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Trazione finale, clicker e tempo di reazione: che cosa ha misurato la ricerca dal 1993

Gli ultimi secondi del tiro ricurvo sono stati misurati con trasduttori, estensimetri, elettromiografia, pedane di forza ed EEG. Qui c'è la storia di quegli studi: che cosa hanno trovato sulla regolarità della trazione finale e sul tempo tra lo scatto del clicker e il rilascio, e quanto pesa sul punteggio.

Studi nel registro
15
Su arcieri
13
Anni
1993-2025

La domanda

Negli ultimi due o tre secondi del tiro l'arciere ricurvo fa due cose insieme: tiene la mira e porta la punta della freccia oltre il clicker, spostandola di pochi millimetri. La ricerca ha guardato questo tratto finale da due lati. Il primo è la trazione finale in sé, cioè quanto è regolare quel movimento e se la regolarità si vede nel punteggio. Il secondo è il tempo che passa tra lo scatto del clicker e il rilascio, e se una reazione più rapida porti frecce migliori.

Qui seguo gli studi in ordine di tempo, con i loro numeri e i loro limiti. Le indicazioni pratiche stanno negli articoli sulla trazione finale, sul clicker e sul rilascio; questa pagina dice da dove vengono le cose che sappiamo e quanto sono solide.

1993-2006: la trazione finale diventa una misura

Il primo lavoro viene dal laboratorio di fisiologia e biomeccanica dell'INSEP di Parigi. Leroyer e colleghi fissarono all'arco un trasduttore che registrava in modo indiretto lo spostamento della mano della corda, e fecero tirare 36 frecce a 90 m a cinque arcieri d'élite e a tre universitari. Negli ultimi cinque secondi la mano arretrava di circa 5 mm, con una velocità che scendeva intorno al millimetro al secondo. A separare gli arcieri era la regolarità di quel movimento: più irregolare negli universitari che negli élite e, in ciascuno degli otto, più irregolare nelle frecce peggiori che nelle migliori.

Lo stesso articolo conteneva due esperimenti più piccoli. Nel primo sette arcieri tennero la trazione fino all'esaurimento, intorno al 40-50% della loro forza massima: nel segnale elettrico del deltoide posteriore e nel movimento dell'arco comparve un picco tra 8 e 12 Hz, la frequenza del tremore fisiologico. Nel secondo un segnale sonoro avvisava l'arciere ogni volta che la mano della corda cedeva oltre una soglia: la regolarità migliorò in cinque arcieri su sei, il punteggio non in modo significativo.

Nel 2006 il gruppo di Jürgen Edelmann-Nusser scriveva che quello di Leroyer restava l'unico studio sull'allungo nella trazione finale, forse perché lo strumento era lungo e complicato da montare. Quello che proposero era più semplice, un estensimetro incollato al clicker che si piega di più o di meno a seconda di dove si trova la punta della freccia. Sette juniores tedeschi, partecipanti ai Mondiali giovanili e ai campionati nazionali, tirarono 66 frecce a 30 m al chiuso. L'arciere con la media più alta portava la freccia attraverso il clicker in modo continuo negli ultimi due o tre secondi; i due con la media più bassa mostravano, proprio nelle frecce da 5 e da 6, un cedimento dell'allungo prima dello scatto (lo shrinking) oppure una pausa. Con un sistema ottico montato sul riser gli stessi autori seguirono anche la mira: in ogni arciere il movimento dell'ultimo secondo era più piccolo nei 10 che nelle frecce da 8 o meno, ma tra un arciere e l'altro l'ampiezza media non diceva chi facesse più punti.

I due articoli del 2006 descrivono gli stessi sette arcieri, quindi nel registro contano come un dato solo. La parte sulla trazione finale, inoltre, è una lettura delle curve senza un test statistico: va nella stessa direzione di Leroyer, ma senza quantificare l'effetto.

Il clicker: un segnale a cui si reagisce?

Leroyer descriveva lo scatto del clicker come lo stimolo a cui l'arciere risponde, ed era l'idea corrente. Il tempo tra scatto e rilascio era già stato misurato negli studi elettromiografici, con un sensore sull'arco che segnava il rilascio: tra 170 e 180 ms negli arcieri più esperti di un gruppo di dodici studiato da Nishizono in Giappone, 185 ms in media nei quindici arcieri, quasi tutti della squadra statunitense, di Martin e colleghi.

