Meno l'arco si muove in mira, migliore è il tiro

24 studi · 307 arcieri misurati

A favoreContestoContro198019902000201020202025, contesto, n = 502022, contesto, n = 412017, contro, n = 322025, contro, n = 272022, contesto, n = 212025, a favore, n = 162024, contesto, n = 162021, a favore, n = 152011, a favore, n = 151994, a favore, n = 122021, a favore, n = 111976, contesto, n = 101990, contesto, n = 92020, a favore, n = 82008, contro, n = 82015, contesto, n = 82006, a favore, n = 72020, contesto, n = 62020, contesto, n = 52010, contro, n = 42011, contro, n = 42018, contesto, n = 42016, contesto, n = 22009, contesto, n = 12024, contesto
Ogni cerchio è uno studio: la posizione dice l’anno, la riga se va a favore, contro o fa da contesto, la grandezza quanti partecipanti ha misurato. I cerchi chiari sono studi su altre popolazioni o senza arcieri.

Movimento in mira e punteggio: la correlazione in ogni campione

Ogni riga è un campione, con la misura di movimento che lo studio ha usato; a sinistra dello zero, più movimento va con meno punti. Le prime sei righe confrontano arcieri diversi; le ultime due confrontano le frecce, perché Tinazci mette insieme le 108 frecce da 8, 9 e 10 di quattro arcieri e correla l'oscillazione della mira sul bersaglio con il punteggio di ciascuna. Le misure non coincidono: la variabilità dell'accelerazione dell'arco in un secondo che finisce 0,2 secondi prima del rilascio, nella freccia più ferma delle 36 di ogni arciere (Ogasawara), l'oscillazione laterale dell'arco (Squadrone), l'oscillazione del punto di mira sul bersaglio (Ergen e Tinazci), la stabilità del braccio dell'arco con un metodo che lo studio non descrive (Yudho). Ergen non scrive se correla arcieri o frecce: la riga sta fra gli arcieri perché i punteggi che analizza sono quelli delle gare simulate, uno per arciere e per condizione. Nello stesso studio, nella condizione di controllo e con il bisoprololo la correlazione non è significativa e il valore non è riportato, quindi quelle due condizioni restano fuori. Per Ogasawara la correlazione scende a −0,74 quando la fase di mira viene individuata da un rilevatore automatico addestrato senza l'arciere misurato, e il tremore non predice il punteggio della singola freccia, senza un valore riportato. Yudho scrive nel riassunto che la stabilità del braccio incide sull'accuratezza, ma nella tabella delle correlazioni e nell'analisi dei percorsi non è significativa; Tinazci scrive nel riassunto che l'oscillazione della mira incide sulla prestazione, ma nella tabella le due correlazioni non sono significative: qui restano i valori delle tabelle. Gli stessi 108 tiri di Tinazci sono descritti anche da Erkek 2010 e contano una volta sola. Restano fuori gli studi che non danno un coefficiente fra il movimento in mira e il punteggio: Rose e colleghi riportano solo r², 0,26 per l'ampiezza del tremore verticale dell'arco, e nessun valore per quello orizzontale, che non correla; Edelmann-Nusser e colleghi e Sarro e colleghi confrontano con un test le frecce migliori e quelle peggiori dello stesso arciere, ed Edelmann-Nusser non dà il valore della correlazione fra arcieri, che non trova; Taha e colleghi 2017 confrontano due gruppi di arcieri; Hah e Yi misurano l'arco nel follow-through e non in mira. Ogasawara, Ergen e Yudho usano la r di Pearson, Squadrone e Tinazci non dicono quale coefficiente; nessuno studio dà un intervallo di confidenza, per cui le righe non hanno baffi. Dati da: Ogasawara et al. 2021, Squadrone e Rodano 1994, Ergen et al. 2021, Yudho et al. 2025 e Tinazci 2011.
I numeri della figura
Studio o gruppoValore (coefficiente di correlazione (r))IntervallonPosizione
Ogasawara 2021, accelerazione dell'arco−0,7911a favore
Squadrone 1994, oscillazione laterale dell'arco−0,6712a favore
Ergen 2021, punto di mira, placebo−0,77615a favore
Ergen 2021, punto di mira, propranololo−0,51615a favore
Yudho 2025, braccio dell'arco, orizzontale−0,26727contro
Yudho 2025, braccio dell'arco, verticale−0,18927contro
Tinazci 2011, mira orizzontale, fra frecce−0,129108contro
Tinazci 2011, mira verticale, fra frecce−0,108108contro

