Lo spine si sceglie dalla tabella di selezione del produttore, quella del modello di asta che volete comprare, entrando con due numeri: il libbraggio che tenete alle dita al vostro allungo e la lunghezza della freccia. All'incrocio la tabella indica uno spine, o un gruppo di spine fra cui scegliere, e quella è la partenza; la conferma arriva tirando, perché la stessa asta si comporta in modo diverso su archi diversi. Per chi comincia c'è una cosa in più da sapere: nel primo anno il libbraggio di solito sale, e una freccia adatta all'arco di oggi può diventare troppo morbida per quello di domani.
Che cosa succede alla freccia quando lascia l'arco l'ho raccontato nell'articolo sul paradosso dell'arciere, e la scelta delle frecce per chi già gareggia sta in come scegliere le frecce da gara; qui resto alle basi, senza nominare nessuna marca.
Che cos'è lo spine
Lo spine è la rigidità dell'asta, cioè quanto resiste a piegarsi. Il numero stampato sulle aste di carbonio e di alluminio è uno spine statico: si appoggia l'asta su due sostegni distanti 28 pollici, 711 millimetri, si appende al centro un peso di 1,94 libbre, circa 880 grammi, e si misura di quanto si abbassa, in millesimi di pollice. Un'asta che cede mezzo pollice è uno spine 500, una che cede 380 millesimi, cioè 9,65 millimetri, è uno spine 380. Il metodo era descritto in una norma americana, la ASTM F2031, ritirata nel 2023 senza sostituzione, e il numero si legge ancora così.
Il verso del numero è la prima cosa che confonde chi comincia. Siccome il valore è la flessione stessa, più il numero è alto più l'asta è morbida: un 600 si piega più di un 500, e un 500 più di un 400. Le frecce di legno seguono un'altra convenzione e di solito si vendono con lo spine espresso in libbre, per cui la loro tabella si legge con le indicazioni di chi le vende.
Al tiro, però, la corda spinge l'asta da dietro, la comprime e la fa flettere mentre accelera: il comportamento in quelle condizioni si chiama spine dinamico, e dipende anche dall'arco, dalla punta, dalla lunghezza e dal rilascio. Che lo spine misurato da fermo non basti a prevedere come la freccia si comporta al tiro lo dicono i modelli da venticinque anni, ma nessuna prova con le stesse aste tirate lo ha confermato, e nel registro l'affermazione è trasferita. In pratica, aste di modelli diversi con lo stesso numero non vanno date per equivalenti, e cambiando modello si riparte dalla sua tabella.
Da che cosa dipende la scelta
La regola di base è che lo spine va accordato al libbraggio e alla lunghezza della freccia: un arco più potente fa flettere di più l'asta e chiede una freccia più rigida, e a parità di arco una freccia più lunga si comporta come una più morbida. La regola regge in tutti i modelli dal 1990 in poi, ma nessuno ha ancora confrontato come raggruppano arcieri con uno spine adatto e con uno non adatto, e nel registro è riportata. Per chi compra le prime frecce i fattori da guardare sono tre.
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Il libbraggio reale, al vostro allungo
Il numero segnato sui flettenti vale all'allungo di riferimento del costruttore, di solito 28 pollici, e con un allungo diverso il libbraggio reale cambia. In 49 principianti universitari le donne tiravano in media 21,24 libbre contro le 26,18 segnate. Nel registro l'affermazione che il libbraggio segnato sull'arco è diverso da quello che si tira al proprio allungo è contestata, perché un secondo studio, con arcieri vicini all'allungo di riferimento, ha trovato il numero quasi esatto. Per la tabella, quindi, conta il libbraggio pesato con una bilancia per archi al vostro allungo, e in società di solito ce n'è una.
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La lunghezza della freccia
Dipende dall'allungo e dal margine che si lascia davanti al rest, e la si può stimare con il calcolatore di allungo e lunghezza della freccia. Ogni tabella dice da dove a dove la misura, e conviene controllarlo prima di tagliare. Nel modello di un ricurvo da gara dieci millimetri di asta in più valgono circa 4,5 newton di libbraggio in meno, più o meno una libbra, e siccome un'asta si accorcia ma non si allunga, quando si è incerti si parte un po' lunghi e si taglia dopo le prove.
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Il peso della punta
A parità di asta, una punta più pesante fa comportare la freccia come più morbida, e molte tabelle indicano il peso di punta per cui sono calcolate. L'unico modello che ha calcolato l'effetto lo trova piccolo, mezzo newton di libbraggio passando da 120 a 100 grani contro gli undici di una misura di spine, e dà più peso alla coda: nel registro l'affermazione sul peso in coda e l'accordatura è trasferita. La punta, quindi, serve a rifinire, non a rimediare a uno spine lontano.