Nel 1998 Edelmann-Nusser e Gollhofer, a Stoccarda, misero in dubbio proprio quell'idea. Nove arcieri delle squadre nazionali tedesche tirarono 35 frecce normali e cinque tiri allungati, in cui dopo lo scatto dovevano aspettare più di un secondo prima di rilasciare. Lo schema elettromiografico di otto muscoli era lo stesso nei due casi. Il tempo tra clicker e rilascio, poi, era più breve del tempo di reazione semplice a un suono in sette arcieri su nove, e in tutti e nove più breve di quello misurato mentre tenevano fermo un puntatore laser su un bersaglio. Gli autori ne dedussero che il programma motorio del rilascio parte prima dello scatto, e che il clicker serve a controllare l'allungo e a confermare il tiro appena fatto più che a dare il via. È un contributo breve a un congresso, con le analisi fatte arciere per arciere e pochi numeri riportati.

Un indizio nella stessa direzione è arrivato venticinque anni dopo, guardando i piedi. Nello studio di Kuch e colleghi sei arcieri d'élite e sette di livello inferiore tirarono 18 frecce a 70 m stando su due pedane di forza. In due tiri su tre il centro di pressione cominciava a spostarsi per contrastare il contraccolpo dell'arco prima del rilascio, e in questi tiri gli élite partivano in media 23 ms dopo lo scatto: meno della latenza di un riflesso posturale, che gli autori collocano intorno ai 40 ms. Per loro il comando era già programmato.

Nel 2023 e nel 2024 un gruppo dell'Università nazionale di Seul ha portato la domanda in laboratorio con otto uomini che non avevano mai tirato, su un telaio d'arco pieno di sensori. Il rilascio deciso da sé dava colpi virtuali più raccolti del rilascio comandato da un segnale esterno (indice di precisione 0,017 contro 0,023), e il secondo articolo lega la precisione alla coordinazione tra le mani e tra le dita. I due lavori riportano le stesse caratteristiche dei partecipanti e contano come un dato solo; e poiché nessuno tirava una freccia vera, il paragone con il clicker resta un'analogia proposta dagli autori.

Il tempo di reazione al clicker e il punteggio

Una misura pensata per il campo è arrivata nel 2005, quando il gruppo di Hayri Ertan alla Middle East Technical University di Ankara validò un cronometro da montare sull'arco, che lo stesso gruppo aveva messo a punto nel 1996: un interruttore sotto il clicker lo fa partire, un sensore sull'arco lo ferma quando la punta della freccia gli passa davanti. In 20 arcieri d'élite turchi il cronometro dava in media 177 ms, l'elettromiografia degli estensori delle dita 146 ms, e le due misure andavano insieme (r = 0,79). La differenza non è un errore: l'elettromiografia segna l'inizio dell'attività del muscolo, il cronometro un istante successivo al rilascio, quando la freccia si sta già muovendo. Due anni prima, con l'elettromiografia, lo stesso gruppo aveva confrontato dieci arcieri d'élite, dieci principianti e dieci persone che non avevano mai tirato: l'estensore delle dita arrivava al massimo circa 100 ms dopo lo scatto negli élite, 200 nei principianti e 300 nei non arcieri.

Nel 2010 e nel 2011 due articoli con Cevdet Tinazci tra gli autori misero insieme cronometro, elettromiografia, pedane di forza e un sistema di mira su quattro arcieri d'élite a 18 m, analizzando 108 frecce da 8, 9 e 10. Hanno le stesse tabelle, ma il primo descrive quattro arciere e il secondo quattro arcieri. Secondo le tabelle, nelle frecce da 10 i flessori delle dita erano meno attivi nell'ultimo secondo prima dello scatto (80% della contrazione massima contro 85,6% negli 8) e la trazione durava meno (4,8 contro 5,6 s), mentre la reazione al clicker era la stessa per 10, 9 e 8, intorno a 142-143 ms. Gli abstract dicono invece che la reazione è più breve nei tiri migliori, e il secondo articolo è stato citato così anche dallo studio australiano del 2017. Nel registro vale la tabella: a livello di gruppo nessuna differenza, e una reazione più rapida associata a frecce migliori solo in due dei quattro arcieri presi uno per uno.

