Scheda studio
Muscoli del braccio dell'arco: studio Ertan 2009
Muscular activation patterns of the bow arm in recurve archery
Citazione
Ertan, H. (2009). Muscular activation patterns of the bow arm in recurve archery. Journal of Science and Medicine in Sport, 12(3), 357-360. https://doi.org/10.1016/j.jsams.2008.01.003
DOI: 10.1016/j.jsams.2008.01.003
Cita lo studio
Ertan, H. (2009). Muscular activation patterns of the bow arm in recurve archery. Journal of Science and Medicine in Sport, 12(3), 357-360. https://doi.org/10.1016/j.jsams.2008.01.003
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Scheda tecnica
- Disegno
- Studio trasversale
- Popolazione
- Arcieri
- Numero di soggetti
- 20
- Tipo
- Articolo in rivista
- Lingua
- Inglese
- Revisione tra pari
- Non dichiarata
- Sede
- Journal of Science and Medicine in Sport
Cosa ha misurato e cosa ha trovato
Dieci arcieri d'élite e dieci principianti hanno tirato con elettrodi sull'avambraccio del braccio dell'arco, non su quello della corda, per vedere che cosa fa la mano che tiene l'impugnatura. L'idea di partenza è quella degli allenatori: l'arco non si impugna, si lascia appoggiato alla mano dalla pressione della corda, perché stringerlo lo fa ruotare e manda la freccia di lato.
Nei dieci d'élite l'estensore delle dita lavora più del flessore in tutto il periodo osservato, cioè un secondo prima e un secondo dopo lo scatto del clicker, con due eccezioni: a 100, 200 e 300 millesimi la differenza non è significativa. I due muscoli raggiungono il picco insieme a 200 millesimi e poi si rilassano subito. Nei principianti il quadro è un altro: prima del clicker i due muscoli hanno andamenti simili, poi il flessore sale di colpo a 100 millesimi dallo scatto e arriva al massimo verso i 200, con una differenza significativa a 100 e 200 millesimi; entrambi tornano ai valori di partenza intorno ai 300.
Confrontando i due gruppi, gli arcieri d'élite hanno l'estensore più attivo dei principianti in tutti gli intervalli, mentre i principianti hanno il flessore più attivo degli arcieri d'élite in tutti gli intervalli tranne quello dei 200 millesimi, con differenza significativa a 500, 600 e 700 millesimi.
La lettura dell'autore è che chi tira bene non si limita a rilasciare i flessori per non stringere l'arco: contrae attivamente gli estensori, e nei momenti attorno al rilascio pareggia i due gruppi muscolari in modo che le dita non cambino posizione. I principianti, invece, afferrano l'impugnatura con pollice e dita proprio quando l'arco comincia a muoversi in avanti.
Come è stato misurato
I dieci arcieri d'élite venivano dalle nazionali tedesca e turca, i dieci principianti da club di Colonia e di Ankara. Lo studio è stato approvato dal comitato etico di una facoltà di medicina di Ankara e ogni partecipante ha firmato un consenso informato.
Gli elettrodi sono stati posizionati secondo le raccomandazioni di un protocollo europeo, due centimetri fra i centri, allineati alle fibre, sul ventre del flessore superficiale delle dita e dell'estensore delle dita. L'elettrodo di riferimento è stato messo sull'olecrano, dopo che nella fase di prova gli arcieri avevano trovato fastidiosi i riferimenti sullo sterno e sull'acromion. Banda dell'amplificatore da 8 a 500 Hz, campionamento a 1.000 Hz, impedenza massima fra elettrodi 6 kOhm.
Ogni arciere ha fatto una sola sessione di 15 tiri, i primi tre di prova: sono stati analizzati i dodici successivi. Lo scatto del clicker faceva partire un impulso elettrico registrato insieme al segnale muscolare, e attorno a quell'istante sono stati ritagliati due secondi, uno prima e uno dopo, divisi in venti intervalli da 100 millesimi. Il segnale è stato raddrizzato, filtrato con una media mobile e integrato, poi normalizzato sulla contrazione volontaria massima di ciascun muscolo, misurata prima dei tiri con l'articolazione fra metacarpo e falange posta a 90 gradi.
Il confronto interno a ciascun gruppo è stato fatto con test t appaiati, quello fra i gruppi con analisi della varianza a una via e confronti successivi di Tukey, intervallo per intervallo, con soglia a 0,05.