Gli studi si dividono, e non per caso: ognuno misura una cosa diversa e la chiama stabilità dell'arco. I risultati a favore sono i più numerosi e, negli ultimi anni, i più solidi. Dentro lo stesso arciere, in 7 juniores di livello internazionale la finestra percorsa dalla mira nell'ultimo secondo è più piccola nelle frecce da 10 che in quelle da 8 o meno, e in tutti e sette; in 8 arcieri nazionali l'arco percorre 28,8 centimetri nella freccia peggiore contro 17,8 nella migliore. Fra arcieri diversi, un accelerometro sull'arco di 11 universitari giapponesi predice il punteggio della serie con R = -0,79, che regge a -0,74 su arcieri esclusi dall'addestramento del modello, e in 15 arcieri delle nazionali turche più il punto di mira oscilla più il punteggio è basso (r = -0,776 con il placebo). I risultati nulli però ci sono, e a entrambi i livelli: in quattro arcieri d'élite, descritti in due articoli sugli stessi tiri, l'ampiezza dell'oscillazione della mira è la stessa nelle frecce da 10 e in quelle da 8; nei 7 juniores chi tiene l'arco più fermo non ha la media più alta; il tremore che predice la serie non predice la singola freccia; in 32 giovani arcieri malesi e in 27 compound regionali il movimento dell'arco non separa i più forti dai meno forti. Quei risultati vengono da pochi arcieri o poche frecce, da sedi regionali o da misure poco descritte, ma nessuno è stato spiegato, e finché uno studio misura l'area percorsa dalla mira, un altro l'ampiezza dell'oscillazione e un terzo l'accelerazione dell'arco, i risultati non si possono sommare.

Formulata anche come: stabilità dell'arco in mira; il mirino che balla; tremore dell'arco e punteggio; tenere fermo l'arco; oscillazione della mira sul bersaglio

Nella pratica

In piazzola si insegna a cercare la mira più ferma possibile, e il mirino che balla viene letto come il segnale che il tiro non va lasciato partire.

Evidenze

  • 1976
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    4 arcieri universitari con più di tre anni di pratica contro 6 giovani che non avevano mai tirato, con fotografie, elettromiografia e radiografie: al rilascio l'arco degli esperti si muove solo verso il bersaglio, quello dei principianti scende o si sposta di lato. È un'osservazione fotografica, senza nessuna misura dello spostamento, e riguarda l'arco al rilascio, non l'oscillazione in mira di cui parla l'affermazione: per questo resta contesto.

    A STUDY OF THE PROCESS OF IMPROVEMENT IN ARCHERY · Koichiro Hayashi, Kenichi Tabuchi, Takeshi Yabuki, Kiichi Sekine, Shintaro Tachibana, Kozo Nakamura

  • 1990
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    9 arcieri esperti divisi per handicap, un gruppo d'élite di livello nazionale o internazionale e uno di buon livello di contea, sei frecce a 15 m con marcatori ottici su testa, gomito e arco; l'analisi riguarda otto arcieri. Misura quanto la posizione dell'arco rispetto alla testa si ripete al momento del rilascio, non il movimento durante la mira: le analisi della varianza non separano i gruppi, e la distanza fra testa e arco varia da freccia a freccia più negli élite che negli altri (deviazione standard interna di 84 contro 55 mm), con estremi dentro l'élite fra 7 e 161 mm. Nessun legame con il punteggio.

    Postural consistency in skilled archers · Jonathan Stuart, John Atha

  • 1994
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    12 arcieri italiani del ricurvo, 7 intermedi con punteggio FITA fra 1.180 e 1.300 e 5 sopra 1.300, 20 tiri a 12 m: chi oscilla di più lateralmente con l'arco ha punteggi FITA più bassi (r = -0,67). È un confronto fra arcieri, su un campione misto di livelli, in atti di congresso di quattro pagine.

    Multifactorial analysis of shooting archery · Roberto Squadrone, R. Rodano

  • 2006
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    7 juniores del ricurvo di livello internazionale (16-19 anni), 66 frecce a 30 m al chiuso con tracciamento ottico della mira: la finestra percorsa dal punto di mira nell'ultimo secondo prima del rilascio è significativamente più piccola nelle frecce da 10 che in quelle da 8 o meno, e lo è in tutti e sette gli arcieri. Lo stesso studio però non trova nessuna correlazione fra la finestra media di un arciere e la sua media di punteggio: S1 ha 9,31 a freccia con 0,315 e S7 ne ha 8,72 con 0,309.