Lo studio più ampio è proprio quello australiano. Prima di una tappa di Coppa del Mondo Spratford e Campbell, dell'Università di Canberra e dell'Australian Institute of Sport, misurarono 39 ricurvisti d'élite di quattro nazioni, dieci frecce ciascuno a 70 m, con una pedana di forza, telecamere ad alta velocità e un microfono per lo scatto. La reazione al clicker era di 163 ms in media e, insieme alla forza di trazione dell'arco e alla velocità di oscillazione del corpo dopo il rilascio, spiegava il 42% della variabilità del punteggio delle frecce. Gli autori stessi ne ridimensionano il peso: tra un arciere e l'altro la reazione variava poco (deviazione standard di 17 ms) e il suo effetto copriva circa mezzo punto. Sotto i 102 ms, il valore più basso registrato nel lavoro del 2005, secondo loro si parlerebbe già di anticipo.

Gli studi successivi a 70 m vanno in gran parte nella stessa direzione. Nel lavoro di Kuch gli élite reagivano al clicker più in fretta del gruppo di livello inferiore (146 contro 156 ms). Nel 2025 Jacquot e colleghi hanno misurato otto arcieri francesi di vertice in condizioni vicine alla gara, 72 frecce ciascuno all'aperto con la propria attrezzatura: sulle 549 frecce analizzate la reazione era più lunga nelle frecce da 8 o meno che nei 10, mentre arciere per arciere la differenza non era significativa. Nella tesi di dottorato di Jacquot, discussa all'Università della Lorena nel 2026, gli stessi otto arcieri sono stati confrontati con sette arcieri del circuito regionale, sempre a 70 m, e tra i due gruppi il tempo di reazione al clicker non era diverso.

Al chiuso lo stesso intervallo è stato guardato da un altro lato. Nel 2016 Callaway e colleghi hanno ripreso quindici arcieri di livello misto, dall'università alla nazionale, per 30 tiri ciascuno a 18 m, con un microfono per lo scatto. Nel loro modello ogni variabile era espressa come scostamento del tiro dalla media di quell'arciere, e lo scostamento del tempo tra clicker e rilascio è stato il primo fattore a entrare; il modello intero, però, spiegava solo il 7,7% della distanza delle frecce dal centro.

Lo stesso gruppo di Ankara è tornato sul clicker nel 2021 con l'EEG. Su 15 ricurvisti e 1.070 frecce a 18 m, lo scatto produceva la tipica risposta uditiva del cervello (la componente N1), più ampia nelle frecce andate al centro; i tempi della risposta non cambiavano tra frecce buone e cattive. L'approvazione etica porta un numero del 2004, e le differenze sono giudicate con intervalli di confidenza al 95% per due zone del bersaglio e al 90% per altre due, senza correzione per i confronti multipli.

Un solo studio di questo filone ha provato a cambiare i tempi di reazione con un allenamento. In Turchia venti ragazzi di 15-17 anni sono stati divisi in due gruppi, e quello che ha fatto otto settimane di forza è passato da 93,5 a 105,5 punti su 12 frecce a 18 m, con tempi di reazione semplici più brevi; il gruppo di controllo è passato da 94,1 a 95,4. Ma la reazione misurata era a una luce e a un suono, non al clicker, l'articolo non dice che i gruppi siano stati formati a caso e i due gruppi non sono confrontati tra loro. Fuori dal ricurvo con clicker c'è infine uno studio su dieci arcieri tradizionali turchi: fermandosi al 98% o al 96% dell'allungo massimo prima della trazione finale, mani e arco mostravano meno micro-scatti in mira, ma i tiri erano a 1,5 m e senza punteggio.

Che cosa regge oggi

Dentro lo stesso arciere, una trazione finale regolare va con frecce migliori: lo ha visto Leroyer in tutti e otto i suoi arcieri, e va nella stessa direzione la lettura delle curve di Edelmann-Nusser, dove le irregolarità più evidenti compaiono nelle frecce peggiori dei due juniores più deboli. Sono due gruppi indipendenti e concordi, ma piccoli, entrambi prima del 2007, e il secondo senza statistica.

