoGli arcieri migliori applicano sull'impugnatura una pressione più costante3 studi · 34 arcieri misuratiStato dal 1992
- CorroboratoFra un arciere di club e uno di nazionale ci sono circa centocinquanta punti su una FITA13 studi · 492 arcieri misuratiStato dal 2003
- ContestatoLe fasi del tiro durano pochi secondi: il caricamento circa un secondo, la mira uno o due12 studi · 97 arcieri misuratiStato dal 2014
- RiportatoLa trazione finale dura due o tre secondi e aggiunge solo pochi millimetri di allungo4 studi · 28 arcieri misuratiStato dal 1993
- ContestatoDopo il rilascio gli arcieri d'élite si muovono più degli intermedi5 studi · 131 arcieri misuratiStato dal 2026
- RiportatoI compoundisti tengono l'equilibrio meglio dei ricurvisti nei secondi prima del rilascio1 studio · 11 arcieri misuratiStato dal 2023
- RiportatoGli arcieri esperti ripetono il gesto con meno variabilità dei principianti34 studi · 425 arcieri misuratiStato dal 1971
- ContestatoOltre le 100 frecce per sessione i muscoli della spalla vanno in fatica11 studi · 144 arcieri misuratiStato dal 2026
- RiportatoAlla fine di una seduta di allenamento l'arciere può ancora tirare, ma non con una buona forma3 studi · 78 arcieri misuratiStato dal 2021
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- ContestatoNelle frecce migliori i flessori delle dita lavorano meno prima dello scatto del clicker3 studi · 39 arcieri misuratiStato dal 2025
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- ContestatoAnche gli arcieri di vertice mettono qualche freccia lontana dal centro6 studi · 32 arcieri misuratiStato dal 2020
- ContestatoLa freccia da gara del ricurvo pesa una quindicina di grammi, è lunga una sessantina di centimetri e parte intorno ai sessanta metri al secondo12 studi · 39 arcieri misuratiStato dal 2022
- RiportatoIn gara la frequenza cardiaca dell'arciere resta molto sopra i valori di riposo9 studi · 91 arcieri misuratiStato dal 1994
- RiportatoDurante il tiro gambe e bacino si muovono molto meno delle braccia5 studi · 79 arcieri misuratiStato dal 2025
- ContestatoAllineare il gomito che traziona alla linea di forza migliora il punteggio9 studi · 176 arcieri misuratiStato dal 2023
- RiportatoIl gruppo delle frecce è più largo in orizzontale che in verticale4 studi · 40 arcieri misuratiStato dal 2014
- ContestatoNelle frecce migliori l'attività parasimpatica in mira è più alta5 studi · 65 arcieri misuratiStato dal 2011
- ContestatoGli arcieri di vertice tirano libbraggi moderati, fra le trenta e le quaranta libbre13 studi · 297 arcieri misuratiStato dal 2017
- RiportatoGli arcieri d'élite tirano con un libbraggio molto più basso della loro forza massima di trazione4 studi · 76 arcieri misuratiStato dal 1990
- ContestatoGli arcieri di livello più alto tirano con qualche libbra in più degli altri4 studi · 147 arcieri misuratiStato dal 2018
- ContestatoIl libbraggio segnato sull'arco è diverso da quello che l'arciere tira al suo allungo4 studi · 74 arcieri misuratiStato dal 1981
- RiportatoUn libbraggio più alto porta a punteggi più alti9 studi · 264 arcieri misuratiStato dal 2017
- RiportatoGli arcieri tradizionali esperti tirano con archi intorno alle quaranta libbre5 studi · 105 arcieri misuratiStato dal 2024
- RiportatoGli arcieri classificati di livello più alto segnano più punti8 studi · 550 arcieri misuratiStato dal 2003
- RiportatoGli arcieri di livello più alto resistono meglio alla fatica del tiro4 studi · 36 arcieri misuratiStato dal 1999
- RiportatoUno studio su arcieri d'élite non ha trovato legame fra la lunghezza della freccia e il punteggio1 studio · 39 arcieri misuratiStato dal 2017
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- RiportatoUna trazione finale continua fino al clicker dà frecce migliori9 studi · 56 arcieri misuratiStato dal 1993
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- ContraddettoTenere la corda con tre dita dà una tenuta più stabile che con due2 studi · 9 arcieri misuratiStato dal 1990
- RiportatoIl tremore del braccio della corda nasce più dall'omero che dalla scapola, e quanto lavorano i muscoli lo spiega solo in parte2 studi · 17 arcieri misuratiStato dal 2010
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Cita
Campagna, M. (2026). Sensori di forza: impugnatura, corda, dita e pedane. In Ricerca. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/ricerca/metodi/sensori-di-forza-impugnatura-corda-pedane
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