Per sapere dove arriva la freccia bastano gravità e resistenza dell'aria
5 studi
La sintesi di oggi
Due prove sull'attrezzatura vanno nella direzione dell'affermazione, ma una sola mette il calcolo a confronto con il punto d'impatto. Con un compound montato su una macchina da tiro, un fisico ha cercato a varie distanze la tacca di mira che portava la freccia al centro e l'ha convertita in angolo di lancio: i punti cadono sulla curva di un calcolo balistico che contiene soltanto gravità e resistenza dell'aria, senza bisogno di aggiungere una portanza. Quattro anni prima, tre frecce molto diverse misurate con un cronografo fino a 90 metri avevano rallentato come prevede lo stesso tipo di calcolo, che però controlla la velocità e non dove la freccia arriva. Il calcolo dice anche quanto pesano gli errori piccoli: a settanta metri un errore di un metro sulla distanza sposta l'impatto di circa sette centimetri in altezza, un metro al secondo di velocità in più lo alza di circa tredici. I limiti si vedono subito: nessun arciere e nessun vento.
Formulata anche come: traiettoria della freccia; calcolare le tacche di mira; la freccia plana; portanza delle alette; balistica della freccia; caduta della freccia
Nella pratica
Al campo circola l'idea che le alette diano alla freccia una piccola portanza che la sostiene in volo, mentre i programmi per le tacche di mira lavorano solo con velocità, peso e resistenza.
Evidenze
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1933
A favore Modello Pubblicata dopo
Modello solo teorico: la resistenza è l'attrito dell'aria sulla superficie, proporzionale al quadrato della velocità, e la freccia è supposta sempre allineata alla traiettoria. Le formule approssimate seguono le curve ricavate per via grafica con uno scarto minore della differenza di gittata, 26 piedi, che danno 5 piedi al secondo in più o in meno alla partenza. Per una freccia da 300 grani lanciata a 180 piedi al secondo la gittata massima è di 652 piedi in 6,87 secondi, contro i 1.007 che farebbe senza aria. L'accordo con i tiri misurati è dichiarato in una frase, con il rimando a un lavoro del 1930, senza valori.
The aerodynamics of an arrow · George Judson Higgins
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2008
Contesto Prove sull'attrezzatura Pubblicata dopo
Prova con un lanciatore e archi giapponesi da 13 e 15 kgf, bersaglio a 28 m: la freccia copre la distanza in circa mezzo secondo e nel frattempo cade di un tratto pari alla statura dell'arciere, per cui la mira va impostata sulla verticale del bersaglio, segnata nella prova con un filo a piombo. Mostra quanto pesi la gravità anche a breve distanza, ma non mette alla prova un calcolo.
B4 Effect of Te-no-uchi in Japanese-style archery · Tetsuhiko Yamamoto, Hiroshi Kinjo, Motoki Tanaka
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2011
A favore Prove sull'attrezzatura Pubblicata dopo
Tre frecce molto diverse per massa e diametro (Protour 470, LightSpeed 400 e Axis FMJ 400) tirate da compound montati su una macchina da tiro, con la velocità misurata da un cronografo a distanze fino a 90 m e un'accuratezza di circa 0,3 m/s. La traiettoria è calcolata a passi di un millesimo di secondo con la gravità e la resistenza dell'aria, ricalcolata a ogni passo, e la velocità calcolata lungo il volo segue quella misurata in modo che l'autore giudica soddisfacente per tutte e tre le frecce. Mette alla prova quanto rallenta la freccia, non il punto in cui arriva.
The aerodynamic drag and axial rotation of an arrow · J L Park
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2015
A favore Prove sull'attrezzatura Pubblicata dopo
Compound Hoyt su macchina da tiro: a ogni distanza la tacca di mira che porta la freccia al centro, convertita in angolo di lancio, cade sulla curva di un calcolo balistico Runge-Kutta che contiene solo gravità e resistenza dell'aria. Velocità d'uscita della freccia campione 74,5 ± 0,2 m/s, media di dieci misure a due metri dall'arco. Per l'autore l'accordo dice che non serve ipotizzare una portanza.
Applications of Physics to Archery · H. O. Meyer
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2015
Contesto Prove sull'attrezzatura Pubblicata dopo
Dallo stesso calcolo, a 70 m con un angolo di lancio di 0,068 radianti: un metro di distanza in più sposta l'impatto di circa 7 cm in altezza, un metro al secondo di velocità iniziale in più lo alza di circa 13 cm, una variazione del 20% del tasso di decadimento della velocità o del coefficiente di resistenza lo sposta di circa 7 cm. Il tasso di decadimento misurato con due microfoni su 25 tiri a sette distanze fra 27,4 e 82,3 m è 0,00231 per metro, e corrisponde a un coefficiente di resistenza di 1,94.