    On‐target trajectories and the final pull in archery · Jürgen Edelmann‐Nusser, Mario Heller, Martin Hofmann, Nico Ganter

  • 2008
    Contro Arcieri Pubblicata dopo

    8 arcieri universitari coreani esperti, cinematica tridimensionale a 200 Hz: il coefficiente di variazione dello spostamento verticale dell'arco nel follow-through sta fra 0,05 e 0,14 (media 0,08 ± 0,03) e non è legato alla media di punteggio, che va da 8,58 a 9,50, nemmeno al 10% di significatività. Misura il follow-through, non la mira. Rivista regionale.

    Evaluation on Kinematic Factors Affecting Scores of Olympic Round Game during the Follow Through in Archery · Chong-Ku Hah, Jae-Hun Yi

  • 2009
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    Un solo arciere, descritto come buono e con una tecnica stabile, 36 frecce a 30 m con un puntatore laser sull'impugnatura ripreso a 1.200 fotogrammi al secondo: dal secondo e mezzo di mira gli autori stimano la traiettoria che l'arco avrebbe seguito senza il rilascio e la confrontano con quella reale nell'ultimo ventesimo di secondo. Le misure ricavate correlano con l'errore sul bersaglio soprattutto in verticale: la pendenza prevista -0,52 con la distanza dal centro e -0,66 con lo scarto verticale, lo spostamento previsto fra prima e dopo il rilascio 0,45 e 0,68, senza valori di p. Riguarda il rilascio e non la mira, e un arciere solo.

    Time series analysis during the releasing arrow stage · Kun-Shu Huang, Chi-Kuang Hwang, Kuo-Bin Lin, Chia-Wen Wu

  • 2010
    Contro Arcieri Pubblicata dopo

    4 arciere d'élite, 108 frecce a 18 m con tracciamento ottico della mira: l'ampiezza dell'oscillazione sul bersaglio è di 13,7, 12,6 e 12,7 cm nelle frecce da 8, 9 e 10 in orizzontale e di 12,0, 11,6 e 11,3 cm in verticale, con analisi della varianza di 1,4 e 0,6, nessuna delle due significativa. Dentro lo stesso arciere, quanto l'arco si muove in mira non distingue le frecce buone da quelle meno buone.

    Shooting Dynamics in Archery · M. Emre Erkek, Cevdet Tinazci

  • 2011
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    15 arcieri maschi del ricurvo, da sub-élite a élite: un tremore verticale dell'arco più ampio in mira va con punteggi più bassi (r² = 0,26), e la potenza del tremore nella banda 3-8 Hz pesa ancora di più (r² = 0,30), fino a r² = 0,54 insieme. Il tremore orizzontale invece non è legato al punteggio, e nello stesso campione la lunghezza del percorso del centro di pressione nemmeno. Riassunto di congresso.

    Biomechanical Predictors of Recurve Archery Performance · Martin H. Rose, Niels Dall, Kaare Seidelin, Bente R. Jensen

  • 2011
    Contro Arcieri Pubblicata dopo

    Seconda pubblicazione degli stessi 108 tiri, con le stesse cifre di oscillazione della mira e correlazioni di -0,129 e -0,108, non significative. Qui il campione è descritto come quattro arcieri uomini, mentre nel lavoro del 2010 erano quattro arciere: la discrepanza è nelle fonti, non nel registro. Conta una volta sola.

    Shooting dynamics in archery: A multidimensional analysis from drawing to releasing in male archers · Cevdet Tinazci

  • 2015
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    8 arcieri del ricurvo del programma della nazionale britannica a 70 m, con la tenuta della mira imposta al tempo abituale, al doppio e al triplo, 6 frecce per condizione: allungando la tenuta il polso della mano dell'arco si muove di più, da 3,21 a 3,58 e poi 3,87 centimetri al secondo, e il punteggio medio per freccia scende da 8,60 a 8,13 e 7,75, con una differenza significativa solo fra la tenuta abituale e la tripla. Misura il polso e non l'arco, la finestra comprende anche 0,3 secondi dopo il rilascio, la tenuta tripla arriva sempre per ultima e il legame con il punteggio non è controllato freccia per freccia: è una tesi di master e resta contesto.