Il metodo, spiegato: EMG di superficie nel tiro con l'arco: come si legge
Limiti
Il corpo dell'articolo non contiene un solo valore numerico: tutte le ampiezze stanno nei grafici e in un'appendice pubblicata solo online. Si leggono quindi le direzioni e le significatività, non le quantità. Questa scheda è corta per quel motivo.
Il testo non chiarisce sempre se gli intervalli citati, i 100, 200 e 300 millesimi per gli arcieri d'élite e i 500, 600 e 700 per il confronto fra gruppi, vadano contati prima o dopo lo scatto del clicker. Dal contesto della discussione si tratta degli intervalli successivi allo scatto, ma la frase in sé è ambigua.
I gruppi sono di dieci e dieci, e nel gruppo d'élite confluiscono due nazionali diverse, con scuole tecniche e attrezzature differenti. Dei principianti non si dice quanti mesi avessero di pratica, né età, sesso, libbraggio o tipo di arco. Dodici tiri a testa sono pochi per una misura che varia da freccia a freccia, e non c'è nessuna seconda sessione che dica quanto il risultato sia ripetibile.
Il punto che pesa di più: non c'è nessun punteggio. Nessuna freccia è stata collegata al punto d'impatto, quindi lo studio confronta due livelli di arcieri, non due modi di tirare con esiti misurati. L'autore scrive che la strategia dell'estensore potrebbe essere una delle ragioni per cui gli arcieri di alto livello fanno più punti: è un'ipotesi dichiarata come tale, e l'ordine causale resta aperto, perché contrarre l'estensore può essere una conseguenza di anni di pratica tanto quanto una causa dei punti. Allo stesso modo, la torsione dell'arco prodotta dallo stringere l'impugnatura è supposta, non misurata: nessuno strumento sull'arco ha registrato rotazioni.
Infine, l'articolo deduce dall'elettromiografia che i principianti avvolgano l'impugnatura con indice, medio, anulare e pollice. Gli elettrodi registrano l'attività di due muscoli dell'avambraccio, non dicono quali dita si muovano.
Cosa vuol dire per chi tira
Il risultato che interessa chi tira riguarda la mano dell'arco, la meno osservata delle due. Negli arcieri di alto livello non c'è soltanto l'assenza di presa: c'è un'attività dell'estensore delle dita superiore a quella del flessore per tutto il tiro, cioè le dita sono tenute aperte, non semplicemente lasciate andare. Nei principianti, al contrario, il flessore si accende un decimo di secondo dopo il clicker, proprio mentre l'arco comincia ad andare avanti.
Questo cambia il modo di leggere il consiglio classico. Dire a un principiante di rilassare la mano dell'arco descrive il risultato, non quello che fa chi ci riesce: nei dati, la mano rilassata degli arcieri esperti è una mano che lavora, in direzione opposta alla presa. Lo studio non dice però quanto estendere, né in che fase, né che insegnare l'estensione funzioni: nessuno è stato allenato a farla e poi rimisurato.
Quanto all'effetto sulla freccia, l'articolo lo cita per spiegare perché la torsione dell'arco conta: se l'arco e la freccia accelerano senza interferenze, la flessione laterale dell'asta, che dipende dallo spine, si svolge come prevista. È il contesto, non un risultato di questo lavoro, che non ha misurato né la torsione dell'arco né il volo della freccia.
Nel registro lo studio vale come evidenza su un confronto fra livelli, con venti partecipanti e nessun punteggio: dice che i due gruppi usano l'avambraccio del braccio dell'arco in modo diverso, non che l'uno faccia fare più punti dell'altro.
Nel registro
Le affermazioni in cui questo studio è un'evidenza, con la sua posizione e lo stato attuale.
Articoli che lo usano
Filone di ricerca
Cita, nel registro
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Dossier: come lo ha ripreso la ricerca
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- 2025Associations of Scoring Accuracy with Postural Stability and Strength Measures in Archers on a Standard Archery Site
- 2025Abdominal and Multifidus Muscle Morphology and Function, Trunk Clinical Tests, and Symmetry in Young Elite Archery Athletes
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Cita questa scheda
Campagna, M. (2026). Scheda studio: Muscular activation patterns of the bow arm in recurve archery. In Registro delle evidenze. matteocampagna.com. Consultato il 16 ottobre 2026, da https://matteocampagna.com/evidence/ertan-2009-bow-arm-muscles
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