In mira l'arco oscilla più in orizzontale che in verticale

5 studi · 41 arcieri misurati

A favoreContestoContro200520102015202020252011, contesto, n = 152005, a favore, n = 122006, a favore, n = 72010, a favore, n = 42011, a favore, n = 42010, contesto, n = 3
Ogni cerchio è uno studio: la posizione dice l’anno, la riga se va a favore, contro o fa da contesto, la grandezza quanti partecipanti ha misurato. I cerchi chiari sono studi su altre popolazioni o senza arcieri.

Tre studi indipendenti su arcieri trovano che la mira si muove più in orizzontale che in verticale. Nel 2005, in 12 arcieri taiwanesi a 70 metri, con un puntatore laser sull'impugnatura, la mira dell'ultimo secondo e mezzo varia più in orizzontale in dieci su dodici, ma senza nessun test; nel 2006, in 7 juniores del ricurvo di livello internazionale, l'ampiezza orizzontale dell'ultimo secondo prima del tiro supera quella verticale in tutti e sette, con una differenza significativa arciere per arciere; nel 2010, in 4 arciere d'élite turche, il punto di mira percorre sul bersaglio 13,0 centimetri in orizzontale contro 11,6 in verticale su 108 frecce. Un abstract del 2011 suggerisce il perché: in 15 arcieri del ricurvo la componente orizzontale è in buona parte una deriva lenta, sotto 1 Hz, e non si lega al punteggio, mentre quella verticale sì. I limiti sono due. I due studi che mettono alla prova la differenza contano in tutto undici arcieri, al chiuso, a 18 e 30 metri, e quello all'aperto non ha statistica; e il rapporto fra le due direzioni cambia con l'arciere e con lo strumento, tanto che in due arcieri taiwanesi su dodici si pareggia o si inverte, e in tre arciere della nazionale tedesca, misurate con un sistema ottico sull'arco, la prevalenza orizzontale compare come tendenza in una sola, mentre un video ripreso da dietro la fa comparire anche dove quel sistema non la trova.

Formulata anche come: oscillazione laterale in mira; la mira balla a destra e a sinistra; oscillazione orizzontale dell'arco; movimento laterale del braccio dell'arco; hold box orizzontale e verticale

Nella pratica

Fra gli arcieri si dà per scontato che in mira l'arco si muova soprattutto di lato, ed è sul movimento destra-sinistra del braccio dell'arco che si concentra il lavoro di stabilità.

Evidenze

  • 2005
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    12 arcieri della squadra maschile di un college di educazione fisica taiwanese, 12 frecce a 70 metri, con un puntatore laser sull'impugnatura che disegna la mira su un bersaglio luminoso ripreso in video: nell'ultimo secondo e mezzo prima del rilascio la deviazione standard della mira è più grande in orizzontale che in verticale in dieci arcieri su dodici, con rapporti fra le due direzioni che vanno da 1,19 a 6,56; nei due restanti il rapporto è 0,98 e 0,30. Lo studio non dichiara l'unità di misura e non fa nessun test sulla differenza: è una descrizione arciere per arciere (tabella 1, p. 257).

    Analysis of correlation between aiming adjustment trajectory and target · Kuo-Bin Lin, Chi-Kuang Hwang

  • 2006
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    7 juniores del ricurvo di livello internazionale, 66 frecce a 30 metri al chiuso, traiettoria della mira sul bersaglio registrata freccia per freccia e riassunta in un rettangolo, la «hold box», con un lato orizzontale e uno verticale: nell'ultimo secondo prima del tiro il lato orizzontale è più lungo di quello verticale in tutti e sette (Wilcoxon, p < 5% per ogni arciere), con valori medi fra 0,595 e 0,913 punti contro 0,412 e 0,647. Nella finestra fra due secondi e uno prima del tiro la differenza è significativa solo in cinque arcieri su sette.

    On‐target trajectories and the final pull in archery · Jürgen Edelmann‐Nusser, Mario Heller, Martin Hofmann, Nico Ganter

  • 2010
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    4 arciere d'élite turche, 30 frecce a testa a 18 metri al chiuso, 108 analizzabili, mira registrata con un simulatore elettronico insieme a pedane di forza ed elettromiografia: dall'ingresso in mira al rilascio il punto di mira percorre sul bersaglio 13,0 ± 2,8 centimetri in orizzontale contro 11,6 ± 2,5 in verticale (t = 4,5; p < 0,05). La differenza è piccola, circa un decimo, ma tiene sull'insieme delle frecce.