    Stability of alignment during extended hold times in the aiming phase of elite archers · Lewis Marsden

  • 2016
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    2 arcieri universitari maschi, 18 frecce ciascuno a 70 m con accelerometri su entrambe le braccia: in uno dei due il braccio dell'arco oscillava meno in mira nelle frecce da 10 che in quelle da 3. È il confronto visivo di due tracciati di un solo arciere, senza numeri né test: serve come illustrazione, non come prova.

    Correlation between Archer's Hands Movement While Shooting and its Score · Zahari Taha, Jessnor Arif Mat-Jizat, Syed Faris Syed Omar, Edin Suwarganda

  • 2017
    Contro Arcieri Pubblicata dopo

    32 giovani arcieri malesi fra 13 e 20 anni, 24 ragazzi e 8 ragazze di un programma di sviluppo, una volée di 6 frecce a 50 m con un sensore inerziale sulla mano dell'arco: divisi da un'analisi a grappoli in 20 arcieri più forti e 12 meno forti, i due gruppi non differiscono nel movimento dell'arco (t = 1,57; p = 0,126), mentre si separano per l'oscillazione del corpo misurata al bacino (t = 4,19; p = 0,001) e per il punteggio. Sei frecce a testa, e i gruppi sono costruiti sulle stesse variabili che poi vengono confrontate.

    Analysis of biological and mechanical related performance parameters of Malaysian senior youth archers · Zahari Taha, Mainul Haque, Rabiu Muazu Musa, Mohamad Razali Abdullah, Ahmad Bisyri Husin Musawi Maliki, Siti Musliha Mat-Rashid, Norlaila Azura Kosni, Aleesha Adnan

  • 2018
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    4 arcieri malesi confrontati a coppie con un sensore sulla mano dell'arco, 6 frecce a 50 m: la medagliata muove l'arco in mira meno della non medagliata e l'esperto meno del principiante. Un arciere per livello, grafici descritti a parole senza numeri né test, in una rivista con criteri editoriali dubbi: non pesa da nessuna parte.

    A multidimensional analysis of physiological and mechanical variables among archers of different levels of expertise Sede dubbia · Rabiu Muazu Musa, Mohamad Razali Abdullah, Hafizan Juahir, Ahmad Bisyri Husin Musawi Maliki, Siti Musliha Mat-Rasid, Norlaila Azura Kosni, Aleesha Adnan, Nadiawati Alias, Vijayamurugan Eswaramoorthi

  • 2020
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    8 arcieri del ricurvo di livello nazionale, 6 frecce ciascuno a 13 m con cinematica tridimensionale: confrontando per ogni arciere la freccia migliore e la peggiore, nella peggiore la traiettoria dell'arco è lunga 28,79 ± 13,68 contro 17,75 ± 15,34 centimetri (p = 0,036), con differenze enormi fra un arciere e l'altro: da 0,64 a 44,83 nella freccia migliore e da 6,39 a 52,12 nella peggiore. Lo spostamento dell'arco lungo i singoli assi però non distingue le due frecce: è la lunghezza complessiva del percorso a farlo, non la direzione.

    Relationship between bow stability and postural control in recurve archery · Karine Jacon Sarro, Thaynã de Castro Viana, Ricardo Machado Leite de Barros

  • 2020
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    6 arcieri austriaci di livello misto, accelerometri sulle mani: la variabilità relativa dell'accelerazione prima del rilascio non distingue in modo coerente i tiri buoni da quelli scarsi, su nessun asse e nemmeno sulla risultante, e gli autori non fanno test statistici. Sui singoli assi, nei duecento millisecondi prima del rilascio, un'escursione di accelerazione più piccola va con i tiri di categoria migliore, ma non in tutte le finestre; sulla mano dell'arco l'escursione è praticamente la stessa nei tiri buoni e in quelli scarsi, e la variabilità relativa sugli assi x e y è più bassa proprio nei tiri peggiori. Sei persone, due élite, tre amatori e un ricreativo, quattro serie di sei frecce a 18 m: lavoro metodologico.

    Use of Acceleration Sensors in Archery · Markus Eckelt, Franziska Mally, Angelika Brunner

  • 2020
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    5 arcieri olimpici fra intermedi ed esperti, con un sensore sull'arco a 1.000 hertz: durante la mira la velocità di rotazione dell'arco resta fra meno due e più quattro gradi al secondo, cioè l'arco è quasi immobile. Nello stesso lavoro, in un arciere i tiri in cui un dito restava agganciato alla corda mostravano più scuotimento già durante la mira. Serve a dare la scala del fenomeno, non a legarlo al punteggio.

