Metodo
Prove sui materiali: come si piegano, si fanno vibrare e si stancano aste, flettenti e legni
Buona parte di quello che il registro sa sui materiali di frecce, flettenti e archi nasce su un banco di prova: un'asta appoggiata su due supporti e caricata al centro, una freccia fatta vibrare, un provino di legno piegato fino a rompersi. Qui spiego che cosa misura ciascuna prova, come l'hanno usata gli studi e perché, tolte due eccezioni, i pezzi provati si contano sulle dita di una mano.
- Studi nel registro
- 10
- Su arcieri
- 0
- Anni
- 2004-2025
- Primo studio nel registro
- 2004
- Mediana dei soggetti
- 193
Tre domande per un banco di prova
Al materiale di un attrezzo gli studi fanno tre domande. La prima è quanto si piega sotto un carico: il pezzo si appoggia su due supporti e si carica al centro, ed è la flessione a tre punti, che sulle frecce dà lo spine. La seconda è come vibra: lo si fa oscillare e se ne leggono la frequenza e la velocità con cui l'oscillazione si spegne. La terza è se cambia con l'uso, e si ripete un carico per centinaia di migliaia di cicli prima di rifare le prime due prove. Accanto ci sono la trazione, che dà il modulo elastico, e la compressione, che dice quando un'asta cede di punta.
Lo spine e la flessione a tre punti
La prova dello spine appende 880 grammi al centro di un'asta appoggiata a 711 mm e legge di quanto si flette: una ProTour 380 cede 9,652 mm, cioè 380 millesimi di pollice. Un fisico dell'Università dell'Indiana ha misurato la stessa flessione a modo suo, con l'asta su due lame a 0,550 m, pesi appesi al centro e un comparatore, e convertendo la rigidità ha ricavato uno spine di 492 contro i 500 dichiarati.
Il banco più elaborato è quello di Kuch e colleghi: un attuatore carica l'asta al centro, un altro la fa ruotare, un sensore ottico misura con una precisione di due millesimi di millimetro, e ogni asta riceve 64 flessioni su almeno quattro giri. Su 59 X10 dello spine 325 la rigidità segue quasi sempre un'onda con due massimi e due minimi per giro, ampia in media 0,014 mm su una flessione di 8,290 mm. Da qui la scheda su uno spine che cambia girando attorno all'asta, «riportato». Il banco però legge un'asta ferma, e gli autori lo dicono: al tiro la freccia si flette sotto la spinta della corda.
È il limite della prova dello spine in generale. Per far tornare i conti su tre aste da gara, Rieckmann e colleghi hanno dovuto alzare nel modello la rigidità ai due estremi, dove entrano il perno della cocca e il codolo della punta, mentre la prova statica legge una sola flessione al centro. Che lo spine statico non basti a prevedere la freccia al tiro lo dicono per ora soltanto i modelli, e la scheda sullo spine statico e dinamico è «trasferita».
Far vibrare la freccia
Per la vibrazione conta come si tiene l'asta. Park nel 2011 l'ha tenuta in un nodo e ha letto la frequenza con uno stroboscopio: 74, 77 e 80 hertz per tre ProTour da compound, dalla più morbida alla più rigida. Nel 2012 il vibrometro laser di Rieckmann, con l'asta libera, ha trovato otto modi di flessione, con il secondo a tre volte il primo; tre esemplari dello stesso modello coincidevano sul primo con una deviazione standard di 0,4 hertz, che all'ottavo saliva a 12,5 e 16,5. Il fisico dell'Indiana ha eccitato la freccia con una bobina: 84,8 hertz e un fattore di qualità di 400, cioè circa un secondo e mezzo perché l'oscillazione scenda a poco più di un terzo dell'ampiezza iniziale. Su queste misure stanno le schede sulla frequenza che sale con lo spine, sui modi più alti e sulla freccia che vibra fino al bersaglio, tutte «riportate».
Il banco del 2019 di Fish e colleghi, un progetto di corso universitario, blocca invece l'asta ai due estremi e la scuote al centro. Le frequenze scendono fra 31,3 e 40,8 hertz contro gli 80-100 dell'asta libera, per cui fra laboratori diversi si confronta l'ordine, non il valore. Lo stesso banco non distingue un carbonio 500 da un 600, e dentro lo stesso spine dà rigidezze che variano dal 14 al 22%. Lo smorzamento esce fra 0,32 e 0,67, e con 0,32 l'ampiezza scende al 12% in un solo ciclo, mentre una freccia libera flette per molti cicli: il registro lo legge come lo smorzamento dei morsetti e dell'attuatore più che dell'asta. Su quel solo banco poggia la scheda per cui il carbonio smorza meno di alluminio e legno, «riportata».