Applications of Physics to Archery · H. O. Meyer
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2023
Contesto Modello Pubblicata dopo
Modello analitico con resistenza proporzionale al quadrato della velocità: ricava una formula chiusa per l'angolo di elevazione in funzione di distanza, velocità iniziale e decadimento della velocità, e con 74,5 m/s e 0,002 per metro dichiara che la curva concorda con i metodi numerici e le misure del lavoro del 2015. L'accordo è descritto a parole, senza scarti, e i dati di confronto sono quelli del 2015.
Physics Application in Traditional Archery: Sight-lines Method for Aiming Using a Traditional Bow · Ibnu Jihad
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2023
Contesto Modello Pubblicata dopo
Analisi di sensibilità dello stesso modello, a 70 m con 60 m/s e decadimento 0,002 per metro: stimare il decadimento a 0,001 manda la freccia 35 cm sotto il centro, stimarlo a 0,003 la manda 38 cm sopra; una stima della velocità fuori di 3 m/s sposta l'impatto di 69-80 cm.
Physics Application in Traditional Archery: Sight-lines Method for Aiming Using a Traditional Bow · Ibnu Jihad
Storia dello stato
- 1933 Trasferito La domanda nasce come calcolo. Un ingegnere aeronautico scrive le equazioni del volo della freccia con due sole forze, la gravità e l'attrito dell'aria sulla superficie, e trova formule approssimate che seguono le curve esatte con uno scarto minore di quello che darebbe un tiro un po' più lento dell'altro. Dice che i risultati concordano con le prove sperimentali, ma lo dice in una frase e senza numeri, e nessuna misura sull'attrezzatura mette ancora alla prova il calcolo: l'affermazione si regge su un modello.
- 2008 Trasferito Un lavoro sull'arco giapponese usa la traiettoria senza metterla alla prova: a ventotto metri la freccia vola circa mezzo secondo e nel frattempo cade di un tratto pari alla statura dell'arciere, per cui la mira va impostata sulla verticale del bersaglio. Mostra quanto pesi la gravità anche a breve distanza, ma nessuno ha ancora confrontato un calcolo con tiri misurati, e l'affermazione resta appoggiata al modello del 1933.
- 2011 Riportato Arriva la prima misura sull'attrezzatura. Tre frecce molto diverse, tirate da compound montati su una macchina da tiro, passano sopra un cronografo a distanze fino a 90 metri, e la velocità misurata segue quella di un calcolo che contiene la gravità e la resistenza dell'aria, ricalcolata a ogni millesimo di secondo. È una prova diretta, ma di una parte sola dell'affermazione: controlla quanto rallenta la freccia, non dove arriva.
- 2015 Riportato Arriva la prima prova che mette il calcolo a confronto con il punto d'impatto. Con un compound su una macchina da tiro, le tacche di mira trovate a varie distanze e convertite in angolo di lancio coincidono con un calcolo balistico che contiene solo gravità e resistenza: per spiegarle non serve aggiungere una portanza. Lo stesso calcolo dice che a settanta metri un errore di un metro sulla distanza sposta l'impatto di circa sette centimetri e un metro al secondo di velocità in più lo alza di circa tredici. Le prove sull'attrezzatura a favore sono ormai due, ma quella del 2011 misurava la velocità e questa è l'unica sul punto d'impatto, con un arco, una freccia e senza vento: l'evidenza resta limitata.
- 2023 Riportato Un modello analitico costruito sulle stesse due forze ricava una formula chiusa per l'angolo di lancio e dichiara che la sua curva concorda con le misure del 2015, senza pubblicare gli scarti. Aggiunge una misura di quanto conti la resistenza: a settanta metri, con una freccia a sessanta metri al secondo, stimarla alla metà del valore giusto manda la freccia 35 centimetri sotto il centro. È un calcolo che riusa i dati del 2015, non una prova nuova, e lo stato non si muove.
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Filoni di ricerca
Cita
Campagna, M. (2026). Per sapere dove arriva la freccia bastano gravità e resistenza dell'aria (Versione 2). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/attrezzatura/traiettoria-freccia-gravita-resistenza
@misc{campagna2026_traiettoriagravitaresistenza,
author = {Campagna, Matteo},
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note = {Versione 2; consultato il 2026-10-16}
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