    Archery shots visualization by clustering and comparing from angular velocities of bows · Midori Kawaguchi, Hironori Mitake, Shoichi Hasegawa

  • 2021
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    11 arcieri universitari maschi del ricurvo con almeno tre anni di pratica, 36 frecce a 50 m, accelerometro sull'arco: la deviazione standard dell'accelerazione nel secondo prima del rilascio correla con il punteggio totale a R = -0,79 (p < 0,01), e la relazione regge a R = -0,74 quando il modello viene verificato su arcieri esclusi dall'addestramento. La retta stimata è punteggio = 320 meno 498 volte la deviazione standard dell'accelerazione, su un massimo di 360. I tre migliori del gruppo tengono l'arco visibilmente più fermo dei tre peggiori nei due secondi finali. Nello stesso lavoro, però, il tremore non predice il punteggio della singola freccia.

    Archery Skill Assessment Using an Acceleration Sensor · Takayuki Ogasawara, Hanako Fukamachi, Kenryu Aoyagi, Shiro Kumano, Hiroyoshi Togo, Koichiro Oka

  • 2021
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    15 arcieri maschi delle nazionali turche in gare simulate a 18 m, quattro condizioni di un esperimento sui beta-bloccanti: la correlazione fra oscillazione del punto di mira e punteggio è r = -0,776 con il placebo e -0,516 con il propranololo, entrambe significative, mentre nel controllo e con il bisoprololo non lo è. Misura il punto di mira, cosa vicina ma non identica al movimento dell'arco, e il legame compare in due condizioni su quattro.

    Effects of beta-blockers on archery performance, body sway and aiming behaviour · Emin Ergen, Tahir Hazir, Mesut Celebi, Ayşe Kin-Isler, Serdar Aritan, Volkan Daghan Yaylıoglu, et al.

  • 2022
    Contesto Revisione Pubblicata dopo

    Revisione sistematica di 41 studi: sul movimento dell'arco conclude che il quadro è incerto, mettendo da una parte i 7 juniores di livello internazionale (punteggio migliore con meno movimento in mira) e dall'altra gli studi che non discriminano. Riporta anche che nei 7 juniores il movimento dell'arco prima del rilascio è soprattutto orizzontale, e che in un altro lavoro la direzione delle correzioni di mira non corrisponde sempre alla posizione della freccia sul bersaglio. La revisione descrive la frattura, non la risolve.

    Performance assessment in archery: a systematic review · Eleonora Vendrame, Valeria Belluscio, Luigi Truppa, Lorenzo Rum, Aldo Lazich, Elena Bergamini, Andrea Mannini

  • 2022
    Contesto Revisione Pubblicata dopo

    Revisione di 21 studi su più sport che riporta un campione di 8 arcieri del ricurvo di livello nazionale, 6 frecce a 13 metri: nel tiro migliore il centro di pressione e lo spostamento dell'arco sono correlati, in verticale e verso il bersaglio, mentre nel tiro peggiore quella sincronia non emerge. Conta quindi anche con che cosa si muove l'arco, non soltanto quanto.

    The Role of Neuromuscular Control of Postural and Core Stability in Functional Movement and Athlete Performance · Erika Zemková, Ludmila Zapletalová

  • 2024
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    16 giovani arcieri fra 10 e 20 anni, 10 di ricurvo a 30 m e 6 di compound a 50 m, accelerometro sull'arco a 250 Hz: il movimento dell'arco in mira si concentra sotto i 20-26 Hz, con picchi ricorrenti a 1, 3, 6 e 10 Hz, e la stabilità varia molto da persona a persona (punteggio delle basse frequenze da 43 a 90 su 16 arcieri). Non confronta con il punteggio di gara: dice che cosa si sta misurando quando si dice stabilità.

    Archery Bow Micro-Movement Profiling Using Inertial Measurement Unit · Jonathan Then Sien Phang, King Hann Lim, Basil Andy Lease, Dar Hung Chiam

  • 2024
    Contesto Revisione Pubblicata dopo

    Rassegna narrativa sugli studi dal 1990 al 2023 nelle discipline di precisione: i tiratori più esperti mirano più fermi e con meno dialogo fra aree cerebrali non essenziali. Mescola arcieri e tiratori di altre discipline, riporta un solo studio primario su questo punto e non porta misure nuove, quindi resta contesto.