Gli stessi modelli danno un'idea di quanto sia stretta la finestra. In uno di questi, passare allo spine vicino chiede circa 11 newton di libbraggio, due libbre e mezza, mentre un ricurvo si regola solo entro circa il dieci per cento del nominale: a un dato allungo, quindi, gli spine che si lasciano accordare bene sono uno o due. Il compound fa storia a sé, perché con lo sgancio meccanico la freccia si flette di lato meno che nel rilascio con le dita e i produttori spesso gli dedicano una tabella a parte; un solo lavoro, con una macchina di tiro, ha trovato che lì anche frecce più rigide del consigliato raggruppano come quella consigliata, ed è riportato.
Come si legge una tabella di selezione
Le tabelle cambiano da un produttore all'altro, ma quasi tutte funzionano allo stesso modo: in una direzione il libbraggio, nell'altra la lunghezza della freccia, e all'incrocio un'indicazione di spine. Alcune danno il numero, altre un gruppo che una legenda traduce in spine. Lo schema qui sotto mostra il percorso di lettura, con lettere al posto dei numeri perché non è la tabella di nessuno.
Il primo passo è scegliere la tabella giusta: quella del modello di asta che volete comprare e del vostro tipo di arco, controllando per quale peso di punta è calcolata. Poi si cerca la riga del libbraggio pesato al vostro allungo e la colonna della lunghezza della freccia, misurata come la misura la tabella. All'incrocio c'è lo spine, o il gruppo, e la legenda dice quali aste ci stanno. Se si cade a cavallo fra due caselle, la punta e il taglio dell'asta servono a spostarsi di poco da una parte o dall'altra.
Che le tabelle siano il punto di partenza dei migliori è riportato da un'osservazione sola, ma netta: nelle riprese ad alta velocità di sedici arcieri del ricurvo di squadre nazionali la rigidità delle frecce era in tutti i casi quella prevista dalle tabelle per il loro libbraggio e la loro lunghezza. Il dato dice che i migliori le seguono, non che indichino l'asta migliore, e su questo secondo punto c'è soltanto un modello numerico del 2025, non ancora verificato con tiri, che le trova troppo rigide, fino a quattro misure, per le frecce lunghe e i libbraggi bassi. I libbraggi bassi sono proprio quelli di chi comincia, e per questo la tabella va presa come un'indicazione da controllare.
Perché si verifica in campo
Il controllo classico è il bare shaft test, la prova dell'asta spoglia: si tirano alla stessa distanza alcune frecce impennate e alcune aste senza alette, e si guarda dove cadono le une rispetto alle altre. Senza l'impennaggio che la raddrizza in volo, l'asta nuda mostra l'errore di spine che le alette coprirebbero. Per un destro che tira con le dita, se le aste nude cadono a sinistra del gruppo impennato la freccia è troppo rigida, se cadono a destra è troppo morbida; per un mancino le direzioni si invertono. È la regola dei manuali di messa a punto, e nel registro non c'è uno studio che l'abbia verificata con arcieri che tirano; una macchina di tiro con un arco destro, però, ha mandato a sinistra le frecce più rigide di un lotto dello stesso spine, nella direzione che la regola prevede.
Per chi comincia la prova ha un limite di tempo: nella mia esperienza l'asta nuda dice qualcosa solo quando il rilascio è abbastanza costante da fare gruppo, perché finché le frecce impennate si sparpagliano lo scarto dell'asta nuda si confonde con quello del gesto. Il momento giusto, di solito, arriva dopo i primi mesi, a distanza corta e con un istruttore accanto, dopo aver sistemato il punto d'incocco: il protocollo passo per passo sta nell'articolo sul volo della freccia, e la messa a punto completa in quello sul bow tuning. Le correzioni si fanno una alla volta, con la punta, la lunghezza o qualche giro ai bulloni dei flettenti, e dopo ognuna si ritira.
Quando comprare le frecce e quando ricontrollarle
Durante il corso, di solito, le frecce le presta la società, e la prima dozzina propria arriva dopo, quando l'allungo è stabile e si sa con che arco si vuole continuare. Con un riser a flettenti intercambiabili, nel primo anno il libbraggio sale a scatti, e visto che nei modelli una misura di spine vale circa due libbre e mezza, un cambio di flettenti di qualche libbra può già spostarvi nella casella vicina. Per questo il primo set conviene sceglierlo pensando che durerà una stagione, e chiedere in società se qualcuno ha aste usate dello spine che vi serve.
Lo spine va ricontrollato ogni volta che cambia qualcosa del sistema: il libbraggio, la lunghezza della freccia, il peso della punta o il modello di asta. Il regolamento, invece, non vi chiede uno spine. Nelle gare alla targa di World Archery l'asta non può superare 9,3 millimetri di diametro e la punta 9,4, ogni freccia porta il nome o le iniziali dell'arciere, e quelle tirate in una volée devono essere identiche nell'aspetto. La FITARCO, la FIARC e l'IFAA hanno ciascuna il proprio regolamento, che si trova sul sito della federazione o si chiede in società.