Scheda studio
Analisi multifattoriale del tiro: Squadrone 1994
Multifactorial analysis of shooting archery
Citazione
Squadrone, R., & Rodano, R. (1994). Multifactorial analysis of shooting archery. ISBS - Conference Proceedings Archive, 270-273. https://ojs.ub.uni-konstanz.de/cpa/article/view/2570
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Cita lo studio
Squadrone, R., & Rodano, R. (1994). Multifactorial analysis of shooting archery. ISBS - Conference Proceedings Archive, 270-273. https://ojs.ub.uni-konstanz.de/cpa/article/view/2570
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio trasversale
- Popolazione
- Arcieri
- Livello
- Livelli diversi
- Disciplina
- Arco olimpico
- Numero di soggetti
- 12
- Tipo
- Atti di convegno
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Non dichiarata
- Sede
- ISBS - Conference Proceedings Archive
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Due ricercatori del Politecnico di Milano e dell'Istituto di Scienza dello Sport di Roma hanno misurato insieme movimento, appoggio e attività muscolare in 12 arcieri della federazione italiana: 5 di alto livello, con punteggi FITA sopra i 1.300, e 7 di livello intermedio, tra 1.180 e 1.300. Ognuno ha tirato 20 frecce.
Il risultato principale è descrittivo. Ogni arciere ripeteva da un tiro all'altro un profilo elettromiografico così costante che uno qualsiasi poteva rappresentare tutti gli altri, ma tra un arciere e l'altro non emergeva nessun profilo comune: ciascuno aveva il suo. I picchi di attività normalizzati, nella tabella dell'articolo, vanno per esempio da 23 a 58 per i flessori delle dita e da 36 a 88 per il bicipite. Anche il modo di arrivare in massima trazione era personale: alcuni alzavano l'arco e poi portavano indietro il braccio della corda, altri muovevano le due braccia insieme in direzioni opposte.
Le differenze che gli autori legano al livello riguardano la durata relativa delle fasi, la stabilità dell'arco e del braccio e l'attivazione del bicipite, più bassa negli arcieri migliori (tra 36 e 73 contro 46 e 88). Il punteggio FITA era correlato con la durata media della mira (r = -0,72) e con l'oscillazione laterale dell'arco (r = -0,67): chi mirava meno a lungo e muoveva meno l'arco aveva punteggi più alti. Lo spostamento del centro di pressione sulla pedana, invece, non bastava a distinguere i due livelli.
Come è stato misurato
Gli arcieri tiravano da 12 metri dal bersaglio, in un allestimento da laboratorio. Il sistema ELITE seguiva 23 marcatori riflettenti a 100 immagini al secondo, posti su testa, spalle, gomiti, polsi, mani, creste iliache, ginocchia, caviglie e piedi, più tre sulla colonna e tre sull'arco. Una pedana di forza Kistler registrava a 1.000 Hz le forze a terra e lo spostamento del centro di pressione. L'elettromiografia di superficie, anch'essa a 1.000 Hz, riguardava i flessori delle dita e il bicipite del braccio che traziona e due porzioni del trapezio per lato; il segnale era rettificato, integrato su intervalli di 100 ms e rapportato a una contrazione isometrica massima. Un dispositivo elettrico montato sull'arco segnava la chiusura del clicker, il rilascio e il distacco della freccia dalla corda, così da allineare tutte le misure alle fasi del tiro.
Il metodo, spiegato: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge, Motion capture e analisi video della cinematica, Posturografia: il centro di pressione
Limiti
È un contributo di quattro pagine a un congresso: descrive il metodo con cura, ma dei risultati riporta solo la tabella dei picchi muscolari, due coefficienti di correlazione e il confronto tra due arcieri. Non ci sono le durate delle fasi, i valori di oscillazione dell'arco o un test statistico tra i due gruppi, e non è spiegato come sia stata misurata l'oscillazione laterale. Le due correlazioni sono calcolate su 12 persone, con il punteggio FITA di ciascuno e non con le 20 frecce tirate in prova, di cui l'articolo non riporta il punteggio.
Con le telecamere a 100 Hz, come riconoscono gli autori, il rilascio dura circa 3 fotogrammi e non si può analizzare. Il tiro da 12 metri tra telecamere e pedana, poi, è diverso da quello a 70 metri all'aperto. La spiegazione del caso dell'arciere con la spalla inclinata e il bicipite molto attivo, legata al tentativo di tenere bassa la spalla dell'arco, è un'ipotesi degli autori su un singolo arciere.
Cosa vuol dire per chi tira
Il messaggio più solido per chi tira è che la ripetibilità è individuale: ogni arciere aveva un proprio schema muscolare, molto stabile da un tiro all'altro, e due arcieri di alto livello con punteggi simili potevano avere posture e attivazioni molto diverse. Copiare la sequenza muscolare di un campione non ha basi in questi dati.
Il legame tra punteggio FITA, mira più breve e arco più fermo va nella direzione che molti allenatori si aspettano, ma viene da 12 arcieri e da due correlazioni senza il dettaglio dei dati. Lo stesso vale per il bicipite meno attivo negli arcieri migliori: è coerente con l'idea di una trazione portata più dalla schiena che dal braccio, ma lo studio non la misura in modo diretto.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
- RiportatoGli arcieri esperti ripetono il gesto con meno variabilità dei principianti (contesto)
- ContestatoTenere la mira troppo a lungo peggiora il tiro (a favore)
- RiportatoMeno il corpo oscilla in mira, migliore è il tiro (contro)
- ContestatoFra l'inizio del rilascio e il distacco della freccia dalla corda passano circa quindici millesimi di secondo (contesto)
- RiportatoCon la linea delle spalle allineata i due lati del dorso lavorano allo stesso livello, con le spalle inclinate no (a favore)
- ContestatoMeno l'arco si muove in mira, migliore è il tiro (a favore)
- SmentitoGli arcieri d'élite condividono un'unica tecnica di tiro corretta (contro)
- RiportatoGli arcieri esperti reggono la trazione con spalla e schiena più che con l'avambraccio (contesto)
Articoli che lo usano
Filone di ricerca
- Il rilascio passivo: cinquant'anni per smontare un'idea
- Stabilità dell'arco e tempi di mira: la ricerca dal 1971
- Variabilità e tecnica individuale: la ricerca dal 1971
- Che cosa predice il punteggio, e come si è provato a scegliere i talenti
- L'EMG del tiro dal 1971 a oggi
- La stabilità posturale degli arcieri dal 1990
- Tremore e oscillazione in mira: separare due fenomeni dal 1990
Popolazione e disciplina
Stesso filone
- 1992A Study on the Relation between Stomatognathic System and the Systemic Condition. Concerning the Influence of Bite Raising for Vertical Position by a Splint on the Control of Posture in Archery.
- 1992Archery Bow Grip Force Distribution: Relationships with Performance and Fatigue
- 1993Biomechanical Study of the Final Push-Pull in Archery
- 1993Relationship between the muscle activity during aiming,follow-through, and the performance in archery
- 1994Eye movements of kyudo player
- 1994Fatigue effects on shooting archery performance
Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Multifactorial analysis of shooting archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/squadrone-1994-multifactorial
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