    Improving Mental Skills in Precision Sports by Using Neurofeedback Training: A Narrative Review · Stefano Corrado, Beatrice Tosti, Stefania Mancone, Tommaso Di Libero, Angelo Rodio, Alexandro Andrade, Pierluigi Diotaiuti

  • 2025
    A favore Revisione Pubblicata dopo

    Revisione sistematica di 16 studi trasversali: dei cinque che misurano l'oscillazione dell'arco, tre associano un movimento minore a una prestazione migliore e due non trovano differenze fra livelli. Gli autori concludono che la direzione è quella, ma che gli studi sono pochi e le misure non confrontabili.

    Relationship Between Shooting Performance and Biomechanical Parameters Associated with Body Stability in Archery: A Systematic Review · João Santos, Joana Barreto, Tiago Atalaia, Pedro Aleixo

  • 2025
    Contro Arcieri Pubblicata dopo

    27 arcieri compound regionali di Giacarta, fra 13 e 37 anni, con un modello a percorsi: la stabilità del braccio dell'arco non risulta legata al punteggio a 50 m, né in orizzontale (r = -0,267) né in verticale (-0,189), e nel modello i coefficienti sono -0,089 e 0,056. Il metodo con cui la stabilità è stata misurata non è descritto, e la misura è dominata da pochi arcieri: fra i quindici uomini la mediana è 0,240 e il massimo 4,25, con deviazione standard più grande della media. Quello zero dice quindi più sullo strumento che sul tiro. La rivista è regionale: da solo non deciderebbe nulla, insieme ai due risultati nulli coreano e turco sì.

    Pengaruh Kekuatan Drawing, Stabilitas Lengan Penumpu dan Kecepatan Laju Anak Panah Terhadap Akurasi Tembakan Divisi Compound Jarak 50 Meter · Fitriadi Sandhi Nugroho Yudho, Iman Sulaiman, Johansyah Lubis, Sujarwo

  • 2025
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    50 spezzoni video di gare internazionali, con i micro-movimenti delle braccia estratti dall'immagine: più si muove il braccio della corda durante la mira, più basso è il punteggio della freccia (rho = -0,393, p = 0,004), mentre il braccio dell'arco non si lega a niente (rho = -0,136, p = 0,345). Misura le braccia e non l'arco, su video di gara e non in laboratorio, e il risultato cade sul braccio che non ci si aspetterebbe. Due cose sulla misura del movimento. È in pixel, con una soglia a cinque pixel, e il pixel dipende dallo zoom e dalla distanza della telecamera, che cambiano da inquadratura a inquadratura: senza calibrazione la variabile mescola il tremore con l'ottica. E l'asimmetria fra le braccia ha una lettura alternativa che l'articolo non considera, perché in un primo piano televisivo il braccio della corda sta vicino al viso e si muove al rilascio, mentre quello dell'arco è esteso ai margini e in parte coperto dall'arco; se poi il rilascio cade dentro la finestra su cui si fa la media, quella variabile misura il gesto del rilascio e non il tremore in mira.

    Contactless Estimation of Heart Rate and Arm Tremor from Real Competition Footage of Elite Archers · Byeong Seon An, Song Hee Park, Ji Yeon Moon, Eui Chul Lee