Flettenti e riser
Il gruppo coreano di Heo ha provato tre preimpregnati di carbonio di tre fornitori, con la stessa fibra e lo stesso contenuto di resina dichiarato, secondo le norme ASTM di trazione, flessione su tre punti e compressione, cinque provini per gruppo: a trazione si somigliano, a flessione e compressione no. I valori stanno solo nei grafici, e tabella e didascalia assegnano le sigle a due aziende diverse. Poi un accelerometro su un flettente da 68,42 libbre, quattro tiri per condizione e nessuna deviazione standard: con la vetroresina al posto della bachelite la vibrazione verticale scende da 500 a 280 m/s². Sono «riportate» sia la scheda sui preimpregnati di fornitori diversi sia quella sul materiale del flettente.
Il riser alleggerito di Edelmann-Nusser e colleghi mostra dove finisce la prova e comincia il calcolo. Prove di flessione, spettroscopia e microscopio sono servite a caratterizzare la lega di un Radian, il riser di riferimento, per dare i dati al modello; il riser nuovo, una volta costruito, è stato pesato, 871 grammi contro 1.114; la sua flessione, 1,94 contro 1,85 mm, viene invece dal modello. Nessuno ha caricato il pezzo, e la scheda sul riser più leggero resta «trasferita».
Legni e bambù
Sull'arco di Kyoto Hamada ha provato i pezzi che un maestro artigiano aveva scelto per le due facce. Su 400 mm di luce il bambù interno era più rigido di quello esterno, con il 18% di fibra dura contro il 9, mentre su 80 mm la differenza non emergeva: la luce scelta decide che cosa si vede. Le schede sul bambù interno più rigido e sui legni del nucleo sono «riportate», con i pezzi di un solo artigiano, un numero di campioni non dichiarato e i valori solo nei grafici.
Il campione più grande è un'analisi, non una prova: George ha raccolto da banche dati pubbliche modulo di rottura e modulo elastico di 431 campioni di 326 specie. Il modulo di rottura viene però da un solo carico fino alla rottura, non dalla flessione ripetuta che l'arco subisce a ogni tiro, e dentro una specie le proprietà cambiano fino al 30%. Le schede sui legni adatti agli archi e sui legni australiani sono «riportate».
Compressione e fatica
Suetsugu e colleghi hanno compresso due modelli di aste di duralluminio da kyudo su una macchina universale: hanno ceduto a circa 50 e 65 newton, vicino ai 46,8 e 62,2 della formula del carico di punta, con una sollecitazione lontana dallo snervamento della lega, per cui l'asta si rompe perché si piega. Il testo non dice quante aste siano state provate, e la scheda sull'asta che cede di punta è «riportata».
La fatica è la prova più rara, e l'unica è di nuovo il banco del 2019: una freccia per materiale, circa 600.000 cicli, una misura dopo. Tutte risultano più rigide, il carbonio da 486 a 737 newton al metro, ma la sua massa stimata scende da 10,3 a 9,0 grammi, cosa che un'asta intatta non fa, e nessuna freccia di controllo è stata rimisurata. La scheda sulla fatica della freccia è «contraddetta», con poco peso. Il lavoro coreano nasce dalla delaminazione dei flettenti, ma non fa cicli: nessun flettente è stato provato a fatica.
Che cosa controllare
- come è tenuta l'asta, libera, in un nodo o incastrata: i valori assoluti si confrontano solo a parità di vincolo;
- la luce fra gli appoggi e la velocità di carico;
- quanti pezzi per condizione, e se c'è una deviazione standard;
- se il numero è misurato sul pezzo o calcolato da un modello, e se il banco è stato tarato;
- se qualcuno ha poi tirato quei pezzi contando dove arrivano: lo ha fatto solo lo studio sulle 59 X10, con una macchina a 70 m, e spine medio e ampiezza dell'onda spiegavano il 19% della posizione orizzontale.
Come si pesano disegno e campione è spiegato in Come leggiamo uno studio; che cosa fa lo spine al tiro, nell'articolo sul paradosso dell'arciere e nel filone sulla dinamica della freccia.