    Shooting Dynamics in Archery · M. Emre Erkek, Cevdet Tinazci

  • 2010
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    3 arciere della nazionale tedesca, 12 frecce a testa a 30 metri al coperto, ultimo secondo prima del rilascio, la stessa mira misurata con tre sistemi: con quello optoelettronico montato sull'arco, il riferimento dello studio, solo la terza arciera mostra una tendenza a oscillare più in orizzontale, mentre nella prima le due componenti sono simili e nella seconda la prevalenza orizzontale compare solo nel video ripreso da dietro. Lo scopo era confrontare gli strumenti e non c'è un test sulla differenza fra le due direzioni, ma il dato dice che la prevalenza orizzontale non è uguale per tutti e che una ripresa da dietro può farla comparire.

    Comparing three methods for measuring the movement of the bow in the aiming phase of Olympic archery · Nico Ganter, Karl Christoph Matyschiok, Marcel Partie, Börge Tesch, Jürgen Edelmann-Nusser

  • 2011
    A favore Arcieri Pubblicata dopo

    Seconda pubblicazione dello stesso esperimento, con gli stessi numeri: 13,0 ± 2,8 centimetri in orizzontale contro 11,6 ± 2,5 in verticale (t = 4,5; p < 0,05) su 108 frecce, con un tempo sul bersaglio di 3,6-3,7 secondi. Qui il campione è descritto come maschile, nella versione del 2010 come femminile; nel registro i due articoli contano come uno studio solo.

    Shooting dynamics in archery: A multidimensional analysis from drawing to releasing in male archers · Cevdet Tinazci

  • 2011
    Contesto Arcieri Pubblicata dopo

    15 arcieri maschi del ricurvo, da élite a sub-élite, accelerometro sull'arco durante una mira prolungata di 10 secondi verso un bersaglio a 2,5 metri: nel tremore orizzontale una quota ampia della potenza sta sotto 1 Hz, cioè è in buona parte una deriva lenta, e il tremore orizzontale non si lega al punteggio, mentre quello verticale sì (r² = 0,26 per l'ampiezza). Gli autori ipotizzano che gli arcieri compensino questa deriva lenta al momento del rilascio. È un abstract di congresso.

    Biomechanical Predictors of Recurve Archery Performance · Martin H. Rose, Niels Dall, Kaare Seidelin, Bente R. Jensen

Storia dello stato

  1. 2005 Riportato La prima misura arriva da dodici arcieri della squadra maschile di un college di educazione fisica taiwanese, dodici frecce a 70 metri, con un puntatore laser sull'impugnatura che disegna la mira su un bersaglio luminoso. Nell'ultimo secondo e mezzo prima del rilascio la mira varia più in orizzontale che in verticale in dieci arcieri su dodici; negli altri due le due direzioni si pareggiano o si invertono. È una descrizione arciere per arciere, senza nessun test, in un solo studio: riportato.
  2. 2006 Riportato Il secondo campione, indipendente dal primo, è il primo a mettere alla prova la differenza: 7 juniores del ricurvo di livello internazionale, 66 frecce a 30 metri al chiuso. Nell'ultimo secondo prima del tiro l'ampiezza orizzontale della mira supera quella verticale in tutti e sette, con valori medi fra 0,60 e 0,91 punti contro 0,41 e 0,65, e la differenza è significativa per ciascun arciere; fra due secondi e uno prima del tiro, invece, vale solo per cinque su sette. Due studi vanno ora nella stessa direzione, ma uno solo ha un test e insieme fanno diciannove persone: lo stato resta riportato.
  3. 2010 Riportato Arriva un terzo campione, indipendente dai due precedenti: in 4 arciere d'élite turche, 108 frecce a 18 metri, il punto di mira percorre sul bersaglio 13,0 centimetri in orizzontale contro 11,6 in verticale, dall'ingresso in mira al rilascio (p < 0,05). Tre studi su arcieri vanno ora nella stessa direzione, ma i due con un test fanno undici persone, al chiuso, e nello stesso anno un confronto fra strumenti su tre arciere della nazionale tedesca trova, con il sistema di riferimento, solo una tendenza alla prevalenza orizzontale, e in una sola delle tre. La direzione è coerente, i soggetti sono pochi: lo stato resta riportato.
  4. 2011 Riportato Lo stesso esperimento turco esce in una seconda versione, con gli stessi numeri, e conta una volta sola. Il dato nuovo viene da un altro laboratorio: in 15 arcieri del ricurvo, con un accelerometro sull'arco, il tremore orizzontale ha una quota ampia della potenza sotto 1 Hz, cioè è in buona parte una deriva lenta, e non si lega al punteggio, mentre quello verticale sì. È un indizio sul perché l'orizzontale prevalga, e sul fatto che prevalere non vuol dire contare di più, non una nuova conferma: lo stato resta riportato.

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Gli studi descrivono gruppi di arcieri: quanto il risultato valga per il tuo tiro lo dicono i tuoi numeri.

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Cita
APA

Campagna, M. (2026). In mira l'arco oscilla più in orizzontale che in verticale (Versione 2). In Registro delle evidenze. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/registro/tecnica/oscillazione-orizzontale-in-mira

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