Storia dello stato

  1. 1976 Non studiato La prima osservazione in bibliografia è qualitativa e riguarda un altro momento del tiro: nelle fotografie di quattro arcieri esperti l'arco al rilascio si muove solo verso il bersaglio, in quelle di sei principianti assoluti scende o si sposta di lato. È il rilascio, non la mira, e non c'è nessuna misura dello spostamento: l'oscillazione in mira resta da studiare.
  2. 1990 Non studiato Il primo confronto fra arcieri di livello diverso non riguarda il movimento in mira ma la posizione al rilascio. Nove arcieri esperti divisi per handicap, otto dei quali entrano nell'analisi, con marcatori ottici su testa, gomito e arco a quindici metri: la posizione dell'arco rispetto alla testa al momento del rilascio non è più costante negli élite che negli arcieri di contea, anzi tende a esserlo di meno, e le analisi della varianza non separano i due gruppi. Non misura quanto l'arco si muove durante la mira e non lo lega al punteggio, quindi entra come contesto: fra le fonti c'è ancora solo l'osservazione del rilascio del 1976, e l'oscillazione in mira resta non studiata.
  3. 1994 Riportato Il primo studio in bibliografia che misura l'oscillazione dell'arco, 12 arcieri italiani fra intermedi e alto livello, trova che chi oscilla di più lateralmente ha punteggi FITA più bassi (r = -0,67). Un solo campione piccolo e un'associazione fra arcieri diversi: lo stato passa da non studiato a riportato, e non va oltre.
  4. 2006 Riportato La prima misura dentro il singolo arciere arriva da sette juniores di livello internazionale, sessantasei frecce a testa riprese sul bersaglio: la finestra percorsa dalla mira nell'ultimo secondo è più piccola nelle frecce da dieci che in quelle da otto o meno, e questo vale per tutti e sette. Lo stesso studio però mostra il rovescio: fra arcieri diversi chi muove meno l'arco non ha la media più alta. Ora gli studi a favore sono due, uno fra arcieri e uno dentro l'arciere, entrambi piccoli e trasversali: l'evidenza resta limitata.
  5. 2008 Riportato Arriva il primo risultato contrario, ma non riguarda la mira. In otto universitari coreani esperti, misurati con la cinematica in tre dimensioni, la variabilità dello spostamento verticale dell'arco nel follow-through non si lega alla media di punteggio, che va da 8,58 a 9,50 a freccia. Guarda il dopo e non il durante, su otto persone e in una rivista regionale: un confronto debole sul follow-through non basta a mettere in discussione le due misure sulla mira, e lo stato resta riportato.
  6. 2009 Riportato Una misura di contorno, di nuovo non sulla mira in sé. Su un solo arciere, trentasei frecce a trenta metri con un puntatore laser sull'impugnatura ripreso a 1.200 fotogrammi al secondo, il movimento dell'arco nell'ultimo ventesimo di secondo, quello del rilascio, si lega all'errore sul bersaglio soprattutto in altezza, con correlazioni fra 0,45 e 0,68 in valore assoluto e nessun valore di p. Riguarda il rilascio e non la mira, e un arciere solo: lo stato resta riportato.
  7. 2010 Contestato Il primo dato dentro il singolo arciere che va contro: in quattro arciere d'élite seguite con il tracciamento ottico della mira, l'ampiezza dell'oscillazione sul bersaglio è la stessa nelle frecce da dieci e in quelle da otto, 13,7 contro 12,7 centimetri in orizzontale e 12,0 contro 11,3 in verticale, senza significatività. Dentro l'arciere ora c'è una misura a favore, quella del 2006, e una contro, e accanto ai due studi a favore c'è già il risultato nullo del 2008: gli studi su arcieri vanno in direzioni opposte.
  8. 2011 Contestato L'anno chiarisce la frattura invece di risolverla. Su quindici ricurvisti fra élite e sub-élite l'ampiezza del tremore verticale dell'arco spiega un quarto delle differenze di punteggio e la potenza fra 3 e 8 hertz quasi un terzo, mentre il tremore orizzontale non c'entra niente. Nello stesso anno la seconda pubblicazione di quei centootto tiri ribadisce il risultato nullo: è lo stesso materiale del lavoro del 2010, quindi un campione solo e non due. Quello che conta, allora, non è quanto l'arco si muove ma in che direzione e a che frequenza, e lo stato resta contestato.
  9. 2015 Contestato Una tesi di master su otto arcieri del programma della nazionale britannica guarda la domanda da un altro lato: costretti a restare in mira il doppio o il triplo del solito, il polso della mano dell'arco si muove un po' di più, da 3,21 a 3,87 centimetri al secondo, e il punteggio medio scende da 8,60 a 7,75 a freccia. Movimento e punteggio peggiorano insieme, ma nessuno li mette in relazione freccia per freccia, la tenuta tripla arriva sempre per ultima e si somma alla fatica, e la misura è il polso, non l'arco: è contesto. Lo stato resta contestato, perché il risultato nullo del 2010 non ha ancora una spiegazione.