Gli studi che lo usano
- 2004Lightweight design optimization of a Bow Riser in Olympic Archery applying evolutionary computing
- 2011The Behaviour of An Arrow Shot from a Compound Archery Bow
- 2012Modelling the three-dimensional vibration of composite archery arrows under free–free boundary conditions
- 2015Applications of Physics to Archery
- 2017Materials Technology in Kyoto Bow
- 2019Dynamic Characterization of Arrows through Stochastic Perturbation
- 2023Manufacture and Vibration-Damping Effect of Composites for Archery Carbon Fiber-Reinforced Polymer Limb with Glass Fiber-Reinforced Polymer Stabilizer
- 2024Buckling Fracture Behavior of Duralumin Arrows used for Japanese Archery
- 2024Is Australian Flora Unsuitable for the Bow-and-Arrow?
- 2025Improving the arrow selection process in archery: the stiffness variation pattern matters
Le affermazioni collegate
Le affermazioni del registro che hanno almeno uno di questi studi tra le evidenze.
50 affermazioni · 18% con evidenza su arcieri
- RiportatoLa posizione delle alette rispetto al lato più rigido dell'asta non cambia il punto d'impatto1 studioStato dal 2025
- TrasferitoIn un compound destro, a pieno allungo la freccia va allineata un poco a destra del centro del bersaglio1 studioStato dal 2011
- TrasferitoUn arco da gara trasferisce alla freccia circa tre quarti del lavoro di trazione8 studi · 10 arcieri misuratiStato dal 1990
- RiportatoA spine vicino, un'asta in alluminio pesa più di una in carbonio2 studiStato dal 2019
- RiportatoNell'arco giapponese il bambù scelto per la faccia interna è più rigido di quello esterno1 studioStato dal 2017
- RiportatoUn arco giapponese incollato con colla animale spinge la freccia di più nell'ultimo tratto, a pari velocità massima1 studio · arcieri misuratiStato dal 2017
- RiportatoUn compound accumula fra i 70 e i 100 joule e a pieno allungo scarica circa due terzi della forza4 studiStato dal 2015
- TrasferitoA pari forza di picco il compound immagazzina molta più energia del ricurvo e si tiene in mira con molta meno forza5 studi · 13 arcieri misuratiStato dal 2012
- TrasferitoCon il compound la freccia si flette meno che con il ricurvo e parte quasi allineata2 studiStato dal 2011
- TrasferitoNel compound la posizione del rest conta poco, purché la freccia passi libera1 studioStato dal 2011
- RiportatoNel compound d'élite si tirano più libbre che nel ricurvo2 studi · 61 arcieri misuratiStato dal 2025
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- RiportatoQuello che l'arco non dà alla freccia resta nelle sue parti in movimento: rinculo e distacco della cocca pesano quasi niente4 studiStato dal 2015
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- CorroboratoLungo il volo la freccia perde una parte apprezzabile della velocità con cui è partita12 studiStato dal 2011
- TrasferitoPer accordare la freccia del ricurvo conta più il peso in coda che quello della punta3 studiStato dal 2012
- ContestatoUn'asta più dritta dà impatti più raccolti6 studiStato dal 2025
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- RiportatoLo spine della freccia va accordato al libbraggio e alla lunghezza della freccia8 studi · 83 arcieri misuratiStato dal 1990
- TrasferitoLo spine misurato da fermo non basta a prevedere come la freccia si comporta al tiro6 studiStato dal 2001
- RiportatoLe aste hanno un lato più rigido e uno più morbido: la rigidità cambia girando attorno all'asse3 studiStato dal 2025
- RiportatoTorcere l'arco con la mano sposta la freccia sul bersaglio8 studi · 35 arcieri misuratiStato dal 2007
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- RiportatoPiccole differenze nella velocità d'uscita spiegano buona parte della dispersione verticale10 studi · 10 arcieri misuratiStato dal 2015
- RiportatoNell'arco giapponese asimmetrico i due flettenti si deformano in modo diverso3 studiStato dal 2013
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Filoni
- Aerodinamica della freccia: resistenza, strato limite, alette
- Archi tradizionali e storici, dai modelli agli arcieri
- Il paradosso dell'arciere nella ricerca: dal 1987 a oggi
- L'arco giapponese visto dall'ingegneria
- La meccanica del compound: camme, flettenti e simmetria
- Pressione e torsione dell'impugnatura: dal 1971 a oggi
- Quanta energia passa dall'arco alla freccia: modelli e misure dal 1937
- Quante libbre tirano gli arcieri: le misure dal 1967
- Vibrazioni e stabilizzatori: che cosa ha misurato la ricerca dal 1987
Cita
Campagna, M. (2026). Prove sui materiali: flessione, vibrazione, fatica. In Ricerca. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/ricerca/metodi/prove-sui-materiali-flessione-fatica
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