Sul tempo di reazione al clicker, tre studi indipendenti su arcieri d'élite a 70 m (2017, 2023, 2025) trovano tempi più brevi nelle frecce migliori o negli arcieri migliori, sempre a livello di gruppo. Il confronto tra arcieri di livello diverso, però, non è concorde: Kuch trova gli élite più rapidi, la tesi di Jacquot non trova differenze tra élite e arcieri regionali. Dove sono riportate, le differenze sono di una decina di millisecondi, e il peso stimato sul punteggio è di circa mezzo punto. Sulle frecce, il solo dato contrario che abbiamo letto, quello di Erkek e Tinazci, viene da quattro arcieri con le frecce trattate come osservazioni indipendenti; per le regole del registro uno studio contrario debole, in mezzo a studi a favore, non rende contestata un'affermazione. A 18 m, nello studio di Callaway, contava invece quanto il tempo di ogni tiro si allontanava da quello abituale dell'arciere, e anche questo pesava poco.

I valori misurati, infine, stanno quasi tutti tra 140 e 185 ms: 142-143 ms nei dati di Erkek e Tinazci, 146-156 in quelli di Kuch, 163 in quelli di Spratford, 170-180 in quelli di Nishizono, 177 con il cronometro del 2005, 185 in Martin. Si confrontano solo all'ingrosso, perché ognuno segna il rilascio in modo diverso.

Che cosa resta aperto

Nessuno ha allenato la reazione al clicker per vedere se il punteggio cambia: tutti i dati a favore sono associazioni, e l'unico intervento misurava un'altra reazione. Resta aperta anche la direzione del legame. Se il rilascio è preparato prima dello scatto, come suggeriscono il lavoro del 1998, le pedane di Kuch e il telaio di Seul, un tempo breve potrebbe essere il segno di un tiro già avviato bene più che di una risposta rapida.

La misura non è standardizzata. L'istante del rilascio è stato segnato con un sensore che vede passare la punta della freccia, un interruttore inerziale o un accelerometro sull'arco, un estensimetro, un microfono, una telecamera ad alta velocità, un video analizzato a mano o l'attività degli estensori delle dita, e ciascuno cade in un momento diverso del gesto: tra elettromiografia e cronometro, nello stesso studio, ballano trenta millisecondi, più della differenza tra élite e non élite trovata da Kuch.

La regolarità della trazione finale, poi, è stata misurata da due soli gruppi su quindici arcieri in tutto, e il solo tentativo di allenarla, il segnale sonoro di Leroyer, l'ha migliorata senza un miglioramento significativo del punteggio. Gli studi sono quasi tutti sul ricurvo con clicker: niente sul compound e sull'arco nudo, e sul tradizionale c'è solo il lavoro turco a 1,5 m. Il confronto diretto fra il tiro con e senza clicker, su arcieri, è uno solo: in nove arciere coreane di livello mondiale, tirare senza clicker ha accorciato la trazione e reso la mira più costante, ma a 8 metri, su venti frecce per condizione e senza il punteggio a una distanza di gara. Sul legame fra reazione rapida e punteggio, infine, gli studi del registro citano il lavoro del 1996 con cui il gruppo di Ankara mise a punto il cronometro in modi opposti, alcuni come prova del legame e altri come studio che non lo trovò: per questo il filone si regge sulle misure che ciascuno studio riporta da sé.