  10. 2016 Contestato In uno dei due arcieri universitari misurati con accelerometri il braccio dell'arco oscillava meno in mira nelle frecce da dieci che in quelle da tre. Un arciere solo, con un confronto visivo dei tracciati e senza test statistici, non scioglie la frattura fra gli studi che trovano l'effetto e quelli che non lo trovano.
  11. 2017 Contestato Un secondo confronto fra gruppi, trentadue arcieri malesi fra i tredici e i vent'anni con un sensore inerziale sulla mano dell'arco a cinquanta metri, di nuovo non trova differenze: i venti più forti e i dodici meno forti muovono l'arco allo stesso modo (p = 0,126), mentre si separano per l'oscillazione del corpo. Una sola volée di sei frecce e gruppi costruiti dall'analisi stessa, quindi pesa poco, ma va nella direzione degli altri confronti fra arcieri. Lo stato non cambia: sia dentro l'arciere sia fra arcieri diversi ci sono studi che trovano il legame e studi che non lo trovano.
  12. 2018 Contestato Dallo stesso gruppo malese del 2017 arriva un confronto fra quattro arcieri, uno per livello in due coppie: la medagliata muove l'arco in mira meno della non medagliata, l'esperto meno del principiante. Sono grafici descritti a parole, senza un numero né un test, in una rivista con criteri editoriali dubbi, quindi la direzione si nota ma non si conta. Lo stato resta contestato.
  13. 2020 Contestato Il lato a favore si rafforza, e il problema si chiarisce. Dentro l'arciere: in otto atleti di livello nazionale l'arco percorre 28,8 centimetri nella freccia peggiore contro 17,8 nella migliore. Un altro lavoro, cinque arcieri con un giroscopio sull'arco, dà la scala del fenomeno: in mira l'arco sta quasi immobile, in una finestra di pochi gradi al secondo. Nello stesso anno un lavoro metodologico su sei arcieri austriaci, senza test statistici, dà un quadro misto: sulla mano dell'arco l'escursione di accelerazione è la stessa nei tiri buoni e in quelli scarsi e la variabilità relativa è perfino più bassa nei tiri peggiori, mentre sui singoli assi un'escursione più piccola va con i tiri migliori. Senza statistica e con risultati nei due versi resta contesto. Lo stato resta contestato, e si capisce perché: le misure non sono confrontabili.
  14. 2021 Contestato Arrivano le due misure più forti della scheda, e tirano dalla stessa parte: in quindici arcieri di livello nazionale più il punto di mira oscilla prima del rilascio più il punteggio è basso, con r pari a meno 0,776 nella condizione con placebo, e in undici universitari giapponesi un accelerometro sull'arco predice il punteggio della serie di trentasei frecce con R pari a meno 0,79, che tiene a meno 0,74 anche su arcieri esclusi dall'addestramento del modello. Lo stesso lavoro però mostra il limite: azzerando il tremore la retta si fermerebbe a 320 punti su 360, e il tremore non prevede la singola freccia. Lo stato resta contestato perché il risultato nullo del 2010, ripubblicato nel 2011, non è stato spiegato.
  15. 2022 Contestato Due revisioni dicono due cose utili. La prima dichiara incerto il legame fra movimento dell'arco e punteggio e ricorda che lo studio a favore che cita misura sette arcieri. La seconda aggiunge il dettaglio che fa capire la frattura: nei tiri migliori l'oscillazione del corpo e quella dell'arco si muovono insieme, nei peggiori no. Quindi non conta solo quanto l'arco si muove, ma anche con che cosa si muove, e lo stato non cambia.
  16. 2024 Contestato Un accelerometro sull'arco di sedici giovani arcieri aggiunge il dettaglio che mancava, cioè come è fatto quel movimento: si concentra sotto i venti hertz, con picchi ricorrenti a uno, tre, sei e dieci hertz, e varia molto da persona a persona sia nelle oscillazioni lente sia nel tremore. Nessun confronto col punteggio di gara, quindi è contesto. Una rassegna narrativa sugli studi dal 1990 al 2023 ripete il luogo comune, con i tiratori più esperti che mirano più fermi, ma mescola arcieri e tiratori di altre discipline e non porta misure nuove. Lo stato non cambia.
  17. 2025 Contestato Il contrasto si fa più netto dentro lo stesso anno. Su cinquanta spezzoni di gare internazionali, più si muove il braccio della corda durante la mira più basso è il punteggio della freccia, con rho pari a meno 0,393, mentre il movimento del braccio dell'arco non si lega a niente. Una revisione sistematica trova meno oscillazione dell'arco nei tiri migliori in tre studi su cinque, e nei due restanti nessuna differenza fra livelli. In ventisette arcieri compound regionali la stabilità del braccio dell'arco non risulta legata al punteggio a cinquanta metri. Lo stato resta contestato, e il motivo è sempre lo stesso: ogni studio misura una cosa diversa e le chiama tutte stabilità dell'arco.

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Campagna, M. (2026). Meno l'arco si muove in mira, migliore è il tiro (Versione 4). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/tecnica/stabilita-arco-mira

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