Come si è arrivati a saperlo

  1. 1993OrigineLeroyer et al. 1993 Biomechanical Study of the Final Push-Pull in ArcheryMisura lo spostamento della mano della corda in 8 arcieri a 90 m: la trazione finale è più regolare negli élite e, in ciascun arciere, nelle frecce migliori.
  2. 1998ContraddizioneEdelmann-Nusser et al. 1998 Coordinative Aspects of Archery - An Approach Using Surface-ElectromyographyIn 9 arcieri della nazionale tedesca il tempo tra clicker e rilascio è più breve di una reazione semplice a un suono in 7 casi su 9: per gli autori il rilascio è già programmato prima dello scatto.
  3. 2005MetodoErtan et al. 2005 Reliability and validity testing of an archery chronometerValida un cronometro da montare sull'arco: in 20 arcieri d'élite la reazione al clicker è di 177 ms in media, contro 146 ms ricavati dall'EMG degli estensori delle dita (r = 0,79).
  4. 2006MetodoEdelmann-Nusser et al. 2006 Measurement of Draw-Length Alterations in the Final Pull in ArcheryUn estensimetro incollato al clicker segue l'allungo nella trazione finale di 7 juniores: nelle frecce peggiori dei due arcieri più deboli compaiono cedimenti e pause.
  5. 2006EstensioneEdelmann‐Nusser et al. 2006 On‐target trajectories and the final pull in archerySugli stessi 7 arcieri aggiunge la traccia della mira: in ciascuno il movimento dell'ultimo secondo è più piccolo nei 10 che negli 8 o meno, ma tra arcieri non indica chi fa più punti.
  6. 2010ContraddizioneErkek et al. 2010 Shooting Dynamics in ArcheryQuattro arciere a 18 m, 108 frecce: la reazione al clicker è la stessa per 10, 9 e 8 (circa 142-143 ms); nei 10 i flessori delle dita sono meno attivi e la trazione dura meno.
  7. 2011Tinazci 2011 Shooting dynamics in archery: A multidimensional analysis from drawing to releasing in male archersStesse tabelle dello studio del 2010, con il campione descritto come quattro arcieri maschi: conta come un dato solo. L'abstract parla di reazione più breve nei tiri migliori, la tabella dei risultati no.
  8. 2017EstensioneSpratford et al. 2017 Postural stability, clicker reaction time and bow draw force predict performance in elite recurve archery39 arcieri d'élite a 70 m: reazione al clicker (163 ms in media), forza di trazione dell'arco e oscillazione dopo il rilascio spiegano insieme il 42% della variabilità del punteggio; la reazione da sola pesa circa mezzo punto.
  9. 2020EstensioneÇelikel et al. 2020 Erkek Okçularda Reaksiyon Süratinin Hedef Atış İsabet Puanına Etkisi20 ragazzi di 15-17 anni: dopo 8 settimane di forza il gruppo allenato migliora reazione semplice e punteggio (da 93,5 a 105,5 su 12 frecce), ma la reazione misurata non è al clicker e i due gruppi non sono confrontati tra loro.
  10. 2021EstensioneErtan et al. 2021 Accuracy in Archery Shooting is linked to the Amplitude of the ERP N1 to the Snap of ClickerEEG su 15 ricurvisti e 1.070 frecce a 18 m: lo scatto del clicker evoca una risposta uditiva (N1) più ampia nelle frecce centrate, senza differenze nei tempi della risposta.
  11. 2023ReplicaKuch et al. 2023 Postural adjustments preceding string release in trained archers13 arcieri a 70 m su due pedane di forza: gli élite reagiscono al clicker più in fretta (146 contro 156 ms) e il corpo comincia a contrastare il contraccolpo troppo presto perché sia un riflesso.
  12. 2023EstensioneSong et al. 2023 Multi-muscle Synergies of Postural Control in Self- and External-Triggered Force Release During Simulated Archery Shooting8 uomini senza esperienza di tiro su un telaio d'arco strumentato: il rilascio deciso da sé disperde meno i colpi virtuali di quello comandato da un segnale esterno (0,017 contro 0,023).
  13. 2024Kim et al. 2024 Hierarchical Organization and Adjustment of Force Coordination in Response to Self-Triggered and External-Triggered Cues in Simulated Archery PerformanceStesso telaio e stesse caratteristiche dichiarate dei partecipanti dello studio del 2023: il rilascio autonomo è più ripetibile e le sinergie tra mani e dita si legano alla precisione.
  14. 2024EstensioneÖdek 2024 Factors Affecting Shooting Skill in Turkish Archery The Relation between Final Pull Distance and Logarithmic Dimensionless Jerk10 arcieri tradizionali turchi, senza clicker: fermando la trazione al 98% o al 96% dell'allungo massimo prima della trazione finale, mani e arco hanno meno micro-scatti in mira.
  15. 2025ReplicaJacquot et al. 2025 A multi-parameter investigation of elite archery: distinguishing individual and shared performance strategies during the aiming and follow-through phases8 arcieri francesi di vertice, 72 frecce a 70 m all'aperto: sul gruppo la reazione al clicker è più lunga nelle frecce da 8 o meno che nei 10; arciere per arciere la differenza non è significativa.

Gli studi del filone

Le affermazioni collegate

Le affermazioni del registro che hanno almeno uno di questi studi tra le evidenze.

68 affermazioni · 97% con evidenza su arcieri

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Campagna, M. (2026). Trazione finale, clicker e tempo di reazione dal 1993. In Ricerca. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/ricerca/trazione-finale-clicker

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